Compassione: cos’è e quali sono i benefici

La compassione è la capacità di riconoscere e rispondere con gentilezza ed empatia alla sofferenza propria e degli altri, senza giudizio.
compassione e atteggiamenti positivi

La compassione e l’empatia sono abilità sociali importanti perché tutelano il nostro benessere emotivo e psicologico e rendono più semplici e gratificanti le relazioni sociali.

Cos’è la compassione?

La compassione si manifesta nella capacità di riconoscere e rispondere con gentilezza ed empatia alle sofferenze e alle emozioni, sia proprie che degli altri, senza alcun giudizio.

La Compassion Focused Therapy (CFT) è un prezioso approccio terapeutico progettato per aiutare le persone a coltivare gentilezza e accettazione verso sé stesse e gli altri. Attraverso questa terapia, impariamo a superare l’autocritica e la vergogna, imparando come essere più sicuri di noi stessi.

Da un punto di vista etimologico, la parola compassione deriva dal latino tardo compăti che significa “sentimento comune” o “unione di sentimenti”. Questa unione delle nostre emozioni con i sentimenti dell’altro porta automaticamente alla solidarietà e all’altruismo, azioni essenziali per l’esistenza e la sopravvivenza dell’umanità. La compassione attiva il sistema di cura e vicinanza.

cos'è la compassione

Benefici della compassione per la salute mentale

A livello individuale, praticare la compassione comporta una vita più soddisfacente, un maggiore benessere psicologico, diminuisce i livelli di stress e ansia, aumenta la resilienza emotiva. Rafforza le relazioni interpersonali, promuove l’empatia, la cooperazione e la risoluzione dei conflitti in modo più costruttivo: la compassione è uno strumento di guarigione emotiva.

Il ruolo della compassione nella salute mentale si spinge ancora più in là perché ci aiuta migliorare la gestione di pensieri ed emozioni intense come l’insicurezza e di combattere in maniera funzionale ansia e depressione.

La pratica della compassione verso sé stessi

La ricerca della felicità è spesso una trappola perché ci fa sentire sotto pressione, incerti e inadeguati. La vita però non è semplice e tutti, prima o poi, sperimentiamo il significato della perdita, della delusione e della sofferenza.

Il problema è che spesso reagiamo con una voce interiore negativa che dispensa critiche e colpe: quante volte siamo stati duri e autocritici oltre l’eccesso con noi stessi?

Siamo pronti a dare sostegno ai nostri cari, agli amici, ai colleghi nel momento in cui vivono situazioni problematiche, ma non riusciamo a fare lo stesso con noi. Se parlassimo a un amico nello stesso modo in cui parliamo a noi stessi, probabilmente chiuderebbe ogni rapporto con noi. Un gran caos vero?

La buona notizia è che esiste una soluzione. Di fronte alla delusione, alla perdita o alla sofferenza, possiamo praticare l’autocompassione.

La compassione verso se stessi ci permette di trattarci con gentilezza e compassione, di fornirci sostegno emotivo nello stesso modo in cui faremmo con un amico intimo o un familiare che sta soffrendo.

L’autocompassione ci aiuta non a negare la sofferenza ma a riconoscerla e ad accettarla senza rimproverarci: più amiamo e accettiamo noi stessi, maggiore sarà la nostra compassione verso gli altri.

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Impatto della compassione sulle relazioni interpersonali

La compassione è essenziale nella costruzione delle relazioni sociali. Quando ci relazioniamo con gli altri, dimenticando ia nostra visione limitata del mondo e guardando con attenzione e curiosità l’altro da noi, siamo in grado di vedere la loro sofferenza ma soprattutto riusciamo a comprenderne sentimenti ed emozioni.

Quando costruiamo relazioni basate sul desiderio che l’altro sia felice, indipendentemente dalle sue azioni o dai nostri sentimenti nei suoi confronti, lo liberiamo dalle prigioni del nostro giudizio e, di conseguenza, liberiamo noi stessi. È proprio da qui che parte una ricerca sana, reale e consapevole del benessere: essere sostenuti e supportare gli altri è uno dei percorsi verso la felicità.

La gioia che deriva da questa intenzione altruistica di compassione è un potente viatico per il nostro dolore. Vedere gli altri uguali a noi e sentirne le difficoltà ci regala la sensazione di non essere soli, ci aiuta a non chiuderci nei nostri problemi individuali, ma soprattutto a comprendere che possiamo agire per il nostro bene e per quello di tutti.

compassione e impatto sulle relazioni

La compassione nel contesto professionale e clinico

Lo studio “Compassionomics: The Revolutionary Scientific Evidence that Caring Makes a Difference” (S. Trzeciak, A. Mazzarelli, 2019) afferma che essere compassionevoli verso i pazienti non solo è piacevole, ma porta benefici reali nei risultati clinici sia per i pazienti che per gli operatori sanitari che li prendono in cura. Secondo gli autori, la compassione nell’ambito della cura e dell’assistenza sanitaria permette di:

  • ridurre la sofferenza del paziente;
  • diminuire il dolore con ridotto utilizzo di analgesici;
  • riduzione del burnout tra gli operatori sanitari;
  • diminuzione dei costi sanitari.

