Tutto quello che vuoi sapere sulla letargia

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Una sensazione di grande affaticamento, mista a sonno e pigrizia: così si sente una persona che soffre di letargia. Di solito questo disturbo si manifesta anche con un’evidente lentezza nel fare le cose e nel pensarle. Il sonno, invece, è molto profondo. Ma attenzione perché l'ipersonnia potrebbe essere legata a qualche problema fisico, oppure mentale.

Se pensi di soffrire di letargia potresti sentirti molto stanco o renderti conto che non rispondi ai normali stimoli come dovresti.

Da questa problematica, che fa parte dei disturbi legati al sonno, si può guarire, ma per farlo è necessario capire il perché si è manifestata e quindi agire di conseguenza. Il supporto migliore te lo può fornire uno psicoterapeuta che, insieme a te, possa indagare le cause, i sintomi e le possibili cure.

Cos’è la letargia

 La letargia fa parte dei disturbi legati al sonno e si tratta di una condizione che provoca in chi ne soffre un senso di affaticamento, pigrizia, sonnolenza diurna e stanchezza.

Si tratta di una patologia debilitante che può incidere in maniera significativa sulla qualità della vita di una persona, perché si è meno attenti, si ha sempre voglia di dormire e si è meno produttivi e molto più lenti nel compiere anche i compiti minimi.

Per queste ragioni crea anche uno stato di frustrazione, in quanto non permette lo svolgersi delle normali attività quotidiane con l’energia necessaria.

La letargia è un segnale che c’è qualcosa che non va. Potrebbe essere legata a problemi di salute fisica o mentale, e per questo il supporto di uno specialista può aiutarti a superare questa problematica così debilitante.

I disturbi del sonno correlati alla letargia

 Un disturbo del sonno collegato alla letargia è l’insonnia, perché la difficoltà a dormire potrebbe avere come conseguenza uno stato diurno di apatia e stanchezza, soprattutto se la mancanza di sonno è un evento che si è ripetuto nel tempo.

Correlate all’insonnia ci sono alcune condizioni fisiche che la causano, come le apnee notturne, che rendono il momento del riposo non continuativo e, di conseguenza, meno efficace. Oppure la sindrome delle gambe senza riposo, che rende difficile addormentarsi, così come l’insonnia potrebbe essere causata da ansia e depressione.

Quindi l’insonnia è uno dei disturbi del sonno correlati alla letargia. La letargia corrisponde a una forma di ipersonnia ovvero uno stato di stanchezza cronica, che potrebbe portare l’individuo che ne soffre ad addormentarsi anche mentre sta facendo delle cose.

La letargia ha diversi sintomi e potrebbe, ad esempio, colpire una persona anziana. Anche in questo caso le motivazioni possono essere molte e coincidere con noia, ragioni psicologiche, come la depressione, oppure essere collegate a patologie e assunzione di particolari farmaci.

Cause dell'eccessiva sonnolenza da letargia

 Sono molte le cause dell’eccessiva sonnolenza da letargia, le si possono suddividere in motivazioni temporanee e problematiche più profonde, in ogni caso questa eccessiva sonnolenza diurna va trattata in base alla ragione che la scatena. Quindi, è importante capire da che cosa viene innescata.

Le cause temporanee di questa forma di sonnolenza diurna sono quelle che compaiono in momenti particolari della vita di una persona.

  • stanchezza dovuta a sforzo fisico: se stai vivendo una fase della vita particolarmente impegnativa dal punto di vista fisico potresti sentirti più stanco e affaticato;
  • stress: ci sono dei momenti in cui sentirti sottoposto a tensioni di varia natura, potrebbe avere su di te un effetto particolarmente estenuante e farti venire voglia di dormire sempre;
  • insonnia temporanea: anche la privazione di sonno può renderti maggiormente stanco e disattento durante il giorno.

Queste cause possono anche manifestarsi tutte assieme.

Ci sono anche ragioni mediche che possono determinare stati di letargia, da malattie più frequenti, ad altre maggiormente debilitanti.

Tra le tante si possono ricordare:

  • influenze: quando si sta male e si ha la febbre è facile che il corpo abbia maggiore bisogno di riposo e che quindi ci si senta stanchi, magari anche dopo aver dormito diverse ore;
  • disidratazione: una delle cause della letargia è proprio una riduzione dei sali minerali e - di conseguenza – un maggiore senso di affaticamento o di sonno;
  • meningite: che, tra i numerosi sintomi della malattia, può anche far venire un’eccessiva sonnolenza;
  • cattiva alimentazione: se il nostro corpo non riceve i giusti nutrimenti nel lungo periodo potrebbe funzionare male, causando un senso di grande affaticamento;
  • depressione: una persona che soffre di depressione, potrebbe sentirsi meno motivata, più incline al sonno e meno lucida.

