Gaslighting: cos'è e come difendersi

Il gaslighting è una tattica manipolativa utilizzata per creare uno squilibrio di potere all'interno di una relazione. È essenziale essere in grado di identificarlo.
LFLudovica Feliziani
Scritto daLudovica FelizianiTirocinante psicologa
Icona revisione
Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato20 giugno 2023
Aggiornato13 agosto 2026
Trova il professionista giusto per te.
Trova il tuo terapeuta
Gaslighting

Il gaslighting è una forma di manipolazione psicologica in cui una persona viene portata gradualmente a dubitare della propria memoria, percezione e capacità di giudizio. 

Comprendere il significato del gaslighting è importante per riconoscerlo nelle relazioni affettive, familiari e lavorative e proteggere il proprio benessere emotivo e psicologico.

In questo articolo vedremo cos’è il gaslighting, quali sono i segnali per riconoscerlo, alcuni esempi di manipolazione affettiva e cosa fare se pensi di esserne vittima.

Cos’è il gaslighting? Significato e traduzione del termine

Il gaslighting è una forma di manipolazione psicologica o mentale che porta progressivamente la vittima a mettere in discussione la propria memoria, identità, autostima e percezione della realtà. 

Il termine gaslighting deriva dal film "Gaslight" del 1944, con Ingrid Bergman. Nel film, il marito manipola la moglie modificando piccoli aspetti della realtà domestica (come l’intensità delle luci a gas, da cui il titolo del film) per farle credere di stare perdendo la ragione.

Il concetto entra poi nel linguaggio psicologico grazie alla psicoterapeuta Robin Stern, che ha contribuito a diffonderne l’utilizzo in ambito clinico e divulgativo: nel libro The Gaslight Effect (2007) descrive il gaslighting come una dinamica relazionale manipolativa che può verificarsi non solo nelle relazioni tossiche di coppia, ma anche tra familiari e colleghi di lavoro.

Non esiste una traduzione italiana diretta del termine: espressioni come "manipolazione psicologica" o "manipolazione mentale" ne rendono il senso generale, ma il gaslighting descrive nello specifico la tattica di far dubitare qualcuno della propria versione dei fatti, non la manipolazione in senso ampio. Per questo, anche nel linguaggio clinico italiano, si preferisce mantenere il termine inglese così com'è.

Comprendere il significato del gaslighting è importante per riconoscerlo nelle relazioni affettive, familiari e lavorative e proteggere il proprio benessere emotivo e psicologico.

Tecniche di gaslighting

Riconoscere di essere vittima di gaslighting non è sempre semplice, soprattutto nelle prime fasi, come emerge da un'analisi qualitativa su survivor di relazioni con gaslighting (Klein et al., 2023). Nel tempo, infatti, il manipolatore utilizza strategie sempre più sofisticate per destabilizzare la persona e renderla dipendente da sé. 

Ad esempio:

  • ignorando o minimizzando i sentimenti, le opinioni o le esperienze della vittima;
  • negando fatti realmente accaduti, distorcendo la realtà;
  • criticando costantemente le capacità della vittima;
  • ribaltando le situazioni per far apparire la vittima come colpevole;
  • contestando le percezioni della vittima, facendole sembrare irrazionali o sbagliate;
  • creando dubbi e mostrandosi preoccupato per la salute mentale della vittima;
  • isolando la vittima da amici, familiari e altre fonti di supporto, rendendola sempre più vulnerabile. 

Il manipolatore, dunque, conosce le debolezze della vittima e utilizza ciò che le è più caro contro di lei.

Potrebbe suggerirle che la sua vita sarebbe migliore senza ciò che oggi la rende felice, o che dovrebbe liberarsi di un particolare difetto. Sfrutta le sue passioni e i suoi valori per attaccare direttamente la sua identità, alimentando dubbi che erodono lentamente la sua sicurezza e la sua autostima.

Esempi di gaslighting

Il gaslighting raramente si manifesta con affermazioni eclatanti: più spesso è fatto di piccole frasi ripetute o comportamenti apparentemente innocui, che sembrano banali una alla volta ma che nel tempo costruiscono un effetto molto preciso: proprio questa continuità lo rende particolarmente difficile da riconoscere. 

