Narcisismo e disturbi di personalità

Questo articolo cerca di fare luce sul narcismo, partendo dal suo significato fino ad arrivare alle manifestazioni del disturbo di personalità narcisistica.

Forse non lo sapevi, ma tutti noi abbiamo una componente di narcisismo funzionale alla nostra sopravvivenza. Tuttavia, questa componente può divenire patologica, ed è importante stabilire un confine tra narcismo “sano” e narcisismo che rientra nello spettro dei disturbi di personalità: alcune persone possono essere infatti più narcisisticamente orientate rispetto ad altre, fino ad arrivare allo sviluppo del disturbo narcisistico di personalità vero e proprio.

La definizione di narcisismo

Con questo termine si indica comunemente l’atteggiamento di chi pone se stesso e la propria persona al centro di un interesse esclusivo e compiaciuto. L’ammirazione per le proprie qualità fisiche e intellettuali viaggia di pari passo con un’indifferenza più o meno marcata nei confronti degli altri e con un’assenza di empatia che porta a disprezzare o a ignorare il valore altrui.

Il narcisismo però non è necessariamente negativo. La versione positiva, sana e funzionale prevede un senso di sé integrato e una capacità di badare alle proprie esigenze senza però dimenticare quelle degli altri, anche se qualche volta ci capita di essere egoisti, di pensare soltanto ai nostri bisogni e ci dimentichiamo di quelli di chi ci sta accanto. Questa tipologia di narcisismo non è patologica perché questi atteggiamenti sono momentanei e non rappresentano un tratto costante della nostra personalità.

Il problema nasce nel momento in cui si crea un circolo vizioso di idealizzazione del sé e svalutazione dell’altro che rappresenta il cuore del narcisismo “maligno”.

Qual è l’origine del termine narcisismo?

È il mito a dare origine a questo termine. Narciso era un bellissimo cacciatore greco, figlio di un dio e di una ninfa. Corteggiato e venerato per la sua prestanza fisica, un giorno vide la sua immagine riflessa sulle acque di un fiume. Se ne innamorò a tal punto che volle tuffarsi per raggiungerla ma non ci riuscì perché morì annegato.

Fu solo alla fine del XIX secolo che il narcisismo apparve nel campo della psichiatria. Freud, in un saggio del 1914, distinse per la prima volta il concetto di narcisismo patologico e narcisismo adattivo, necessario per lo sviluppo e la costruzione dell’identità.

Il significato del narcisismo secondo Freud

Freud introduce il termine “narcisismo” in due fasi principali del suo pensiero, all’interno di diverse opere, tra cui “Introduzione al narcisismo” (1914), dove approfondisce la funzione del narcisismo nella formazione dell’ego e nella dinamica tra l’io e il super-io. Nel suo lavoro, Freud sottolinea anche il ruolo del narcisismo nelle nevrosi e nelle psicopatologie, suggerendo che un eccessivo narcisismo possa portare a disturbi della personalità e difficoltà nelle relazioni interpersonali.

La classificazione del narcisismo secondo Freud (Palmowski B., 1989), riguarda:

  1. narcisismo primario: Freud descrive il narcisismo primario come una fase normale dello sviluppo infantile per la formazione dell’io. Questo stadio è caratterizzato da un’autoerotismo e un’autosufficienza affettiva, in cui il bambino non ha ancora sviluppato un interesse significativo per il mondo esterno e le altre persone.
  2. Narcisismo secondario: il narcisismo secondario, invece, si sviluppa quando l’individuo ritira l’investimento libidico dagli oggetti esterni (altre persone o cose) e lo reinveste su se stesso. Questo può accadere per diverse ragioni, come una delusione amorosa, un fallimento personale o altre esperienze traumatiche. Il narcisismo secondario può manifestarsi in comportamenti che riflettono un’eccessiva autostima, una mancanza di empatia verso gli altri e un forte bisogno di ammirazione e attenzione.

Nel corso del tempo, il concetto di narcisismo è stato ampliato, non limitandosi più solo alla sfera sessuale ma abbracciando varie dimensioni della personalità. Alexander Lowen è uno degli autori che ha dato un contributo significativo alla comprensione del narcisismo, identificandolo come una negazione dei sentimenti.

Quando diventa una patologia?

Il disturbo narcisistico di personalità è definito nel DSM-V come un modello pervasivo di grandiosità, di bisogno di ammirazione e adulazione correlato a una totale mancanza di empatia.

