Ipersensibilità: persone altamente sensibili

Una persona altamente sensibile è solitamente molto attenta agli stimoli esterni, sensibile alle emozioni altrui e spesso preferisce ambienti tranquilli e riflessivi.

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La sensibilità agli stimoli ambientali è un fattore innato presente in tutti gli individui ma si manifesta con modalità e gradi differenti. Esistono però delle persone con un'ipersensibilità, ovvero reagiscono agli input in modo più intenso rispetto ad altre. Questo viene spesso presentato in termini di rischio e vulnerabilità per la salute mentale, la verità però è molto più complessa.

Cosa significa essere una persona altamente sensibile (PAS)?

Essere una persona altamente sensibile (PAS) significa avere una sensibilità, verso stimoli esterni e interni, più elevata rispetto alla media. Le persone con ipersensibilità sono molto attente ai dettagli e alle emozioni, rendendole più suscettibili a provare sentimenti intensi e a sentirsi sopraffatte da situazioni affollate o stimolanti. Sono anche molto sensibili alle emozioni degli altri, percependo facilmente gli stati d'animo delle persone intorno a loro (Elaine Aron).

cosa significa persona altamente sensibile

Le prime teorie sulle persone altamente sensibili sono nate a metà degli anni '90 grazie alle ricerche della psicologa ameriacana Elaine Arthur Aron. Gli studi hanno rivelato che i PAS si caratterizzano per una particolare propensione all'ascolto, alla meticolosità e all'attenzione ai dettagli. In generale, le persone altamente sensibili sono più perspicaci della media. Ad esempio riescono più facilmente ad individuare suoni che nessun altro può sentire e sono più in sintonia con i bisogni degli altri.

Le persone con ipersensibilità tendono ad avere uno stile di pensiero particolare che si riflette anche nei loro comportamenti. Ad esempio, potrebbero avere bisogno di più tempo per prendere decisioni, preferendo riflettere a lungo prima di agire, e prediligendo conversazioni profonde anziché chiacchiere superficiali.

La psicologa Eva Pama-van't Zand descrive l'umore dei PAS come quello di una piccola barca in un lago circondata da navi più grandi: anche le più lievi increspature dell'acqua possono scuoterle, mentre le navi più grandi rimangono immobili. Tuttavia, l'alta sensibilità può anche portare a godere delle piccole gioie della vita, come un sorriso da parte di uno sconosciuto che può risollevare il loro umore.

Come si comporta una persona ipersensibile?

Nel 2010, l'Elaine Aron scrive "Psychotherapy and the Highly Sensitive Person", introducendo l'acronimo DOES per aiutarci a comprendere meglio il concetto di ipersensibilità:

  • D, depth (profondità): indica una persona che osserva attentamente, riflette sulle esperienze passate e elabora intensamente ogni evento;
  • O, over-stimulation (sovra-stimolazione): si riferisce alla maggiore sensibilità ai dettagli e alla fatica precoce di fronte a situazioni stimolanti, portando talvolta ad evitare contesti che possono essere percepiti come eccessivamente stressanti;
  • E, emphasis (enfasi): non solo maggiore empatia, ma anche una maggiore attività dei neuroni specchio, che favoriscono l'identificazione con gli altri;
  • S, subtleties (sottigliezze): riguarda la sensibilità ai dettagli esterni come luci, colori e rumori, ma anche ai vissuti interni, inclusi giudizi subiti in età infantile.
  • le persone ipersensibili tendono a essere molto empatiche e a reagire emotivamente alle situazioni (possono piangere spesso);
  • le critiche possono ferire profondamente, poiché sono molto sensibili alle opinioni degli altri;
  • sono attente e premurose ai bisogni degli altri e cercano sempre di aiutare e supportare;
  • sono più inclini ad ansia e depressione a causa della loro sensibilità;
  • hanno una vivida immaginazione e creatività;
  • non sono necessariamente introversi: anche se possono preferire momenti di riflessione e solitudine, le persone sensibili possono essere socievoli e amichevoli;
  • sono spesso brave nel collaborare on team e comunicare in gruppo;
  • hanno una bassa tolleranza agli errori: i PAS tendono a essere molto autocritiche e a sentirsi male quando commettono errori;
  • la loro sensibilità le rende attente ai piccoli dettagli che potrebbero sfuggire ad altri;
  • possono cogliere rapidamente le emozioni e le intenzioni degli altri;
  • sono spesso ottime ascoltatrici, in grado di comprendere profondamente gli altri e di offrire un supporto empatico;
  • reagiscono emotivamente a ciò che accade intorno a loro, mostrando emozioni intense e genuine.

