Narcisismo: definizione, caratteristiche e tipologie
Questo articolo cerca di fare luce sul narcismo, partendo dal suo significato fino ad arrivare alle manifestazioni del disturbo di personalità narcisistica.

Ognuno di noi ha una componente di narcisismo sano, funzionale alla propria sopravvivenza e alla costruzione dell’identità. Quando però questa caratteristica diventa rigida, pervasiva e compromette relazioni, lavoro e benessere psicologico, può rientrare nel disturbo narcisistico di personalità.
Il narcisismo è un tratto della personalità caratterizzato da centralità del sé, bisogno di approvazione e difficoltà a riconoscere i bisogni degli altri.
In questo articolo vedremo quindi cos’è il narcisismo, come riconoscere un narcisista, quali sono i suoi sintomi e i comportamenti più comuni, alcune frasi tipiche del narcisista e i diversi profili narcisistici.
Cos’è il narcisismo
Il termine narcisismo viene spesso utilizzato nel linguaggio quotidiano per descrivere persone dall’egocentrismo marcato, arroganti o difficili nelle relazioni. In psicologia, però, il significato di narcisista è più complesso e non coincide sempre con un tratto negativo della personalità.
L’ammirazione per le proprie qualità fisiche e intellettuali può andare di pari passo con una maggiore attenzione verso di sé. In alcune situazioni, però, si accompagna a un’indifferenza marcata nei confronti degli altri e a un’assenza di empatia tale da portare a disprezzarli o a ignorarne il valore.

Nella sua forma più equilibrata, un certo narcisismo è “normale”: aiuta a sviluppare fiducia in sé stessi, assertività e capacità di stare nel mondo. Questa forma non è patologica, perché non rappresenta un tratto rigido e costante della personalità.
Il problema nasce quando si crea un circolo vizioso di idealizzazione del sé e svalutazione dell’altro, che rappresenta uno dei nuclei del narcisismo patologico, o nelle forme più gravi, del narcisismo “maligno”.
Per questo è importante distinguere tra tratti narcisistici, stile relazionale narcisistico e vero e proprio disturbo narcisistico di personalità.
Qual è l'origine del termine narcisismo?
È il mito a dare origine a questo termine. Narciso era un bellissimo cacciatore greco, figlio di un dio e di una ninfa. Corteggiato e venerato per la sua prestanza fisica, un giorno vide la sua immagine riflessa nell’acqua e se ne innamorò a tal punto da volerla raggiungere, senza riuscirci.
Fu solo alla fine del XIX secolo che il narcisismo comparve in ambito psichiatrico. Sigmund Freud, in un saggio del 1914, distinse per la prima volta il concetto di narcisismo patologico da quello di narcisismo adattivo, necessario per lo sviluppo e la costruzione dell’identità.
Il significato del narcisismo secondo Freud
Freud approfondisce il termine "narcisismo" in momenti diversi del suo pensiero, in particolare in Introduzione al narcisismo (1914), dove analizza il suo ruolo nella formazione dell'ego e nella dinamica tra Io e Super-Io.
Nel suo lavoro sottolinea il legame tra narcisismo, nevrosi e altre psicopatologie, suggerendo che un investimento eccessivo su di sé possa favorire difficoltà relazionali e disturbi della personalità.
La classificazione del narcisismo secondo Freud (Palmowski B., 1989), riguarda:
- narcisismo primario: una fase normale dello sviluppo infantile, utile per la formazione dell'Io. Questo stadio è caratterizzato da un autoerotismo e un'autosufficienza affettiva, in cui il bambino non ha ancora maturato un interesse significativo per il mondo esterno e le altre persone;
- narcisismo secondario: si sviluppa quando l'individuo ritira l'investimento libidico dagli oggetti esterni (altre persone o cose) e lo reinveste su sé stesso, spesso in risposta a delusioni, fallimenti o esperienze traumatiche.
