Attacchi di panico: cosa sono, quali sono i sintomi e trattamento

Punti chiave
- Cos'è un attacco di panico: è un episodio improvviso di intensa paura, ansia e disagio, che può includere sintomi fisici e psicologici.
- Durata di un attacco di panico: la durata è breve, generalmente tra i 10-15 minuti, ma l'esperienza è spesso molto spaventosa.
- Trattamento: il trattamento può combinare psicoterapia (come la terapia cognitivo-comportamentale e la terapia di esposizione) e farmaci (ansiolitici, antidepressivi).
Attacchi di panico: cosa sono?
L’attacco di panico è un episodio improvviso di paura o disagio intensi che raggiunge il picco in pochi minuti, accompagnato da una serie di sintomi fisici e cognitivi debilitanti.
Con l'attacco di panico si ha riscontra quindi la comparsa improvvisa di una paura molto intensa o di un malessere diffuso accompagnati, secondo i criteri diagnostici del DSM-5, da almeno 4 dei 13 sintomi tipici degli attacchi di panico (Cackovic et al., 2023).
Sebbene spiacevole, l'attacco di panico non è pericoloso dal punto di vista medico.
Attacchi di panico o disturbo di panico: quali sono le differenze?
Sebbene l’attacco di panico possa verificarsi come evento isolato (legato a stress o fobie), la sua ricorrenza e la preoccupazione persistente per futuri episodi definiscono il disturbo di panico.
| Attacco di panico | Disturbo di panico | |
|---|---|---|
| Frequenza | Evento isolato o sporadico. | Attacchi ricorrenti e inaspettati. |
| Innesco (Trigger) | Spesso legato a un forte stress momentaneo o fobie (es. agorafobia). | Può insorgere anche senza un motivo apparente. |
| Fattore psicologico | Paura focalizzata sui sintomi fisici del momento. | Costante "paura della paura" (ansia anticipatoria di avere un altro attacco). |
| Durata della crisi | Solitamente svanisce entro 10-20 minuti. | Gli attacchi durano 10-20 minuti, ma lo stato d'ansia è cronico. |
Quanto durano gli attacchi di panico?
Solitamente la durata di un attacco di panico dura circa 10 o 20 minuti ed è caratterizzato dai sintomi che si riscontrano anche in altri disturbi d'ansia.
La durata di un attacco di panico è uno dei suoi tratti distintivi fondamentali per la diagnosi differenziale. In base alle linee guida cliniche e ai manuali diagnostici internazionali (DSM-5), l’attacco di panico è caratterizzato da una brevità temporale a fronte di una estrema intensità.
Sintesi della durata (Standard clinici)
| Fase dell’attacco | Durata stimata | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Raggiungimento del picco | < 10 minuti | Rapida escalation di paura e sintomi fisici. |
| Durata totale media | 10 - 20 minuti | L’intensità inizia a decrescere gradualmente. |
| Limiti estremi | < 1 ora | Se i sintomi durano molte ore, si sospetta ansia generalizzata o causa organica. |
| Sintomi residui | Ore | Stanchezza estrema, tremori residui, paura di un nuovo attacco. |

Come riconoscere un attacco di panico: i sintomi
I sintomi degli attacchi di panico sono una combinazione di sintomi psicologici e fisici.
Questi sintomi sono scaturiti dall'attivazione del sistema nervoso autonomo che, in una situazione percepita come "pericolosa" come nel caso degli attacchi di panico, mette il corpo in condizione di sopravvivenza (Guan & Cao 2024).
Per poter parlare in modo specifico di "attacco di panico" non è necessario che siano presenti tutti i sintomi. Secondo i criteri diagnostici (DSM-5/ICD-11), un attacco di panico richiede la presenza di almeno 4 dei seguenti sintomi:
| Sintomi fisici | Sintomi cognitivi |
|---|---|
| Palpitazioni, tachicardia | Paura di morire |
| Sudorazione, brividi o vampate | Paura di perdere il controllo o “impazzire” |
| Tremori fini o grandi scosse | Derealizzazione (senso di irrealtà) |
| Dispnea o sensazione di soffocamento | Depersonalizzazione (distacco da sé) |
| Dolore o fastidio al petto | |
| Nausea o disturbi addominali | |
| Parestesie (torpore o formicolio) |
Attacco di panico o attacco d'ansia? Come distinguerli
Sebbene i termini siano spesso usati come sinonimi nel linguaggio comune, dal punto di vista clinico esiste una distinzione netta:
- l’attacco di panico è un termine diagnostico formale definito dal DSM-5,
- l’attacco d’ansia è una descrizione colloquiale che non compare come diagnosi ufficiale, ma si riferisce generalmente a stati di apprensione crescente.
Nella pratica, possono essere distinti sulla base di:
- velocità dell'insorgenza, con l’attacco di panico la persona passa da uno stato di calma a un terrore paralizzante in pochi secondi o minuti. L’ansia è più legata a una preoccupazione specifica che cresce man mano che l’evento temuto si avvicina.