Tra le cause della letargia non si possono dimenticare farmaci specifici, alcolici e sostanze stupefacenti.

Se sei stanco, affaticato, soffri di colpo di sonno improvvisi e sei poco lucido potresti soffrire di letargia. Quindi se pensi di riconoscerti in alcune di queste cause, potresti parlarne con il medico per capire se soffri di questo disturbo e quali sono i percorsi migliori da intraprendere per superare il problema.

Curare la letargia

Curare la letargia e la narcolessia è possibile, per farlo si può innanzitutto agire sulla vita quotidiana cercando di introdurre buone pratiche che possano aiutare a superare il problema.

Tra le azioni più efficaci per ridurre i disturbi del sonno ci sono:

  • stile di vita sano: mangiare in maniera corretta, bere la giusta quantità di acqua e dedicarsi ad attività fisica;
  • dormire correttamente: organizzare il momento del riposo cercando di creare un ambiente conciliante e rilassante;
  • cose da non fare: ci sono dei comportamenti che andrebbero evitati come il consumo di caffeina e alcolici. Molto meglio mangiare leggero e consumare più pasti durante il giorno.

Il medico potrebbe suggerire l’assunzione di farmaci, che serviranno a curare le cause che hanno scatenato la letargia. Potrebbero essere medicine che sono indicate nel trattamento di disturbi fisici oppure mentali, ma la cosa più  importante da ricordare è quella di affidarsi sempre a un consiglio specialistico: sarà lui infatti a prescrivere la profilassi più adeguata da seguire.

Uno psicoterapeuta, inoltre, potrà indagare alla radice del problema e trovare la soluzione maggiormente efficace.

Psicoterapeuta: come scegliere

Una volta presa la decisione di farti aiutare da uno o una psicoterapeuta per prenderti cura di te, è il momento di trovare la persona giusta. La decisione non è semplice: ci sono diverse scuole di psicoterapia con diverse tecniche. Ma è proprio questo uno dei momenti più delicati, perché scegliere quella sbagliata potrebbe far fallire la terapia. Ecco qualche consiglio per intraprendere il percorso che fa per te:

  • Scegli qualcuno che non sia legato a parenti o amici: durante la terapia devi sentirti tranquillo o tranquilla e poterti aprire completamente. Questo avviene meglio con professionisti che non sono connessi alla tua sfera di conoscenze;
  • Trova uno o una psicoterapeuta con esperienza: per quanto tutti i terapeuti abbiano avuto una formazione completa, migliaia di ore di esperienza sul campo e una specializzazione sono garanzia di un percorso di successo;
  •  Scegli qualcuno con cui entri in sintonia: questo lo puoi sapere veramente solo provando una seduta, ma in fase di prenotazione puoi porre delle domande che ti aiuteranno a capire meglio se lo o la psicoterapeuta che hai scelto fa al caso tuo. Come sarà strutturato il percorso? Su cosa ci si concentrerà? Sono previsti esercizi e compiti a casa?

Una soluzione è il servizio di psicoterapia online di Serenis, il centro medico che, tra le altre cose, cura anche questo blog. Serenis ha solo psicoterapeuti esperti. Te ne assegna uno adatto alla tua situazione, con cui farai una prova gratuita e inizierai un percorso (e se per qualche motivo non entri in sintonia, puoi richiedere un terapeuta diverso con un clic). Ci sono anche molti altri modi per trovare uno psicoterapeuta valido: per esempio puoi chiedere al medico di base o rivolgerti a un consultorio nella tua zona. L’importante è fare il primo passo.

Sintomi da letargia

Tra i sintomi principali della letargia ci sono stanchezza fin dal mattino, sonnolenza, desiderio di dormire sempre e un senso di pigrizia. Ma si accompagnano anche ad altre problematiche che potrebbero - in certi casi - richiedere un intervento medico.

Ci si dovrebbe rivolgere al medico soprattutto se i sintomi arrivano all’improvviso, oppure se si sentono dolori al petto, se ci sente poco reattivi, oppure se la mobilità del corpo è ridotta. Lo stesso vale per gli stati confusionali: se non ci sente sicuri di informazioni banali, come la data o il proprio nome, è bene chiedere l’intervento medico.

Stress e nervosismo, associati a sonnolenza e affaticamento, potrebbero essere le conseguenze di una letargia dovuta a un periodo particolare della propria vita.

Se pensi di soffrire di alcuni di questi sintomi, quindi, chiedi supporto al medico che potrà aiutarti a capire se sei affetto da questo disturbo del sonno e stabilirne cause e cure.