Nel tempo il significato di narcisismo è stato ampliato e non è più limitato solo alla sfera sessuale, ma abbraccia molte dimensioni della personalità. Alexander Lowen, per esempio, ha offerto un contributo importante alla comprensione del narcisismo, identificandolo come una negazione dei sentimenti.
Come riconoscere un narcisista
Per capire come riconoscere un narcisista, è utile osservare soprattutto la ripetizione nel tempo di alcuni comportamenti: l’uso delle relazioni per sentirsi ammirato, la manipolazione emotiva e l’alternanza tra idealizzazione e svalutazione.
Nessun singolo comportamento basta da solo per definire una persona come narcisista, ma la presenza stabile di questi tratti può indicare un funzionamento problematico della personalità.
Sintomi del narcisista
I sintomi del narcisismo possono variare da persona a persona, ma ci sono alcuni atteggiamenti che ricorrono con maggiore frequenza.
Tra i principali troviamo:
- esagerare talenti e risultati;
- sentirsi superiori agli altri senza una base reale;
- alimentare la propria megalomania e fantasie di successo, potere o fascino;
- avere un forte bisogno di lusinghe e ammirazione;
- sfruttare gli altri per i propri scopi;
- mostrare mancanza di empatia;
- reagire male alle critiche;
- alternare grandiosità e vulnerabilità;
- dipendere dall’approvazione esterna per sostenere la propria autostima.
Sebbene questi sintomi siano spesso associati all’immagine del narcisista sicuro e dominante, in molti casi il funzionamento narcisistico nasconde fragilità profonde, insicurezza e una bassa autostima mascherata (Lowen, 2013).
Quando il narcisismo diventa patologico
Il disturbo narcisistico di personalità è definito nel DSM-5 come un modello pervasivo di grandiosità, bisogno di ammirazione e marcata mancanza di empatia.
Questa caratteristica rientra nel patologico quando l’immagine di sé diventa instabile e ha bisogno di conferme continue per sostenersi. In questi casi, il narcisista dipende dallo sguardo dell’altro e dalla sua approvazione per mantenere il proprio equilibrio interno.

Uno studio che ha coinvolto 115 studenti universitari ha mostrato il legame tra narcisismo e sintomi post-traumatici, insieme ad altri fattori emotivi come la resilienza e la regolazione emotiva. Questi risultati sottolineano l’importanza di considerare sia gli aspetti positivi sia quelli problematici della personalità quando si valutano benessere psicologico e salute mentale.
Differenza tra narcisismo sano e disturbo narcisistico della personalità
Il narcisismo sano parte da un’autostima positiva e da una sufficiente tolleranza alle frustrazioni: queste due caratteristiche rappresentano una base importante anche per la costruzione dell’empatia.
Il narcisismo patologico, invece, presenta deficit in 6 aree di funzionamento (Akhtar e colleghi, 1982), tra cui:
- concetto di sé;
- relazioni interpersonali;
- adattamento sociale;
- etica, standard e ideali;
- amore e sessualità;
- stile cognitivo.

Narcisismo patologico o maligno?
Mentre il narcisismo patologico si manifesta principalmente attraverso un bisogno estremo di ammirazione e una mancanza di empatia, il narcisismo maligno è caratterizzato da comportamenti antisociali, manipolativi, vendicativi e distruttivi, che lo rendono una variante più aggressiva e pericolosa (APA, 2013; Kernberg, 1984; Rosenfeld, 1987; Caligor et al., 2015)
Tra le frasi del narcisista maligno più comuni ci sono: "Se mi sono comportato male è perché sono stato costretto" oppure "Se mi ami, devi accettarlo". Queste espressioni riflettono spesso l'uso del gaslighting, una tecnica manipolativa che consiste nel ribaltare la situazione facendo sembrare che sia l’altra persona a essere confusa, esagerata o responsabile del problema.
Quali sono i profili narcisistici?
Questo disturbo può essere considerato uno spettro, perché non esiste un solo profilo narcisistico. Alcune persone mostrano una personalità grandiosa, dominante, competitiva e visibilmente centrata su di sé; altre presentano un profilo più vulnerabile, sensibile al giudizio e apparentemente insicuro, ma comunque fortemente autocentrato.
