Cos'è l'anedonia: cause, sintomi e come curarla
L'anedonia è un sintomo psicologico caratterizzato dall'incapacità di provare piacere o interesse nelle attività quotidiane. Può essere associato a diversi disturbi mentali, inclusi depressione, schizofrenia e disturbi dell'umore.

Ti è mai capitato di non provare più piacere nelle attività che prima ti facevano sentire felice?
Di sentirti indifferente verso hobby, relazioni o momenti che un tempo aspettavi con entusiasmo e gioia? Quando questa sensazione persiste nel tempo potrebbe trattarsi di anedonia.
In questo articolo vedremo cos'è l'anedonia, quali sono i sintomi più comuni, le possibili cause e come si può intervenire.
Cos’è l’anedonia: significato e definizione
Il termine anedonia deriva dal greco antico e significa, letteralmente, "assenza di piacere". Secondo lo psicologo francese Théodule-Armand Ribot, che per primo ne teorizzò il significato medico, questa condizione indica l'incapacità patologica di provare piacere, soprattutto nelle attività che in passato suscitavano emozioni positive.
Non si tratta di una malattia vera e propria né di una forma di tristezza passeggera: l'anedonia è una condizione che può comparire come sintomo associato a diverse condizioni psicopatologiche, tra cui la depressione maggiore e altri disturbi dell’umore, oppure a patologie neurologiche come il morbo di Parkinson.
Come riconoscere l’anedonia: le tipologie
Sebbene i sintomi dell'anedonia possano manifestarsi in modo diverso da persona a persona, gli specialisti distinguono principalmente due forme.
Anedonia sociale
L'anedonia sociale si manifesta come un forte disinteresse verso le situazioni sociali e le relazioni interpersonali, accompagnato da una progressiva tendenza all'isolamento.
Le persone che ne soffrono possono continuare a partecipare alla vita sociale, ma senza provare piacere o coinvolgimento nelle interazioni con gli altri.
Anedonia fisica
L'anedonia fisica consiste nell'incapacità di provare piacere attraverso esperienze corporee o sensoriali, come il cibo, la musica, il contatto fisico o la sessualità.
Alcuni studi hanno evidenziato una correlazione tra depressione e disfunzioni sessuali (Reynaert C., 2010), con una conseguente riduzione o perdita della libido (Hirschfeld R.M., 1999). In questi casi la persona può sperimentare una marcata diminuzione dell'interesse verso la sessualità, l’attrazione fisica e le relazioni intime.
Anedonia anticipatoria e consumatoria
In psicologia, il concetto di piacere è spesso associato alla gratificazione o alla soddisfazione derivante da determinati stimoli, esperienze o attività.
La piramide dei bisogni di Maslow suggerisce che le persone siano motivate a soddisfare una serie di bisogni gerarchicamente organizzati, da quelli più fondamentali fino a quelli legati alla realizzazione personale:
- piacere derivante dal benessere fisico, inteso come capacità di rispondere ai bisogni di fame, sete e protezione dagli agenti esterni;
- piacere derivante dal benessere emotivo e dalla sensazione di autorealizzazione che accompagna il raggiungimento di un obiettivo importante.
Burrhus Frederic Skinner, noto per la teoria del condizionamento operante e per il concetto di rinforzo, ha studiato come ricerchiamo il piacere e come le ricompense influenzino il nostro comportamento:
- il piacere anticipatorio, l'eccitazione e il desiderio legati a qualcosa che sta per accadere;
- il piacere consumatorio, il benessere che nasce dall'esperienza vissuta nel presente. È qui che si manifesta il cosiddetto "flow" (o "flusso"), il concetto introdotto da Mihaly Csikszentmihalyi per descrivere la piena immersione in un'attività, fino a perdere la cognizione del tempo.
Questa distinzione è particolarmente utile per comprendere l'anedonia:
- nell’anedonia anticipatoria, la difficoltà riguarda l'attesa del piacere: una persona può smettere di desiderare attività che prima trovava piacevoli, come uscire con gli amici, ascoltare musica o dedicarsi ai propri hobby. Non prova entusiasmo né aspettative positive, anche se razionalmente sa che quelle attività un tempo le piacevano;
- nell'anedonia consumatoria, invece, il problema emerge durante l'esperienza stessa. La persona continua a svolgere attività normalmente considerate gratificanti, ma non riesce più a provare il piacere che si aspetterebbe.

Sintomi dell'anedonia
Chi soffre di anedonia non sperimenta semplicemente una riduzione dell'entusiasmo verso attività considerate piacevoli: fatica realmente a trarne gratificazione, sia dal punto di vista emotivo che psicologico.
Tra i sintomi dell’anedonia più frequenti rientrano:
- appiattimento delle emozioni;
- perdita di speranza dovuta all'incertezza sul futuro.
- tendenza all’isolamento sociale;
- rabbia verso sé stessi o gli altri;
- eccessiva ruminazione e razionalizzazione;
- indifferenza o noia verso attività che una volta erano considerate gratificanti.
Molte persone descrivono questi sintomi dicendo di "non avere più voglia di fare niente" oppure di sentirsi emotivamente spente. Sebbene questa sensazione possa dipendere da fattori diversi, quando si accompagna a una persistente incapacità di provare piacere può essere utile approfondirne le cause con uno specialista.
Perché si soffre di anedonia: cause principali
A oggi non esistono evidenze scientifiche sufficienti per individuare una singola causa responsabile dell'anedonia. Nella maggior parte dei casi si tratta dell'interazione tra diversi fattori che contribuiscono a una significativa disregolazione emotiva.
Tra le possibili cause dell'anedonia rientrano:
- fattori genetici, come la presenza di casi simili in famiglia;
- fattori psicologici, tra cui disturbi da stress post traumatico, tristezza persistente, lutto psicologico;
- fattori ambientali e sociali, come l'uso o la dipendenza da sostanze.

