Malattia per depressione: durata, certificato, aspettativa e invalidità

Scopri come funziona la malattia o aspettativa per depressione invalidante. Quanti giorni di malattia può dare il medico curante a chi soffre di depressione?
DRADott. Raffaele Avico
Scritto daDott. Raffaele AvicoPsicologo e Psicoterapeuta
Icona revisione
Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato20 giugno 2022
Aggiornato21 agosto 2026
Trova il professionista giusto per te.
Trova un terapeuta online
Depressione invalidante

La depressione può rendere temporaneamente difficile o impossibile svolgere il proprio lavoro. In questi casi, se le condizioni di salute lo richiedono, il medico può certificare un periodo di malattia.

Ma quanti giorni di malattia si possono avere per depressione? Chi può rilasciare il certificato? Durante la malattia si può uscire di casa? Come funziona la visita fiscale? E soprattutto: qual è la differenza tra malattia e aspettativa per depressione?

In questa guida vediamo come funzionano la malattia per depressione, l'aspettativa, le visite fiscali e le principali tutele previste per chi vive un disturbo depressivo, compreso il possibile riconoscimento dell'invalidità civile.

Chi è depresso può lavorare?

Sì, è possibile lavorare anche quando ci si sente depressi, ma potrebbe essere difficile mantenere la concentrazione e la produttività.

Comprendere cos'è la depressione è il primo passo: si tratta di un disturbo dell'umore che, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, in Italia vede coinvolte circa 1,5 milioni di persone, mentre circa sei milioni ne hanno sofferto almeno una volta. Le donne risultano colpite con una frequenza circa doppia rispetto agli uomini: riconoscere i sintomi della depressione femminile in tempo può fare la differenza anche nell'accesso alle tutele lavorative previste dalla legge.

Tuttavia, con il giusto supporto e trattamento, è possibile gestire la depressione e mantenere un livello accettabile di funzionamento lavorativo. Quando però la malattia compromette in modo significativo la salute e la capacità di svolgere la propria attività professionale, il medico può valutare la necessità di un periodo di assenza per malattia (art. 2110 del Codice Civile).

È fondamentale distinguere tra una depressione diagnosticata e una non diagnosticata: la sindrome depressiva diagnosticata dal medico dà diritto a periodi di malattia indennizzati e in certi casi all'invalidità, mentre il disagio emotivo senza diagnosi formale può dare diritto unicamente all'aspettativa non retribuita.

Chiedere la malattia per depressione: cosa devi sapere

Se pensi di soffrire di depressione, o ti è stata diagnosticata da un professionista della salute mentale, e ti rendi conto di non riuscire più a svolgere l'attività lavorativa, devi informare tempestivamente il tuo datore di lavoro secondo le modalità stabilite dal tuo contratto o dal regolamento aziendale.

Quando la depressione è grave, può rendersi necessario il ricorso agli antidepressivi: farmaci efficaci ma con possibili effetti collaterali da valutare sempre insieme al proprio medico.

Come funziona la malattia per depressione

La malattia per depressione segue le stesse regole previste per le altre condizioni di salute che determinano un'incapacità temporanea al lavoro. Il medico valutatore prende in considerazione la diagnosi, i sintomi, la loro gravità e l'impatto che hanno sulle mansioni svolte. La malattia garantisce la conservazione del posto di lavoro e il diritto all'indennità economica nei limiti del periodo di comporto.

Pensi di avere la depressione?
Pensi di avere la depressione?
Fai questo test online e indaga sui tuoi sintomi. Ci vorranno 5 minuti.

Cosa fare per ottenere la malattia per depressione

  1. Informa il datore di lavoro: comunica la tua assenza secondo i tempi stabiliti dal tuo contratto (solitamente entro 24-48 ore).
  2. Contatta il medico: entro due giorni devi rivolgerti al tuo medico di base o allo psichiatra per descrivere i sintomi e le difficoltà che stai vivendo.
  3. Valutazione medica: il medico verifica se sussista una reale incapacità momentanea al lavoro dovuta allo stato depressivo.
  4. Invio del certificato telematico: se necessario, il medico trasmette all'INPS il certificato telematico di malattia con i giorni di cura assegnati e la presunta data di guarigione.
  5. Comunica il protocollo: invia al datore di lavoro il numero di protocollo del certificato INPS per giustificare l'assenza e consentire gli adempimenti aziendali.

Quanto può durare la malattia per depressione

Non esiste un numero di giorni fisso: il tempo necessario per la guarigione viene stabilito dal medico ed è indicato sul certificato.