Tra i profili narcisistici più citati troviamo:
- narcisista overt: la persona appare brillante, sicura, affascinante, desiderosa di primeggiare e poco attenta ai bisogni degli altri;
- narcisista covert o coperto: teme il rifiuto, prova spesso imbarazzo e vergogna, è molto sensibile alle critiche; evita di trovarsi al centro dell’attenzione perché ha paura di fallire, pur restando decisamente manipolatore e scarsamente empatico.
Differenze tra narcisismo femminile e maschile
Un discorso a parte merita il narcisismo femminile, che talvolta può presentarsi in modo meno vistoso ma comunque fondato su bisogno di controllo, manipolazione e affermazione di sé. Dietro l’apparente fragilità, infatti, può nascondersi una forte necessità di conferma.
Uno studio meta-analitico (Grijalva E, Newman DA, 2015) ha mostrato che gli uomini tendono a risultare leggermente più narcisisti delle donne, soprattutto negli aspetti legati al senso di diritto e alla leadership, mentre non emergono differenze significative nel cosiddetto narcisismo vulnerabile.

Cause nell'ambiente familiare: il narcisismo è una malattia?
Una delle letture più note delle origini del narcisismo è legata alla ferita narcisistica, concetto introdotto da Freud. Si tratta di un’esperienza dolorosa e di una sensazione di impotenza vissuta dal bambino in relazione alle figure primarie di accudimento.
L’assenza di amore, la trascuratezza o un comportamento genitoriale incoerente, capace di alternare cura e negligenza, possono contribuire a creare uno smarrimento profondo. Se questo dolore non viene elaborato in modo adeguato, il bambino può spostare l’attenzione su di sé e sviluppare nel tempo modalità relazionali e difese che favoriscono il narcisismo patologico.
Narcisismo e trauma
Secondo il ricercatore Shmuel Gerzi, trauma e narcisismo sono profondamente intrecciati. Basandosi sull'esperienza clinica con i sopravvissuti all'Olocausto, ha definito il “narcisismo” come una struttura difensiva e il “trauma” come l’attacco a questo scudo protettivo.
Questa connessione aiuta a comprendere perché, in molti casi, dietro la grandiosità apparente si nascondano fragilità profonde e difficoltà nella regolazione emotiva.
Secondo l'autore dello studio, ci sono due aspetti che attraggono la personalità narcisista: "l'attrattore buco" e la struttura che lo avvolge, "l'involucro narcisistico".
- l'attrattore buco trascina il paziente traumatizzato come in un “buco nero”, dove spesso, nel controtransfert dell'analista, non ci sono riverberi dell'esperienza del paziente traumatizzato;
- nell'involucro narcisistico sopravvivono invece il movimento, la pulsione di vita e di morte e i frammenti di memoria.
Narcisismo e social network
La diffusione di immagini e contenuti personali sui social ha favorito l’emergere di una vera e propria cultura del narcisismo. I social network, infatti, possono diventare per alcune persone uno spazio privilegiato per proiettare un’immagine di sé idealizzata e cercare continuamente approvazione, ammirazione o visibilità.
Una ricerca (Rossi, & Soraci, 2020) condotta su un campione di 84 partecipanti italiani, ha evidenziato una relazione tra uso problematico dei social e tratti narcisistici, suggerendo che questi ambienti possano rappresentare un terreno fertile per il cosiddetto narcisismo digitale.
Alcuni studi hanno inoltre mostrato una maggiore tendenza a comportamenti come il sexting e alla diffusione di immagini intime.
Come si comporta un narcisista nelle relazioni e sul lavoro
In ambito professionale e interpersonale, il narcisista può:
- sabotare il lavoro degli altri;
- mentire per ottenere ciò che vuole;
- togliere meriti ai colleghi;
- ridicolizzare le altre persone;
- voler essere sempre al centro dell’attenzione;
- incolpare gli altri per i propri fallimenti;
- reagire con scatti di rabbia verso il partner quando viene contraddetto.
