Assertività: cos'è, il significato e come allenarla

L'assertività è la capacità di esprimere i propri bisogni e opinioni con chiarezza e rispetto, senza cadere in aggressività o passività. Scopri di più su come svilupparla.
DsMDott.ssa Martina Migliore
Scritto daDott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato09 settembre 2025
Aggiornato23 luglio 2026
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Assertività

Cos'è l'assertività?

L'assertività è la capacità di esprimere le tue idee, i tuoi bisogni e le tue emozioni in modo chiaro e diretto, senza calpestare i diritti di chi hai davanti. Non significa avere sempre ragione, né dire tutto ciò che pensi senza filtri: è l'equilibrio tra il rispetto per te stesso e il rispetto per l'altro.

È proprio questo equilibrio, non la totale libertà di dire ciò che vuoi, il punto su cui vale la pena allenarsi. E' quello che tiene insieme il rispetto di te stesso e delle persone intorno a te.

Il termine arriva dall'inglese assertive, a sua volta dal latino asserere, "affermare con decisione". La stessa radice richiama l'idea di sostenere una posizione, non di imporla. Il concetto entra negli studi sulla comunicazione già negli anni Settanta, quando viene descritto come un costrutto comunicativo autonomo, distinto sia dalla passività sia dall'aggressività (Norton & Warnick, 1976).

Il significato di assertività, in una frase, è questo: dire ciò che pensi e senti in prima persona, senza aggredire e senza sparire. Non è un tratto di carattere con cui si nasce, l'Istituto Superiore di Sanità include la comunicazione assertiva tra le life skills fondamentali per il benessere psicologico.

Nella scena del turno di lavoro, la differenza tra i tre stili si gioca in una frase: accettare comunque per non creare imbarazzo è passività; rispondere in modo brusco è aggressività; dire con calma "oggi non posso, chiediamo a qualcun altro" è assertività. Vediamo tra poco come riconoscere ciascuno dei tre stili nel dettaglio.

Come diventare assertivi

Passivo, assertivo o aggressivo: i tre stili a confronto

I tre stili comunicativi si distinguono per come gestiscono il conflitto tra i tuoi bisogni e quelli dell'altra persona: la passività li sacrifica, l'aggressività ignora quelli dell'altro, l'assertività li tiene insieme.

 PassivoAssertivoAggressivo
Comportamento tipicoEvita di esprimere bisogni e opinioni, si adeguaEsprime bisogni e opinioni con chiarezza, ascolta l'altroImpone bisogni e opinioni, ignora l'altro
Cosa succede ai tuoi dirittiLi sacrifichi tuLi fai valereLi fai valere a spese di quelli altrui
Conseguenza tipicaFrustrazione che si accumula, senso di non contareRelazione più chiara, conflitto gestitoRelazione danneggiata, isolamento

Nessuno dei tre stili è fisso, quasi tutti oscilliamo tra passività e aggressività a seconda del contesto — con un collega piuttosto che in famiglia — ed è proprio in quell'oscillazione che si vede lo spazio per allenare l'assertività.

Benefici di una comunicazione assertiva

Scegliere uno stile comunicativo assertivo ha un impatto diretto e misurabile sul tuo benessere mentale e sulla qualità delle tue relazioni. Tra i benefici principali dell'assertività troviamo:

  • Miglioramento dell'autostima: essere in grado di esprimere i propri pensieri in modo efficace rafforza la consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità.
  • Migliore gestione dei conflitti: permette di affrontare le discussioni in modo costruttivo e di trovare soluzioni eque più velocemente, gestendo meglio il proprio tempo e le energie emotive.
  • Riduzione di stress e ansia: diminuisce il timore del giudizio e la rabbia repressa tipica della passività o i livelli di stress del conflitto continuo tipico dell'aggressività.
  • Relazioni più sane: stabilisce confini chiari e crea rapporti basati sul rispetto reciproco, non sulla sottomissione o sulla paura.
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Quali sono i diritti assertivi fondamentali?

Una componente chiave per sviluppare l'assertività è comprendere che, come individuo, ognuno ha dei diritti fondamentali, anche chiamati "diritti assertivi".

Tra i diritti assertivi troviamo:

  • Poter avere le proprie idee e opinioni, che potrebbero anche essere diverse da quelle degli altri, ma non imporle.
  • Chiedere che le proprie idee vengano ascoltate dagli altri, ma non per forza condivise.
  • Chiedere che i propri bisogni vengano soddisfatti, ma senza pretendere che venga fatto.
  • Poter dire di "no" senza poi sentirsi in colpa.
  • Poter provare ad esprimere le proprie emozioni ma in maniera assertiva.
  • Poter fare errori, in buona fede.
  • Poter cambiare idea.
  • Poter avere dei bisogni diversi rispetto agli altri.
  • Poter dire di non aver capito qualcosa.
  • Poter essere sé stessi anche se a volte si è diversi da ciò che pensano gli altri.

Si può sviluppare l'assertività?