Diverso è il periodo di comporto, cioè il limite massimo di giorni di assenza entro il quale il dipendente ha diritto alla conservazione del posto senza rischiare il licenziamento. Secondo i parametri generali dell'INPS:

  • Sotto i 10 anni di anzianità: si ha diritto a circa 3 mesi (90 giorni) di assenza;
  • Sopra i 10 anni di anzianità: la tutela sale a 6 mesi (180 giorni).

I contratti collettivi possono prevedere tutele più ampie o calcoli diversi in caso di assenze frazionate (comporto per sommatoria nell'arco di un triennio mobile). Per sapere l'ammontare esatto, è quindi importante controllare il proprio contratto di lavoro.

invalidità depressione e malattia

Chi è in malattia per depressione può uscire di casa?

Sì, chi è in malattia per depressione può uscire di casa. La Corte di Cassazione, con la fondamentale Ordinanza n. 9647/2021, ha stabilito che un lavoratore con diagnosi di disturbo depressivo non compromette la propria salute né ritarda il rientro al lavoro se esce di casa per distrazione o per svolgere attività all'aperto. Tali attività non interferiscono con il processo di guarigione e possono anzi far parte del percorso terapeutico prescritto dallo specialista.

Tuttavia, anche chi è assente per depressione ha l'obbligo di farsi trovare reperibile presso il domicilio indicato nel certificato durante le fasce orarie della visita fiscale.

Chi soffre di depressione è soggetto a visita fiscale?

Sì, la sola diagnosi di depressione non comporta l'esonero automatico. A seguito dell'armonizzazione giurisprudenziale (TAR Lazio n. 16305/2023), le fasce orarie di reperibilità per i controlli INPS sono identiche per il settore privato e per il pubblico impiego:

Settore lavorativoFasce orarie di reperibilità per la visita fiscale
Dipendenti PrivatiDalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00 (tutti i giorni, festivi inclusi)
Dipendenti Pubblici (PA, Scuola, Sanità)Dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00

Si può essere esonerati dalla visita fiscale solo se:

  1. Si risulta invalidi civili con percentuale pari o superiore al 67% (connessa alla patologia depressiva);
  2. La malattia richiede terapie salvavita;
  3. È stata riconosciuta la causa di servizio (per i dipendenti pubblici).

Nelle altre eventualità, ci si può allontanare dal domicilio durante le fasce orarie esclusivamente per giustificati motivi medici (cure, visite o analisi indifferibili opportunamente certificate).

La depressione può fare paura

Ma può essere affrontata e superata. Parlane con uno psicoterapeuta.

  • Centro medico autorizzato
  • Solo professionisti selezionati
  • Primo colloquio gratuito

Depressione e aspettativa

La ricerca di informazioni sull'aspettativa può creare confusione perché malattia e aspettativa sono istituti diversi:

  • La malattia ordinaria: è legata a un'inidoneità temporanea certificata dal medico, garantisce la conservazione del posto fino al comporto ed è retribuita.
  • L'aspettativa per gravi motivi personali (Legge 53/2000): riguarda contesti di grave disagio personale o la necessità di assistere familiari con gravi patologie. Si può richiedere quando non c'è una diagnosi medica di inidoneità diretta al lavoro o al superamento del periodo di comporto. Garantisce la conservazione del posto fino a un massimo di 2 anni (24 mesi) nell'arco della vita lavorativa, ma non è retribuita.
  • L'aspettativa post-comporto: prevista da molti CCNL, consente al dipendente che ha esaurito i giorni di malattia di richiedere un ulteriore periodo di sospensione non retribuita per evitare il licenziamento.

Quanto viene pagata l'aspettativa retribuita per depressione

Quando la sospensione dal lavoro è classificata come malattia ordinaria, la retribuzione prevede la copertura economica secondo questi scaglioni INPS e di contratto collettivo:

  • Primi 3 giorni (carenza): lo stipendio è a carico dell'azienda (se previsto dal CCNL);
  • Dal 4° al 20° giorno: l'INPS eroga il 50% della retribuzione media (integrata dal datore di lavoro secondo il CCNL);
  • Dal 21° al 180° giorno: l'indennità INPS sale al 66,66%.

L'aspettativa per gravi motivi ex L. 53/2000 o l'aspettativa post-comporto sono invece, per legge, non retribuite.

