La depressione reattiva spiegata: cos’è, sintomi, cause e cure possibili

Tra le diverse forme di depressione esistenti, non tutte facenti parte del macro gruppo della disturbo depressivo maggiore, vi è la depressione reattiva che, come suggerisce il nome, ha il suo esordio a seguito di un evento scatenante, come “reazione” ad un fatto doloroso.

I sintomi sono molto intensi e profondi: ciò che la differenzia dalla depressione maggiore è proprio la causa che scatena il disturbo, che è ben definita ed esterna al soggetto.

Cos’è

La depressione reattiva è una tipologia specifica di depressione, la cui peculiarità è quella di verificarsi in seguito a uno o più fatti traumatici che hanno causato profondo stress e dolore. 

Si tratta di un disturbo dell’adattamento più che dell’umore, perché chi ne soffre sente di avere delle difficoltà a proseguire con la propria esistenza come era prima: in seguito a un evento traumatico, adattarsi nuovamente alla vita precedente risulta impossibile.

Depressione reattiva: cause scatenanti

Le cause scatenanti della depressione reattiva possono essere moltissime, ma alla base hanno tutte una matrice simile: l’incapacità di reagire al cambiamento.

Il cambiamento può essere un evento traumatico, come un lutto o una separazione, ma anche l’incapacità di adattarsi a una nuova situazione o a modifiche repentine della vita come la si conosceva prima.

Ecco alcune delle cause scatenanti della depressione reattiva, la cui altra peculiarità è quella di avere una sintomatologia che dura molto a lungo in proporzione a ciò che è avvenuto:

  • Lutto: un evento luttuoso  – come la morte di una persona cara – può essere la molla che porta una persona a soffrire di depressione reattiva;
  • Separazione o divorzio: la fine di una relazione può essere una delle cause scatenanti della depressione reattiva, nota in questo caso come depressione da separazione;
  • Lavoro: un cambiamento a livello professionale, o la perdita del lavoro, sono spesso eventi difficili da metabolizzare;
  • Fallimenti: quando si va incontro a un grande insuccesso, o a più di uno;
  • Violenza fisica o psicologica: sono possibili fattori scatenanti della depressione reattiva.

Da questo elenco di cause emerge come questo disturbo possa affiorare per una serie di motivi molto eterogenei. Gli aspetti che le accomunano sono due: il fatto che si tratta di eventi traumatici e che richiedono alla persona una strategia di adattamento non sempre facile da trovare.

guarire dalla depressione reattiva

I sintomi della depressione reattiva

La depressione reattiva può avere molti sintomi sia di tipo psico emotivo sia di tipo fisico. Possono variare di molto da persona a persona, ma è frequente il fatto di non riuscire più a gestire la vita quotidiana come prima.

La sintomatologia è molto simile a quella della depressione maggiore:

  • Tristezza e mancanza di prospettive: ci si sente sempre così, come se non ci fosse più speranza;
  • Anedonia: tutto ciò che prima provocava piacere non regala più alcuna emozione;
  • Ansia e stress costanti: la preoccupazione diventa parte integrante della vita quotidiana;
  • Insonnia: la qualità del sonno ne risente moltissimo, con problemi a dormire;
  • Cambiamenti dello stile di vita: tutto ciò che prima veniva eseguito senza problemi diventa un problema insormontabile.

Ansia e depressione reattiva: disturbi collegati

Ansia e depressione reattiva sono due disturbi collegati. Infatti tra i sintomi di questa tipologia di depressione, ci sono proprio l’ansia e lo stress elevati. Di fatto dopo un evento traumatico può accadere di sviluppare atteggiamenti ansiosi che sono perfettamente in linea anche con una depressione che ha la medesima causa scatenante.

Mentre si affronta la depressione attraverso la psicoterapia, si può lavorare anche sull’ansia. Il terapista dovrà valutare se i due disturbi sono uno la conseguenza dell’altro o se fanno parte di un quadro clinico in cui sono emerse problematiche diverse. Esiste la possibilità che i due disturbi si alimentino vicendevolmente.

curare depressione reattiva

La cura della depressione reattiva

Curare la depressione reattiva è possibile. Generalmente lo si fa attraverso una corretta terapia psicologica, ma potrebbe essere anche suggerita dal medico psichiatra l’assunzione di farmaci. 

La diagnosi viene fatta dal terapista che valuterà innanzitutto se c’è stato e qual è stato l’evento scatenante e poi, seguendo quanto riportato dal DSM 5 (il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), valuterà le tempistiche che hanno visto emergere i sintomi, i livelli di stress e come influiscono con lo svolgersi delle normali attività, e infine se lo stato depressivo è troppo intenso rispetto all’entità dell’evento.

L’aiuto della psicoterapia

La psicoterapia è fondamentale per affrontare la depressione reattiva, perché aiuta chi ne soffre a individuare le strategie più adatte ad affrontare il problema. Durante la terapia vengono forniti e compresi gli strumenti per gestire altre possibili situazioni simili. Sicuramente tra le strade più efficaci vi sono la psicoterapia cognitivo comportamentale o la psicoterapia psicodinamica, che vengono usate come terapie per affrontare depressione o ansia.

