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Conosciamo la stanchezza cronica: dalle possibili cause alla terapia per affrontarla

Approfondisci la stanchezza cronica: oltre le cause fisiche, esplora le radici psicologiche. Affronta il disagio emotivo, promuovi il benessere mentale e recupera l’energia con un approccio olistico.

Quando si parla di stanchezza cronica si intende uno stato di spossatezza elevata e prolungata che si manifesta sia a livello fisico che mentale. È un disturbo caratterizzato da un senso di fatica continua, sproporzionata rispetto alle attività svolte da chi ne soffre, e percepita in modo anomalo rispetto a un normale senso di affaticamento o stanchezza. Soprattutto non svanisce o regredisce né dopo aver dormito, né dopo essersi riposati. 

Si presenta maggiormente nei soggetti di età compresa tra i 20 e i 50 anni, con una prevalenza di casi nelle giovani donne, impattando notevolmente nella vita di chi ne soffre. Ecco perché è importante riconoscere la stanchezza cronica con l’aiuto di una persona esperta, per poterne comprendere le cause e superarla, riportando mente e corpo a uno stato di benessere generale e migliorando la qualità della propria vita.

Cos’è la sindrome da stanchezza cronica

La stanchezza cronica o sindrome da stanchezza cronica, è un disturbo che si caratterizza per un senso di affaticamento e spossatezza persistente, che viene percepito da chi ne soffre come anomalo ed esagerato rispetto alle attività realmente svolte. 

Un disturbo che, a differenza della normale fatica vissuta da ognuno di noi in modo più o meno rilevante, non si risolve con il riposo e dormendo, ma perdura nel tempo anche molto a lungo, cronicizzandosi. 

Nonostante in apparenza non abbia una causa fisica o psicologica comprovata e non sia determinata da anomalie oggettive (valutabili da un esame o analisi di laboratorio), la stanchezza cronica si manifesta con sintomi concreti, sviluppandosi con un’astenia (debolezza generale) grave e reale di lunga durata, tanto da essere invalidante per i soggetti che la vivono e subiscono.

I principali sintomi a cui fare attenzione

Tra i sintomi da stanchezza cronica, oltre all’astenia e al senso di spossatezza e affaticamento costante che si manifesta fin dal risveglio, ci sono:

  • debolezza;
  • dolori muscolari;
  • debolezza muscolare;
  • difficoltà di attenzione e concentrazione;
  • dolore alla testa;
  • mal di gola;
  • dolore articolare;
  • impossibilità di riposarsi durante il sonno.

I sintomi durano almeno sei mesi e persistono durante il giorno, aumentando d’intensità se il soggetto che ne soffre compie degli sforzi fisici o vive periodi di stress. Nel caso in cui i sintomi peggiorano o siano particolarmente gravi e impattanti per il o la paziente, la stanchezza cronica può portare anche alla depressione.

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Le possibili cause

Come detto, la sindrome da stanchezza cronica non ha una causa certa, ma è molto probabile che il disturbo dipenda da diversi fattori sia fisici che psicologici, che agiscono e interagiscono tra loro portando ai sintomi sopra descritti.

Cause fisiche

Le cause a livello fisico più comuni e ipotizzate dai ricercatori sono:

  • l’esposizione del soggetto a microbi e/o tossine;
  • anomalie minori del sistema immunitario;
  • anomalie del sistema neuroendocrino;
  • sbilanciamenti ormonali;
  • la predisposizione genetica.

In quest’ultimo caso, poi, è possibile che un ruolo nell’origine della sindrome possa essere collegato anche ad agenti infettivi come virus erpetici, mononucleosi infettiva, virus di Epstein Barr, enterovirus, ecc.

Cause psicologiche

Tra le cause psicologiche, invece, sicuramente lo stress è uno dei fattori che maggiormente influiscono su l’insorgere della sindrome da stanchezza cronica, tanto che alcuni soggetti ne manifestano la presenza in modo improvviso, subito dopo aver vissuto un evento stressante come:

Esami e test diagnostici per la stanchezza cronica

Per diagnosticare la sindrome da stanchezza cronica non esistono degli esami specifici, quello che viene fatto dal medico competente è escludere la presenza di altre patologie che possono determinare gli stessi sintomi legati al disturbo.

Solitamente per arrivare a formulare la diagnosi della stanchezza cronica gli esami da fare sono quelli che vanno a escludere malattie come:

  • l’anemia;
  • insufficienza renale;
  • infiammazioni;
  • problemi alla tiroide;
  • problemi alle ghiandole surrenali;
  • infezioni croniche;
  • ipotiroidismo;
  • disfunzioni (malfunzionamento) dell’ipofisi;
  • epatite B o C;
  • tumori;
  • schizofrenia;
  • demenza;
  • abuso di sostanze alcoliche;
  • obesità;
  • eventuali effetti collaterali dall’uso di farmaci.