Pro e contro del sospendere il lavoro in caso di depressione

Sospendere il lavoro durante una depressione o far riconoscere l'invalidità può rappresentare una decisione complessa e delicata. Sebbene sembri una soluzione temporanea per alleviare lo stress, un'assenza prolungata può talvolta rivelarsi controproducente dal punto di vista terapeutico.

Questa pausa potrebbe portare il soggetto a identificarsi sempre di più con la patologia, rischiando un graduale isolamento sociale e la perdita del senso di scopo. Analogamente, il timore delle visite fiscali e delle fasce orarie potrebbe aumentare l'ansia e spingere la persona a rinchiudersi ancora di più in casa. Per questi motivi, soluzioni concordate come il rientro graduale, lo smart working o il part-time rappresentano spesso valide risorse cliniche.

quanto dura la malattia per depressione

Cosa fare se la depressione è causata dal lavoro

Ci sono situazioni in cui la depressione, l'ansia causata dal lavoro, il burnout o il mobbing sono scatenati proprio da fattori occupazionali, come un carico eccessivo di mansioni, orari insostenibili o comportamenti persecutori e vessatori.

A seguito della storica Sentenza della Corte di Cassazione n. 29611 dell'11 ottobre 2022, l'INAIL è obbligata a indennizzare il lavoratore per qualunque malattia professionale psicofisica causata dall'ambiente o dall'organizzazione del lavoro.

In questi casi, previa certificazione del medico:

  • Primi 3 giorni: stipendio interamente a carico dell'azienda;
  • Dal 4° al 90° giorno: l'INAIL eroga un'indennità per incapacità temporanea pari al 60% della retribuzione;
  • Dal 91° giorno a guarigione: l'indennità INAIL sale al 75%.

 

Se la depressione dipende unicamente dal lavoro, il dipendente può inoltre far causa all'azienda per richiedere il risarcimento del danno biologico (integrità psicofisica), del danno morale, del danno esistenziale e del danno patrimoniale (spese per cure e consulenze psicologiche).

Dimostrare il nesso causa-effetto tra lavoro e depressione richiede una specifica documentazione medica. Molte aziende sensibili alla salute dei propri dipendenti integrano oggi servizi dedicati di benessere aziendale legati alla psicologia.

Depressione e invalidità

La depressione è riconosciuta come malattia che può essere causa di invalidità civile quando compromette in larga misura la salute fisica, psichica, sociale e lavorativa della persona.

Che percentuale di invalidità ha la depressione

Le tabelle ministeriali del D.M. 5 febbraio 1992 scarica il pdf definiscono le seguenti percentuali di invalidità in base al tipo e alla gravità del disturbo:

Sindrome / Disturbo DepressivoPercentuale di InvaliditàBenefici e tutele previste
Depressione endoreattiva lieve10%Nessun beneficio economico
Depressione endoreattiva media25%Nessun beneficio economico
Depressione endogena lieve30%Diritti per ausili e protesi (se previsti)
Depressione endoreattiva grave31% - 40%Riconoscimento dello stato di invalido civile
Depressione endogena media41% - 50%Sopra il 46%: Iscrizione al Collocamento Mirato (Legge 68/99)
Disturbo Depressivo Maggiore (moderato/ricorrente)61% - 80%

Sopra il 67%: Esenzione ticket ed esonero visita fiscale

 

Sopra il 74%: Assegno mensile di assistenza INPS + 2 mesi di contributi figurativi/anno

Disturbo Depressivo Maggiore (grave con inabilità totale)100%Pensione di inabilità civile

Quando la patologia comporta un handicap grave (art. 3 comma 3 della Legge 104/92) o un'invalidità riconosciuta, si ha inoltre diritto a:

  • Permessi retribuiti: 3 giorni al mese di assenza giustificata dal lavoro;
  • Tutela della sede: diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina e possibilità di rifiutare un trasferimento o il lavoro notturno;
  • Congedo straordinario per cure (Art. 7 D.Lgs. 119/2011): fino a 30 giorni all'anno di congedo retribuito per terapie (per invalidità > 50%), senza intaccare il periodo di comporto;
  • Agevolazioni e detrazioni: agevolazioni fiscali e detrazione delle spese mediche.

A quanto ammonta la pensione per la depressione

L'importo varia in base alla prestazione riconosciuta dall'INPS:

  • Assegno mensile di assistenza / Pensione di inabilità civile: erogati in caso di invalidità pari o superiore al 74% o al 100% per i soggetti con i requisiti di reddito previsti dalla legge.
  • Assegno di accompagnamento: per il lavoratore con depressione grave totalmente inabile che necessita di assistenza continua per le attività quotidiane, l'importo è pari a oltre 540 euro mensili erogati per dodici mensilità.

