La teoria polivagale

La teoria polivagale illumina il ruolo cruciale del sistema nervoso autonomo nella regolazione delle nostre risposte emotive e sociali, offrendo spunti su come affrontare stress e traumi.
DsMDott.ssa Martina Migliore
Scritto daDott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato16 ottobre 2023
Aggiornato11 agosto 2026
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Teoria polivagale

Perché a volte, di fronte a una minaccia, il corpo si blocca? 

La teoria polivagale risponde proprio a questa domanda, spiegando come il sistema nervoso autonomo (SNA) regoli le nostre risposte emotive, fisiche e sociali. 

In questo articolo vedremo cos'è la teoria polivagale, come si lega al trauma, quali applicazioni ha in psicologia e in terapia, come si manifesta nei bambini e nelle persone autistiche, e quali esercizi pratici puoi utilizzare per regolare il tuo sistema nervoso.

La teoria polivagale di Porges 

La teoria polivagale, elaborata dal neuroscienziato Stephen Porges, ed esposta nel suo libro “La teoria polivagale. Fondamenti neurofisiologici delle emozioni, dell'attaccamento, della comunicazione e dell'autoregolazione”, si concentra sul sistema nervoso autonomo (SNA) e sulle sue interazioni con le risposte emotive e comportamentali

Il SNA viene infatti suddiviso in tre sottosistemi principali, ciascuno con un ruolo distinto nella regolazione del corpo e delle emozioni:

  • sistema nervoso parasimpatico ventrale: è associato a una risposta di sicurezza e benessere. Quando è attivo, promuove il rilassamento, la calma e la capacità di connetterci con gli altri;
  • sistema nervoso simpatico: è il sistema che si attiva nella risposta di "lotta o fuga". Quando percepiamo una minaccia, il battito cardiaco accelera, i muscoli si irrigidiscono e il corpo si prepara a difendersi;
  • sistema nervoso parasimpatico dorsale: entra in azione quando la fuga o la lotta non sono opzioni praticabili. In situazioni di impotenza o pericolo estremo, questo sottosistema può attivarsi, portando a una risposta di immobilità o congelamento.

Questa gerarchia rappresenta un notevole passo avanti nella comprensione del sistema nervoso autonomo e delle sue implicazioni per la salute mentale e fisica, offrendo una base concettuale per capire come il corpo reagisce allo stress e al trauma.

Insieme alle neuroscienze cognitive dunque, la teoria polivagale offre una prospettiva più approfondita, contribuendo alle modalità di valutazione e di intervento neuropsicologico.

Teoria polivagale di Porges

I principi organizzativi della teoria polivagale

La teoria polivagale si basa su tre principi organizzativi:

  1. gerarchia autonoma: tre livelli di risposta (vagale ventrale, simpatico, vagale dorsale) attivati in sequenza;
  2. neurocezione: la valutazione inconscia e costante del rischio che determina quale sistema si attiva. Molte strategie di benessere falliscono proprio perché non riconoscono che il senso di sicurezza nasce da stati fisiologici interni, non da un ragionamento consapevole;
  3. co-regolazione: l'importanza delle interazioni sociali nella regolazione del sistema nervoso e nella gestione dello stress.

Quando ci sentiamo al sicuro, il nostro sistema nervoso supporta la crescita e la guarigione, rendendoci anche più aperti e disponibili agli altri senza sentirci minacciati. 

La capacità di sentirsi sicuri ha permesso agli esseri umani di sopravvivere e prosperare: riconoscere la sicurezza come bisogno biologico fondamentale permette di valorizzare questa eredità evolutiva e di favorire esperienze di co-regolazione sociale (Porges SW., 2022).

Teoria polivagale e trauma

Il legame tra teoria polivagale e trauma è centrale nell'ambito della salute mentale e del recupero psicologico.

La risposta di "lotta o fuga" del sistema simpatico è solo una parte dell'equazione. In situazioni di pericolo estremo, il corpo può attivare anche il parasimpatico dorsale, associato all'immobilità o al congelamento. Questo può manifestarsi come una sensazione di paralisi, in cui sembriamo incapaci di reagire o muoverci: comprendere questa risposta è fondamentale, perché chi ha vissuto esperienze traumatiche può sentirsi confuso o colpevole per la propria "immobilità".

Un aspetto chiave è poi l'impotenza percepita: la percezione di poter controllare una situazione regola il nostro SNA. Quando il trauma annulla questo senso di controllo, il parasimpatico dorsale può prendere il sopravvento, portando alla risposta di immobilità. Questo aiuta a spiegare perché alcune persone sperimentano la paralisi durante eventi traumatici.

