Psicoterapia sistemico relazionale

La psicoterapia sistemico-relazionale, detta anche terapia sistemico relazionale, è un approccio terapeutico che si concentra sulle dinamiche interpersonali e familiari.
Cos'è la psicoterapia sistemico-relazionale?
La psicoterapia sistemico-relazionale è un approccio terapeutico che considera la persona come parte di un sistema di relazioni (familiari, di coppia e sociali) e non come un individuo isolato.
Secondo l’orientamento sistemico relazionale, infatti, i sintomi psicologici sono segnali che emergono all’interno delle dinamiche relazionali in cui la persona vive.
A differenza di altri approcci di psicoterapia che lavorano più sul singolo (come la psicoterapia cognitivo-comportamentale o la psicodinamica), questa psicoterapia si concentra sui modelli comunicativi e sulle interazioni tra le persone, con l’obiettivo di favorire nuovi equilibri più funzionali.
Questo breve video girato con una nostra psicoterapeuta spiega meglio cos’è la psicoterapia sistemico-relazionale.
Origini dell’approccio sistemico-relazionale
La psicoterapia sistemico-relazionale si basa sulla teoria generale dei sistemi proposta alla fine degli anni ‘60 da Ludwig von Bertalanffy, biologo austriaco e uno dei principali fondatori di questa teoria, le cui idee influenzarono anche lo sviluppo dell'approccio sistemico della Scuola di Palo Alto.
Secondo questa prospettiva, i fenomeni umani e sociali si comprendono meglio osservando le relazioni tra le parti piuttosto che analizzando i singoli elementi isolatamente. Questo modello teorico è stato applicato nel tempo anche a diversi ambiti scientifici, tra cui la cibernetica, che studia i meccanismi di autoregolazione dei sistemi complessi.
Un sistema, infatti, è un insieme di elementi interconnessi in cui ogni parte influenza ed è influenzata dalle altre: l’insieme non è la semplice somma delle parti, ma il risultato delle loro interazioni dinamiche.
Secondo la prospettiva sistemico-relazionale, i principali attributi di un sistema sono:
- comunicazione e scambio di informazioni come idee, emozioni e feedback, fondamentali per garantire coesione e funzionamento tra i componenti del sistema;
- adattamento al cambiamento, attraverso processi di autoregolazione che permettono di mantenere l’equilibrio o di costruire nuove modalità di funzionamento;
- auto-organizzazione, cioè la capacità del sistema di riorganizzarsi autonomamente in risposta a nuove condizioni;
- automantenimento, che consente al sistema di preservare struttura e identità nel tempo nonostante cambiamenti o disturbi.
Questi elementi aiutano a comprendere come famiglie, organizzazioni e gruppi sociali possano funzionare come sistemi dinamici capaci di mantenere stabilità e allo stesso tempo adattarsi alle trasformazioni.
Il ruolo della comunicazione nella teoria sistemico-relazionale
Un contributo fondamentale allo sviluppo dell’approccio sistemico relazionale è stato offerto da Jay Haley, che ha approfondito il ruolo della comunicazione per esempio nelle dinamiche familiari.
Secondo Haley, la comunicazione non è soltanto uno scambio di informazioni, ma uno strumento attraverso cui le persone costruiscono, mantengono e modificano le relazioni.
In particolare, i punti chiave della comunicazione sono:
- influenza nelle relazioni: parole, gesti, silenzi e comportamenti influenzano continuamente le interazioni e mantengono le relazioni in un sistema e nel tempo;
- controllo e potere: attraverso la comunicazione si definiscono ruoli e posizioni all’interno del sistema familiare; i membri della famiglia utilizzano la comunicazione anche per esercitare influenza reciproca e negoziare il proprio spazio relazionale.
In questo senso, la comunicazione diventa uno degli strumenti principali attraverso cui si organizzano le gerarchie familiari e si strutturano le relazioni.
Le dinamiche familiari secondo Gregory Bateson e Don Jackson
Un altro contributo centrale allo sviluppo della psicoterapia sistemico-relazionale deriva dagli studi di Gregory Bateson e Don D. Jackson, che hanno applicato la teoria dei sistemi allo studio delle relazioni familiari.
