Umiliazione: di che cosa si tratta?

Questo articolo parla di un’emozione sgradevole: la compassione inflitta e subita, con conseguenze psicologiche importanti sulla salute mentale di chi la riceve.
Umiliazione cosa è e come ci si sente


In uno dei suoi romanzi più famosi, intitolato L’umiliazione (The Humbling), lo scrittore americano Philip Roth ha trattato in profondità questa emozione che accomuna tutto il genere umano. Questo il soggetto del romanzo: un attore di fama mondiale, Simon Axler, si trova improvvisamente incapace di recitare e di interpretare le parti che lo hanno reso famoso. Si rinchiude nella sua casa di campagna, vittima di sensazioni che oscillano dall’ansia al senso di colpa, dalla vergogna fino al panico.

L’umiliazione di cui parla il titolo è quella di un’umanità fragile, sempre esposta al giudizio altrui e al senso di inferiorità. In ambito clinico, per umiliazione si intende appunto un sentimento, che può sorgere in risposta a situazioni di difficoltà emotiva e/o in risposta al giudizio/azione degli altri.

In ambito scientifico, svariati esperimenti sono stati condotti sull’umiliazione, un termine variegato che può comprendere umiliazioni fisiche, psicologiche, emotive e finanziarie. Ne parleremo più approfonditamente nel corso dell’articolo, proponendo in chiusura delle possibili soluzioni.

Che cos’è l’umiliazione?

L’umiliazione è un termine variegato, che comprende sia l’emozione dell’umiliato che il gesto dell’umiliatore. Dal punto di vista clinico, l’umiliazione può scaturire da gesti particolarmente violenti, critiche, giudizi radicali, che hanno un risvolto psicologico da non sottovalutare.

Per esempio, di fronte ad un giudizio particolarmente duro, si può sperimentare senso di umiliazione, che è legato a doppio filo al sentimento della vergogna. Chi viene umiliato, tende infatti a sperimentare quest’emozione secondaria, che è strettamente legata a un giudizio di valore che esprimiamo su noi stessi.

Pensiamo al romanzo di Philip Roth: pur non ricevendo critiche da istanze esterne, Simon Axler si sente umiliato dall’incapacità di recitare. Questo perché l’incapacità lo porta a formulare dei giudizi negativi su se stesso, che muovono poi l’emozione della vergogna.

Il significato psicologico dell’umiliazione

Dal punto di vista psicologico, l’umiliazione è un’emozione complessa che può avere profonde implicazioni sul benessere emotivo e psicologico di un individuo. Essa si verifica quando una persona si sente denigrata, svalutata o ridicolizzata da altri o da se stessa in una situazione pubblica o privata.

L’umiliazione può derivare da varie fonti, tra cui il comportamento di altre persone, situazioni sociali imbarazzanti, fallimenti personali o critiche autoimposte. Indipendentemente dalla causa, l’esperienza di umiliazione può avere effetti negativi sulla percezione di sé, sulla fiducia in se stessi e sulle relazioni interpersonali.

Gli esperimenti

Un esperimento condotto nella prigione di Stanford, ha dimostrato che la tendenza ad umiliare il prossimo è connaturata nel genere umano. In questo esperimento, dei soggetti sono stati inseriti all’interno di una prigione, con i ruoli di guardie carcerarie e di detenuti.

In appena pochi giorni, la situazione è degenerata: le guardie carcerarie hanno assunto il ruolo di aguzzini, mettendo in atto gesti di umiliazione fisica, psicologica e verbale nei confronti dei detenuti.

Questi stessi individui, all’esterno della prigione e prima dell’esperimento, potevano essere ritenuti assolutamente normali e stabili dal punto di vista emotivo e psicologico. L’esperimento di Stanford, non dimostra solo che l’appartenenza al gruppo è causa dei gesti di violenza, ma anche che la tendenza ad umiliare è un istinto naturale del genere umano all’interno dei contesti di potere, talvolta dettato dall’invidia.

Altri studi sugli effetti

Altri studi condotti ad Amsterdam dagli psicologi Marte Otten e Kai Jonas, hanno dimostrato come la reazione neurologica che si attiva di fronte all’umiliazione sia di gran lunga più acuta di quella che si sviluppa in presenza di rabbia.