Scegliere uno psicologo: come fare

Una volta che hai preso la decisione di farti aiutare da uno psicologo, devi scegliere quello giusto. Decisione difficile: ci sono diverse scuole di psicoterapia, diverse tecniche, e le recensioni online sono inutili perché tutte positive. Ma è proprio questo uno dei momenti più delicati: scegliere quello sbagliato può far fallire la terapia. Ecco qualche consiglio per scegliere il percorso che fa per te:

  1.     Assicurati che sia uno psicoterapeuta certificato. Gli psicologi che non sono psicoterapeuti possono darti dei validi consigli, ma non possono proporti un percorso di cura.
  2.     Scegli qualcuno che non sia legato a parenti o amici. Devi sentirti tranquillo e aprirti completamente durante la terapia, e questo avviene meglio con professionisti che non sono connessi alla tua sfera di conoscenze.
  3.     Trova uno psicoterapeuta specializzato in disturbi dell’umore o dell’adattamento. Per quanto tutti i terapeuti abbiano avuto una formazione completa, migliaia di ore di esperienza sul campo e una specializzazione sono garanzia di un percorso di successo.
  4.     Scegli qualcuno con cui entri in sintonia. Questo lo puoi sapere veramente solo provando una seduta, ma in fase di prenotazione puoi porre delle domande che ti aiuteranno a capire meglio se lo psicoterapeuta che hai scelto fa al caso tuo. Come sarà strutturato il percorso? Su cosa ci si concentrerà? Sono previsti esercizi e compiti a casa?

Una soluzione è il servizio di psicologo online di Serenis, l’azienda che tra altre cose cura anche questo blog. Serenis ha psicoterapeuti specializzati in questi disturbi; te ne assegna uno adatto alla tua situazione, con cui farai una prova gratuita e inizierai un percorso (e se per qualche motivo non entri  in sintonia, puoi richiedere un terapeuta diverso con un clic). Ci sono però molti altri validi modi per trovare uno psicoterapeuta valido: per esempio puoi chiedere al medico di base o rivolgerti ad un consultorio nella tua zona. L’importante è fare il primo passo.

Quanto dura? Tempi di guarigione

La terapia aiuta a velocizzare i tempi di guarigione dalla depressione reattiva. Da uno studio (LaPointe, Karen A., and David C. Rimm) è emerso come un gruppo di donne, che avevano ottenuto un punteggio  tra 15 e 31 nel Beck Depression Inventory, con depressione correlata a un evento, hanno ottenuto significativi miglioramenti già dopo sei settimane di terapia di gruppoDa questo emerge come la psicoterapia possa essere fondamentale ed efficace nel trattamento di questo tipo di depressione, con risultati già nel breve periodo. 

Insieme alla terapia potrebbe essere suggerita l’assunzione di farmaci, prescritti da un medico psichiatra.

Come aiutare chi ne soffre

Stare vicino a una persona che soffre di depressione è importante, perché sapere di avere supporto e comprensione sono aspetti fondamentali per dedicarsi completamente al processo di guarigione.

Ci sono anche delle buone abitudini che si possono suggerire a una persona che soffre di depressione reattiva per aiutarla a stare meglio.

  • Fare attività sportiva: da fare in solitudine oppure in compagnia, insegna a dedicarsi a se stessi e a fare attivamente qualcosa per stare meglio.
  • Creare delle routine per dormire: per migliorare la qualità del sonno.
  • Mangiare cibi sani e leggeri: perché prendersi cura di sé è un primo passo per iniziare a stare meglio.

E poi è importante suggerirgli di intraprendere un percorso di psicoterapia che, in poco tempo, potrà farlo sentire meglio e aiutarlo a vedere le cose da un punto di vista diverso. Su  Serenis si possono trovare diversi professionisti preparati, pronti a dare il giusto supporto e ad accompagnare nel percorso della terapia.

Bibliografia e approfondimenti

  • Understanding Situational Depression, Healthline
  • LaPointe, Karen A., and David C. Rimm. “Cognitive, assertive, and insight-oriented group therapies in the treatment of reactive depression in women.” Psychotherapy: Theory, Research & Practice 17.3 (1980): 312.
  • Disturbo depressivo, Wikipedia

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Revisori

reviewer

Dott. Raffaele Avico

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista certificato EMDR I

Ordine degli Psicologi del Piemonte num. 5822

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista EMDR. È membro della ESDT (European Society for Trauma and Dissociation) e socio AISTED (Associazione italiana per lo studio del trauma e della dissociazione).

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Dott. Rosario Urbani

Psicoterapeuta specializzato in cognitivo comportamentale

Ordine degli Psicologi della Campania num. 6653/A

Laureato in Neuroscienze presso la Seconda Università di Napoli. Specializzato presso l’istituto Skinner in psicoterapia cognitivo comportamentale. Analista del comportamento ABA e specializzato anche nella tecnica terapeutica dell'EMDR.

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Dott.ssa Maria Vallillo

Psicoterapeuta specialista in Lifespan Developmental Psychology

Ordine degli Psicologi del Lazio num. 25732

Laurea in Psicologia presso l'Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in psicoterapia e psicologia del ciclo di vita presso l’Università la Sapienza di Roma. Esperta in neuropsicologia e psicodiagnostica e perfezionata in psico-oncologia.