Secondo Bateson, i comportamenti dei membri della famiglia si influenzano reciprocamente e possono organizzarsi secondo schemi relazionali ricorrenti, ad esempio:
- dinamiche simmetriche, in cui i comportamenti dei membri tendono a rispecchiarsi;
- dinamiche complementari, in cui i comportamenti si differenziano.
In alcuni casi, un sintomo può assumere una funzione regolativa all’interno del sistema familiare. Ad esempio, se uno dei membri sviluppa una malattia, questo evento potrebbe contribuire a ridurre tensioni o conflitti tra altri componenti della famiglia, portando a una sorta di equilibrio.
Don Jackson osservò inoltre che nelle famiglie in cui è presente un membro con una sofferenza psicologica significativa può verificarsi un fenomeno chiamato omeostasi familiare: quando una persona migliora, un altro membro può sviluppare nuovi sintomi, contribuendo inconsapevolmente a mantenere la stabilità del sistema.
Questo concetto è essenziale nella comprensione del funzionamento della terapia sistemico-relazionale, che interviene proprio sui meccanismi attraverso cui le famiglie mantengono il proprio equilibrio nel tempo.
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La psicoterapia sistemico-relazionale familiare
Dal principale orientamento sistemico-relazionale è nato un approccio specifico: la psicoterapia sistemico-relazionale familiare.
Questo metodo si concentra sulla famiglia come unità, con l'obiettivo di migliorare il benessere emotivo di tutti i suoi membri, visto che ogni componente influenza lo stato psicologico degli altri.
Gli obiettivi principali sono:
- aiutare la famiglia a comprendere le dinamiche interne e il ruolo di ciascun membro;
- identificare risorse e criticità nel sistema familiare;
- definire obiettivi comuni e strategie per raggiungerli;
- migliorare le capacità comunicative per affrontare le difficoltà in modo efficace.
Il punto centrale consiste nell’analizzare i modelli di comportamento e interazione spesso trasmessi tra generazioni. Durante momenti di crisi, queste modalità possono rivelarsi inefficaci e richiedere un riequilibrio delle dinamiche relazionali.

Per quali problemi è indicata la psicoterapia sistemico-relazionale
La psicoterapia sistemico relazionale può essere indicata in molte situazioni diverse.
Ad esempio, in una famiglia in cui un adolescente manifesta attacchi di panico, la terapia sistemico-relazionale non si concentra solo sul sintomo individuale, ma esplora anche le dinamiche comunicative e relazionali che possono contribuire al suo mantenimento.
È inoltre molto utile in caso di:
Difficoltà relazionali ed esistenziali
- problemi familiari;
- conflitti relazionali;
- difficoltà di comunicazione;
- sensazioni di isolamento o di estraneità;
- senso di mancanza di appartenenza.
Nella mia esperienza clinica mi è capitato spesso di incontrare famiglie in cui c'era una notevole difficoltà nel porre dei confini familiari. Nello specifico, la famiglia G. è arrivata per una difficoltà di gestione educativa dei propri figli. Andando a fondo ed esaminando con loro le abitudini, le dinamiche e le modalità attuate è emerso che spesso il loro ruolo genitoriale veniva svalutato dalla presenza dei nonni. Nonni che, rispetto a qualsiasi decisione o ad un 'no' da parte dei genitori nei confronti dei figli, intervenivano - e mai a sostegno dei primi. Lavorando sui confini e sulla delimitazione dello 'spazio' in cui fare entrare o non far entrare i nonni, il ruolo genitoriale è stato riacquisito e le difficoltà nella gestione dei bambini sono rientrate.
Patologie
- attacchi di panico;
- disturbi del comportamento alimentare;
- depressione;
- disturbi dell'umore;
- disturbi d'ansia;
- fobie;
- dipendenze.
Questi disturbi possono essere visti come manifestazioni di problemi più profondi nelle relazioni interpersonali o nel contesto familiare.
Problemi di coppia
La terapia sistemico-relazionale è particolarmente indicata per affrontare conflitti di coppia, difficoltà sessuali, problemi di comunicazione e altre difficoltà che influenzano la relazione tra partner.