Per quanto riguarda le cause biologiche, la comunità scientifica ritiene che l'anedonia possa essere collegata a un'alterazione dei circuiti cerebrali coinvolti nella motivazione, nella ricompensa e nella regolazione delle emozioni. Tra questi vi sono le cosiddette vie dopaminergiche, reti neuronali che utilizzano la dopamina, un neurotrasmettitore fondamentale nei processi legati al piacere.
Alterazioni a carico di questi sistemi potrebbero contribuire, in alcuni casi, alla comparsa dell'anedonia e di altre condizioni caratterizzate da una ridotta capacità di provare emozioni e piacere.
Anedonia o apatia: quali differenze?
L'anedonia viene spesso confusa con l’apatia, ma si tratta di due condizioni differenti.
L'apatia è caratterizzata principalmente da una riduzione della motivazione e dell'iniziativa: la persona apatica può avere difficoltà a intraprendere azioni o a portare avanti progetti.
Nell'anedonia, invece, il problema riguarda soprattutto la capacità di provare piacere. Una persona può continuare a svolgere le proprie attività abituali, ma senza riuscire a trarne soddisfazione o gratificazione.
Allo stesso modo, è importante non confondere l'anedonia con l’anestesia emotiva o con l’alessitimia, l’analfabetismo emotivo.
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Anedonia e depressione
Sentirsi depressi può voler dire sperimentare tanti sintomi diversi: senso di colpa, perdita di energia, tristezza costante e, appunto, anche anedonia. A questi, a volte si associano anche stati ansiosi.
L'anedonia è inoltre associata alla cosiddetta depressione anaclitica (o reattiva), e può comparire anche in condizioni come il disturbo dell'adattamento o il burn-out, segnalando una difficoltà più ampia ad adattarsi a quanto si sta vivendo.
Anche le esperienze traumatiche o le pressioni prolungate, quando si trasformano in stress cronico, possono erodere gradualmente la capacità di provare gioia, fino a far comparire il sintomo dell'anedonia.
Comprendere il contesto in cui si manifesta questa condizione è spesso il primo passo per individuare il percorso di supporto più adatto.
Test per capire se si soffre di anedonia
L'anedonia può essere difficile da riconoscere, soprattutto nelle fasi iniziali. Molte persone attribuiscono la perdita di interesse e di piacere a un periodo particolarmente stressante o a una fase di stanchezza emotiva, sottovalutando il problema.
Ad oggi non esiste un test specifico per questa condizione: solo un professionista della salute mentale è in grado di formulare un'eventuale diagnosi, anche con l'aiuto di questionari utilizzati per la valutazione della depressione, utili però soltanto come primo strumento di approfondimento.
Anedonia: si guarisce? Cura e trattamenti
Una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di guarire dall'anedonia.
La risposta dipende in larga misura dalle cause che hanno contribuito alla comparsa del problema e dal contesto in cui si manifesta. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, è possibile uscirne grazie a percorsi di cura adeguati e personalizzati.
Tra gli interventi più utilizzati vi è la psicoterapia, che può aiutare a comprendere le origini della sofferenza, individuare i fattori che mantengono il disagio e sviluppare nuove strategie per affrontarlo. In alcuni percorsi terapeutici può essere utile anche allenare una maggiore intelligenza emotiva e l'attenzione alle piccole gratificazioni quotidiane.
L'obiettivo non è semplicemente "tornare a provare piacere", ma ricostruire gradualmente un rapporto più autentico con le proprie emozioni, i propri bisogni e le attività significative della vita quotidiana.
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Cristina, una trentenne bloccata in un lavoro imposto dai genitori, è afflitta da sensi di colpa e paura di sembrare ingrata. Questo conflitto interiore ha portato a un'anedonia che le impedisce di provare piacere in attività che prima amava, come dipingere. In terapia, stiamo utilizzando l'approccio centrato sulla persona per aiutarla ad accettare e affrontare questi sentimenti, lavorando verso la risoluzione del suo conflitto interno e il recupero della sua capacità di gioire.

Farmaci per l'anedonia: quando vengono utilizzati
In alcune situazioni il professionista può valutare l'opportunità di affiancare alla psicoterapia un trattamento farmacologico. La scelta del trattamento, prescritto e monitorato esclusivamente da uno psichiatra, dipende da numerosi fattori, tra cui la gravità dei sintomi, la storia clinica della persona e l'eventuale presenza di altre condizioni psicologiche o mediche.
Alcuni studi hanno evidenziato come l'agomelatina sia efficace nel trattamento dell'anedonia, dei sintomi somatici e della disfunzione sessuale nel disturbo depressivo maggiore (Huang J, 2023).
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