La sindrome ansioso depressiva spiegata: cos’è, come riconoscerla e affrontarla

Quando si parla di sindrome ansioso depressiva si intende uno specifico disturbo depressivo correlato all’ansia vissuta da chi ne soffre, e che comprende caratteristiche di entrambe le patologie.

É un problema non sempre facile da riconoscere, che nasce solitamente dopo un evento di forte impatto emotivo che arriva a sconvolgere la vita personale e sociale, creando un disagio piuttosto evidente e debilitante nella vita di chi lo subisce. 

Ecco perché è importante riconoscere i sintomi legati alla sindrome ansioso depressiva, facendosi aiutare da un medico specializzato, per poter diagnosticare il disturbo e intervenire in modo mirato con l’aiuto di un esperto e di una terapia ad hoc.

Ansia e depressione: quale rapporto

Prima di capire come si manifesta e da cosa è causata la sindrome ansioso depressiva, è importante comprendere quale collegamento c’è tra l’ansia e la depressione, due psicopatologie separate ma che presentano alcuni punti di connessione.

Con il termine ansia si intende lo stato d’animo vissuto dal soggetto come anticipazione di un pericolo, reale e non, che scatena una reazione sproporzionata rispetto al possibile evento, provocando una serie di sintomi fisici e mentali di tensione e agitazione.  

La depressione, invece, è un disturbo dell’umore che tende verso il basso, provocando una serie di sintomi psichici come angoscia persistente, perdita di interesse nelle attività quotidiane, tristezza, ma anche sintomi fisici come stanchezza, disturbi gastrointestinali, disturbi del sonno, ecc.

Sono quindi due patologie distinte che hanno in comune un’affettività negativa e la presenza di sentimenti come la tristezza, la rabbia, la preoccupazione, oltre alla presenza di alcune alterazioni nel sistema nervoso centrale. 

Ansia e depressione si differenziano per la presenza (o meno) di emozioni “positive”. Nella depressione il soggetto presenta bassi livelli di affettività positiva (e delle emozioni collegate) e alti livelli di affettività negativa mentre in chi soffre di ansia sono presenti alti livelli di affettività negativa e arousal (tensione somatica, respiro corto, vertigini, sudorazione, ecc.)  ma non avviene necessariamente una riduzione di quella positiva. 

Depressione ansiosa: i sintomi

Nel caso in cui i due disturbi si trovano a convivere, quindi, si parla di disturbo ansioso depressivo o di sindrome ansioso depressiva, una patologia a sé, ibrida, che si manifesta con una combinazione di sintomi specifici ansiosi e depressivi.I sintomi principali della depressione ansiosa possono essere:

  • bassa autostima;
  • irritabilità;
  • stanchezza;
  • difficoltà di memoria e di concentrazione;
  • disturbi del sonno;
  • preoccupazione eccessiva;
  • umore disforico.

Oltre a questi, altri sintomi che possono presentarsi con la depressione ansiosa sono quelli di tipo fisico come:

  • palpitazioni e tachicardia;
  • disturbi gastrici;
  • disturbi muscolo-scheletrici;
  • tremori;
  • cefalea;
  • vertigini;
  • ecc.

Per essere imputabili al disturbo, tutte queste manifestazioni devono presentarsi almeno per due settimane o comunque durante uno stesso mese, sempre senza avere collegamento con altre patologie e in modo omogeneo, ovvero con nessuna prevalenza dei sintomi predominanti in una patologia rispetto all’altra.

Le cause del disturbo depressivo d’ansia

Ma da cosa dipende la sindrome ansioso depressiva? Le cause alla base di questo disturbo non sono ancora ben definite, anche se sono stati stilati dei fattori di rischio ben precisi che possono favorirne l’insorgere, tra cui:

  • mancanza di una rete sociale e isolamento;
  • stati di indigenza;
  • storia familiare in cui sono presenti soggetti con malattie mentali;
  • predisposizione genetica;
  • trascuratezza emotiva nel corso dell’infanzia;
  • l’aver vissuto episodi traumatici (lutti, perdite, separazioni, ecc.), sia durante l’infanzia che non.