Per la persona narcisista è molto difficile mantenere una relazione affettiva stabile e soddisfacente. La conquista iniziale rappresenta una conferma del proprio valore, mentre il resto della relazione tende a muoversi tra idealizzazione di sé e svalutazione del partner.

Cosa fa un narcisista in amore?
Nella relazione sentimentale con un narcisista si osserva spesso una dinamica ricorrente:
- idealizzazione iniziale, spesso accompagnata da attenzioni intense e love bombing;
- svalutazione, in cui l’altro inizia a sentirsi criticato, confuso o inadeguato;
- "scarto" e abbandono, che può lasciare nella vittima una forte dipendenza affettiva e grande sofferenza.
Nelle prime fasi della relazione il narcisista può apparire affascinante, gentile e molto coinvolto. Spesso però perde interesse quando il rapporto richiede autenticità, reciprocità e intimità emotiva profonda. Generalmente, infatti, il narcisista tende a cercare partner con un profilo emotivamente dipendente, più facili da manipolare, isolare o controllare.
Il narcisista in amore può inoltre mostrare tendenza al tradimento, fuga dal legame e scarso investimento emotivo nel rapporto. In alcuni casi possono essere presenti anche difficoltà nella sfera sessuale, come disfunzione erettile o eiaculazione precoce.
Impatto del narcisismo sulla salute mentale delle persone coinvolte
Chi vive con una persona narcisista può sperimentare ansia, depressione, fragilità emotiva, senso di colpa e perdita di fiducia in sé. In alcuni casi, chi ha vissuto a lungo relazioni svalutanti o manipolative può sviluppare un quadro simile a un trauma relazionale, descritto anche come disturbo post narcisista da stress (PNS).
Uno studio (Day NJS et al., 2020) ha esaminato l'impatto del narcisismo patologico su partner romantici e familiari, rilevando livelli elevati di sofferenza psicologica, con frequenti sintomi ansiosi e depressivi.
È quindi fondamentale imparare a proteggersi, soprattutto in presenza di dinamiche di abuso psicologico o quando si ha a che fare con un narcisista bipolare.
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Il disturbo narcisistico di personalità si può curare?
La diagnosi di disturbo narcisistico di personalità resta complessa anche per la varietà delle sue manifestazioni. Alcuni modelli clinici, come la Teoria delle Relazioni Oggettuali, lo interpretano come espressione di una struttura del sé grandiosa, che dà stabilità ma non permette una reale autoregolazione emotiva (Caligor E, 2020).
In genere, quando ci si chiede se si possa guarire dal narcisismo, è importante chiarire che questo disturbo difficilmente va in remissione spontanea. Nel narcisismo egosintonico, i tratti narcisistici sono percepiti dalla persona come coerenti con il proprio sé, e quindi non vengono vissuti come problematici.
Esistono però percorsi efficaci per migliorare la qualità della vita, il funzionamento relazionale e la salute mentale del paziente. Il primo passo è sviluppare consapevolezza.
Test per il narcisismo
Esistono strumenti utilizzati in ambito clinico e di ricerca per valutare il narcisismo, come il Pathological Narcissism Inventory (PNI; Pincus et al., 2009) e l’SB-PNI (Schoenleber et al. 2015).
Due studi, inoltre, hanno sviluppato e validato una procedura di punteggio per il narcisismo maligno utilizzando il Personality Inventory per il DSM-5, mostrando associazioni significative tra funzionamento narcisistico, emozioni, relazioni e comportamenti.
Narcisismo e depressione
Esiste un legame sottile tra narcisismo e depressione. In alcuni momenti di crisi, fallimento o perdita di approvazione, il soggetto con tratti narcisistici può sperimentare crolli importanti dell’autostima, rabbia, vergogna e sintomi depressivi. Se vuoi approfondire questo tema, puoi leggere anche l’articolo sulle crisi depressive del narcisista.
Spesso è proprio in queste fasi di sofferenza che una persona con funzionamento narcisistico arriva a chiedere aiuto.