Come scoprire se si è affetti da letargia, il test

Si può scoprire se si è affetti da letargia attraverso un test: si tratta della scala di Epwort che permette di misurare la sonnolenza per capire il livello del disturbo. Questo esame viene somministrato da professionisti per stabilire le cause di un’ipersonnolenza e quindi anche della letargia.

Ma esistono anche altri metodi per valutare il problema. Il terapeuta ti potrebbe, ad esempio, chiedere di tenere un diario in cui segnare quando hai dormito e quando sei stato sveglio.

Inoltre, potrebbero esserti richiesti esami specifici, in particolare se il medico dovesse ritenere che la letargia sia causata da specifici disturbi fisici.

Letargia, le testimonianze

Le testimonianze sono molto preziose, perché possono aiutarti a capire se anche tu soffri di letargia e astenia, ma sono anche un utile mezzo per comprendere come la vita delle persone possa cambiare nettamente quando si soffre di un disturbo del sonno.

Antonio ha raccontato di come la letargia abbia modificato in maniera irrimediabile i suoi ritmi di vita, portandolo a doversi prendere un periodo di pausa dal lavoro per riuscire a curarsi: “Ormai non riuscivo più a concentrarmi, ero troppo spossato e impigrito – spiega -  tutto questo non mi permetteva di lavorare come avrei dovuto e voluto. Lo stress e una depressione sono state le cause scatenanti. Alla fine ho preferito prendermi un periodo di pausa per cercare di stare meglio: ora sono seguito da uno psicoterapeuta”.

Per Gianna il problema si è presentato in famiglia: suo padre anziano ha iniziato a dormire molto spesso durante il giorno. “Il medico mi ha spiegato che poteva trattarsi di un mix di noia e farmaci, che determinavano la letargia”.

Molti, però, sono riusciti a lasciarsi alle spalle il problema grazie all’intervento del medico che ha capito come curare il disturbo. Perché molto spesso si può guarire e tornare a vivere una vita più serena.

Letargia e sonno cronico, le differenze

Quali sono le differenze tra letargia e sonno cronico? Tra quelle principali c’è il fatto che la letargia fa parte delle ipersonnie, tra i disturbi del sonno, il secondo invece potrebbe essere una conseguenza dell’insonnia. Per superarlo potrebbero bastare dei rimedi naturali e un riposo programmato e organizzato per la notte.

Il sonno cronico può essere causato anche da problemi di salute, oltre che da un riposo non ristoratore. Inoltre potrebbe essere il segno di un periodo particolarmente difficile.

Si tratta, in entrambi i casi, di problematiche legate al ritmo sonno veglia che possono invalidare la vita di tutti i giorni, creare problemi alle relazioni o alla sfera lavorativa. Con conseguenze sul benessere psicofisico di chi ne soffre.

Letargia e relazioni psicologiche e psichiatriche

 Come abbiamo visto molto spesso la letargia può essere messa in relazione con problematiche psicologiche o psichiatriche. Può essere la conseguenza di un periodo particolarmente stancante dal punto di vista fisico o mentale, oppure può essere il campanello d’allarme di qualcosa di più profondo.

Una delle ragioni che scatenano la letargia, infatti, è la depressione e questa può essere affrontata con una psicoterapia adeguata e con l’intervento di un medico psichiatra che valuti l’eventuale somministrazione di farmaci specifici.

A chi rivolgersi

 Se ti riconosci in alcuni di questi sintomi, che generalmente vengono collegati con i disturbi del sonno e con la letargia potrebbe essere utile parlarne con una persona esperta.

Questa decisione  ti potrà aiutare a vivere meglio e ad affrontare le giornate senza che tu ti debba preoccupare di non riuscire a fare le cose a causa di uno stato di stanchezza costante.

E poi ricordati che decidere di voler risolvere un problema, è già l’inizio del percorso di guarigione.

Se vuoi trovare una soluzione alla letargia, ad esempio, su Serenis si possono trovare psicoterapeuti specializzati nei disturbi del sonno che ti aiuteranno nel percorso per migliorare la qualità della tua vita.

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DDDDomenico De Donatis
Domenico De Donatis
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Domenico De Donatis è un medico psichiatra con esperienza nella cura dei disturbi psichiatrici. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Parma, ha poi ottenuto la specializzazione in Psichiatria all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Registrato presso l'Ordine dei Medici e Chirurghi di Pescara con il n° 4336, si impegna a fornire trattamenti mirati per migliorare la salute mentale dei suoi pazienti.

DsMDott.ssa Martina Migliore
Dott.ssa Martina Migliore
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.

FRFederico Russo
Federico Russo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048.

Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara.

Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.