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I segnali per riconoscere una persona empatica

L’empatia è una capacità che ci rende particolarmente capaci di relazionarci con gli altri, rendendo più fluide le interazioni. Grazie ad essa possiamo metterci facilmente nei panni dell’altro, condividere le sue emozioni e siamo più motivati ad aiutare qualcuno in difficoltà.

Ma come si riconosce una persona empatica? Di seguito vedremo tutte le caratteristiche che la distinguono.

Che cos’è l’empatia?

Per cominciare, definiamo in modo chiaro cosa intendiamo per empatia. Si tratta di una predisposizione a condividere le emozioni che sentono gli altri. Ad esempio, una persona empatica soffre quando vede un’altra persona triste, condivide il suo disappunto quando la vede arrabbiata e gioisce insieme a lei quando la vede felice. Lo fa in modo intuitivo, senza una valutazione logica o razionale: la persona empatica semplicemente capisce automaticamente lo stato d’animo degli altri e lo prova, a sua volta, sulla sua pelle.

L’empatia è quindi una caratteristica intrinseca nella personalità, anche se in certa misura può essere rafforzata. È una capacità che ha un grande peso nelle relazioni sociali, che facilita molto le persone che la possiedono ma che, come vedremo, può anche avere degli svantaggi.

Che cosa succede a una persona empatica?

In base a questa definizione dell’empatia, possiamo quindi dedurre che una persona empatica sarà particolarmente sensibile al contesto, inteso come luogo in cui si intrecciano le emozioni di molte persone. Questa sensibilità non si verifica solo con le persone care o con quelle che si trovano in una situazione simile a una già nota all’individuo, ma si rivolge anche agli estranei, in modo del tutto naturale. Per una persona empatica è del tutto normale essere in grado di comprendere gli altri a colpo d’occhio, con un minimo contatto.

È qualcosa che accade a livello preriflessivo, che però può comportare diverse conseguenze. Lasciandosi assorbire dall’energia delle emozioni che la circondano, infatti, la persona empatica può provare anche una sorta di fusione, immedesimandosi talmente tanto nei panni dell’altro e provando la sua stessa emozione in modo così intenso, che i confini tra le due persone si confondono.

Inoltre, è importante precisare che essere una persona empatica non significa, in modo automatico, riuscire a trovare la soluzione a tutti i problemi e una consolazione a tutte le emozioni negative: riuscire a sentire ciò che sentono gli altri non vuol dire sapere come aiutarli, sono due aspetti ben disgiunti. Anzi, può capitare che la persona empatica scivoli in un sentimento di impotenza al punto da sentirsi inutile e lasciarsi sovraccaricare dall’emozione che sta condividendo con qualcuno che soffre fino a venirne sopraffatta.

In ogni caso, ciascuna persona è unica e profondamente diversa da tutte le altre, per cui anche tra gli empatici non esiste una persona empatica allo stesso modo di un’altra. Possiamo comunque individuare alcune caratteristiche comuni alla maggior parte delle persone empatiche e provare a descriverle.

Quali sono le caratteristiche di una persona empatica?

La prima caratteristica che colpisce quando si incontra una persona empatica è il calore che emanano: a colpo d’occhio si vede ha qualcosa di diverso dagli altri, che emana un’energia particolare. Questo modo di essere attrae gli altri e, infatti, le persone empatiche tendenzialmente piacciono al primo sguardo. Con loro è molto più facile aprirsi anche se non le si conosce, perché si percepisce la naturalezza con la quale riescono a comprendere gli altri.

È una capacità automatica, ma che li predispone anche all’ascolto partecipato e attivo. La persona empatica capta tutto ciò che ha intorno e percepisce gli stati d’animo non solo dal racconto dell’altro, ma anche dal non verbale e dalle espressioni del viso. A sua volta, la persona empatica non riesce a nascondere le sue emozioni, che le si possono leggere facilmente sul volto. È un libro aperto per gli altri, che possono rimanere stupiti dalla rapidità con la quale questa passa dalla gioia alla tristezza e viceversa, a seconda di ciò che la circonda.

Ma non significa che una persona empatica abbia la stessa consapevolezza sulle sue emozioni rispetto a quella che ha per le emozioni degli altri. È molto abile nell’analizzare le dinamiche che intercorrono tra le altre persone, ma non altrettanto a comprendere le sue, che spesso lascia in secondo piano. La sua priorità è cercare la verità, perché in questo modo potrà trovare la tranquillità e placare le emozioni che sente in condivisione con gli altri.