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La sindrome polivagale: quali sono i sintomi difensivi?

Alcuni ricercatori e professionisti della salute mentale parlano di "sindrome polivagale" in relazione a disturbi come ansia, depressione e PTSD. Porges identifica quattro tipologie di sintomi, attivate secondo la gerarchia della difesa interna:

  1. attenuazione del coinvolgimento sociale, con espressione facciale piatta e bassa reattività emotiva;
  2. reattività elevata legata al sistema simpatico, con rapidi cambiamenti d'umore tra calma e agitazione, tipici di ansia e comportamenti impulsivi;
  3. alternanza tra simpatico e dorsale, con sintomi come ipotensione, perdita di coscienza, dolori diffusi e problemi gastrointestinali;
  4. risposta estrema di difesa, con dissociazione completa, comune in chi ha subito abusi o violenza.

Il nervo vago: come si attiva e come stimolarlo

Il nervo vago ha un ruolo cruciale nel calmare il sistema simpatico. La sua attivazione è legata alla risposta parasimpatica, che promuove riposo, digestione e recupero, contrastando gli effetti della risposta di lotta o fuga. Questo nervo controlla funzioni corporee essenziali come umore, risposta immunitaria e digestione, e collega il cervello al tratto gastrointestinale.

Attraverso la stimolazione vagale, il nervo vago (detto anche freno vagale) induce il rilascio di acetilcolina, un neurotrasmettitore che rallenta l'attività cardiaca. Alcuni studi suggeriscono che la stimolazione del nervo vago e dei suoi circuiti possa essere un trattamento efficace per la depressione resistente ai farmaci, il disturbo da stress post-traumatico e le malattie infiammatorie intestinali, aumentando il tono vagale e riducendo la produzione di citochine.

Come attivare il nervo vago

La stimolazione del nervo vago (VNS) comprende tecniche manuali o elettriche. La stimolazione sul lato sinistro del collo è una terapia approvata per l'epilessia refrattaria e la depressione resistente ai trattamenti, mentre quella sul lato destro ha mostrato efficacia nell'insufficienza cardiaca. Pratiche come yoga e meditazione, poi, possono influenzare positivamente il nervo vago attraverso la regolazione della respirazione e il rilassamento del corpo.

Quando il nervo vago viene stimolato in modo eccessivo, però, può manifestarsi una crisi vagale, con sintomi come svenimenti, bradicardia e ipotensione, spesso indotta da stress o ansia. In questi casi conviene rivolgersi a un neurologo, un cardiologo o un medico specializzato in medicina interna.

La teoria polivagale in psicoterapia 

La teoria polivagale è un contributo fondamentale alla pratica terapeutica clinica: offre una lente attraverso cui osservare le risposte emotive e fisiche dei pazienti, aprendo nuove strade per la comprensione e il trattamento di diverse condizioni psicologiche, tra cui ansia, depressione e disturbo da stress post-traumatico.

Un aspetto centrale riguarda la regolazione emotiva: gli strumenti basati su questa teoria aiutano a sviluppare consapevolezza delle proprie risposte fisiologiche e a regolarle in modo efficace, sia nella gestione dell'ansia sia nel lavoro sul trauma.

Esistono diversi approcci terapeutici basati sulla teoria polivagale, tra cui la polyvagal theory-informed therapy (PTIT) e il somatic experiencing (SE), che utilizzano esercizi specifici per regolare il sistema nervoso. 

Nelle arti creative e nelle terapie psicomotorie, tecniche come "notare e nominare" le sensazioni fisiche e "imparare a cambiare" le risposte emotive vengono applicate attraverso l'espressione artistica e il movimento corporeo (Haeyen S., 2024).

Le applicazioni cliniche infine si estendono anche oltre la salute mentale: la teoria polivagale viene utilizzata come chiave di lettura in ambito oncologico, per le malattie autoimmuni o per la fibromialgia, dove l'attivazione difensiva cronica del sistema nervoso incide sul benessere psicofisico.

Teoria polivagale e autismo

Nella prospettiva di Porges, la teoria polivagale descrive il modo in cui il sistema nervoso autonomo valuta continuamente segnali di sicurezza e minaccia attraverso la neurocezione. Questa cornice può essere utile per comprendere alcune esperienze delle persone con autismo, in particolare quando l’ambiente risulta sensorialmente intenso, imprevedibile o difficile da decodificare sul piano relazionale.