Certi comportamenti possono manifestarsi in varie forme di svalutazione, invalidazione emotiva e mancanza di rispetto, con conseguenze dannose sulla salute mentale ed emotiva della vittima.

Alcuni esempi di questa manipolazione affettiva sono:

  • "Sei troppo sensibile, esageri sempre";
  • "Questa cosa non è mai successa";
  • "Te lo sei immaginato";
  • "Non ho mai detto questo";
  • "Stai fraintendendo";
  • "Hai capito male";
  • "Non puoi sentirti così. Non hai motivo di essere triste";
  • "Ti ho detto che saresti diventato geloso. È colpa tua se ora ci sono tensioni nella nostra relazione";
  • "Forse dovresti consultare uno psicologo, sembri un po' instabile ultimamente".

Prendiamo un caso tipo: dopo una discussione, una persona nota qualcosa che non va e cerca di parlarne. La risposta che riceve non è un confronto, ma una serie di frasi che spostano il problema su di lei: "sei troppo sensibile, esageri sempre", oppure "questa cosa non è mai successa", "te lo sei immaginato". Se insiste, arriva il passo successivo: "non ho mai detto questo", "stai fraintendendo", "hai capito male" — non un chiarimento, ma una riscrittura dei fatti.

Il filo comune non è il contenuto delle singole frasi, ma la funzione che svolgono tutte insieme: spostare la responsabilità e far dubitare della propria versione dei fatti.

Gaslighting nei messaggi e sui social: i segnali da non ignorare

Il gaslighting non passa solo attraverso le parole detta a voce: oggi si manifesta spesso anche in chat, messaggi e social, dove lascia tracce diverse ma altrettanto riconoscibili.

Alcuni segnali tipici:

  • Messaggi cancellati o modificati dopo una discussione, seguiti dal negare di averli scritti
  • "Non ho mai scritto questo" anche davanti a uno screenshot: la prova viene messa in discussione tanto quanto il ricordo
  • Passaggio dal testo alla voce (o viceversa) proprio nei momenti più delicati, per evitare di lasciare tracce scritte di certe affermazioni
  • Storie o post studiati per generare gelosia o insicurezza, senza un riferimento esplicito che permetta di affrontare la cosa apertamente
  • Silenzio prolungato dopo un confronto, usato come punizione più che come bisogno di spazio

Nessuno di questi segnali, da solo, è una prova definitiva. Diventano un campanello d'allarme quando si ripetono nel tempo e seguono sempre lo stesso schema: distorcere quello che è successo per far dubitare te di te stessa o te stesso.

Hai una relazione che è anche un problema?

Lavoraci con uno psicoterapeuta specializzato nei rapporti di coppia.

  • Centro medico autorizzato
  • 100% professionisti qualificati
  • Primo colloquio gratuito

Le fasi del gaslighting

Il gaslighting può svilupparsi gradualmente attraverso diverse fasi, che spesso non sono immediatamente riconoscibili dalla persona coinvolta.

  1. Distorsione della comunicazione: in questa fase il manipolatore tende a confondere la comunicazione, negare i fatti, ignorare i vissuti emotivi della vittima o utilizzare il silenzio come strumento di controllo. La persona coinvolta può iniziare a sentirsi disorientata e incapace di sostenere un confronto.
  2. Tentativo di difesa: successivamente la vittima cerca di ristabilire l’equilibrio nella relazione e di instaurare un dialogo, cercando di modificare il comportamento del gaslighter.
  3. Discesa nella depressione: nel tempo la vittima può arrivare a credere che il manipolatore abbia ragione e iniziare a dubitare stabilmente delle proprie percezioni. In questa fase la relazione tossica può diventare particolarmente difficile da riconoscere e mettere in discussione.