La ricerca della verità per la persona empatica

La persona empatica assorbe tutta l’energia, positiva e negativa, che il contesto porta con sé, motivo per cui questo atteggiamento di ricerca di chiarezza si rivela necessario per trovare, prima di tutto, un modo per placare il tumulto di emozioni che prova. Si tratta di ritrovare il benessere anche per se stessa, e per farlo è spinta, generalmente, a cercare una soluzione ai problemi. Le persone empatiche desiderano aiutare gli altri che soffrono, anche se ciò non vuol dire che siano più competenti degli altri nel riuscirci, e altre volte ancora sono talmente assorbite dalla condivisione emotiva che rimangono congelate nel loro dolore condiviso, incapaci di reagire.

La necessità di trovare la verità va di pari passo con la curiosità: la persona empatica si appassiona a mille cose una dopo l’altra, e sono tutte passioni autentiche, che possono però durare anche molto poco. Tutto dipende da cosa il contesto offre, ma ogni appiglio può scatenare la curiosità e l’interesse della persona empatica, magari partendo anche da un’esperienza personale o dal coinvolgimento di un’altra persona. Sono molto creative e sono le prime a mettersi in gioco quando si tratta di esprimere un sentimento o un pensiero attraverso l’arte o un’opera di ingegno.

Al contrario, la noia può affliggere una persona empatica. Per lei la noia assume anche la forma di ciò che non ama o delle attività che trovano non stimolanti mentalmente. Se costretta a svolgerle, cercherà rifugio nella sua fantasia, dove può staccarsi dalla realtà.

Questo è il motivo per cui la persona empatica, spesso, vive le regole come delle limitazioni alla sua libertà e, allo stesso modo, l’abitudine è la sua peggior nemica, priva delle continue sollecitazioni di cui necessita. La persona empatica ama conoscere nuove persone, discutere di nuovi temi, imparare qualcosa su un argomento nuovo, per arricchire la sua mente insaziabile e flessibile.

La persona empatica e il rapporto con gli altri

Quando impari a conoscere a fondo una persona empatica, riesci a comprendere meglio il suo mondo di emozioni profonde, e puoi assistere a scene peculiari. Ad esempio, assorbendo tutto ciò che la circonda, la persona empatica si fa influenzare e toccare intensamente anche da ciò che accade a chi non conosce, ad esempio da una notizia al telegiornale, da una scena particolarmente drammatica in un film o perfino da alcuni suoi personali pensieri sulla sofferenza di qualcuno di lontano. In questi casi fa fatica a trattenersi dal piangere e molte volte non sa spiegare come mai si senta toccata così da vicino.

A furia di assorbire e condividere le emozioni degli altri, la persona empatica si stanca facilmente. Le sue energie mentali vengono talmente assorbite dagli stati d’animo degli altri e dalle loro sofferenze da causarle un costante affaticamento di sottofondo. Inoltre, sono molto predisposte a manifestare lo stress in modo psicosomatico.

Ma non per questo la persona empatica non è una gradevole compagnia. Anzi, la sua incapacità di mentire la rende un ottimo partner. Quando entra in sintonia con una persona, non ha nemmeno bisogno di chiedere per capire come si sente, anche se in amore spesso la persona giusta è molto difficile da trovare. Questo perché la persona empatica esige molto da una relazione e ha sempre le idee chiare su cosa vuole e cosa, invece, non le va bene. Tendenzialmente predilige i legami profondi e ricchi di valori. Deve, inoltre, prestare attenzione quando trova qualcuno perché facilmente cade in una relazione invischiata in cui, prestando eccessiva attenzione all’altro, prende le distanze da se stessa.

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Revisori

reviewer

Dott. Raffaele Avico

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista certificato EMDR I

Ordine degli Psicologi del Piemonte num. 5822

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista EMDR. È membro della ESDT (European Society for Trauma and Dissociation) e socio AISTED (Associazione italiana per lo studio del trauma e della dissociazione).

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Dott. Rosario Urbani

Psicoterapeuta specializzato in cognitivo comportamentale

Ordine degli Psicologi della Campania num. 6653/A

Laureato in Neuroscienze presso la Seconda Università di Napoli. Specializzato presso l’istituto Skinner in psicoterapia cognitivo comportamentale. Analista del comportamento ABA e specializzato anche nella tecnica terapeutica dell'EMDR.

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Dott.ssa Maria Vallillo

Psicoterapeuta specialista in Lifespan Developmental Psychology

Ordine degli Psicologi del Lazio num. 25732

Laurea in Psicologia presso l'Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in psicoterapia e psicologia del ciclo di vita presso l’Università la Sapienza di Roma. Esperta in neuropsicologia e psicodiagnostica e perfezionata in psico-oncologia.