Astenia: cos'è, cause e sintomi

Esplora l'astenia: comprendi le cause fisiche e psicologiche, adotta strategie per migliorare l'energia e promuovere il benessere generale.
DRADott. Raffaele Avico
Scritto daDott. Raffaele AvicoPsicologo e Psicoterapeuta
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Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato02 maggio 2022
Aggiornato05 agosto 2026
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Astenia

Può capitare, nel corso della vita, di provare un forte senso di stanchezza diverso dal solito che si caratterizza per la compromissione dello stato generale con vitalità ridotta, abbassamento della pressione arteriosa e facile esauribilità.

In questo caso si parla di astenia (stanchezza cronica), ossia una condizione che genera debolezza cronica, che non dipende dall’avere compiuto grandi sforzi in precedenza e che non si esaurisce nemmeno osservando un periodo di lungo riposo.

L'astenia è più frequente di quanto si pensi. Una meta-analisi che ha coinvolto oltre 600.000 persone stima che l'astenia generale riguardi il 20,4% degli adulti, mentre quella cronica (che dura da almeno sei mesi) colpisca il 10,1% della popolazione, con le donne più colpite degli uomini. Nella popolazione anziana il quadro cambia sensibilmente: un'ampia revisione sistematica dedicata proprio a questa fascia d'età ha rilevato una prevalenza complessiva del 42,6%, con una stanchezza fisica percepita (58,2%) molto più diffusa di quella mentale (24,0%).

Cos'è l'astenia

Con il termine astenia si indica il grado massimo di stanchezza, sia fisica che mentale, senza più riuscire a compiere azioni anche elementari.

L'astenia non è considerata una malattia, è più che altro un sintomo aspecifico che è presente in molte condizioni patologiche come, per esempio, infezioni croniche, endocrinopatie, anemie, carenze alimentari, malattie neuromuscolari, intossicazioni e neoplasie.

In questi casi la sensazione di stanchezza può riguardare tutto il corpo o alcune parti specifiche: potrebbe risultare difficile muovere un arto in modo efficiente, oppure può presentarsi un forte senso di debolezza generalizzato che fa sentire esausti.

L’astenia può essere primitiva, ossia insorge senza essere la conseguenza di patologie; secondaria nell'eventualità sia associata o conseguente a patologie. Esistono anche diversi tipi di astenia, come quella primaverile o la sindrome da over-training, ma a livello generale si distinguono due tipi: muscolare (o miastenia) e nervosa (o nevrastenia).

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L’astenia muscolare si riconosce in malattie come il diabete mellito, anemia grave, ipotiroidismo e ipertiroidismo, malattia di Addison, malattia di Lyme, ipovitaminosi, malnutrizione, sindromi da malassorbimento, ipotensione arteriosa.

L'astenia nervosa, invece, è spesso associata ad ansia e depressione e, allo stesso tempo, è legata a carenza di potassio o magnesio. Può essere, inoltre, messa in relazione al disturbo bipolare dell’umore o a patologie del sistema nervoso centrale.

Astenia e fasi della vita

La sensazione di affaticamento o di debolezza è uno dei sintomi più frequentemente riscontrati in età pediatrica. Certo, non bisogna subito preoccuparsi eccessivamente o pensare male, ma nei periodi di cambio di stagione, oppure verso la fine dell’anno scolastico, risulta abbastanza comune.
Per evitare problemi di astenia nei bambini è sempre opportuno tenerli il più possibile all’aria aperta e sfruttare la luce del giorno. Da non sottovalutare nemmeno l’alimentazione, prediligendo una dieta con un giusto apporto di vitamina B.

Può accadere anche che durante i nove mesi di gravidanza si avverta il bisogno di dormire e un senso generale di spossatezza. In particolare, la fine della gravidanza richiede maggiori energie, e la difficoltà nel dormire, comune a molte donne in questa fase, potrebbe influire sulla mancanza di energia nel corso delle giornate.

Un’altra fase della vita in cui si potrebbe soffrire di astenia è la menopausa. In questo periodo, infatti, la mancanza di energia, la stanchezza cronica e l’affaticamento eccessivo, possono trasformarsi in astenia.