Diventa patologico quando evolve in una fluttuazione dell’immagine di sé che richiede non solo continue conferme per affermare la propria grandiosità, ma porta con sè anche un’amara consapevolezza: il narcisista non può fare a meno degli alti e delle loro conferme.

In questo studio che ha coinvolto 115 studenti universitari, gli studiosi hanno esaminato il legame tra il narcisismo e i sintomi post-traumatici, insieme ad altri fattori emotivi, come la resilienza e la regolazione emotiva. I risultati hanno mostrato che le caratteristiche del narcisismo che riflettono un senso di grandiosità erano associate ad esiti emotivi positivi, tranne per uno specifico aspetto chiamato “sfruttamento e diritto”. Inoltre, hanno trovato che i sintomi post-traumatici erano correlati negativamente al narcisismo, in particolare a un’aspetto chiamato “autosufficienza”.

Il narcisismo può infatti essere associato a diversi esiti emotivi, e fattori come la resilienza giocano un ruolo importante nella relazione tra narcisismo e sintomi post-traumatici. Questi risultati sottolineano l’importanza di considerare sia gli aspetti positivi che quelli negativi della personalità prima di fare valutazioni riguardanti la salute mentale, al fine di sviluppare interventi personalizzati che promuovano il benessere emotivo.

Narcisismo patologico o maligno?

Mentre il narcisismo patologico si manifesta principalmente attraverso un bisogno estremo di ammirazione e una mancanza di empatia, il narcisismo maligno è caratterizzato da comportamenti antisociali e distruttivi, rendendolo una variante più aggressiva e pericolosa (APA, 2013; Kernberg, 1984)

  • Il narcisismo patologico è un disturbo della personalità caratterizzato da un’autostima fragile, bisogno costante di ammirazione, mancanza di empatia, e tendenza a sfruttare gli altri per i propri fini (Kernberg, 1975). Le persone con questo disturbo esibiscono una grandiosità eccessiva e sono ipersensibili alle critiche (American Psychiatric Association, 2013).
  • Il narcisismo perverso o maligno è una forma più grave di narcisismo patologico, che combina tratti narcisistici con comportamenti antisociali, aggressività e sadismo (Kernberg, 1984). Questi individui possono essere manipolativi e vendicativi, impegnandosi spesso in relazioni interpersonali distruttive (Caligor et al., 2015). Il narcisismo maligno include aspetti di psicopatia, rendendolo particolarmente pericoloso e dannoso (Rosenfeld, 1987).

Esempi di narcisismo maligno sono il non chiedere mai scusa, mostrare una forte intolleranza nei confronti degli altri o trattarli con disprezzo e rabbia.

Le frasi tipiche del narcisismo maligno sono facilmente riconoscibili “Se mi sono comportato male è perché sono stato costretto” o “Se mi ami, devi accettarlo”. Queste affermazioni riflettono l’uso del gaslighting, una tecnica di manipolazione che consistono nel ribaltare la situazione, facendo sembrare che la vittima sia responsabile dei problemi o delle tensioni nella relazione.

Tipologie di narcisismo

Questo disturbo può essere definito uno spettro perché parte dal narcisismo positivo e termina con quello maligno. In mezzo, sono presenti mille sfumature. Tra le più importanti ricordiamo:

  • narcisismo covert o coperto: questo narcisista ha paura del rifiuto, prova spesso imbarazzo e vergogna, teme le critiche e si sente distante dagli altri; evita di trovarsi al centro dell’attenzione perché ha paura di fallire. Questo atteggiamento però non deve trarre in inganno: la manipolazione e la mancanza di empatia sono costanti;
  • narcisismo overt: la persona appare sempre euforica, trionfante, piena di sé, e centrata su se stessa. A prima vista affascinante, non fa nulla per nascondere la volontà di dominio e la scarsa attenzione nei confronti degli latri.

Il narcisismo femminile e quello maschile: quali differenze?

Un discorso a parte merita il narcisismo femminile che, dietro l’apparente fragilità, nasconde una donna che cerca di affermare se stessa attraverso la coercizione e la manipolazione.