In quali contesti può manifestarsi il gaslighting

Il gaslighting può verificarsi in diversi tipi di relazioni e contesti della vita quotidiana, ad esempio:

  • nella relazione di coppia: è il contesto più frequente. Il partner manipolatore può negare eventi accaduti, ignorare i bisogni emotivi dell’altro o ribaltare le responsabilità.
  • sul lavoro: può verificarsi tra colleghi oppure tra superiore e dipendente, ad esempio quando vengono negate informazioni fornite in precedenza o sminuite competenze professionali.
  • in famiglia: può coinvolgere genitori, figli o altri membri della famiglia e influenzare profondamente la costruzione dell’identità personale.

Love bombing, gaslighting e abbandono: un circolo vizioso

Il love bombing, il gaslighting e l’abbandono possono rappresentare fasi diverse di un circolo relazionale disfunzionale.

  • il love bombing è in genere il primo step, in cui il manipolatore mostra attenzioni intense e apparentemente sincere per conquistare rapidamente la fiducia dell’altra persona;
  • può poi verificarsi il gaslighting, in cui si crea confusione e dipendenza emotiva;
  • infine l’abbandono o il ghosting, una fase di allontanamento improvviso, che aumenta il senso di insicurezza della vittima e può causare un'intensa sofferenza emotiva.

Questo ciclo può avere gravi conseguenze sulla salute mentale ed emotiva della vittima, lasciandola intrappolata in una relazione dannosa e disfunzionale.

Chi è il gaslighter

Il gaslighter è una persona che utilizza strategie di manipolazione psicologica per far dubitare gli altri della propria memoria, percezione o identità. 

In alcuni casi questi comportamenti sono consapevoli, allo scopo preciso di creare una dinamica di squilibrio di potere, per trarne profitto o soddisfazione personale e accrescere la propria autostima. Secondo uno studio su tratti di personalità e tattiche di gaslighting (March et al., 2023), è il caso delle persone con tratti narcisistici, il cui obiettivo è preservare un’immagine di superiorità e ottenere conferme continue del proprio valore. 

In altre situazioni, i comportamenti del gaslighter possono essere messi in atto senza una piena consapevolezza delle conseguenze. 

In tutti i casi, questo fenomeno può essere davvero devastante per la propria salute mentale: se si sospetta di avere a che fare con un manipolatore, bisognerebbe immediatamente interrompere i contatti, anche chiedendo aiuto a un professionista. 

Differenza tra gaslighting e altre forme di manipolazione

Gaslighting, narcisismo e love bombing vengono spesso usati come sinonimi, ma descrivono cose diverse — anche se possono presentarsi insieme nella stessa relazione.

Gaslighting vs narcisismo. Il narcisismo è un tratto di personalità (o, nei casi più marcati, un disturbo diagnosticabile); il gaslighting è una tattica specifica di manipolazione. Una persona con tratti narcisistici può usare il gaslighting per mantenere il controllo, ma non è l'unica a farlo: alcune ricerche collegano l'uso di queste tattiche anche ad altri tratti di personalità, come machiavellismo e psicopatia. Il punto non è quindi "è un narcisista?", ma "sta usando questa specifica tattica, indipendentemente dalla diagnosi?".

Gaslighting vs love bombing. Il love bombing è una fase, tipicamente iniziale, fatta di attenzioni intense e idealizzazione. Il gaslighting è invece il meccanismo che spesso segue, quando quelle stesse attenzioni vengono usate per costruire dipendenza emotiva e poi farla vacillare. Non sono la stessa cosa: uno crea il legame, l'altro lo usa per destabilizzare.

Gaslighting vs manipolazione in generale. La manipolazione è un ombrello ampio che include ricatto emotivo, colpevolizzazione, minacce implicite. Il gaslighting è una forma specifica, che lavora proprio sulla memoria e sulla percezione della realtà: non solo "fare sentire in colpa", ma far dubitare che le cose siano accadute davvero come le si ricorda.

Riconoscere la differenza è utile perché aiuta a dare un nome preciso a quello che si sta vivendo — un primo passo per chiederne conto, anche solo a se stessi.

Gaslighter chi è

La vittima di gaslighting

Ogni caso di gaslighting è diverso dagli altri, ma spesso si possono rintracciare dei pattern ricorrenti nella vittima. Alcune condizioni infatti possono aumentare la vulnerabilità a questo tipo di dinamiche relazionali, ad esempio:

  • traumi e storie di abusi precedenti;
  • dipendenza affettiva;
  • bassa autostima;
  • ingenuità e fiducia nel prossimo;
  • assenza di una rete di supporto.

