Tutto quello che vuoi sapere per affrontare l’anoressia

I disordini alimentari, tra cui l’anoressia, sono diventati negli ultimi venti anni una vera e propria emergenza di salute mentale e fisica.

Esistono diversi tipi di anoressia e se non viene trattata in tempo e con metodi adeguati, rischia di diventare una condizione permanente. Nei casi gravi può portare persino alla morte.

Una malattia complessa scatenata da condizioni di disagio psicologico ed emotivo che richiede terapie mirate che vanno a modificare i comportamenti e l’attitudine dei pazienti per adottare soluzioni di gestione dei propri stress emotivi, al fine di ristabilire anche un equilibrato comportamento alimentare.

Cos’è e come si definisce l’anoressia

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che colpisce soprattutto adolescenti e giovani donne, anche se negli ultimi anni si riscontrano alcuni casi in uomini. È caratterizzata da un’eccessiva preoccupazione verso il proprio peso corporeo, dalla distorsione dell’immagine di sé e dalla restrizione dell’assunzione di cibo, aumentando il rischio di mortalità a causa delle complicazioni che ne derivano.

Pur essendo stata inserita nel DSM 5 (2013), nella più ampia categoria diagnostica chiamata Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, è importante specificare di che tipo di anoressia si parla:

  • anoressia nervosa con restrizioni, dove si perde peso a causa di una dieta ferrea, il digiuno e/o l’eccessiva attività fisica;
  • anoressia con abbuffate/condotte di eliminazione, quando la riduzione dell’assunzione del cibo si alterna a episodi di abbuffate con vomito autoindotto.

Le cause principali dell’anoressia

Sono tanti i fattori che possono scatenare questo disordine alimentare e in realtà non sono del tutto chiari, ma tra le principali cause dell’anoressia ci sono fattori psicologici, culturali, biologici e genetici.

Tra i fattori psicologici che causano eccessiva perdita di peso si possono trovare:

  • tendenza alla depressione e all’ansia;
  • difficoltà a gestire lo stress;
  • eccessiva preoccupazione sul proprio futuro;
  • perfezionismo;
  • iper-controllo sulle proprie emozioni;
  • presenza di ossessioni e compulsioni che costringono a svolgere determinate azioni.

I fattori culturali che spingono le persone a non mangiare quanto dovrebbero sono legati a criteri estetici che enfatizzano sempre di più la magrezza e la ricerca di un’immagine perfetta di sé come obiettivo di vita.

Tra le cause dell’inappetenza ci sono anche fattori biologici e genetici: cambiamenti nelle funzioni cerebrali o nei livelli ormonali possano avere un ruolo nell’anoressia nervosa.

Anoressia e cause psicologiche

Le cause psicologiche che portano all’anoressia comprendono una vasta gamma di eventi che potrebbero accadere nel corso della vita di una persona, come:

  • delusioni d’amore;
  • desiderio di sottoporsi a diete ferree per il raggiungimento di uno standard estetico;
  • difficoltà scolastiche o lavorative;
  • alterazione della normale condizione familiare;
  • lutti o gravi incidenti;
  • abusi sessuali e/o fisici.

Le condizioni psicologiche associate all’anoressia sono:

  • bassa autostima;
  • sensazioni inutilità;
  • vergogna;
  • senso di colpa cronico ed esasperato.

Frequente è anche il bisogno di tenere tutto sotto controllo, compreso il proprio peso. Per queste persone può essere difficile anche riconoscere, esprimere e regolare le emozioni, i desideri e aspirazioni, gusti e interessi e definire la propria personalità. Sono inoltre spesso presenti sensazioni di vuoto e di solitudine.

Come guarire dall’anoressia

Guarire dall’anoressia nervosa è possibile, ma la prima cosa da prendere in considerazione è capire come farlo. Per sconfiggere questo disturbo alimentare bisogna seguire dei trattamenti che sono forniti grazie a una combinazione di fattori e risorse, tra cui terapia, educazione nutrizionale e trattamento medico.

Sono diverse le terapie psicologiche che possono risolvere questo problema. Ma ciò che in generale fa la psicologia è fondamentale perché valuta la tendenza al controllo alimentare e l’ossessione di ingrassare, ma anche bassa autostima, perfezionismo, difficoltà nel tollerare le emozioni e le difficoltà interpersonali.

Per aiutarti a guarire dall’anoressia, la psicologia fa prima un inquadramento diagnostico che serve a raccogliere informazioni sulla vita, sui sintomi e l’eventuale presenza di un disturbo di personalità. Subito dopo procede con una terapia individuale.

L’obiettivo è apprendere che controllo, perfezionismo e il disturbo alimentare in sé  rappresentano un modo di vivere negativo e che, a lungo andare, potrebbe diventare pericoloso nella vita di tutti i giorni.