Uno studio (Grijalva E, Newman DA, 2015) ha analizzato le differenza di genere nel narcisismo e ha scoperto che gli uomini tendono ad essere leggermente più narcisisti delle donne. Questa differenza sembra essere stabile nel tempo e si osserva principalmente negli aspetti del narcisismo legati al senso di diritto e alla leadership. Tuttavia, non ci sono differenze di genere nel cosiddetto “narcisismo vulnerabile”, che è caratterizzato da bassa autostima e introversione. Gli studiosi hanno escluso che queste differenze siano dovute a errori di misurazione, suggerendo che siano effettive differenze di genere.

Caratteristiche del disturbo narcisistico della personalità

Il narcisismo è un disturbo che implica una disorganizzazione della personalità che compromette le funzioni di auto-osservazione. Il narcisista presenta un’intensa concentrazione su se stesso, esagera i suoi risultati e talenti, è impegnato nella ricerca instancabile della soddisfazione del propri bisogni ma, al tempo stesso, per mantenere il senso di sé, dipende dall’affetto e dall’amore degli altri.

Sintomi e comportamenti tipici delle persone con tratti narcisistici

I sintomi del narcisismo sono:

  • esagerare talenti e risultati, aspettandosi di essere considerati superiori senza una ragione valida;
  • alimentare fantasie di successo, potere, fascino, intelligenza e atteggiamento megalomane;
  • frequentare solo persone di altissimo livello o ceto sociale;
  • bisogno costante di lusinghe e ammirazione incondizionata;
  • tendenza a sfruttare gli altri per i propri fini;
  • mancanza di empatia, incapacità di riconoscere i sentimenti e i bisogni degli altri.

L’autostima è un altro aspetto cruciale nel narcisismo, anche se spesso ci si aspetta che il narcisista abbia un’elevata autostima, in realtà, Lowen (2013) indica che il narcisista è caratterizzato da una bassa autostima e insicurezza. L’autostima è correlata alla consapevolezza delle proprie capacità e del proprio valore, ma il narcisista basa la sua autostima sull’approvazione esterna e sull’attenzione degli altri.

Differenza tra narcisismo sano e disturbo narcisistico della personalità

Il narcisismo sano parte da un’autostima positiva e da una sufficiente tolleranza alle frustrazioni: queste due caratteristiche rappresentano la base perfetta per la costruzione dell’empatia. Riconoscere i nostri bisogni ci permette di riconoscere anche quelli degli altri.

Il narcisismo patologico presenta tipici e caratteristici deficit in 6 aree di funzionamento (Akhtar e colleghi, 1982):

  • concetto di sé
  • relazioni interpersonali
  • adattamento sociale
  • etica, standard e ideali
  • amore e sessualità
  • stile cognitivo.

Ruolo dell’infanzia e dell’ambiente familiare: il narcisismo è una malattia?

Ci si ammala di narcisismo ed è Freud a spiegarci il perché. Il concetto di ferita narcisistica, introdotto proprio dal celebre psicoanalista austriaco, potrebbe contribuire allo sviluppo del narcisismo. Tale ferita consiste in un’esperienza dolorosa e una sensazione di impotenza che il bambino vive in relazione ai suoi genitori. L’assenza dell’amore da parte delle figure primarie d’accudimento o un comportamento capace di alternare cura a distrazione o negligenza causano lo smarrimento del bambino.

Questo dolore, per alcuni versi funzionale alla crescita, se non viene elaborato nella maniera corretta, sospinge il bambino a spostare l’attenzione su se stesso, sviluppando nel tempo un vero e proprio disturbo di personalità.

Narcisismo e lettura del trauma

Il ricercatore Gerzi S. (2005) ha distinto due concetti che sono rimasti gravemente intrecciati: “trauma” e “narcisismo”. Basandosi sull’esperienza clinica con i sopravvissuti all’Olocausto, ha definito il “narcisismo” in termini di interazione tra l’oggetto-sé con il sé che mantiene uno scudo protettivo, e il “trauma”, come attacco a questo scudo protettivo.

Secondo l’autore dello studio, è necessario tenere a mente due aspetti che attraggono la personalità narcisista: “l’attrattore buco” e la struttura che lo avvolge, “l’involucro narcisistico“. L’attrattore buco trascina il paziente traumatizzato, come un “buco nero”, in un regno di vuoto emotivo, di transfert oggettuale buco, privo di ricordi e dove spesso, nel controtransfert dell’analista, non ci sono riverberi dell’esperienza del paziente traumatizzato. Nell’involucro narcisistico sopravvivono invece il movimento, la pulsione di vita e di morte e i frammenti di memoria.