In altre parole: lo studio dimostra che l’umiliazione è un’emozione più dolorosa della rabbia, pur essendo generalmente poco trattata in ambito clinico e di laboratorio.

Ricordiamo inoltre che, in certi contesti, l’umiliazione non solo è giustificata ma è anche sana (es. quando riceviamo una critica distruttiva o violenta): si tratta di una reazione emotiva naturale all’aggressività che il prossimo mette in campo. In altri casi, invece, i sentimenti di umiliazione possono derivare da problematiche interne al soggetto e non dall’interlocutore.

In quest’ultimo caso, si tratta di cominciare un percorso terapeutico che possa agire sulle problematiche profonde che portano a percepire il continuo senso di umiliazione.

Effetti psicologici dell’umiliazione

Uno degli aspetti più rilevanti dell’umiliazione è il suo potenziale per scatenare una gamma di reazioni emotive intense. La vergogna e l’imbarazzo possono sopraffare la persona, portandola a nascondersi o a ritirarsi dalle situazioni sociali. Queste emozioni possono anche alimentare sentimenti di rabbia e risentimento, sia verso chi ci ha umiliato che verso noi stessi per aver permesso che ciò accadesse.

  • Dal punto di vista della percezione di sé, l’umiliazione può causare una significativa riduzione dell’autostima. Ci sentiamo meno degni di rispetto e di valore, e questo può influenzare negativamente la nostra visione di noi stessi e delle nostre capacità. Spesso ci auto-criticammo duramente e ci giudichiamo severamente per il nostro presunto fallimento.
  • L’umiliazione può anche avere conseguenze sulle nostre relazioni sociali. Potremmo evitare situazioni o interazioni in cui temiamo di essere nuovamente umiliati, portandoci ad isolare o ritirare socialmente. Questo isolamento può a sua volta alimentare il senso di solitudine e di disconnessione dagli altri.

È importante riconoscere che l’umiliazione non è solo un’esperienza emotiva temporanea; può avere un impatto duraturo sulla nostra salute mentale e sul nostro benessere complessivo. Se non affrontata in modo adeguato, può contribuire allo sviluppo di sintomi di ansia, depressione e altri disturbi psicologici.

Per affrontare l’umiliazione in modo efficace, è essenziale cercare sostegno emotivo e professionale. Questo può includere la terapia individuale o di gruppo, dove è possibile esplorare e elaborare l’esperienza di umiliazione, migliorare l’autostima e sviluppare strategie di coping per gestire situazioni simili in futuro. Inoltre, il sostegno emotivo da parte degli amici e dei familiari può essere prezioso nel processo di guarigione e di ricostruzione della fiducia in sé stessi.

Umiliazione percepita o reale?

L’umiliazione percepita è una reazione emotiva spropositata, di fronte ad un evento generalmente ritenuto offensivo. Per esempio, quando riceviamo una critica costruttiva, abbiamo il dovere di fronteggiarla in maniera razionale vivendo in fondo le nostre emozioni negative.

Se ciò non ci risulta possibile, perché tendiamo a far risuonare la tristezza o la delusione con il senso di umiliazione, dobbiamo essere consapevoli di un disagio più profondo che forse riguarda i nostri vissuti emotivi.

Se abbiamo sperimentato sentimenti di umiliazione in età infantile, in presenza di caregiver assenti o particolarmente violenti, potremmo essere portati a percepire l’umiliazione anche in contesti inoffensivi e neutri (Tanzilli A, Di Giuseppe M, Giovanardi G, 2021).

Ecco che, l’umiliazione, risulta in tal caso motivata da problematiche interne al soggetto e all’assenza di una base sicura: quel fondamento di stabilità emotiva che si costruisce attraverso le transazioni infantili con le figure genitoriali.

La terapia cognitivo-comportamentale intende agire proprio su questo tipo di problematiche: andando a modificare la risposta (umiliazione), che il soggetto mette in campo di fronte ad uno stimolo (la critica costruttiva), aiutandolo così a costruire un’identità più stabile e meno incline alla sofferenza emotiva.

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Umiliazione e vergogna: la correlazione

L’umiliazione spesso coinvolge una componente sociale, poiché si verifica in relazione agli altri o all’immagine pubblica dell’individuo. La correlazione tra umiliazione e vergogna risiede nel fatto che entrambe coinvolgono una percezione di diminuzione del proprio valore personale e della propria dignità.