Quando la depressione è reattiva

Quando la depressione è da imputarsi a un evento traumatico come un lutto o una malattia, la diagnosi potrebbe essere di depressione reattiva o depressione ansioso depressiva reattiva.

La presenza di una causa scatenante esterna permette di distinguere la depressione reattiva o ansiosa dalla sua forma “endogena”, ovvero scaturita da scompensi di natura organica: le prime due forme presentano una connessione diretta tra l’evento vissuto e lo stato depressivo che ne scaturisce, che si manifesta in maniera improvvisa e con una sintomatologia acuta, sia a livello fisico che psicologico. 

Depressione ansiosa: invalidità civile

A seconda della gravità della patologia, a chi soffre di depressione ansiosa può essere riconosciuta una certa percentuale di invalidità, che varia a seconda dell’entità del disturbo. Si può ottenere sottoponendosi a visite mediche specialistiche che documentino in modo ufficiale il proprio stato di salute, sia fisico che mentale.

Test per la depressione ansiosa

Un passaggio fondamentale per individuare e diagnosticare con certezza la presenza del disturbo è il test “ansia stress depressione” (Depression Anxiety Stress Scales). Una sorta di autovalutazione del proprio stato di salute utile a rilevare la presenza della patologia, il livello di gravità e i possibili sintomi in atto. 

Il test si compone di una serie di affermazioni, 42 nella sua versione più lunga, 21 in quella più breve, che permettono di valutare nello specifico:

  • la scala della depressione, che comprende la disforia, la mancanza di interesse, la svalutazione della propria vita, l’inerzia, ecc.,
  • l’eccitazione fisiologica, le diverse situazioni d’ansia e le esperienze soggettive degli stati ansiosi, nella scala relativa all’ansia;
  • la difficoltà a rilassarsi, lo stato di turbamento, l’irritabilità, l’impazienza, ecc. nella scala dello stress.

Per calcolare il punteggio finale bisogna sommare i valori ottenuti in ciascuna scala: i risultati, per poter diagnosticare la presenza della depressione ansiosa, devono sempre essere valutati e analizzati da un medico specializzato insieme ad uno psicologo, psicoterapeuta o psichiatra.

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Ansia e depressione: come uscirne

La depressione ansiosa è un disturbo da cui si può guarire, tenendo conto della simultaneità di due patologie diverse e della difficoltà nel riconoscerle.

Proprio per questo è fondamentale l’intervento di un terapista in grado di diagnosticare il disturbo e iniziare una terapia adeguata, concentrandosi sui sintomi più debilitanti, sia di natura ansiosa che depressiva, trattandoli in modo separato e con una terapia mirata a seconda della loro gravità. 

Farmaci per depressione ansiosa

Nonostante si possa intervenire con una terapia farmacologica, curare ansia e depressione come se fossero un’unica patologia può portare a peggiorarne i sintomi. 

Ci sono casi in cui trattare la depressione con degli antidepressivi può generare sintomi ansiosi, così come le terapie usate per alleviare i sintomi legati all’ansia possono peggiorare quelli relativi alla depressione, per esempio accentuando le difficoltà cognitive del soggetto o la mancanza di affettività. Per questo è indispensabile iniziare una terapia farmacologica solo e sempre sotto prescrizione e controllo medico.

Trattamento e terapie per la depressione ansiosa

Un trattamento che può risultare utile per la cura della sindrome ansioso depressiva, a tutti i livelli, è la psicoterapia Cognitivo Comportamentale, sia utilizzata da sola che integrata all’uso di farmaci nei casi più gravi.

Questo genere di terapia è in grado di alleviare e risolvere sia i sintomi depressivi che quelli ansiosi, attraverso interventi mirati volti a motivare il paziente, modificare eventuali distorsioni cognitive, intervenire sugli schemi cognitivi del soggetto. E, cosa molto importante, insegnando a chi soffre di depressione ansiosa ad autoregolare le proprie emozioni.   

Altre tecniche utilizzate per combattere le conseguenze del disturbo, sono quelle legate al rilassamento e al controllo della respirazione, così come specifiche tecniche di mindfulness e/o esercizi di meditazione. Queste strategie aiutano il soggetto a modificare a suo favore gli stati mentali che scatenano la sintomatologia tipica del disturbo, imparando a tenerli a bada.