Manifestazione nelle relazioni interpersonali e nell’ambiente lavorativo

In ambito professionale e interpersonale, i narcisisti:

  • sabotano il lavoro degli altri;
  • mentono per ottenere ciò che vogliono;
  • tolgono meriti ai colleghi;
  • ridicolizzano le altre persone;
  • vogliono essere sempre al centro dell’attenzione;
  • incolpano gli altri per i propri fallimenti;
  • sono soggetti a scatti di rabbia se vengono contraddetti.

Per la persona narcisista è molto difficile mantenere una relazione emotiva stabile e soddisfacente. La conquista iniziale è la conferma delle loro capacità e del loro valore mentre il resto della relazione corre sul filo dell’idealizzazione di sé e della svalutazione del partner.

Narcisisti e social network

La diffusione di immagini, specialmente attraverso i social, sembra aver avviato una certa cultura del narcisismo. Tuttavia, questo è solo un modo attraverso cui i narcisisti proiettano un’immagine di sé particolarmente positiva agli altri, cercando costantemente di essere ammirati, lodati o adorati. I narcisisti possono essere molto attenti all’immagine che proiettano nel mondo esterno, cercando di mantenere una facciata di perfezione o superiorità. Una ricerca (Rossi, & Soraci, 2020) condotta su un campione di 84 partecipanti italiani per valutare la dipendenza dai social network e il narcisismo ha mostrato una forte correlazione, confermando che i social network sono un terreno fertile per il narcisismo digitale. Inoltre, alcuni studi hanno ampiamente dimostrato la tendenza di queste personalità al sexting e alla diffusione di immagini intime.

Le fasi della relazione con i narcisisti

C’è una dinamica ricorrente nella relazione sentimentale con un narcisista: una fase romantica iniziale in cui la coppia viene idealizzata e messa su un piedistallo grazie al tecnica del love bombing; una fase successiva di svalutazione e un passaggio finale di “scarto” che sfocia nell’abbandono, innescando una forte dipendenza affettiva nella vittima.

Cosa fa un narcisista in amore?

Nelle prime fasi della relazione i narcisisti appaiono affascinanti, gentili, appassionati ma perdono interesse in tempi relativamente brevi, soprattutto quando l’altra persona richiede un livello di intimità affettiva più profonda. La perdita di interesse subentra anche nel momento in cui sentono di aver raggiunto il loro obiettivo ovvero la conquista del partner.

Generalmente cercano persone con un profilo emotivamente dipendente perché possono manipolare, isolare e controllare più facilmente il partner. Il narcisista in amore inoltre tende al tradimento, alle relazioni poliamorose, alla fuga e ad avere un basso impegno nel rapporto.

Vivere un rapporto sereno non è semplice nemmeno dal punto di vista fisico perché spesso il narcisista soffre di disturbi sessuali come disfunzione erettile o eiaculazione precoce.

Impatto del narcisismo sulla salute mentale delle persone coinvolte

Chi vive con un narcisista può sperimentare ansia, depressione, fragilità emotiva. Ci si sente sempre in colpa, impotenti, insicuri. In molti casi, le persone che hanno avuto una relazione con un narcisista tendono a sviluppare quello che gli psicologi chiamano disturbo post narcisista da stress (PNS).

Proteggere se stessi, soprattutto in presenza di un narcisista bipolare e in caso di abuso narcisistico, è fondamentale per tutelare la propria salute fisica ed emotiva.

Uno studio condotto da Day NJS (2020) e altri, ha esaminato l’impatto del narcisismo patologico su persone in strette relazioni con chi ne soffre. I partecipanti (N = 683), tra cui partner romantici, madri e altri familiari, hanno riportato livelli elevati di dolore e problemi di salute mentale, con un carico emotivo superiore a quello di chi si prende cura di persone con altri disturbi psicologici. Depressione e ansia erano comuni, rispettivamente nel 69% e nell’82% dei casi. La relazione, il sottotipo di narcisismo (vulnerabile/grandioso) e lo stile di coping influenzavano significativamente la psicopatologia vissuta.

Può andare meglio di così

Affronta i tuoi pensieri con un percorso di terapia online.

Primo colloquio gratuito

Terapia da dove vuoi

+500 recensioni a 5 stelle

Prova gratis

Il disturbo narcisistico della personalità è curabile?