Situazioni di stress e transizioni di vita
La terapia sistemico relazionale può essere utile durante fasi di grandi cambiamenti familiari, aiutando le persone ad elaborare il cambiamento e ad adattarsi alle nuove condizioni. Ad esempio, in caso di:
- lutto;
- separazione;
- divorzio.
Chi affronta queste stesse situazioni in modo individuale, lavorando sul senso che attribuisce alle esperienze vissute, potrebbe trovare un approccio complementare anche nella terapia cognitivo costruttivista.
Disagio scolastico
- ansia da prestazione;
- bullismo;
- difficoltà di apprendimento.
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Come funziona la terapia sistemico-relazionale
Il lavoro dello psicoterapeuta sistemico-relazionale si basa su un’analisi approfondita della situazione familiare, considerata in un’ottica trigenerazionale: questo approccio, infatti, riconosce come i passaggi tra generazioni possano influenzare le dinamiche familiari nel lungo termine.
Lo psicoterapeuta assume dunque il ruolo di guida, aiutando la famiglia a sviluppare strategie di interazione e comunicazione per risolvere il conflitto presente.
Le tecniche della psicoterapia sistemico-relazionale
Lo psicologo psicoterapeuta sistemico-relazionale lavora con la persona, la coppia o la famiglia utilizzando strumenti che rendono visibili le relazioni e aiutano a sperimentare modi diversi di stare insieme. Durante le sedute osserva come i membri del sistema comunicano, formula ipotesi sul significato che il sintomo assume nelle relazioni e propone esperienze, domande o compiti che possano modificare gli schemi che si ripetono.
Le tecniche della psicoterapia sistemico-relazionale più utilizzate sono cinque.
- Genogramma. È una rappresentazione grafica dell'albero familiare che di solito copre almeno tre generazioni e riporta legami, ruoli ed eventi significativi come lutti, separazioni o malattie. Aiuta a riconoscere schemi che si ripetono nel tempo e si collega alla lettura trigenerazionale descritta sopra.
- Ristrutturazione familiare. Consiste nel proporre una lettura diversa di un comportamento o di un sintomo, così da cambiare il significato che assume per chi lo vive e per chi gli sta intorno. Un atteggiamento vissuto come provocazione può, per esempio, essere riletto come una richiesta d'aiuto.
- Scultura familiare. I componenti della famiglia, o il terapeuta, dispongono nello spazio le persone secondo posture, distanze e gesti che rappresentano le relazioni. Rende visibili vicinanze, distanze e alleanze che a parole sono difficili da descrivere.
- Role-playing. Si mettono in scena situazioni o ruoli, anche scambiandoli, per provare a guardare le cose dal punto di vista dell'altro ed esercitare nuove modalità di comunicazione in un contesto protetto, come avviene anche nella terapia di coppia.
- Prescrizioni. Sono compiti o indicazioni, a volte insolite, assegnati tra una seduta e l'altra con l'obiettivo di interrompere sequenze relazionali che si ripetono. Nascono in ambito strategico, con il contributo di Jay Haley, e sono state utilizzate anche dal gruppo di Milano di Mara Selvini Palazzoli.
La scelta e il dosaggio delle tecniche dipendono dal tipo di richiesta, dal sistema coinvolto e dal momento del percorso, ed è compito dello psicoterapeuta adattarle alle persone che ha davanti.

Psicoterapia sistemico-relazionale o cognitivo-comportamentale?
La differenza principale tra psicoterapia sistemico-relazionale e cognitivo-comportamentale riguarda ciò che il terapeuta mette al centro dell'osservazione. Il primo approccio guarda alle relazioni e ai modelli di comunicazione in cui la persona è inserita, il secondo lavora soprattutto sul modo in cui il singolo interpreta le situazioni e si comporta di conseguenza.
