L’anedonia spiegata: cos’è, chi ne soffre e come curarla

Può capitare a tutti, nel corso della propria vita, di incontrare persone che non riescano a provare piacere o che appaiono insensibili a situazioni che, un tempo, consideravano gratificanti. In queste situazioni si può parlare di anedonia, ovvero quella mancanza di interesse nei confronti di attività che solitamente procurano godimento. In alcuni casi, però, può essere sintomo di qualcosa di più grave.

Cos’è l’anedonia

Con il termine anedonia si intende la perdita di interesse o l’incapacità di provare piacere nello svolgimento di azioni che in realtà lo procurano. Collegato a ciò, si può assistere anche ad una sorta di appiattimento dello stato emotivo ed affettivo.

Questo problema può interessare uno o più ambiti, come, per esempio, il cibo, il sesso e le interazioni sociali. L’anedonia però non è una malattia vera e propria, ma più un sintomo tipico di patologie ben più gravi come la depressione maggiore e altri disturbi dell’umore e di personalità con manifestazioni psicotiche.

Come capire se soffri di anedonia: i sintomi

Non risulta molto semplice individuare i sintomi dell’anedonia perché non si manifesta unicamente come un’incapacità a livello emotivo e psicologico di provare piacere nei confronti di qualcosa. Essa influisce anche sul carattere e la volontà della persona che ne soffre arrivando a limitare le sue emozioni, l’energia e perfino le attività quotidiane.

Tra i sintomi più comuni dell’anedonia si possono trovare:

  • appiattimento emotivo;
  • tendenza all’isolamento sociale;
  • rabbia;
  • sintomi ansiosi e/o depressivi.

Nonostante questo, è fondamentale rivolgersi al proprio medico per poterla diagnosticare: è necessario determinare la patologia all’origine di questo sintomo per intraprendere una terapia adeguata.

È possibile, inoltre, distinguere diversi tipologie di anedonia, a seconda degli aspetti di vita cui questa si lega:

  • anedonia sociale: spiccato disinteresse verso le situazioni sociali e le relazioni interpersonali;
  • anedonia fisica: mancanza di interesse e assenza di piacere legata al cibo e l’assenza totale di desideri, interessi e stimoli per qualsiasi attività;
  • anedonia sessuale: mancanza di interesse verso la sessualità e i rapporti amorosi.

Insomma, è una problematica complessa: la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio medico curante in modo che possa indirizzare verso uno specialista della salute mentale in grado di indagare le origini di questo sintomo.

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Scegliere uno psicologo: come fare

Una volta che hai preso la decisione di farti aiutare da uno psicologo per non soffrire più di anedonia è importante scegliere quello giusto. Decisione difficile: ci sono diverse scuole di psicoterapia, diverse tecniche, e le recensioni online sono inutili perché tutte positive. Ma è proprio questo uno dei momenti più delicati: selezionare quello sbagliato può far fallire la terapia.

Ecco qualche consiglio per decidere qual è il percorso che fa per te:

  1. assicurati che sia uno psicoterapeuta certificato. Gli psicologi che non sono psicoterapeuti possono darti dei validi consigli, ma non possono proporti un percorso di cura;
  2. scegli qualcuno che non sia legato a parenti o amici. Devi sentirti tranquillo e aprirti completamente durante la terapia, e questo avviene meglio con professionisti che non sono connessi alla tua sfera di conoscenze;
  3. trova uno psicoterapeuta esperto in sindromi depressive. Per quanto tutti i terapeuti abbiano avuto una formazione completa, migliaia di ore di esperienza sul campo e una specializzazione sono garanzia di un percorso di successo;
  4. scegli qualcuno con cui entri in sintonia. Questo lo puoi sapere veramente solo provando una seduta, ma in fase di prenotazione puoi porre delle domande che ti aiuteranno a capire meglio se lo psicoterapeuta che hai scelto fa al caso tuo. Come sarà strutturato il percorso? Su cosa ci si concentrerà? Sono previsti esercizi e compiti a casa?

Una soluzione è Serenis, l’azienda che tra le altre cose cura anche questo blog. Serenis ha psicoterapeuti esperti in questa patologia; te ne assegna uno adatto alla tua situazione, con cui farai una prova gratuita e iniziare un percorso se per qualche motivo non entri in sintonia (puoi richiedere un terapeuta diverso con un clic). Ci sono però molti altri validi modi per trovare uno psicoterapeuta competente: per esempio puoi chiedere al medico di base o rivolgerti a un consultorio nella tua zona. L’importante è fare il primo passo.