L’esperienza di umiliazione percepita può intensificare la vergogna, poiché la persona si sente pubblicamente esposta e giudicata negativamente dagli altri. Allo stesso tempo, la vergogna può alimentare l’umiliazione, poiché la persona si sente indegna di rispetto e considerazione.

Quando ci sentiamo umiliati?

Gli esempi di umiliazione sono molteplici e variegati, ma la loro impatto emotivo è universale e significativo. Queste situazioni possono suscitare sentimenti profondi di vergogna, impotenza e disperazione, influenzando notevolmente il benessere psicologico e emotivo di un individuo.

Umiliazione a lavoro

Immagina di essere in una riunione di lavoro e di essere corretto pubblicamente dal tuo superiore per un errore commesso. La sensazione di essere esposti e giudicati dagli altri può essere paralizzante, minando la tua autostima e minacciando il tuo senso di competenza e valore personale. Negli ultimi dieci anni, alcuni studi hanno evidenziato la comparsa del disturbo da embitterment post-traumatico (PTED): si tratta di una forma specifica di disturbo dell’adattamento che si manifesta dopo eventi negativi significativi nella vita di una persona, come conflitti sul lavoro. L’umiliazione a lavoro può provocare un grave sentimento di disagio che si ripercuote sulla salute psichica di chi la prova, pensiamo ai casi di mobbing sul lavoro.

Oppure pensa a un momento in cui hai dovuto affrontare le risatine di gruppo a scuola a causa del tuo aspetto fisico o del tuo modo di vestire. Essere oggetto di scherno e derisione da parte dei tuoi coetanei può far emergere sentimenti di vergogna e isolamento, compromettendo la tua fiducia in te stesso e la tua capacità di relazionarti con gli altri.

Provare umiliazione nelle relazioni

Anche le relazioni personali possono essere fonte di umiliazione. Essere rifiutati da un partner o sottoposti a critiche costanti e non costruttive può minare la tua autostima e la tua sicurezza emotiva, portandoti a dubitare delle tue capacità e del tuo valore come individuo. Ci sono inoltre casi molto specifici che emergono negli ultimi anni sotto il nome di revenge porn: l’impatto di questo fenomeno può essere devastante per le vittime, che affrontano anche la paura del giudizio altrui (Veronica V, Di Giacomo D., 2022).

Gli atteggiamenti discriminatori

Inoltre, l’umiliazione può anche essere inflitta attraverso discriminazioni di vario genere, come il razzismo, l’omofobia o la discriminazione di genere. Essere derisi o trattati in modo ingiusto a causa delle proprie caratteristiche personali può generare profondi sentimenti di ingiustizia e impotenza, compromettendo il senso di identità e appartenenza.

Affrontare l’umiliazione è una sfida complessa e richiede un approccio compassionevole e comprensivo. È importante cercare supporto emotivo e professionale per elaborare queste esperienze e sviluppare strategie di coping efficaci per gestire i sentimenti di vergogna e inadeguatezza. Attraverso il sostegno degli altri e un processo di auto-riflessione e accettazione, è possibile superare l’umiliazione e ricostruire un senso di autostima e fiducia in se stessi.

Come comportarci con qualcuno che ci umilia?

Quando ci troviamo di fronte a qualcuno che ci umilia, è fondamentale mantenere la calma e affrontare la situazione con determinazione. In primo luogo, è importante comunicare chiaramente alla persona che il loro comportamento non è accettabile e che non permetterai loro di umiliarti, mantenendo dei limiti sani.

Rifiuta di prendere parte al gioco dell’umiliazione e cerca il supporto di amici o familiari per affrontare la situazione. Valuta se è necessario prendere ulteriori misure per proteggerti.

Ricorda di prenderti cura della tua salute mentale durante questo periodo stressante e rifletti sulla natura della relazione con questa persona, valutando se sia sano continuare a interagire con loro. Potrebbe essere necessario ridurre o interrompere del tutto il contatto per proteggere il tuo benessere emotivo. In queste situazioni porre dei confini all’ambiente che ci circonda aiuta a preservare la nostra mente da uno sviluppo traumatico delle emozioni.