Da questa lettura nasce anche il Safe and Sound Protocol, un intervento bottom-up che lavora sul canale uditivo attraverso l’ascolto guidato di tracce musicali modificate con uno specifico algoritmo. L’obiettivo è sostenere la regolazione del sistema nervoso, favorendo esperienze di sicurezza, connessione e co-regolazione.

Durante l’ascolto vengono proposte attività calme e poco attivanti, così da accompagnare la persona in un’esperienza di regolazione senza sovraccaricarla. 

Il protocollo è indicato a partire dai 18 mesi d’età e prevede due differenti set sonori: uno pensato per i bambini e uno per gli adulti.

Teoria polivagale e i bambini

Nei bambini, la teoria polivagale aiuta a comprendere quanto il senso di sicurezza sia alla base della regolazione emotiva, dell’esplorazione e della relazione. 

Il sistema nervoso del bambino non si regola da solo in modo stabile, ma si organizza soprattutto attraverso la presenza dell’adulto, la prevedibilità dell’ambiente e la qualità delle interazioni quotidiane. 

Creare per il bambino un ambiente sensorialmente sicuro, ad esempio prestando attenzione ai suoni a bassa frequenza(che il sistema nervoso tende a leggere come segnali di pericolo), è uno degli strumenti pratici che derivano dalla teoria polivagale applicata allo sviluppo infantile.

Teoria polivagale: esercizi

Gli esercizi basati sulla teoria polivagale offrono un approccio pratico per regolare il sistema nervoso autonomo e migliorare la salute mentale e fisica, favorendo rilassamento, sicurezza e connessione sociale. 

Ecco alcuni esempi:

  • respirazione consapevole: inspira lentamente contando fino a quattro, trattieni il respiro per quattro e poi espira contando fino a otto. Ripeti il ciclo per alcuni minuti;
  • mindfulness e yoga: dedica del tempo ogni giorno a meditare o a praticare la consapevolezza, concentrandoti su sensazioni fisiche, emozioni e pensieri senza giudizio. Il tono vagale può essere aumentato attraverso respirazione, meditazione e yoga, contribuendo alla resilienza e alla riduzione dei disturbi dell'umore e dell'ansia;
  • esercizi di grounding: utili per mantenere il contatto con il presente e con il corpo, ad esempio camminando a piedi nudi sull'erba o concentrandoti sulla sensazione dei piedi poggiati a terra;
  • autoabbraccio o self-hug: abbracciarti da solo, con le braccia intorno al corpo, può attivare una risposta di sicurezza e calma;
  • pratica della gratitudine: qualche minuto al giorno dedicato a riflettere su ciò per cui sei grato aiuta a sviluppare una prospettiva più equilibrata.

Sperimenta diversi esercizi per capire quali funzionano meglio per te e integrali nella tua routine quotidiana per favorire una migliore regolazione del sistema nervoso.

Fonti:

Bibliografia

La teoria polivagale.

Porges, S. (2014)

Il trauma relazionale complesso alla luce della teoria polivagale: il potere trasformativo del sentirsi al sicuro. — PSICOLOGIA, PSICOTERAPIA E BENESSERE, 1(1), pp. 107-140

Schio, L. A.

Le applicazioni cliniche della teoria polivagale

Schimmenti, A.

Vagus Nerve as Modulator of the Brain-Gut Axis in Psychiatric and Inflammatory Disorders. — Front Psychiatry. 9:44. doi: 10.3389/fpsyt.2018.00044. PMID: 29593576; PMCID: PMC5859128.

Breit S., Kupferberg A., Rogler G., Hasler G. (2018)

Vagus Nerve Stimulation. — Curr Behav Neurosci Rep. 1(2): doi: 10.1007/s40473-014-0010-5. PMID: 24834378; PMCID: PMC4017164, pp. 64-73

Howland R.H. (2014)

Polyvagal Theory: A Science of Safety. — Front Integr Neurosci. 16:871227. doi: 10.3389/fnint.2022.871227. PMID: 35645742; PMCID: PMC9131189.

Porges S. (2022)

A theoretical exploration of polyvagal theory in creative arts and psychomotor therapies for emotion regulation in stress and trauma. — Front Psychol. 15:1382007. doi: 10.3389/fpsyg.2024.1382007. PMID: 38840744; PMCID: PMC11150850.

Haeyen S. (2024)

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Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
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Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.