Il Disturbo Narcisistico di Personalità (NPD) prevede una diagnosi controversa per la mancanza di consenso sulle sue caratteristiche essenziali. Secondo la Teoria delle Relazioni Oggettuali (ORT), l’NPD è definito da un’organizzazione centrale e caratteristiche strutturali che spiegano le presentazioni grandiose e vulnerabili del disturbo. Questa teoria vede entrambe le forme come manifestazioni di una struttura del sé grandiosa, che fornisce stabilità ma non la capacità di autoregolamentazione di un’identità normale (Caligor E, 2020).

In genere, quando ci si chiede se si può guarire dal narcisismo, è necessario comprendere che questo disturbo non va in remissione. Nel narcisismo egosintonico, i tratti narcisistici sono in armonia con il sé e i valori della persona, rendendo difficile per l’individuo riconoscere che questi tratti siano problematici. In altre parole, il comportamento narcisistico è percepito come naturale e appropriato dalla persona stessa, senza percepire la necessità di cambiarlo. Esistono però risorse efficaci per migliorare la qualità della vita e la salute mentale del narcisista. Il primo e indispensabile passo per affrontare un percorso di recupero è acquisire consapevolezza di soffrire di disturbo narcisistico di personalità.

Test per rilevare il narcisismo maligno

Esistono due specifici test per il narcisismo: Pathological Narcissism Inventory (PNI; Pincus et al., 2009) e l’SB-PNI (Schoenleber et al. 2015). Due studi hanno sviluppato e validato una procedura di punteggio per il narcisismo maligno utilizzando il Personality Inventory per il DSM-5. Nel primo studio, 15 medici hanno valutato gli aspetti disadattivi del narcisismo maligno, rivelando un’alta convergenza tra le loro valutazioni. La procedura di punteggio includeva undici aspetti del Cluster B. Nel secondo studio, la validità del punteggio è stata testata su 288 pazienti e 1103 partecipanti della comunità, mostrando associazioni significative tra narcisismo maligno e funzionamento della personalità, emozioni, relazioni e comportamenti.

Terapie o approcci efficaci nel trattare il narcisismo

Esiste un legame sottile tra narcisismo e depressione ed è proprio questo il motivo che spinge un narcisista a chiedere aiuto a un professionista della salute mentale. I narcisisti, in alcune fasi della propria vita, sperimentano forti crisi depressive che spingono il soggetto a chiedere aiuto e ad uscire dal narcisismo egosintonico. Questo è il primo passaggio di un percorso che può aiutare il paziente ad acquisire consapevolezza, attraverso l’utilizzo di specifici esercizi per il narcisismo, necessari per la correzione dei modelli disfunzionali di pensiero e comportamento.

Se è vero che l’amore non guarisce il narcisismo, lo è altrettanto il fatto che la psicoterapia può aiutare a costruire relazioni sane e funzionali anche in presenza di questo disturbo. Ricordiamo però che il miglioramento è lento e graduale (Weinberg I, Ronningstam E., 2022).

Come Serenis può aiutarti

Gli psicoterapeuti di Serenis ti aiuteranno a capire se soffri di narcisismo e ti forniranno percorsi e strumenti efficaci e funzionali per ridurre la tua sofferenza e il disagio che provi nella vita quotidiana, cambiando il modo in cui ti relazioni con gli altri.

Esercizi per guarire dal narcisismo

Se non è presente un disturbo vero e proprio, ma la persona presenta tratti spiccatamente narcisistici, è possibile cercare il supporto di amici, familiari o gruppi di supporto: condividere esperienze e sentimenti con gli altri può aiutare a sentirsi meno soli e a ricevere feedback e incoraggiamento positivi. Accettare e abbracciare le vulnerabilità e le proprie imperfezioni è uno step fondamentale per il cambiamento, riconoscendo che tutti hanno bisogno di aiuto e supporto e che chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma di forza. Nel rapporto con gli altri, puoi sforzarti a leggere i sentimenti altrui, praticando la gratitudine e allenando la tua empatia.

Risorse aggiuntive: libri e film sul narcisismo

Libri e pellicole cinematografiche ci hanno offerto spesso uno spaccato interessante sulla tossicità e la pericolosità delle relazioni narcisistiche. Tra i film, vi consigliamo Gone girl di David Fincher, Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella e l’incredibile storia vera narrata da Big Eyes diretto da Tim Burton.

Tra i libri sul narcisismo segnaliamo Doppio sogno di Schnitzler, Il Ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde e L’animale morente di Roth.

