Ipocondria: sintomi, cause e trattamenti

L’ipocondria è caratterizzata da una preoccupazione eccessiva per la propria salute, anche senza sintomi fisici evidenti. Le cause possono includere ansia, traumi passati o disturbi psicologici.
Persona ipocondriaca

L’ipocondria, anche detta “disturbo d’ansia per la salute”, è una forma clinica dei disturbi d’ansia che comporta una paura eccessiva e ingiustificata per le malattie e le loro conseguenze.

Più nello specifico, la persona ipocondriaca sperimenta contemporaneamente:

  • una paura esagerata di potersi ammalare di una grave malattia;
  • un’attenzione esagerata per le sue sensazioni fisiche, che vengono enfatizzate e interpretate in maniera scorretta.

Le cause dell’ipocondria si possono cercare in una combinazione di fattori biologici, psicologici e ambientali. Alcuni dei fattori che possono contribuire includono:

  • predisposizione genetica;
  • esperienze traumatiche;
  • stress e pressione;
  • infodemia.

Il trattamento dell’ipocondria spesso coinvolge approcci psicoterapeutici e, in alcuni casi, può includere farmaci.

Significato di ipocondria

La paura di essere affetto da una malattia, è un disturbo caratterizzato da una preoccupazione eccessiva e persistente riguardo a presunti gravi problemi di salute. Questi timori persistono nonostante le rassicurazioni mediche e la mancanza di evidenze mediche concrete.

Nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, quinta edizione), pubblicato dall’American Psychiatric Association, l’ipocondria è stata ribattezzata come Disturbo d’Ansia da Sintomi Somatici (DASS).

Etimologia di ipocondria

L’etimologia del termine ipocondria deriva deriva dal latino “hypochondria“, che a sua volta proviene dal greco antico “hypokhondria.” La parola greca è composta da due parti:

  • hypo,” che significa “sotto”
  • khondros,” che significa “cartilagine” o “addome.”

Quindi, letteralmente, “ipocondria” significa “sotto l’addome.”

Nell’antichità, si riteneva che i disturbi fisici e mentali avessero origine nei cosiddetti “hypocondria,” riferendosi alle regioni addominali inferiori del corpo. Si pensava che uno squilibrio in quest’area potesse influenzare la salute e il benessere generale. Nel corso del tempo, il termine è stato utilizzato per descrivere un’ansia eccessiva riguardo alla propria salute, spesso associata a una percezione esagerata di sintomi fisici.

Con quali disturbi si associa l’ipocondria?

L’ipocondria è talvolta considerata una forma specifica di disturbo ossessivo-compulsivo. Le ossessioni legate alla salute e i comportamenti compulsivi di ricerca di rassicurazioni possono essere simili ai modelli presenti nel DOC.

Significato di ipocondria

Individui con ipocondria possono anche sperimentare disturbi dell’umore come la depressione. La costante preoccupazione per la salute può influenzare negativamente l’umore e la qualità della vita.

Infine, l’ipocondria è spesso collegata a disturbi d’ansia, come il disturbo d’ansia generalizzata (GAD) o il disturbo di panico. Le preoccupazioni e l’ansia riguardo alla propria salute possono essere un componente significativo di questi disturbi.

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Le tipologie di ipocondria

L’ipocondria può manifestarsi in 3 principali forme:

  • ipocondria ossessiva;
  • ipocondria fobica;
  • ipocondria somatica.

Ipocondria ossessiva

Nell’ipocondria ossessiva l’individuo è ossessionato dalla preoccupazione costante riguardo alla propria salute. Si manifesta attraverso una serie di pensieri intrusivi e persistenti sulla possibilità di avere o sviluppare malattie gravi.

La persona con ipocondria ossessiva spesso ricerca in modo compulsivo rassicurazioni sulla propria salute, fa frequenti controlli medici anche per sintomi minori e può sperimentare una costante ansia legata alla propria condizione di salute.

Ipocondria fobica

In questa forma specifica di ipocondria, similmente a quanto accade nella fobia delle malattie, l’individuo manifesta una paura intensa e focalizzata di contrarre una particolare malattia, spesso espressa in maniera monotematica (ad esempio la paura di avere un infarto).

Ipocondria fobica

La paura in questione è meno “certa” rispetto alla classica ipocondria, poiché l’individuo non ha la convinzione di già possedere la malattia, ma è piuttosto terrorizzato all’idea di poterla contrarre. Ciò spiega il motivo per cui gli ipocondriaci si concentrano intensamente su comportamenti di evitamento rispetto la possibilità di contrarre la malattia temuta. Ad esempio, coloro che temono un infarto potrebbero evitare sforzi fisici o situazioni che suscitano emozioni intense.

Ipocondria somatica

Nell’ipocondria somatica, l’attenzione è rivolta principalmente ai sintomi fisici, reali o percepiti, piuttosto che a una malattia specifica. La persona può interpretare in modo eccessivo e catastrofico sintomi fisici comuni o benigni.

La preoccupazione principale riguarda il significato dei sintomi fisici, indipendentemente dalla loro gravità reale.

Sintomi dell’ipocondria

I sintomi dell’ipocondria come indicato nel DSM-5, possono variare da persona a persona, ma generalmente coinvolgono una preoccupazione eccessiva e persistente per la propria salute e per presunti problemi di salute. Vediamo insieme alcuni dei sintomi mentali:

  • preoccupazione costante e overthinking;
  • ricerca continua di informazioni mediche;
  • ansia e distress;
  • ricorso frequente alle cure e visite mediche;
  • interpretazione negativa e catastrofica dei sintomi;
  • paura di perdere il controllo.
Sintomi dell'ipocondria

Sintomi fisici dell’ipocondria

Tra i sintomi fisici dell’ipocondria troviamo:

  • attacchi di panico;
  • oppressione al petto e fiato corto;
  • panico notturno;
  • in generale i sintomi fisici dell’ansia.