Nel caso di disturbi depressivi associati al narcisismo, potrebbe essere necessaria anche una valutazione farmacologica da parte di uno psichiatra.
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Come si cura il narcisismo
La psicoterapia può aiutare il paziente a sviluppare maggiore consapevolezza, riconoscere i propri modelli disfunzionali di pensiero e comportamento e costruire relazioni più sane e funzionali. Il miglioramento è in genere lento e graduale, ma possibile (Weinberg I, Ronningstam E., 2022).
Gli psicoterapeuti di Serenis possono aiutarti a capire se soffri di narcisismo, fornendoti percorsi e strumenti efficaci per ridurre la tua sofferenza nella vita quotidiana, cambiando il modo in cui ti relazioni con gli altri.
Esercizi per ridurre i tratti narcisistici
Se non è presente un disturbo vero e proprio ma la persona mostra tratti narcisistici marcati, può essere utile:
- cercare il supporto di amici, familiari o gruppi di confronto;
- imparare a tollerare vulnerabilità e imperfezioni;
- riconoscere che chiedere aiuto non è un segno di debolezza;
- allenare l’empatia;
- praticare la gratitudine;
- sforzarsi di leggere e rispettare i sentimenti altrui.
Libri e film sul narcisismo
Libri e pellicole cinematografiche hanno spesso raccontato in modo efficace la tossicità e la pericolosità delle relazioni narcisistiche. Tra i film si possono citare Gone Girl di David Fincher, Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella e Big Eyes di Tim Burton.
Tra i libri sul narcisismo, invece, possono essere interessanti Doppio sogno di Arthur Schnitzler, Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde e L’animale morente di Philip Roth.
Sitografia
Bibliografia
Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed.)
American Psychiatric Association
Narcissistic personality disorder: Diagnostic and clinical challenges.
Caligor, E., Levy, K. N., Yeomans, F. E. (2015)
Borderline Conditions and Pathological Narcissism.
Kernberg, O. F. (1975)
Severe Personality Disorders: Psychotherapeutic Strategies
Kernberg, O. F. (1984)
Impasse and Interpretation: Therapeutic and Anti-therapeutic Factors in the Psychoanalytic Treatment of Psychotic, Borderline, and Neurotic Patients.
Rosenfeld, H. (1987)
Uber Narzissmuskonzepte bei S. Freud [Freud's narcissism concept]. — Z Psychosom Med Psychoanal. 35(2), PMID: 2658416., pp. 101-116
Palmowski B. (1989)
Pathological Narcissism: A Study of Burden on Partners and Family — J Pers Disord. doi: 10.1521/pedi_2019_33_413. PMID: 30730784., pp. 799-813
Day N.J.S., Bourke M.E., Townsend M.L., Grenyer B.F.S. (2020)
Diagnosis, Classification, and Assessment of Narcissistic Personality Disorder Within the Framework of Object Relations Theory. — J Pers Disord. doi: 10.1521/pedi.2020.34.supp.104. PMID: 32186989, pp. 104-121
Caligor E., Stern B.L. (2020)
Gender differences in narcissism: a meta-analytic review. — Psychol Bull. doi: 10.1037/a0038231. PMID: 25546498, pp. 261-310
Grijalva E., Newman D.A., Tay L., Donnellan M.B., Harms P.D., Robins R.W., Yan T. (2015)
Narcissistic Personality Disorder: Progress in Understanding and Treatment. Focus — (Am Psychiatr Publ). doi: 10.1176/appi.focus.20220052. PMID: 37200887; PMCID: PMC10187400., pp. 368-377
Weinberg I., Ronningstam E. (2022)
Trauma, narcissism and the two attractors in trauma — Int J Psychoanal. 86(Pt 4):1033-50. doi: 10.1516/ax6e-m41f-c43g-k4ta. PMID: 16040309.
Gerzi S. (2005)
Il narcisismo. L’identità rinnegata
Lowen, A. (2013)
Il narcisismo espresso nei social network: tra selfie e autostima.
Rossi , Soraci Paolo, Urso Antonino (2020)