Infine gli anziani. Per loro l’astenia è un sintomo abbastanza comune, poiché spesso vengono colpiti da insonnia o da nicturia, ossia il bisogno di alzarsi di notte per urinare. Proprio il fatto di non dormire quanto si dovrebbe potrebbe causare sonnolenza e stanchezza, ripercuotendosi su tutto l'organismo.

Astenia stagionale

Vale la pena chiarire che la nozione di "astenia stagionale", per quanto diffusissima nel linguaggio comune, non è riconosciuta dalla letteratura scientifica come una condizione clinica autonoma ben definita, quando non si accompagna ad altri disturbi dell'umore. Gran parte delle variazioni di energia legate al cambio di stagione sembra piuttosto collegata ai meccanismi dei ritmi circadiani e all'esposizione alla luce solare, più che a un'entità patologica a sé stante.

A causare particolare stanchezza è anche il cambio di stagione. Si parla, in particolare, di astenia autunnale, che si manifesta con una diffusa sensazione di debolezza, che porta al rallentamento sia dei riflessi del corpo, sia della concentrazione, mettendo a dura prova lo svolgimento di qualsiasi attività. Oppure di astenia estiva, quando durante la bella stagione si fa fatica a concentrarsi, si sperimentano frequenti sbalzi d'umore, nervosismo, ansia, stress e insonnia.

È possibile soffrirne anche in base all'orario della giornata. In questi casi si parla di astenia mattutina e serale.

Sintomi dell'astenia

Sintomi psicofisici dell'astenia

I sintomi principali dell'astenia includono:

  • sovraffaticamento fisico e mentale e senso di spossatezza generalizzata;
  • sonnolenza continua e caratterizzata da un sonno non ristoratore;
  • deficit di memoria con conseguente difficoltà di concentrazione;
  • lentezza nei movimenti e disturbi di coordinazione;
  • assenza di energie e difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane, anche quelle più banali, con possibili ripercussioni sulla vita sociale e lavorativa.

Essendo una condizione spesso legata a diverse patologie e molto complessa, è possibile individuare anche sintomi meno specifici come ad esempio:

  • mal di testa, anche piuttosto intenso;
  • dolori e crampi muscolari;
  • dolori diffusi alle articolazioni;
  • intorpidimento e formicolio;
  • vertigini e problemi di equilibrio;
  • brividi o sudorazione abbondante;
  • disturbi visivi, come l’offuscamento della vista e dolore oculare;
  • ansia, irritabilità e sbalzi d'umore.

Possibili cause dell'astenia

L’astenia è un potenziale sintomo di numerose patologie, non specifico di una malattia: perciò è difficile comprenderne le cause.
Tra le cause più comuni troviamo:

  • pressione bassa;
  • anemia da carenza di ferro;
  • stati di convalescenza post-influenza o da malattie infettive;
  • cambiamenti di stagione;
  • eccesso di attività fisica.

In alcune circostanze, le cause possono essere legate allo stress (approfondisci qui il legame tra pressione bassa e stress), problematiche endocrine e conseguenze di altre malattie.

È utile sapere che, quando l'astenia si presenta come sintomo isolato, raramente nasconde una patologia grave non ancora diagnosticata. In una revisione pubblicata su Deutsches Ärzteblatt International, una delle principali riviste mediche tedesche, indica che i tumori occulti spiegano solo lo 0,6% dei casi di astenia isolata, e l'anemia o altre cause organiche primarie il 4,3%. Le cause di gran lunga più frequenti restano i disturbi del sonno, la depressione (presente in circa il 18,5% dei casi di astenia cronica) e uno stress psicosociale eccessivo e prolungato.

Cause dell'astenia

Astenia e altre patologie

Uno degli esempi attualmente più eclatanti di astenia è rappresentato dalla malattia da COVID-19. Essa, tra i suoi effetti collaterali più caratteristici, sembra avere una forte e prolungata astenia. La stanchezza cronica conseguente all’infezione da SARS-Cov-2 è a tutti gli effetti riconosciuta come la principale conseguenza a lungo termine di questa infezione, e può protrarsi per mesi, anche dopo la negativizzazione, come dimostrato da alcuni studi pubblicati recentemente su Clinical Nutrition ESPEN.

Ma a livello generale, l'astenia è spesso un sintomo che caratterizza varie patologie. Ciò vuol dire che tende a essere più incline a soffrirne chi soffre di malattie croniche tra cui diabete, insufficienza renale, celiachia e altre malattie da malassorbimento.

