Infodemia e salute: cos'è, come funziona e come combatterla

Cos’è l’infodemia?
L'infodemia, o sovraccarico informativo, è l'eccesso di informazioni, spesso non verificate, che si diffonde rapidamente su un tema generando confusione. È questo il significato più diretto del termine, comparso per la prima volta nel 2003, quando il giornalista David Rothkopf lo usò sul Washington Post parlando della circolazione di notizie sulla SARS.
La parola nasce dall'unione di "informazione" e "pandemia". Nel febbraio 2020, l'Organizzazione Mondiale della Sanità l'ha ripresa in un rapporto ufficiale sul Covid-19 (OMS, 2020), definendo l'infodemia come la circolazione eccessiva di contenuti, non sempre accurati, che rende difficile orientarsi e individuare fonti affidabili proprio nei momenti in cui ce n'è più bisogno.
Questo information overload ci espone a una quantità di dati superiore alla nostra capacità di elaborarla in modo preciso e funzionale, e per questo può contribuire ad aumentare i livelli di ansia e FOMO.
Noi esseri umani siamo economizzatori cognitivi, cioè tendiamo a risparmiare energie mentali: quando ci troviamo davanti a grandi quantità di informazioni, fatichiamo a organizzarle in modo adeguato. Per questo motivo, spesso ricorriamo a scorciatoie mentali, a volte fallaci, chiamate euristiche di pensiero: nell'epoca dell'infodemia, tendiamo a usarle con particolare frequenza.
In questo articolo vediamo più nel dettaglio gli effetti dell'infodemia, il ruolo delle euristiche di pensiero e i principali bias cognitivi a essa collegati.
Infodemia e bias
Ciò che rende l'infodemia un fenomeno sfuggente è la natura variabile dell'elaborazione umana. Uno studio del 2021 ha isolato tre peculiarità del pensiero e bias cognitivi (Briand, S. et al., 2021):
- il confirmation bias, cioè la tendenza a cercare attivamente le informazioni che avvalorano il nostro punto di vista, e a ignorare quelle che lo contrastano;
- le echo chambers, cioè il confinarsi in gruppi e comunità che condividono uno stesso filone narrativo, una visione comune del mondo (quelle che a volte si chiamano "bolle");
- la polarizzazione, cioè il pensare rigidamente, senza vie di mezzo: nei momenti di crisi tendiamo a estremizzare il nostro modo di leggere il mondo.

Infodemia e salute
Nel calderone dei like, dei tweet e delle condivisioni, la disinformazione ha trovato il suo habitat ideale.
Le fake news e le informazioni fallaci sono economicamente convenienti per chi le produce, per la loro elevatissima facilità di diffusione. Aiutano le persone a confermare la loro interpretazione dei fatti, a trovare un cattivo da incolpare e a gestire l'angoscia della situazione.
L'eccesso di stimoli può generare ansia già in momenti storici relativamente ordinari: in occasioni straordinarie, però, diventa ancora più pericoloso. Di recente, alcune ricerche hanno individuato una correlazione tra la quantità di tempo trascorsa a informarsi e le condizioni di malessere psichico (Hossain, M. M. et al., 2020).
Gli eventi troppo grandi, come una pandemia, una guerra o una crisi energetica, sfuggono al nostro controllo e ci spingono a reagire con distorsioni ed euristiche cognitive.
Infodemia: come proteggersi?
L'infodemia è difficile da combattere: un ottimo punto di partenza sarebbe, da parte dei media, produrre contenuti chiari e ragionati, rifiutare gli allarmismi, avere chiaro il proprio ruolo sociale e l'impatto delle notizie sulla salute delle persone.
Da parte di chi invece l'informazione la fruisce, è bene rifornirsi da fonti attendibili, variare la dieta mediatica, informarsi solo in determinati momenti della giornata e imparare a riconoscere i tratti del giornalismo tossico.
Farlo non è semplice, ma è indispensabile provarci. Per questo, se il sovraccarico di informazioni inizia a pesare, magari alimentando ansia o difficoltà ad allontanare i pensieri, chiedere aiuto a un professionista può fare la differenza. La psicoterapia, anche online, offre uno spazio per imparare a gestire questi stati d'animo e a costruire un rapporto più sano con le notizie e i social.
Su Serenis puoi iniziare un percorso con uno psicologo online: il primo colloquio conoscitivo è gratuito; le sedute successive hanno un costo di 49 € l'una.

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