Questo non significa che la responsabilità debba ricadere sulla vittima: il gaslighting resta sempre una forma di violenza psicologica.

Vittima di gaslighting

Le conseguenze del gaslighting

Il gaslighting può avere conseguenze significative sulla salute mentale, emotiva e fisica della vittima. Alcune delle conseguenze più comuni includono:

Lo stress cronico causato dal gaslighting può inoltre influenzare negativamente la salute fisica della vittima, aumentando il rischio di disturbi digestivi, disturbi del sonno, o malattie cardiache. Una meta-analisi su oltre 190 studi ha inoltre rilevato che il controllo coercitivo è fortemente associato allo sviluppo di PTSD (Dokkedahl et al., 2022), tuttavia l'impatto più severo tende a manifestarsi quando la manipolazione si inserisce in una dinamica di controllo prolungato, non in ogni episodio isolato.

Il gaslighting è reato?

Nonostante la gravità del fenomeno, in Italia il gaslighting non è previsto come reato specifico dal Codice Penale

Tuttavia, Il gaslighting può essere concomitante ad altri comportamenti che possono invece essere dimostrati e denunciati. Ad esempio:

  • maltrattamenti in famiglia;
  • stalking;
  • minacce;
  • violenza fisica.

Quando la manipolazione psicologica produce una condizione di forte soggezione emotiva e sofferenza prolungata, può essere rilevante anche dal punto di vista giuridico

Secondo la giurisprudenza, infatti, i maltrattamenti non includono solo atti fisici come percosse o lesioni, ma anche atti di disprezzo e offesa alla dignità che causano sofferenze morali. 

Dunque, nei casi in cui si costituiscono per esempio maltrattamenti in famiglia, è certamente possibile sporgere denuncia per gaslighting

Come provare che sono vittima di gaslighting?

Provare di essere vittima di gaslighting può essere difficile, poiché spesso questo tipo di manipolazione mira proprio a far dubitare della propria percezione e memoria. Tuttavia, ci sono diverse strategie che puoi adottare per riconoscere e documentare il gaslighting:

  • raccogli le prove, salvando messaggi o scattando foto e video;
  • cerca conferme esterne;
  • registra gli eventi su un diario.

Per denunciare il gaslighter, infatti, risulta molto utile tenere traccia di quanto detto o fatto. Questo può contrastare il tentativo del manipolatore di convincere la vittima che si stia sbagliando sulla realtà dei fatti.

Il gaslighting è reato

Come difendersi da un gaslighter?

Un percorso psicologico può aiutare a riconoscere le dinamiche del gaslighting e ricostruire fiducia nelle proprie percezioni. Secondo uno studio di Ragucci e altri (2024) , ad esempio, la terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul trauma mostra le prove di efficacia più solide

Con Serenis, il nostro centro medico autorizzato, puoi ricevere il supporto di uno dei nostri psicologi online per aiutarti a riconoscere e uscire da una relazione caratterizzata da manipolazione psicologica o gaslighting

Il primo colloquio è gratuito: le sedute successive costano 49€. 

Impara a comunicare in modo più efficace.

Inizia gratis un percorso con un coach o un terapeuta.

  • Centro medico autorizzato
  • 100% professionisti qualificati
  • Primo colloquio gratuito

Quanto dura la fase di recupero dal gaslighting?

Non esiste un tempo standard, e diffidare da chi promette una scadenza precisa è quasi sempre una buona idea. Il recupero dipende da quanto è durata la relazione, da quanto la manipolazione era intensa e sistematica, e da quante risorse — relazionali e non — la persona ha a disposizione per ricostruire la fiducia in se stessa.

Alcuni studi su chi è uscito da relazioni con dinamiche di gaslighting individuano un percorso comune: prima l'interruzione netta dei contatti, poi la ricostruzione di una rete di supporto esterna alla relazione, spesso accompagnata da attività che aiutano a riconnettersi con le proprie sensazioni (dal movimento alla scrittura). Non è un percorso lineare, e i momenti di incertezza residua sono normali anche a distanza di tempo.