Le cause dell’anedonia

Essendo l’anedonia un problema psicologico o psichiatrico che può essere sintomo di un disturbo dell’umore come la depressione, le cause scatenanti vanno necessariamente indagate e individuate. All’origine possono esserci fattori genetici, come casi precedenti in famiglia, oppure biologici, ma la verità è che il più delle volte si tratta di un insieme di ragioni psicologiche e ambientali.

Essendo poi un sintomo e non una malattia vera e propria, può rivelarsi essere la spia di altri disturbi, come depressione o, più in generale, disturbi dell’umore. Negli stadi depressivi iniziali la persona lamenta un’incapacità di provare soddisfazione persino da quelle attività quotidiane che, di norma, sono considerate piacevoli.

È importante, inoltre, distinguere l’anedonia dall’apatia che non è altro che una profonda assenza di motivazioni che comporta una forte riduzione dei comportamenti finalizzati a raggiungere qualsiasi obiettivo.

Chi soffre di apatia ha quindi difficoltà nell’intraprendere nuovi comportamenti o iniziative, mentre l’anedonia consiste in una marcata diminuzione dell’interesse o del piacere per la maggior parte delle attività quotidiane. La persona può arrivare a smettere di ricercare attività piacevoli, come se mancasse di motivazione (Husain & Roiser).

Di anedonia si guarisce: le cure

Non esiste un protocollo di cura standard per curare l’anedonia, tuttavia è possibile uscirne. Le terapie, infatti, sono più o meno identiche a quelle utilizzate per la cura della depressione e di altri disturbi di natura psicologica.

È fondamentale, quindi, effettuare incontri con uno psicologo o con uno specialista psichiatrico per instaurare un dialogo e, quando necessario, arrivare al supporto farmacologico. La cura vera e propria avviene nel momento in cui lo specialista capisce l’origine di questo disturbo.

È necessario, perciò, trovare un percorso di cura adeguato. Su Serenis, per esempio, puoi trovare un supporto psicologico grazie a un team di psicoterapeuti online pronti a fornire nuovi strumenti per combattere l’anedonia.

come curare anedonia

Bibliografia

  • IPSICO: Anedonia e sensazioni di piacere;
  • Pelizza, L., & Ferrari, A. (2009). Anhedonia in schizophrenia and major depression: state or trait?. Annals of General Psychiatry, 8(1), 1-9;
  • Husain, M., & Roiser, J. P. (2018). Neuroscience of apathy and anhedonia: a transdiagnostic approach. Nature Reviews Neuroscience, 19(8), 470-484;
  • Kirkpatrick, B., & Buchanan, R. W. (1990). Anhedonia and the deficit syndrome of schizophrenia. Psychiatry research, 31(1), 25-30;
  • Fukuda, A. M., Kang, J. W. D., Gobin, A. P., Tirrell, E., Kokdere, F., & Carpenter, L. L. (2021). Effects of transcranial magnetic stimulation on anhedonia in treatment resistant major depressive disorder. Brain and Behavior, 11(9), e2329;
  • Blanchard, J. J., Mueser, K. T., & Bellack, A. S. (1998). Anhedonia, positive and negative affect, and social functioning in schizophrenia. Schizophrenia bulletin, 24(3), 413-424.

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Revisori

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Dott. Raffaele Avico

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista certificato EMDR I

Ordine degli Psicologi del Piemonte num. 5822

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista EMDR. È membro della ESDT (European Society for Trauma and Dissociation) e socio AISTED (Associazione italiana per lo studio del trauma e della dissociazione).

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Dott. Rosario Urbani

Psicoterapeuta specializzato in cognitivo comportamentale

Ordine degli Psicologi della Campania num. 6653/A

Laureato in Neuroscienze presso la Seconda Università di Napoli. Specializzato presso l’istituto Skinner in psicoterapia cognitivo comportamentale. Analista del comportamento ABA e specializzato anche nella tecnica terapeutica dell'EMDR.

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Dott.ssa Maria Vallillo

Psicoterapeuta specialista in Lifespan Developmental Psychology

Ordine degli Psicologi del Lazio num. 25732

Laurea in Psicologia presso l'Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in psicoterapia e psicologia del ciclo di vita presso l’Università la Sapienza di Roma. Esperta in neuropsicologia e psicodiagnostica e perfezionata in psico-oncologia.