Tuttavia, si manifesta in molti casi anche in persone giovani, apparentemente sane o senza alcuna diagnosi di malattia. In queste circostanze le causa andrebbero ricercate principalmente in periodi di stress più o meno prolungati, in squilibri alimentari o in particolari fasi della vita.

Diagnosi dell'astenia

Per chiarire le caratteristiche dell’astenia, e poter formulare una diagnosi, è necessario avere a disposizione delle informazioni sulla storia clinica del paziente.

L’astenia può diventare preoccupante quando la spossatezza è molto marcata, se perdura per parecchie settimane senza alcun sollievo e, apparentemente, senza spiegazione. Riconoscerla non è molto semplice, in quanto non esistono esami di laboratorio specifici in grado di diagnosticarla con certezza.

Inoltre, alla base di questa condizione ci potrebbero essere anche preoccupazioni emotive e altri vissuti psicologici, che richiedono l’intervento di uno specialista.

Cura e trattamento dell'astenia

Nonostante la difficoltà nel diagnosticare il disturbo, sappi che è possibile curare l’astenia. La prima cosa che devi fare è rivolgerti al tuo medico curante che, a seguito di domande specifiche, valuterà diverse condizioni, tra cui l’aspetto fisico. Il tutto alla ricerca di eventuali segni di una malattia organica o psicologica, che possano giustificare un possibile stato di astenia come, per esempio:

  • postura;
  • espressione del volto;
  • colorito;
  • presenza di masse palpabili anomale.

In base all’orientamento diagnostico potrebbero essere richiesti anche:

  • esami del sangue;
  • esami delle urine;
  • indagini radiologiche (ecografie, RX, TAC o RMN).

A essere indagate sono anche le tue abitudini, come l’eventuale abuso di alcol, fumo, l’assunzione di sostanze psicotrope, la qualità del sonno e l’attività fisica.

Le evidenze scientifiche più recenti indicano che gli interventi con l'efficacia meglio dimostrata sono l'esercizio fisico strutturato e la terapia cognitivo-comportamentale. Uno studio randomizzato controllato condotto su pazienti oncologici ha osservato che un programma di esercizio supervisionato di sole sei settimane ha portato il 63,3% dei partecipanti a un miglioramento clinicamente rilevante della stanchezza, contro il 13,3% nel gruppo di controllo. In parallelo, una revisione sistematica su pazienti con patologie croniche e astenia persistente ha mostrato che la terapia cognitivo-comportamentale produce un miglioramento affidabile nella maggior parte dei casi trattati.

In questi casi puoi rivolgerti a Serenis, dove puoi trovare un supporto psicologico grazie a un team di psicoterapeuti online, pronti a fornire nuovi strumenti per combattere questo senso di spossatezza cronico.

Diversamente da quanto si crede spesso, la letteratura non supporta invece l'uso di integratori multivitaminici o ricostituenti generici in assenza di carenze nutrizionali documentate: la stessa revisione di Deutsches Ärzteblatt International citata in precenza raccomanda di indirizzare la terapia farmacologica solo verso la causa specifica accertata, ad esempio il ferro in caso di anemia sideropenica, o la terapia sostitutiva in caso di ipotiroidismo.

Fonti:

Sitografia

The demographic features of fatigue in the general population worldwide: a systematic review and meta-analysis.

Frontiers in Public Health

Prevalence of fatigue and perceived fatigability in older adults: a systematic review and meta-analysis.

Scientific Reports

Fatigue as the Chief Complaint — Epidemiology, Causes, Diagnosis, and Treatment.

Deutsches Ärzteblatt International

Mental Fatigue Negatively Impacts Cognitive and Physical Performance Outcomes: A Large-Scale Randomized Crossover Trial.

Medicine & Science in Sports & Exercise

Current treatment outcomes and care pathways for people with comorbid physical and mental health conditions using NHS Talking Therapies services in the UK: systematic review of quantitative studies.

BJPsych Open

Effects of a 6-Week Supervised Multimodal Exercise Program on Cancer-Related Fatigue, Quality of Life and Physical Function During Active Treatment: A Randomized Controlled Trial.

Cancers

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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
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Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
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