Come capire se si è una PAS?

Nel suo libro, Elaine Aron propone un test per capire se si è una persona altamente sensibile, rispondendo a domande come queste:

  1. Le emozioni degli altri ti influenzano facilmente?
  2. Ti ritrovi a voler stare da solo durante giornate frenetiche, magari a letto o in un posto tranquillo?
  3. La caffeina ti colpisce in modo particolare?
  4. I rumori forti, luci e odori intensi ti mettono a disagio?
  5. Le arti e la musica ti emozionano profondamente?
  6. Ti spaventi facilmente?
  7. Ti senti agitato quando hai molto da fare in poco tempo?
  8. Fai del tuo meglio per evitare di fare errori o dimenticare le cose?
  9. Eviti accuratamente film e programmi TV violenti?
  10. Diventi sgradevolmente agitato quando c'è molta confusione intorno?
  11. Notare e apprezzare profumi, sapori, suoni, opere d'arte delicati o raffinati è una cosa che ti capita spesso?
  12. Quando eri bambino, i tuoi genitori o insegnanti sembravano vederti come sensibile o timido?

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Come funziona il cervello di una persona altamente sensibile?

PAS non si diventa, bensì si nasce: per le persone altamente sensibili, i geni coinvolti nell'alta sensibilità influenzano il modo in cui il corpo utilizza la dopamina, ma in modi ancora non compresi. Questo potrebbe significare che le persone ipersensibili sono meno influenzate dalle ricompense esterne, evitando così situazioni altamente stimolanti che potrebbero portare a sovrastimolazione e burnout.

I neuroni specchio ci aiutano a comprendere e a relazionarci con le esperienze degli altri. Questi neuroni si attivano quando osserviamo il comportamento di altre persone, consentendoci di "rispecchiarci" nelle loro esperienze e di sviluppare empatia e compassione. Le persone con ipersensibilità possono avere una maggiore attività dei neuroni specchio rispetto agli altri, il che significa che sono particolarmente empatiche e sensibili alle esperienze altrui.

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Cause di ipersensibilità

Elaine N. Aron riporta nel suo libro "The Highly Sensitive Person: How to Thrive When the World Overwhelms You" uno studio sull'ipersensibilità condotto in un campo profughi in Siria. I ricercatori hanno esaminato 579 bambini, valutando il livello di trauma da guerra, la sensibilità e il funzionamento familiare precedente al conflitto. Ciò che hanno scoperto è che i bambini altamente sensibili con un'infanzia difficile sembravano essere meno colpiti dal trauma della guerra rispetto a quelli senza il tratto. Questo è dovuto alla modalità di apprendimento dalle esperienze passate.

Inoltre, uno studio sui bambini in età prescolare ha scoperto che le persone altamente sensibili sono particolarmente influenzate dai cambiamenti nell'educazione dei genitori, sia positivi che negativi. L'alta sensibilità sembra coinvolgere l'uso delle esperienze passate per prevedere il futuro, rendendo i cambiamenti nell'educazione dei genitori più problematici che una cattiva educazione in sé.

Secondo gli esperti, le cause più frequenti di ipersensibilità sono:

  1. fattori genetici e un sistema nervoso particolarmente reattivo;
  2. esperienze di vita passate, come traumi o stress cronico, oltre all'ambiente familiare;
  3. alcune condizioni come ansia, depressione o disturbi dell'umore possono contribuire all'ipersensibilità.