La psicoterapia online per curare la depressione

A prescindere dalla causa scatenante, per risolvere problemi di depressione è fondamentale l'intervento di un professionista della salute mentale. Nei casi in cui i sintomi siano gravi, i nostri specialisti in psichiatria possono fornire una valutazione farmacologica per prescrivere la cura più adeguata. 

Fermarsi dal lavoro o richiedere tutele legali può alleviare la pressione immediata, ma l'astensione prolungata da sola non è sufficiente a risolvere la patologia.

Senza un adeguato supporto clinico, il rischio è quello di scivolare nell'isolamento sociale e di perdere il proprio ruolo attivo.

Un percorso strutturato nel nostro centro medico consente di rielaborare le cause del malessere, sviluppare strategie di coping efficaci e pianificare un rientro graduale nel contesto professionale.

Storia clinica reale: il percorso di A.

A., una donna di 38 anni, ha affrontato una depressione post partum attraverso un approccio terapeutico integrato e terapia farmacologica. Durante il percorso terapeutico, abbiamo esaminato le opzioni relative all'invalidità, valutandone attentamente i pro e i contro. A., infine, ha scelto di evitare una prospettiva di invalidità, poiché ha riconosciuto il valore del lavoro come fattore protettivo e risorsa nel trattamento del suo disturbo depressivo. Grazie alle agevolazioni sul lavoro ottenute, inclusa una transizione graduale al part-time in modalità smart working, è stata in grado di conciliare le esigenze lavorative con quelle personali e familiari. Attualmente, il disturbo depressivo è in remissione, testimonianza dell'importanza di un approccio terapeutico centrato sull'individuo e delle risorse messe a disposizione per favorire il suo recupero e benessere psicologico.

Inizia il tuo percorso con Serenis

Se stai affrontando un momento di difficoltà o desideri comprendere meglio i tuoi sintomi, Serenis mette a disposizione un servizio di psicoterapia e consulenza psichiatrica online con professionisti specializzati nei disturbi dell'umore.

  • Fai il test online: completa il nostro test per la depressione online, un breve questionario gratuito per valutare la tua sintomatologia e fare il primo passo.
  • Valutazione e diagnosi con uno Psichiatra: gli psichiatri di Serenis sono medici specialisti abilitati a effettuare diagnosi cliniche e a redigere relazioni mediche ufficiali. Questo documento specialistico attestante il tuo stato di salute può essere presentato al tuo medico di medicina generale per supportare la richiesta del certificato di malattia INPS o la valutazione dell'invalidità civile.
  • Inizia la psicoterapia: prenota il primo colloquio conoscitivo per essere abbinato allo psicoterapeuta più adatto a te e iniziare un percorso mirato al tuo benessere.
Fonti:

Sitografia

Report Mental Health at Work

Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)

Decreto Ministeriale 5 febbraio 1992 — Tabelle delle percentuali d'invalidità civile.

Gazzetta Ufficiale

Bibliografia

Ordinanza n. 9647 del 13 aprile 2021. — Corte di Cassazione — Sezione Lavoro

(2021)

Ordinanza n. 29611 dell'11 ottobre 2022 — Corte di Cassazione — Sezione Lavoro

(2022)

Sentenza n. 16305 del 3 novembre 2023. — TAR Lazio

(2023)

Alcune domande che potresti avere sulla malattia da depressione

Il nostro processo di revisione
Scopri di più
Approfondimento
Coinvolgiamo nella stesura dei contenuti clinici i terapeuti con almeno 2.000 ore di esperienza.
Verifica
Studiamo le ricerche sul tema clinico e quando possibile le inseriamo in bibliografia.
Chiarezza
Perfezioniamo gli articoli dal punto di vista stilistico privilegiando la comprensione del testo.
Validano gli articoli
DsMDott.ssa Martina Migliore
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
Leggi la biografia
Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
MSMariangela Serini
Mariangela SeriniPsicologa e Psicoterapeuta
Leggi la biografia
Dopo la laurea in Psicologia Clinica, mi sono specializzata in psicoterapia integrata, con un particolare sguardo rivolto all'aspetto relazionale. Nel mio lavoro sono predisposta all'ascolto e all'accoglienza del mondo dell'altro. Insieme si costruiscono obiettivi su misura per costruire un percorso di crescita preziosa.
Trova un terapeuta
Primo colloquio gratuito
Primo colloquio gratuito