Ci si può avvalere anche di colloqui per i familiari con uno specialista per analizzare le caratteristiche del disturbo e le difficoltà riscontrate dai familiari nell’approcciarsi a tale sofferenza e come superarle.

Oppure, si può ricorrere a centri specialistici multiprofessionali sui disturbi alimentari, spesso inseriti in strutture ospedaliere, con ambulatorio, day hospital e possibilità di ricovero.

come guarire anoressia

Scegliere uno psicologo: come fare

Una volta che hai preso la decisione di farti aiutare da uno psicologo per uscire dall’anoressia, devi scegliere quello giusto. Decisione difficile: ci sono diverse scuole di psicoterapia, diverse tecniche, e le recensioni online sono inutili perché tutte positive. Ma è proprio questo uno dei momenti più delicati: scegliere quello sbagliato può far fallire la terapia. Ecco qualche consiglio per scegliere il percorso che fa per te:

  1. assicurati che sia uno psicoterapeuta certificato. Gli psicologi che non sono psicoterapeuti possono darti dei validi consigli, ma non possono proporti un percorso di cura.
  2. scegli qualcuno che non sia legato a parenti o amici. Devi sentirti tranquillo e aprirti completamente durante la terapia, e questo avviene meglio con professionisti che non sono connessi alla tua sfera di conoscenze.
  3. Trova uno psicoterapeuta esperto in anoressia. Per quanto tutti i terapeuti abbiano avuto una formazione completa, migliaia di ore di esperienza sul campo e una specializzazione sono garanzia di un percorso di successo.
  4. Scegli qualcuno con cui entri in sintonia. Questo lo puoi sapere veramente solo provando una seduta, ma in fase di prenotazione puoi porre delle domande che ti aiuteranno a capire meglio se lo psicoterapeuta che hai scelto fa al caso tuo. Come sarà strutturato il percorso? Su cosa ci si concentrerà? Sono previsti esercizi e compiti a casa?

Una soluzione è il servizio di psicologo online di Serenis, l’azienda che tra altre cose cura anche questo blog. Serenis ha psicoterapeuti esperti in disturbi alimentari; te ne assegna uno adatto alla tua situazione, con cui farai una prova gratuita e inizierai un percorso (e se per qualche motivo non entri in sintonia, puoi richiedere un terapeuta diverso con un clic). Ci sono però molti altri validi modi per trovare uno psicoterapeuta valido: per esempio puoi chiedere al medico di base o rivolgerti ad un consultorio nella tua zona. L’importante è fare il primo passo.

Anoressia: sintomi principali

La maggior parte dei sintomi che sperimentano le persone che soffrono di anoressia nervosa sono legati alla grave denutrizione. Tra le principali conseguenze di questa vi sono:

  • amenorrea (scomparsa delle mestruazioni per almeno 3 cicli consecutivi);
  • ipotermia (<35 °C) con intolleranza al freddo;
  • bradicardia (frequenza <60 battiti/minuto);
  • ipotensione arteriosa (pressione <70 mmHg);
  • secchezza della cute, che tende a ricoprirsi di una sorta di fine peluria, e colorito giallastro;
  • prurito cutaneo generalizzato;
  • osteoporosi;
  • alterazioni dei livelli ormonali;
  • dolori addominali e stitichezza.

Ci sono anche sintomi psicologici scatenati dall’anoressia nervosa:

  • intensa paura di ingrassare;
  • calcolo ossessivo delle calorie ingerite;
  • attività fisica quotidiana eccessiva;
  • rituali durante i pasti, come tagliuzzare il cibo in pezzi molto piccoli;
  • percezione del proprio corpo come corpo sovrappeso;
  • bassa autostima e disprezzo di sé;
  • pensiero rigido e sintomi ossessivo-compulsivi;
  • deficit nel riconoscimento e nella regolazione delle emozioni;
  • deficit di attenzione, di problem solving e di memoria.

Test – capire se sei una persona anoressica

Se hai dei dubbi e vuoi provare a capire se potresti essere una persona anoressica, a tua disposizione ci sono diversi test. Il più usato nel mondo è l’Eating Attitude Test (EAT-26), un questionario che mira a identificare precocemente le persone affette da disturbi dell’alimentazione. L’identificazione precoce, infatti, può portare a iniziare una cura in maniera più efficace.

Farmaci per anoressia

Chi soffre di anoressia ha difficoltà a sottoporsi a una cura. Anche per questo si rivela fondamentale un supporto psicologico unito, alle volte, ai farmaci che costituiscono un valido aiuto per aumentare il peso e uscire dalla malattia.