- contenuto del pensiero, nell’attacco di panico il pensiero è catastrofico e immediato mentre nell’attacco d’ansia il pensiero è rivolto al futuro.
- sintomi fisici e cognitivi, il panico è dominato da una tempesta di fame d’aria, dolore al petto e parestesie mentre l’ansia si manifesta spesso con irrequietezza, difficoltà di concentrazione, stanchezza cronica e disturbi del sonno.
Se soffri di attacchi di panico o di ansia, puoi parlarne con un professionista che ti aiuterà a gestire i sintomi quando e se si ripresenteranno e a capire le cause profonde di questa situazione.
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Quali sono le cause principali degli attacchi di panico?
Le cause degli attacchi di panico non sono riconducibili a un singolo fattore, ma derivano da una complessa interazione tra vulnerabilità biologica, predisposizione genetica, tratti temperamentali e fattori ambientali tra cui situazioni di forte stress o condizioni mediche specifiche.
Anche chi ha vissuto degli eventi traumatici o critici può incorrere ad attacchi di panico, specialmente se la situazione che si propone loro è simile alla situazione traumatica. Per questo motivo, molti pazienti segnalano degli eventi stressanti proprio poche settimane o mesi prima del primo attacco di panico.
Anche le fobie, come ad esempio l’agorafobia può aumentare la frequenza degli attacchi di panico. Luoghi affollati, spazi troppo aperti o ambienti chiusi possono creare disagio intenso e provocare crisi improvvise.
Quando rivolgersi ad un professionista e segnali d'allarme
Non è tanto la presenza dei sintomi a dover guidare la decisione di chiedere aiuto, quanto l'impatto che questi hanno sulla vita quotidiana e sulla sicurezza personale.
Ecco quando è il caso di agire subito:
- il dolore al petto persiste oltre 15-20 minuti, o si irradia al braccio sinistro o alla mandibola, questo perchè va sempre escluso un evento cardiaco.
- hai pensieri di farti del male o la sensazione che la vita non valga la pena di essere vissuta: oltre al 112, puoi contattare un servizio di ascolto come Telefono Amico Italia (02 2327 2327), attivo tutti i giorni.
- la difficoltà respiratoria è grave e non migliora con le tecniche di respirazione, soprattutto se si sospetta una causa polmonare o allergica.
Potrebbe invece essere utile prenotare una visita con un medico o uno psicologo quando:
- l'attacco inizia a limitare la tua vita
- gli attacchi si ripetono o l'ansia anticipatoria dura da tempo
- stai gestendo l'ansia in un modo che potrebbe peggiorare le cose, ad esempio usi alcol, sostanze o farmaci non prescritti per calmarti
Anche una sola di queste condizioni è un buon motivo per fissare un appuntamento.

Come curare gli attacchi di panico? I trattamenti più efficaci
Gli attacchi di panico vengono solitamente trattati su due fronti: da una parte con un percorso di psicoterapia e dall'altra, quando è necessario, con una terapia farmacologica adatta.
Psicoterapia CBT per attacchi di panico
Il trattamento principale per gli attacchi di panico è la psicoterapia cognitivo comportamentale. L'obiettivo di questa terapia è di interrompere i meccanismi che mantengono il disturbo, modificando i pensieri disfunzionali e l'evitamento delle situazioni.
La terapia agisce su tre livelli:
- Pensieri catastrofici: il terapeuta aiuta il paziente a riconoscere i pensieri come la paura di svenire o avere un infarto e a sostituirli con interpretazioni più corrette.
- Comportamenti: la persona viene accompagnata a esporsi gradualmente alle situazioni che teme e alle sensazioni fisiche che associa al panico, come la tachicardia. Questo processo include esercizi pratici e la riduzione dei comportamenti di sicurezza, come portare con sé ansiolitici, bottiglie d’acqua o il cellulare.
- Emozioni: si introducono strategie di accettazione, come la mindfulness o tecniche della Acceptance and Commitment Therapy, per aumentare la tolleranza dell’ansia.
La terapia può anche includere un lavoro più approfondito sulla storia personale del paziente, sulle relazioni e su eventuali eventi traumatici. In questi casi, può essere utile l’uso di tecniche come la terapia EMDR per l’elaborazione del trauma.
Se soffri di attacchi di panico e vuoi iniziare un percorso terapeutico, puoi rivolgerti al nostro centro medico. Puoi prenotare un primo colloquio gratuito con un terapeuta per chiarire i tuoi dubbi, spiegare i tuoi sintomi e , se necessario, decidere insieme al professionista di iniziare un percorso terapeutico. Le sedute successive costano 49 € l'una.
Farmaci per gli attacchi di panico
Nei casi in cui i sintomi sono molto gravi è possibile ricorrere ai farmaci. In particolare, per un sollievo rapido nelle fasi acute vengono talvolta impiegate le benzodiazepine (come il Valium o l'EN), mentre gli antidepressivi della classe SSRI, come la fluoxetina, possono essere utilizzati in combinazione con la psicoterapia per il trattamento e la cura degli attacchi di panico a lungo termine (Guaiana et al. 2023).