Per la diagnosi concreta della sindrome da stanchezza cronica è necessario che il/la paziente presenti:

  • una riduzione sostanziale e/o l’impossibilità a svolgere le sue normali attività lavorative, sociali, personali, ecc., per almeno sei mesi, durante i quali deve esserci la costante sensazione di stanchezza profonda anche in assenza di stimoli esterni, e che non migliori dopo essersi riposati;
  • il peggioramento dei sintomi dopo uno sforzo o un’attività fisica;
  • sonno non ristoratore.

In più, il soggetto presumibilmente affetto da sindrome da stanchezza cronica, deve manifestare evidenti:

  • difficoltà cognitive;
  • sensazione di stordimento o capogiri quando è in piedi.

Una volta comprovati questi fattori, il medico potrà diagnosticare la sindrome da stanchezza cronica e agire di conseguenza per poterla risolvere.

Cure e terapia

Per la sindrome da stanchezza cronica non esiste una cura specifica, ma vengono utilizzate delle terapie diverse, integrando quella farmacologica a un cambio nello stile di vita della persona. 

Le terapie farmacologiche sono usate per trattare sintomi come il dolore, l’insonnia o la depressione, e comprendono l’uso di:

  • farmaci immunomodulanti;
  • cortisonici;
  • ansiolitici;
  • antivirali;
  • antidepressivi.

Da usare a seconda della tipologia e intensità dei sintomi e solo su indicazione medica. Altri rimedi per la stanchezza cronica, come detto, riguardano un cambio dello stile di vita del o della paziente, e includono:

  • l’attività fisica graduale, introducendo progressivamente e sempre sotto osservazione medica, alcuni esercizi e attività di tipo aerobico, come il nuoto, camminare, andare in bicicletta, ecc., utili per ridurre la stanchezza cronica del soggetto, riabilitare le normali funzioni fisiche e alleviare i sintomi del disturbo;
  • terapie complementari come la meditazione, la respirazione controllata, tecniche di rilassamento, ecc.;
  • seguire una dieta più equilibrata e, nel caso fosse necessario, l’utilizzo di integratori a compensazione di eventuali carenze nutrizionali;
  • la terapia cognitivo-comportamentale. 

Stanchezza cronica, quando e come la psicoterapia può aiutare

Quest’ultima viene eseguita con l’aiuto di un o una terapeuta, per orientare verso una visione positiva eventuali pensieri scoraggianti che potrebbero impedire alla persona di recuperare il proprio benessere psico fisico.

Nel caso in cui la sindrome da stanchezza cronica diventi debilitante al punto da causare altri problemi, tra cui depressione o ansia, è importante che il soggetto venga supportato da una persona esperta in questi disturbi, attraverso un percorso di psicoterapia mirato.

La psicoterapia è utile anche come semplice supporto per affrontare al meglio la stanchezza cronica e l’impatto che questa ha sulla propria vita quotidiana e sulle relazioni che si vivono. Ritrovando il proprio benessere psicofisico grazie all’aiuto di una persona esperta e di un percorso mirato ed efficace.

A chi rivolgersi

Se pensi di soffrire di stanchezza cronica, è utile rivolgersi a uno o una psicoterapeuta che possa valutarne le cause e aiutarti nel risolverlo per tornare a vivere una vita più serena.

Ricordati sempre che il primo passo che si compie per la propria salute è quello più importante. 

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Bibliografia

Dott. Raffaele Avico

Psicologo clinico e psicoterapeuta, specializzato in psicoterapia cognitiva e sessuologia clinica. La mia formazione include anche EMDR e mindfulness. Ho un'ampia esperienza nella gestione di disturbi d'ansia, dell'umore, da stress, sessuali, e da uso di sostanze. Mi dedico in particolare al trattamento del trauma psicologico e delle dipendenze. Ordine degli Psicologi del Piemonte num. 5822.

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Revisori

reviewer

Dott. Raffaele Avico

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista certificato EMDR I

Ordine degli Psicologi del Piemonte num. 5822

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista EMDR. È membro della ESDT (European Society for Trauma and Dissociation) e socio AISTED (Associazione italiana per lo studio del trauma e della dissociazione).

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Dott. Rosario Urbani

Psicoterapeuta specializzato in cognitivo comportamentale

Ordine degli Psicologi della Campania num. 6653/A

Laureato in Neuroscienze presso la Seconda Università di Napoli. Specializzato presso l’istituto Skinner in psicoterapia cognitivo comportamentale. Analista del comportamento ABA e specializzato anche nella tecnica terapeutica dell'EMDR.

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Dott.ssa Maria Vallillo

Psicoterapeuta specialista in Lifespan Developmental Psychology

Ordine degli Psicologi del Lazio num. 25732

Laurea in Psicologia presso l'Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in psicoterapia e psicologia del ciclo di vita presso l’Università la Sapienza di Roma. Esperta in neuropsicologia e psicodiagnostica e perfezionata in psico-oncologia.