Sì: l'assertività è una competenza che si allena, non un tratto con cui si nasce, e puoi iniziare a lavorarci a qualsiasi età. Alcune indicazioni pratiche, riprese anche dalla guida della Mayo Clinic sulla comunicazione assertiva, sono un buon punto di partenza:

  • Comunicazione non verbale: usa un contatto visivo diretto, una postura aperta e un tono di voce calmo ma deciso.
  • Atteggiamento rispettoso verso te stesso e verso l'altro.
  • Linguaggio in prima persona: usa frasi che iniziano con "Io penso che..." o "Io sento che...", per parlare delle tue sensazioni invece che accusare.
  • Gestione delle emozioni: imparare a contenere l'ansia da prestazione o la paura del giudizio è decisivo per affrontare conversazioni difficili senza scivolare in passività o aggressività.

Il modo più veloce per capire la differenza è vederla in pratica. Un'amica ti chiede di nuovo un favore che ti pesa:

  • Passivo: "Va bene, faccio in qualche modo."
  • Aggressivo: "Sei sempre la solita, pensi solo a te."
  • Assertivo: "Questa volta non riesco ad aiutarti, ma se vuoi ne parliamo con calma per trovare un'altra soluzione."

Il tuo responsabile ti assegna un altro progetto quando sei già oltre carico:

  • Passivo: accetti senza dire nulla, e recuperi il tempo la sera.
  • Aggressivo: "Non se ne può più, date sempre tutto a me."
  • Assertivo: "In questo momento ho già altri progetti aperti: se questo è prioritario, ditemi cosa posso spostare."

Quando l'altra persona insiste nonostante un primo no, una tecnica utile è il "disco rotto": ripetere con calma la stessa richiesta o lo stesso rifiuto, senza alzare il tono né aggiungere giustificazioni, finché il messaggio non viene recepito. 

La descrive Manuel J. Smith nel suo lavoro sulla terapia assertiva sistematica (Smith, 1981) nell'esempio del turno di lavoro: "Oggi non posso" — "Dai, solo stavolta" — "Capisco, ma oggi non posso" — ripetuto con la stessa calma, senza inasprirsi e senza cedere.

Nei materiali divulgativi trovi l'assertività indicata anche come "comunicazione diretta" o "comunicazione efficace", non sono sinonimi tecnici ma descrivono la stessa competenza vista dal lato del risultato più che dello stile.

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Quando chiedere aiuto per l'assertività?

Chiedi un supporto professionale se, nonostante gli esercizi, i tuoi stili comunicativi disfunzionali persistono o se dietro c'è un'ansia più ampia che non riesci a gestire da solo. Se vuoi iniziare un percorso per allenare l'assertività, puoi rivolgerti ai professionisti del nostro centro medico. Per un primo colloquio gratuito puoi compilare il nostro questionario.

Molte persone allenano l'assertività da sole, con la pratica quotidiana descritta sopra, e non hanno bisogno di altro. Se il problema è circoscritto ad una relazione specifica o ad un contesto preciso gli esercizi bastano quasi sempre. Il supporto professionale ha senso quando le radici sono più profonde: ansia sociale marcata, paura cronica del giudizio, o una rabbia che fatichi a modulare anche quando vorresti.

Il training assertivo è un modello di intervento specifico, solitamente di matrice cognitivo-comportamentale, che lavora su queste radici in un contesto protetto e guidato. Secondo una revisione del 2018 pubblicata su Clinical Psychology: Science and Practice, è un trattamento evidence-based, sottoutilizzato nella pratica clinica nonostante l'efficacia documentata (Speed, Goldstein e Goldfried, 2018). Uno studio randomizzato controllato del 2023 ha inoltre verificato risultati concreti nell'uso della terapia cognitivo-comportamentale transdiagnostica per migliorare l'assertività in persone con difficoltà di ansia e regolazione emotiva.

Se vuoi approfondire, puoi rivolgerti a:

  • Psicologi e psicoterapeuti: propongono percorsi specifici, anche online, per lavorare sulle radici — ansia, paura del giudizio, rabbia — che possono impedire lo sviluppo dell'assertività.
  • Coach certificati: guidano con tecniche pratiche mirate all'efficacia comunicativa, soprattutto sul lavoro.

Il primo passo, se decidi di farti accompagnare, può essere un colloquio conoscitivo con un professionista: è il momento in cui capite insieme se il percorso fa per te.

Fonti:

Sitografia

Being assertive: Reduce stress, communicate better

Assertiveness as a communication construct.

Human Communication Research

Efficacy of transdiagnostic cognitive-behavioral therapy for assertiveness

Internet Interventions

Bibliografia

Assertiveness training: A forgotten evidence‐based treatment. — Clinical Psychology: Science and Practice, 25(1), 20.

Speed, B. C., Goldstein, B. L., Goldfried, M. R.

When I Say No, I Feel Guilty: How to Cope--using the Skills of Systematic Assertive Therapy — Bantam Books

Smith, M.J. (1981)

Alcune domande che potresti avere sull'Assertività

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Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
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Agnese CannistraciPsicologa, Psicoterapeuta e Direttrice clinica in Serenis
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Dopo la laurea in Psicologia Clinica a Roma, mi sono specializzata in Gruppoanalisi e ho conseguito certificazioni in Psicodiagnostica Giudiziaria e Clinica, Tecniche Psicodrammatiche e Formazione alle Dinamiche Istituzionali. Credo che nel mio lavoro sia fondamentale generare uno spazio relazionale in cui la persona si senta vista e ascoltata, sia dal terapeuta che da se stessa, motivo per cui ho svolto un master in Sustainability Management, con l'intento di integrare gli aspetti clinici con un approccio volto alla promozione di benessere e sostenibilità individuali, organizzativi e sociali.
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