Correlazioni tra compassione e resilienza

La resilienza è la capacità degli esseri umani di adattarsi alle difficoltà, imparare da esse e addirittura uscirne più forti; la compassione è la combinazione tra la consapevolezza della sofferenza degli altri e il desiderio di alleviarla: è possibile stabilire un punto di incontro tra questi due stati emotivi?

Non solo è possibile ma anche auspicabile attraverso l’utilizzo della cosiddetta resilienza compassionevole ovvero la capacità di mantenere il nostro benessere fisico, emotivo e mentale rispondendo con compassione alle persone che soffrono. È una vera e propria oasi e riserva di benessere alla quale attingere nei momenti difficili, una sorgente di equilibrio che migliora alcune aree del nostro cervello, le rende più flessibili e ci permette di essere più calmi e con livelli di stress più bassi.

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Quali sono le strategie per sviluppare la compassione?

Per allenare la compassione, pochi ma semplici consigli:

1. I tuoi pensieri e le tue emozioni non ti definiscono

Il focus è migliorare il tuo dialogo interiore. I pensieri e le emozioni sono semplici passeggeri che entrano ed escono dalla nostra mente, non sono qui per restare.

2. Pratica l’empatia

Comprendere il contesto e la storia dell’altro e capire che il modo in cui pensiamo, sentiamo o agiamo non deve essere uguale al modo in cui lo fanno gli altri, è una delle tecniche di sviluppo della compassione più efficaci.

3. Vivi i tuoi disagi

Quando insistiamo nel voler eliminare il disagio, l’unica cosa che otteniamo è nutrirlo, perché entriamo in una duplice lotta: il disagio e il desiderio di eliminarlo a tutti i costi.

4. Pratica la consapevolezza

Vivere nel qui e ora spezza la catena dell’incoscienza e della disattenzione. La consapevolezza implica che affrontiamo ciò che ci accade senza giudicare e questo ci permette di sviluppare con il tempo la pratica della compassione.

5. Allenati alla gratitudine

La gratitudine distoglie la nostra attenzione da ciò che ci manca e la porta versa ciò che già abbiamo. Ci incoraggia a concentrarci sul momento presente e ad apprezzare le gioie che spesso passano inosservate: Con il tempo ci permette di migliorare la nostra visione della vita e aumenta la disponibilità nei confronti degli altri.

Promozione della compassione nella società

Le qualità umane di una nazione e della sua gente si riflettono nella cura e nella dedizione mostrate verso i suoi cittadini più vulnerabili. Una cultura che abbraccia la compassione, la gentilezza e l’intelligenza emotiva è essenziale nel nostro mondo, come sottolineava una campagna passata di Medici Senza Frontiere: “l’unica cosa che può salvare un essere umano è un altro essere umano”.

Se senti di lottare con l’autocritica, la vergogna o una mancanza di gentilezza verso te stesso, potresti beneficiare della psicoterapia: con uno psicologo puoi esplorare i tuoi pensieri e sentimenti, trovare modi per gestirli e superarli, aprendo così la strada a un rapporto più amorevole con te stesso. Serenis può aiutarti attraverso la psicoterapia online e il supporto di un terapeuta al tuo fianco.

Fonti:

  • Strahan, E. Y. (2023). Compassionomics: the revolutionary scientific evidence that caring makes a difference. www.academia.edu. https://www.academia.edu/100166947/Compassionomics_The_Revolutionary_Scientific_Evidence_That_Caring_Makes_a_Difference?uc-sb-sw=100097501
  • Neff, K. (2019). How Much Do You Really Understand Self-Compassion? The 5 Myths Keeping
  • Mongrain, M., Keltner, D., & Kirby, J. N. (2021). Editorial: Expanding the Science of Compassion. Frontiers in Psychology, 12. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2021.745799
Dott.ssa Martina Migliore

Approccio:
Titolo di studio
Descrizione
Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.

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Revisori

reviewer

Dott. Domenico De Donatis

Medico Psichiatra

Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Pescara n. 4336

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Parma. Specializzazione in Psichiatria presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

reviewer

Dott. Federico Russo

Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Neuropsicologo, Direttore Clinico di Serenis

Ordine degli Psicologi della Puglia n. 5048

Laurea in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale a indirizzo neuropsicologico presso l’Istituto S. Chiara di Lecce.

reviewer

Dott.ssa Martina Migliore

Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Ordine degli Psicologi dell'Umbria n.892

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente e formatrice. Esperta in ACT e Superhero Therapy. Membro dell'Associazione CBT Italia, ACT Italia e SITCC. Esperta nell'applicazione di meccaniche derivanti dal gioco alle strategie terapeutiche evidence based e alla formazione aziendale.