Cosa fare durante un attacco di panico: consigli e strumenti per affrontarlo
Quando si è nel pieno di una crisi, la sensazione di perdita di controllo può essere travolgente. Tuttavia, esistono alcune strategie pratiche e immediate per gestire l'ansia acuta, riattivare il sistema nervoso parasimpatico e ridurre l'intensità dei sintomi nel giro di pochi minuti.
Se ti trovi in questa situazione, ecco cosa fare subito durante un attacco di panico:
- Controlla la respirazione (Tecnica 4-7-8): la mancanza d'aria porta spesso a iperventilare, peggiorando la tachicardia. Inspira lentamente con il naso per 4 secondi, trattiene il respiro per 7 secondi ed espira completamente dalla bocca per 8 secondi. Questo segnala al cervello che non sei in pericolo.
- Applica la tecnica del radicamento (Grounding 5-4-3-2-1): per contrastare la depersonalizzazione e la derealizzazione, sposta l'attenzione fuori dal tuo corpo. Identifica attorno a te 5 cose che puoi vedere, 4 che puoi toccare, 3 che puoi sentire (suoni), 2 che puoi odorare e 1 che puoi gustare.
- Resta dove sei e accetta la sensazione: evitare una situazione o scappare di corsa rinforza l'idea che quel luogo sia pericoloso. Ricorda a te stesso che un attacco di panico ha un picco che dura pochi minuti e, per quanto spiacevole, non è pericoloso per la vita e passerà.
- Rilassa i muscoli: la reazione di attacco o fuga irrigidisce il corpo. Concentrati sul rilassare attivamente le spalle, la mascella e le mani, sciogliendo le tensioni fisiche.
Portare sempre con sé "comportamenti di sicurezza" (come una bottiglia d'acqua o ansiolitici come scudo protettivo) offre un sollievo immediato, ma rischia di mantenere vivo il disturbo di panico. L'obiettivo della psicoterapia cognitivo-comportamentale è proprio quello di insegnarti a tollerare l'ansia anticipatoria, mostrandoti che possiedi già gli strumenti interni per superare la crisi.
Superare l'ansia anticipatoria: spezzare il circolo vizioso
L'ansia anticipatoria è la costante e logorante preoccupazione che si possa verificare un nuovo attacco di panico nel prossimo futuro. Questa condizione si manifesta come una vera e propria "paura della paura" e spinge chi ne soffre a monitorare costantemente ogni minimo segnale del proprio corpo, innescando un circolo vizioso che limita pesantemente la vita quotidiana.
Per interrompere questo meccanismo e smettere di vivere in uno stato di allerta perenne, è fondamentale agire su più livelli:
- riconosci i pensieri catastrofici: l'ansia anticipatoria si nutre di scenari futuri negativi (es. "Se vado al supermercato mi sentirò male"). Imparare a identificare questi pensieri come semplici ipotesi della mente, e non come fatti certi, riduce il loro potere emotivo;
- evita l'evitamento: la tendenza più naturale è rinunciare ai luoghi o alle situazioni associati al panico (come i mezzi pubblici o i centri commerciali). Questo comportamento, però, conferma al cervello che il pericolo è reale. L'esposizione graduale e protetta è la chiave per riprendere il controllo;
- pratica la mindfulness: invece di proiettarti continuamente nel futuro immaginando il peggio, focalizzati sul momento presente. Tecniche di Acceptance and Commitment Therapy (ACT) aiutano ad accogliere l'ansia senza giudicarla, riducendo l'urgenza di controllarla a tutti i costi.
Capire come si alimenta l'ansia aiuta a capire come disinnescarla.
Ecco la differenza tra il comportamento disfunzionale che mantiene il problema e la strategia che può essere utile per superarlo:
| fase | Comportamento che alimenta l'ansia | Strategia per superarla (CBT) | |
|---|---|---|---|
| 1 | il pensiero | "E se mi viene un attacco di panico adesso?" | "È solo un pensiero ansioso, so come gestirlo se dovesse succedere." |
| 2 | l'azione | Monitoraggio ossessivo del battito cardiaco e del respiro. | Spostamento dell'attenzione sull'ambiente esterno (tecniche di radicamento). |
| 3 | la reazione | Evitamento. Evitare la situazione o scappare via (ritiro). | Esposizione graduale. Rimanere nella situazione finché l'ansia non scende da sola. |
| 4 | il risultato | Sollievo immediato, ma aumento dell'ansia per il futuro. | Disattivazione del loop. Il cervello capisce che la situazione non è pericolosa. |
Sitografia
Brain Mechanisms Underlying Panic Attack and Panic Disorder.
Neuroscience bulletin, 40(6)
Bibliografia
L'attaque de panique [Panic attack]. — Revue medicale de Liege, 59(5), pp. 293-296
Scantamburlo, G., Ansseau, M. (2004)