Conseguenze per persone con ipersensibilità

Essere persone dotate di ipersensibilità comporta alcune conseguenze:

  • possono essere facilmente sopraffatte dalle emozioni, portandole a stress emotivo costante;
  • l'ipersensibilità emotiva può rendere difficile gestire le relazioni e interazioni sociali. Possono percepire critiche o commenti neutri come attacchi personali, portandole spesso a conflitti o a isolarsi;
  • possono essere più inclini a sviluppare depressione o ansia a causa della loro tendenza a percepire e reagire in modo intenso alle esperienze emotive negative;
  • a causa della loro tendenza a ponderare profondamente le emozioni e le implicazioni delle decisioni, le persone ipersensibili possono avere difficoltà nel prendere decisioni rapide o a sentirsi sicure delle proprie scelte;
  • le persone ipersensibili potrebbero trovare complicato affrontare le difficoltà quotidiane e reagire dopo fallimenti o momenti di delusione;
  • le persone ipersensibili possono essere più suscettibili alla critica e all'autocritica, con conseguente bassa autostima.

Uno studio ha scoperto che avere un'infanzia positiva non sembra fare una grande differenza nella felicità delle persone altamente sensibili. Tuttavia, diverse ricerche suggeriscono che individui con ipersensibilità possono trarre vantaggio da esperienze positive e interventi specifici, senza subire conseguenze negative.

Come curare l'ipersensibilità emotiva?

Affrontare l'ipersensibilità emotiva può essere un percorso impegnativo, ma abbiamo dei consigli per aiutarti a prenderti cura di te e delle tue emozioni.

  • Una pratica quotidiana di mindfulness e meditazione può fare la differenza. Questo significa dedicare del tempo ogni giorno per essere consapevoli dei nostri pensieri e delle nostre emozioni, aiutando a ridurre la tensione emotiva e a sviluppando maggiore autocontrollo.
  • Non sottovalutare il potere di condividere le tue emozioni con gli altri. Parlare con amici fidati, familiari o un terapeuta può essere estremamente terapeutico. Sentirsi ascoltati e compresi può dare una nuova prospettiva alle tue esperienze emotive e aiutarti a trovare soluzioni.
  • Se le emozioni sembrano sopraffarti costantemente, potrebbe essere utile parlare con un terapeuta. Serenis può aiutarti attraverso la psicoterapia online: uno psicologo può aiutarti a gestire meglio le tue emozioni e sviluppare intelligenza emotiva.
  • In alcuni casi, i farmaci possono essere parte di una strategia di trattamento più ampia, aiutando a gestire sintomi come ansia o depressione.

Fonti:

  • Aron, Elaine N. The highly sensitive person: How to thrive when the world overwhelms you. Kensington Publishing Corp., 2013.
  • Benham, Grant. "The highly sensitive person: Stress and physical symptom reports." Personality and individual differences 40.7 (2006): 1433-1440.
  • Aron, Elaine N. Psychotherapy and the highly sensitive person: Improving outcomes for that minority of people who are the majority of clients. Routledge, 2011.
  • Jagiellowicz, Jadzia, Sheerin Zarinafsar, and Bianca P. Acevedo. "Health and social outcomes in highly sensitive persons." The highly sensitive brain (2020): 75-107.
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Domenico De Donatis
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Domenico De Donatis è un medico psichiatra con esperienza nella cura dei disturbi psichiatrici. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Parma, ha poi ottenuto la specializzazione in Psichiatria all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Registrato presso l'Ordine dei Medici e Chirurghi di Pescara con il n° 4336, si impegna a fornire trattamenti mirati per migliorare la salute mentale dei suoi pazienti.

DsMDott.ssa Martina Migliore
Dott.ssa Martina Migliore
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.

FRFederico Russo
Federico Russo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048.

Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara.

Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.