I farmaci sono utilizzati anche con lo scopo di controllare e superare i sintomi legati ai disturbi di alimentazione come depressione, cambiamenti nel ciclo mestruale, disidratazione e alterazione dei valori fisiologici del sangue.

Tra questi ci sono:

Anoressia: il ruolo della dieta per il recupero

Per guarire dall’anoressia è necessario seguire una dieta che però non è finalizzata alla risoluzione del disturbo mentale. Tuttavia, svolge un ruolo essenziale come:

  • supporto dell’organismo: evita l’insorgenza delle complicanze metaboliche;
  • educazione alimentare: aiuta il malato a riallacciare un rapporto sano con il cibo.

L’anoressico tende a evitare qualsiasi tentativo di medici, familiari e amici che lo inducono ad aumentare la quantità di cibo nella sua dieta.

Per questo motivo l’aspetto nutrizionale deve essere curato nel dettaglio ed è importante che i cibi contengano quanti più nutrienti possibile.

Un modello di dieta per il recupero degli anoressici deve anche contenere alimenti semplici come, per esempio, pesce, tè verde, porridge di grano saraceno e riso, cioccolato nero, carne bianca, frutta e verdura.

Una dieta per l’anoressia prescritta da un nutrizionista permette, inoltre, di rieducarti al gusto poiché, a causa del disturbo alimentare, è possibile che tu abbia perso la percezione dei sapori, soprattutto di quello dolce che per gli anoressici è associato a una sensazione di ansia.

Per recuperare un corpo malnutrito ci vuole tempo e costanza, ma seguire correttamente una dieta ha un ruolo fondamentale nella guarigione in quanto permette di aumentare la massa grassa del corpo e incrementare la massa muscolare.

Testimonianze

Guarire dall’anoressia non è semplice, ma il trattamento adeguato può aiutarti in maniera definitiva. Lo dimostrano le tante testimonianze di persone che hanno sofferto di questo disturbo alimentare. “Sono rinata, senza nemmeno rendermene conto, quest’estate. Dopo, non solo i tre anni di malattia, ma tutti i ventuno della mia vita, ho scoperto la vera me stessa – dichiara Giovanna – una persona solare, amante della vita, ambiziosa e determinata, ma soprattutto, una danno che è finalmente capace di vivere le proprie emozioni. Una persona che si arrabbia, si rattrista, si preoccupa, ma anche che ama senza la paura di non essere ricambiata. E una persona che è davvero forte, perché la vera forza sta nel riuscire a gestire le proprie emozioni, non nel reprimerle”.

Franco, invece, ci racconta le sue emozioni dopo aver sconfitto l’anoressia: “Per la mia guarigione devo dire grazie a me stesso in primis perché se non c’è forza di volontà è impossibile, ai miei genitori alla mia magnifica personal trainer che mi fece aprire gli occhi e al mio psicologo. Sono stati 10 anni di sofferenze che ho voluto condividere per dire a tutti quelli che hanno questo problema che guarire si può! Chiedete aiuto, è una malattia non una vergogna”.

psicologo esperto anoressia

Conclusione

Rivolgersi a uno psicologo è fondamentale per affrontare l’anoressia. A seconda delle singole situazioni, infatti, si potranno seguire diverse terapie psicologiche che insegnano a gestire tutto quello che deriva da questo disturbo alimentare e a correggere il proprio comportamento. Chiedere aiuto è importante per iniziare un percorso terapeutico che possa portare alla guarigione. Su Serenis, per esempio, è possibile trovare un supporto psicologico grazie a un team di psicoterapeuti online pronti a fornire nuovi strumenti per guarire da qualsiasi disturbo alimentare, compresa l’anoressia.

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Revisori

reviewer

Dott. Raffaele Avico

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista certificato EMDR I

Ordine degli Psicologi del Piemonte num. 5822

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista EMDR. È membro della ESDT (European Society for Trauma and Dissociation) e socio AISTED (Associazione italiana per lo studio del trauma e della dissociazione).

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Dott. Rosario Urbani

Psicoterapeuta specializzato in cognitivo comportamentale

Ordine degli Psicologi della Campania num. 6653/A

Laureato in Neuroscienze presso la Seconda Università di Napoli. Specializzato presso l’istituto Skinner in psicoterapia cognitivo comportamentale. Analista del comportamento ABA e specializzato anche nella tecnica terapeutica dell'EMDR.

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Dott.ssa Maria Vallillo

Psicoterapeuta specialista in Lifespan Developmental Psychology

Ordine degli Psicologi del Lazio num. 25732

Laurea in Psicologia presso l'Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in psicoterapia e psicologia del ciclo di vita presso l’Università la Sapienza di Roma. Esperta in neuropsicologia e psicodiagnostica e perfezionata in psico-oncologia.