Un percorso con un professionista non è l'unica strada, ma è quella con più prove di efficacia alle spalle per chi convive con i sintomi più intensi, come ansia marcata o pensieri ricorrenti legati a quanto vissuto.

Cosa aiuta a recuperare, oltre alla terapia

Un percorso con un professionista non è l'unico fattore che conta. Da alcune ricerche su chi è uscito da relazioni con dinamiche di gaslighting (Klein et al., 2023) emergono altri elementi che, insieme, fanno la differenza:

  • Interrompere davvero i contatti con chi ha manipolato — non solo a parole, ma anche nei fatti (messaggi, social, incontri "casuali")
  • Ricostruire una rete di persone fidate fuori dalla relazione, che possano confermare quello che si vede e si sente, senza doverlo dimostrare
  • Tornare in contatto con il corpo, attraverso attività come il movimento, la scrittura o altre forme espressive — utile per ritrovare fiducia nelle proprie sensazioni, spesso la prima cosa che il gaslighting mette in dubbio

Nessuno di questi passaggi sostituisce un percorso psicologico quando serve, ma può accompagnarlo o, in alcuni casi, avviarlo.

Fonti:

Sitografia

"It’s All in Your Head”: Personality Traits and Gaslighting Tactics in Intimate Relationships.

Journal of Family Violence, 40(2)

The psychological subtype of intimate partner violence and its effect on mental health: a systematic review with meta-analyses.

Systematic Reviews, 11(1), 163.

Psychological interventions for post-traumatic stress disorder in women survivors of intimate partner violence: A systematic review and meta-analysis.

Journal of Affective Disorders Reports, 17, 100802.

Evocation of positive memories as complement to trauma-focused cognitive–behavioural therapy for intimate partner violence against women.

European Journal of Psychotraumatology, 15(1), 2419699.

A qualitative analysis of gaslighting in romantic relationships.

Personal Relationships, 30(4)

Bibliografia

The sociology of gaslighting. — American sociological review 84.5, pp. 851-875

Sweet, Paige L. (2019)

Gaslighting, misogyny, and psychological oppression. — The monist 102.2, pp. 221-235

Stark, Cynthia A. (2019)

Gaslighting, First and Second Order. — Hypatia, 36(1). doi:10.1017/hyp.2020.54., pp. 207-227

Catapang Podosky, P.M. (2020)

The gaslight effect: How to spot and survive the hidden manipulation others use to control your life.

Stern, R. (2007)

Alcune domande che potresti avere sul Gaslighting

Il nostro processo di revisione
Scopri di più
Approfondimento
Coinvolgiamo nella stesura dei contenuti clinici i terapeuti con almeno 2.000 ore di esperienza.
Verifica
Studiamo le ricerche sul tema clinico e quando possibile le inseriamo in bibliografia.
Chiarezza
Perfezioniamo gli articoli dal punto di vista stilistico privilegiando la comprensione del testo.
Validano gli articoli
DsMDott.ssa Martina Migliore
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
Leggi la biografia
Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
FRFederico Russo
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Leggi la biografia
Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
ACAgnese Cannistraci
Agnese CannistraciPsicologa, Psicoterapeuta e Direttrice clinica in Serenis
Leggi la biografia
Dopo la laurea in Psicologia Clinica a Roma, mi sono specializzata in Gruppoanalisi e ho conseguito certificazioni in Psicodiagnostica Giudiziaria e Clinica, Tecniche Psicodrammatiche e Formazione alle Dinamiche Istituzionali. Credo che nel mio lavoro sia fondamentale generare uno spazio relazionale in cui la persona si senta vista e ascoltata, sia dal terapeuta che da se stessa, motivo per cui ho svolto un master in Sustainability Management, con l'intento di integrare gli aspetti clinici con un approccio volto alla promozione di benessere e sostenibilità individuali, organizzativi e sociali.
Trova un terapeuta
Primo colloquio gratuito
Primo colloquio gratuito