Un ipocondriaco vive lo stato di ansia patologica come la prova della presenza di un pericolo, anche quando non esiste realmente. L’errata ed esagerata interpretazione dei sintomi innesca uno stato di allarme che porta a immaginare la presenza di una grave malattia. La sensazione diventa realtà e il disturbo fisico, in un circolo vizioso, si amplifica sempre di più. 

La persona ipocondriaca pensa che ogni sensazione fisica debba avere una causa riconosciuta, che il pensiero “posso avere una grave malattia” corrisponda alla realtà e che l’ansia sia la manifestazione della presenza di un pericolo reale.

Come si percepisce una persona ipocondriaca?

L’ipocondriaco si percepisce:

  • impotente;
  • fragile;
  • debole;
  • vittima della sfortuna.

Immagina che dovrà subire una malattia e tutte le sue conseguenze, che non sarà in grado di poter gestire la situazione, anche se nel passato è riuscita a cavarsela bene nelle esperienze proprie di malattia o dei familiari. Percepisce la medicina come una scienza limitata.

In genere chi soffre di ipocondria teme tutto quello che comporterebbe la malattia: l’invalidità, il dolore, la sofferenza, l’incapacità di compiere le azioni, il danno che ne deriverebbe rispetto alla propria immagine e per quella dei propri familiari, etc. 

Persona ipocondriaca

Nonostante le indagini effettuate, gli esami strumentali o di laboratorio, le frequenti visite mediche e gli accessi al Pronto Soccorso, la persona difficilmente si calma; e se lo fa, è solo per un breve periodo di tempo. Presto una nuova preoccupazione si ripresenterà.

Di fronte alla percezione del pericolo, la persona ipocondriaca non abbraccia le rassicurazioni. Quelle che riceve non sono efficaci, o provengono da persone di cui pensa di non potersi fidare.

Quali sono le cause dell’ipocondria?

In alcuni casi, durante l’infanzia, la persona ipocondriaca ha vissuto in un ambiente familiare particolarmente attento alla salute fisica, con genitori iperprotettivi, sempre in allerta per il suo stato di salute. La paura dei genitori che incorresse in pericoli può aver limitato le esperienze di gioco esplorativo.

Può essere stato descritta dai genitori come:

  • cagionevole;
  • costituzionalmente debole;
  • incline ad ammalarsi.

Ci potrebbero anche essere state delle esperienze di lutti o di malattie all’interno della famiglia, vissute come eventi che potevano essere evitati, in cui non è stato fatto tutto il possibile.

La causa della morte è legata all’importanza di non trascurare i segnali che vengono dal corpo, visti come spie di malattie che covano subdolamente per anni prima di esplodere.

Ipocondria da stress

L’ipocondria da stress è una forma di ipocondria in cui l’ansia e la preoccupazione eccessiva per la propria salute sono scatenate o amplificate da situazioni stressanti o eventi della vita.

In questo contesto, lo stress può agire come un catalizzatore che intensifica la percezione di sintomi fisici, anche quelli comuni o benigni, portando a una preoccupazione costante riguardo a possibili malattie gravi.

Come si cura l’ipocondria?

L’ipocondria è curabile. Il trattamento per il Disturbo d’Ansia da Malattia può includere la terapia farmacologica, la psicoterapia o una combinazione di entrambe.

L’approccio farmacologico è spesso utilizzato per alleviare i sintomi o gestire fasi acute, integrandosi, se necessario, con la psicoterapia. Va considerato che alcuni individui potrebbero esitare ad assumere farmaci per timore di effetti collaterali o danni alla salute, un’ansia alimentata dal contesto medico stesso.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale è attualmente considerata l’intervento più efficace per affrontare il Disturbo d’Ansia da Malattia. Le persone con ipocondria interpretano erroneamente le sensazioni corporee, attribuendo loro un pericolo sproporzionato. La psicoterapia mira a sostituire questa interpretazione distorta con una prospettiva più realistica, costruendo un’ipotesi alternativa aderente alla realtà.

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Bibliografia

  • Daniele Piacentini, Daniela Leveni, Marco Lussetti, Ipocondria, Ansia per le malattie e Disturbo da sintomi somatici, Guida per il clinico e manuale per chi soffre di disturbo, Erickson 2011.
Dott.ssa Martina Migliore

Approccio:
Titolo di studio
Descrizione
Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.

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Revisori

reviewer

Dott. Domenico De Donatis

Medico Psichiatra

Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Pescara n. 4336

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Parma. Specializzazione in Psichiatria presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

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Dott. Federico Russo

Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Neuropsicologo, Direttore Clinico di Serenis

Ordine degli Psicologi della Puglia n. 5048

Laurea in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale a indirizzo neuropsicologico presso l’Istituto S. Chiara di Lecce.

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Dott.ssa Martina Migliore

Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Ordine degli Psicologi dell'Umbria n.892

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente e formatrice. Esperta in ACT e Superhero Therapy. Membro dell'Associazione CBT Italia, ACT Italia e SITCC. Esperta nell'applicazione di meccaniche derivanti dal gioco alle strategie terapeutiche evidence based e alla formazione aziendale.