Fonti:

  • What is narcissistic personality disorder? (n.d.). https://www.psychiatry.org/news-room/apa-blogs/what-is-narcissistic-personality-disorder
  • Restivo, J. (2024, January 8). Narcissistic personality disorder: Symptoms, diagnosis, and treatments. Harvard Health. https://www.health.harvard.edu/mind-and-mood/narcissistic-personality-disorder-symptoms-diagnosis-and-treatments
  • American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed.).
  • Caligor, E., Levy, K. N., & Yeomans, F. E. (2015). Narcissistic personality disorder: Diagnostic and clinical challenges.
  • Kernberg, O. F. (1975). Borderline Conditions and Pathological Narcissism.
  • Kernberg, O. F. (1984). Severe Personality Disorders: Psychotherapeutic Strategies.
  • Rosenfeld, H. (1987). Impasse and Interpretation: Therapeutic and Anti-therapeutic Factors in the Psychoanalytic Treatment of Psychotic, Borderline, and Neurotic Patients.
  • Palmowski B. Uber Narzissmuskonzepte bei S. Freud [Freud’s narcissism concept]. Z Psychosom Med Psychoanal. 1989;35(2):101-16. German. PMID: 2658416.
  • Day NJS, Bourke ME, Townsend ML, Grenyer BFS. Pathological Narcissism: A Study of Burden on Partners and Family. J Pers Disord. 2020 Dec;34(6):799-813. doi: 10.1521/pedi_2019_33_413. Epub 2019 Feb 7. PMID: 30730784.
  • Caligor E, Stern BL. Diagnosis, Classification, and Assessment of Narcissistic Personality Disorder Within the Framework of Object Relations Theory. J Pers Disord. 2020 Mar;34(Suppl):104-121. doi: 10.1521/pedi.2020.34.supp.104. PMID: 32186989.
  • Grijalva E, Newman DA, Tay L, Donnellan MB, Harms PD, Robins RW, Yan T. Gender differences in narcissism: a meta-analytic review. Psychol Bull. 2015 Mar;141(2):261-310. doi: 10.1037/a0038231. Epub 2014 Dec 29. PMID: 25546498.
  • Weinberg I, Ronningstam E. Narcissistic Personality Disorder: Progress in Understanding and Treatment. Focus (Am Psychiatr Publ). 2022 Oct;20(4):368-377. doi: 10.1176/appi.focus.20220052. Epub 2022 Oct 25. PMID: 37200887; PMCID: PMC10187400.
  • Gerzi S. Trauma, narcissism and the two attractors in trauma. Int J Psychoanal. 2005 Aug;86(Pt 4):1033-50. doi: 10.1516/ax6e-m41f-c43g-k4ta. PMID: 16040309.
  • Lowen, A. (2013) Il narcisismo. L’identità rinnegata. Milano: Feltrinelli Editore.
  • Rossi, & Soraci, Paolo & Urso, Antonino. (2020). Il narcisismo espresso nei social network: tra selfie e autostima.
Dott.ssa Martina Migliore

Approccio:
Titolo di studio
Descrizione
Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.

Questa pagina è stata verificata

I nostri contenuti superano un processo di revisione in tre fasi.

Scrittura

Ogni articolo viene scritto o esaminato da uno psicoterapeuta prima di essere pubblicato.

Controllo

Ogni articolo contiene una bibliografia con le fonti citate, per permettere di verificare il contenuto.

Chiarezza

Ogni articolo è rivisto dal punto di vista stilistico, per agevolare la lettura e la comprensione.

Revisori

reviewer

Dott. Domenico De Donatis

Medico Psichiatra

Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Pescara n. 4336

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Parma. Specializzazione in Psichiatria presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

reviewer

Dott. Federico Russo

Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Neuropsicologo, Direttore Clinico di Serenis

Ordine degli Psicologi della Puglia n. 5048

Laurea in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale a indirizzo neuropsicologico presso l’Istituto S. Chiara di Lecce.

reviewer

Dott.ssa Martina Migliore

Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Ordine degli Psicologi dell'Umbria n.892

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente e formatrice. Esperta in ACT e Superhero Therapy. Membro dell'Associazione CBT Italia, ACT Italia e SITCC. Esperta nell'applicazione di meccaniche derivanti dal gioco alle strategie terapeutiche evidence based e alla formazione aziendale.