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Scegliere uno psicologo: come fare

Una volta presa la decisione di farsi aiutare da uno psicologo per prenderti cura di te e guarire dalla sindrome ansioso depressiva, devi scegliere quello giusto. Decisione difficile: ci sono diverse scuole di psicoterapia, diverse tecniche, e le recensioni online sono spesso inutili perché tutte positive. Ma è proprio questo uno dei momenti più delicati: scegliere quello sbagliato può far fallire la terapia. Ecco qualche consiglio per intraprendere il percorso che fa per te:

  1. Assicurati che sia uno psicoterapeuta certificato. Gli psicologi che non sono psicoterapeuti possono darti dei validi consigli, ma non possono proporti un percorso di cura.
  2. Scegli qualcuno che non sia legato a parenti o amici. Sia tu che la persona che vuoi aiutare dovete sentirvi tranquilli e aprirti completamente durante la terapia, e questo avviene meglio con professionisti che non sono connessi alla tua sfera di conoscenze.
  3. Trova uno psicoterapeuta esperto nella cura della depressione. Per quanto tutti i terapeuti abbiano avuto una formazione completa, migliaia di ore di esperienza sul campo e una specializzazione sono garanzia di un percorso di successo.
  4. Scegli qualcuno con cui entri in sintonia. Questo lo puoi sapere veramente solo provando una seduta, ma in fase di prenotazione puoi porre delle domande che ti aiuteranno a capire meglio se lo psicoterapeuta che hai scelto fa al caso tuo. Come sarà strutturato il percorso? Su cosa ci si concentrerà? Sono previsti esercizi e compiti a casa?

Una soluzione è il servizio di psicologo online di Serenis, l’azienda che tra altre cose cura anche questo blog. Serenis ha psicoterapeuti esperti; te ne assegna uno adatto alla tua situazione, con cui farai una prova gratuita e inizierai un percorso (e se per qualche motivo non entri in sintonia, puoi richiedere un terapeuta diverso con un clic). Ci sono però molti altri modi per trovare uno psicoterapeuta valido: per esempio puoi chiedere al medico di base o rivolgerti ad un consultorio nella tua zona. L’importante è fare il primo passo.

A chi rivolgersi

Se pensi di soffrire di depressione ansiosa, quindi, per superare questo disturbo è utile rivolgersi a uno psicologo che possa valutarne le cause e aiutarti nel risolverla, per tornare a vivere una vita più serena.

Ricordati sempre che il primo passo che si compie per la propria salute è quello più importante.

Bibliografia

Ansia e depressione: quale rapporto su Ipsico

Sindrome ansiosa depressiva, l’inquietudine di vivere su Psicoadvisor

Disturbo ansioso depressivo misto: sintomi e trattamento su Guida Psicologi

Depressione cos’è, caratteristiche, sintomi, cause, cura, farmaci, approfondimenti su Istituto Beck

Chi soffre di depressione ha diritto all’invalidità? su La legge per tutti 

Depression Anxiety Stress Scales su Counseling  

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Revisori

reviewer

Dott. Raffaele Avico

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista certificato EMDR I

Ordine degli Psicologi del Piemonte num. 5822

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista EMDR. È membro della ESDT (European Society for Trauma and Dissociation) e socio AISTED (Associazione italiana per lo studio del trauma e della dissociazione).

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Dott. Rosario Urbani

Psicoterapeuta specializzato in cognitivo comportamentale

Ordine degli Psicologi della Campania num. 6653/A

Laureato in Neuroscienze presso la Seconda Università di Napoli. Specializzato presso l’istituto Skinner in psicoterapia cognitivo comportamentale. Analista del comportamento ABA e specializzato anche nella tecnica terapeutica dell'EMDR.

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Dott.ssa Maria Vallillo

Psicoterapeuta specialista in Lifespan Developmental Psychology

Ordine degli Psicologi del Lazio num. 25732

Laurea in Psicologia presso l'Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in psicoterapia e psicologia del ciclo di vita presso l’Università la Sapienza di Roma. Esperta in neuropsicologia e psicodiagnostica e perfezionata in psico-oncologia.