Come guarire dalla ferita dell’umiliazione

L’umiliazione può infliggere ferite profonde, ma è possibile guarire da esse. Affrontare questa ferita emotiva richiede una serie di passaggi delicati ma potenti, che possono portare a una maggiore consapevolezza di sé e alla rinascita emotiva.

Passi per guarire dall’Umiliazione
1. Accettazione delle emozioni
2. Auto-compassione
3. Riflessione e comprensione
4. Perdono
5. Ricerca di supporto
6. Crescita personale
7. Pratiche di auto-curative

Il primo passo cruciale è accettare e onorare le emozioni che emergono dall’esperienza di umiliazione. È normale sentirsi feriti, arrabbiati, vergognosi o tristi. Accogliere queste emozioni senza giudizio è il primo passo verso la guarigione, coltivando l’auto-compassione per lenire le ferite che a volte possono tradursi in traumi. Trattarsi con gentilezza e comprensione anziché auto-criticarsi può essere trasformativo nel processo di guarigione.

Riflettere sulle circostanze che hanno portato all’umiliazione può fornire una maggiore comprensione del contesto e delle dinamiche coinvolte. Questo processo può aiutare a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e a promuovere la crescita personale.

Tuttavia, perdonare se stessi e gli altri è essenziale per liberarsi dal risentimento. Il perdono non significa giustificare o dimenticare l’evento doloroso, ma piuttosto liberarsi dal controllo che esso ha sulla propria vita. Condividere le proprie esperienze con amici, familiari o professionisti della salute mentale può essere un passo importante verso la guarigione che apre all’esperienza dell’empatia. Il sostegno di persone di fiducia può offrire prospettive nuove e preziose nel processo di guarigione.

Vedere l’esperienza di umiliazione come un’opportunità di crescita personale e di sviluppo può essere trasformativo.

L’aiuto della psicoterapia

Questo percorso di guarigione richiede tempo, impegno e gentilezza verso se stessi, ma può portare a una maggiore consapevolezza emotiva e a una vita più piena e soddisfacente. Se senti di avere bisogno di supporto nel tuo percorso di guarigione, non esitare a contattare gli psicoterapeuti online di Serenis.

Infine, tecniche come la meditazione, lo yoga o la scrittura terapeutica possono offrire strumenti efficaci per esplorare ed elaborare le emozioni legate all’umiliazione. Queste pratiche possono favorire il rilassamento, la riflessione e la guarigione emotiva.

Fonti:

  • Tanzilli A, Di Giuseppe M, Giovanardi G, Boldrini T, Caviglia G, Conversano C, Lingiardi V. Mentalization, attachment, and defense mechanisms: a Psychodynamic Diagnostic Manual-2-oriented empirical investigation. Res Psychother. 2021 Mar 29;24(1):531. doi: 10.4081/ripppo.2021.531. PMID: 33937117; PMCID: PMC8082535.
  • Leidner B., Sheikh H., Ginges J. (2012). Affective Dimensions of Intergroup Humiliation. PLoS ONE 7(9): e46375. 
  • Veronica V, Di Giacomo D. Implicazioni psicologiche del fenomeno del revenge porn: prospettive cliniche [Psychological aspects of Revenge Porn phenomena: clinical perspective]. Riv Psichiatr. 2022 Jan-Feb;57(1):10-17. Italian. doi: 10.1708/3749.37322. PMID: 35166725.
Dott.ssa Martina Migliore

Approccio:
Titolo di studio
Descrizione
Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.

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Revisori

reviewer

Dott. Domenico De Donatis

Medico Psichiatra

Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Pescara n. 4336

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Parma. Specializzazione in Psichiatria presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

reviewer

Dott. Federico Russo

Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Neuropsicologo, Direttore Clinico di Serenis

Ordine degli Psicologi della Puglia n. 5048

Laurea in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale a indirizzo neuropsicologico presso l’Istituto S. Chiara di Lecce.

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Dott.ssa Martina Migliore

Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Ordine degli Psicologi dell'Umbria n.892

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente e formatrice. Esperta in ACT e Superhero Therapy. Membro dell'Associazione CBT Italia, ACT Italia e SITCC. Esperta nell'applicazione di meccaniche derivanti dal gioco alle strategie terapeutiche evidence based e alla formazione aziendale.