| Aspetto | Psicoterapia sistemico-relazionale | Psicoterapia cognitivo-comportamentale |
| Focus | Relazioni e modelli di comunicazione in cui la persona è inserita | Pensieri, emozioni e comportamenti del singolo |
| Lettura del sintomo | Segnale che ha un senso all'interno delle relazioni | Difficoltà mantenuta da schemi di pensiero e di comportamento |
| Chi viene coinvolto | Singola persona, coppia o famiglia. Anche nei percorsi individuali si lavora sui legami significativi | Di solito la singola persona |
| Struttura | Flessibile, adattata al sistema e al momento del percorso | Più strutturata, con obiettivi definiti |
| Strumenti tipici | Genogramma, scultura familiare, role-playing, prescrizioni | Osservazione dei propri pensieri, esperimenti comportamentali, compiti tra una seduta e l'altra |
L'approccio sistemico funziona anche nel percorso individuale e non richiede la presenza della famiglia. Nella psicoterapia individuale sistemico relazionale la persona è sola in seduta, ma il terapeuta lavora sulla rete di relazioni che la circonda, come famiglia d'origine, coppia, amicizie e lavoro, e su come influenzano ciò che vive. Anche qui il focus resta sulle relazioni e non solo sui pensieri del singolo, ed è questo il tratto che la distingue dalla CBT.
Non esiste un approccio migliore in assoluto. La scelta dipende dalla natura della difficoltà, da ciò che la persona cerca, dalla possibilità di coinvolgere altri membri del sistema e dalla relazione con il terapeuta. Per questo in Serenis è possibile intraprendere sia un percorso sistemico-relazionale sia uno cognitivo-comportamentale, e in alcuni casi anche un approccio integrato che combina più prospettive. Il primo colloquio, gratuito, serve anche a capire quale strada sia più adatta.
Quanto dura un percorso di terapia sistemico-relazionale?
La terapia sistemico-relazionale ha spesso una durata limitata nel tempo (di solito alcuni mesi, come nella terapia breve strategica o nella psicoterapia psicodinamica breve), anche se può variare in base agli obiettivi terapeutici e alla complessità della situazione.
Le sessioni si svolgono una volta a settimana e durano circa 60 minuti. In una fase avanzata del trattamento, la frequenza degli incontri può diminuire.
Le prime sedute sono dedicate all'analisi della domanda, un passaggio fondamentale per definire insieme gli obiettivi del percorso terapeutico.
Cosa dice la ricerca: opinioni ed evidenze sull'approccio sistemico-relazionale
Nel panorama della psicologia clinica contemporanea esiste un dibattito su come valutare e confrontare scientificamente i diversi orientamenti psicoterapeutici.
Gli approcci più strutturati e manualizzati, come la CBT, si prestano particolarmente bene agli studi clinici controllati, nei quali è importante definire con precisione il trattamento e poterlo replicare. Questo ha contribuito alla costruzione di una vasta letteratura sulla loro efficacia.
Anche la ricerca sulla terapia sistemica ha prodotto risultati positivi. Una meta-analisi di 37 studi randomizzati controllati su adulti con disturbi psichici ha rilevato effetti superiori rispetto all'assenza di trattamento e, nel breve periodo, anche rispetto ai trattamenti attivi. Nel complesso, gli autori hanno trovato un'efficacia comparabile a quella di altre psicoterapie.
Le evidenze non sono però uniformi per tutti i disturbi e per tutte le forme di terapia sistemica. Alcuni interventi familiari sono comunque presenti nelle linee guida cliniche internazionali: per esempio, NICE raccomanda la family intervention per le persone con psicosi o schizofrenia e specifiche forme di terapia familiare per alcuni disturbi alimentari in bambini e adolescenti.
Il dibattito, quindi, non riguarda semplicemente il fatto che un approccio sia o non sia "scientifico". Riguarda anche quanto sia possibile studiare e confrontare in modo rigoroso terapie che possono avere livelli diversi di strutturazione e manualizzazione.
Nel complesso, la ricerca offre quindi un quadro positivo, ma non uniforme: esistono buone evidenze a sostegno di diversi interventi sistemici, mentre per alcune condizioni e modalità di terapia gli studi sono ancora più limitati.
La scelta dell'approccio può quindi dipendere dal problema affrontato, dagli obiettivi della terapia e dalle caratteristiche della persona, oltre che dalla formazione e dall'esperienza del terapeuta.
La psicoterapia sistemico relazionale online di Serenis
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Sitografia
Bibliografia
Famiglie e terapia della famiglia.
Minuchin, Salvador (1976)

