La distimia: quando la depressione diventa cronica

La depressione è uno dei disturbi dell’umore più frequenti, ne soffrono circa 6 milioni di persone solo in Italia. In questo articolo scopriremo i diversi tipi di depressione, concentrandoci su un tipo di depressione cronica: la distimia.

Cos’è la distimia?

La distimia, detta anche disturbo distimico, fa parte dei disturbi dell’umore. Di solito presenta dei sintomi depressivi più lievi ma che tendono alla cronicizzazione nel tempo.

Nonostante sia meno severa della depressione, la distimia è un problema i cui sintomi si ripresentano quotidianamente per un determinato periodo di tempo.

Differenza tra le diverse tipologie di depressione

Anche se si parla di depressione come un unico disturbo, in realtà ne esistono di diverse tipologie, in base ai sintomi e alla loro durata. Vediamone alcune.

  • Depressione maggiore: caratterizzata da un intenso e persistente stato di tristezza, e perdita di piacere nello svolgere attività. Esistono diverse forme di depressione maggiore, come quella catatonica e melanconica.
  • Depressione post-partum: colpisce le madri o i padri durante la gravidanza o nelle settimane successive al parto o all’aborto. Non va confusa con la “sindrome del terzo giorno”, o “maternity blues”, che è molto più comune e si esaurisce in poche settimane.
  • Depressione ansiosa: è una condizione clinica in cui è presente la depressione con ansia generalizzata, e i sintomi si combinano tra loro.
  • Depressione bipolare: è caratterizzata da cambiamenti significativi dell’umore (come sbalzi d’umore e disturbi dell’umore), che possono esprimersi attraverso gli episodi depressivi e gli episodi maniacali o ipomaniacali.
  • Distimia o disturbo depressivo persistente (PDD): dura più a lungo della depressione maggiore, ma comporta sintomi più lievi, tanto che spesso vengono scambiati per dei tratti caratteriali. È conosciuta anche come “depressione cronica”.

In questo articolo ci concentreremo su quest’ultima.

Distimia sintomi

La depressione cronica è differente dalle altre forme di depressione, perché i sintomi generalmente sono più lievi, ma più duraturi (almeno due anni), rendendo la depressione persistente.

I sintomi principali includono:

Cause della distimia

Esistono dei fattori di rischio che possono aumentare la probabilità di sviluppare la distimia, per esempio:

  • storia familiare: nel caso sia stato già diagnosticato il disturbo in un membro della famiglia;
  • eventi traumatici: per esempio un lutto, un licenziamento, la morte di una persona cara, un grave incidente ecc.;
  • tratti biologici: potrebbero esserci dei cambiamenti in alcune aree del cervello che aumentano la possibilità dell’insorgenza della distimia.

È importante ricordare che, oltre a quelli descritti, esistono innumerevoli fattori predisponenti sulla base del vissuto soggettivo della persona e che la loro presenza non è direttamente correlata all’insorgenza del disturbo depressivo maggiore, ma ne aumentano la probabilità.

Depressione cronica e invalidità

La depressione cronica può essere una forma di depressione invalidante perché chi ne soffre può sentirsi “bloccato” nella propria vita, con la sensazione che non ci sia nulla che possa fare per migliorare la situazione.

In Italia, per la distimia può essere riconosciuta una percentuale di invalidità che va dal 31% al 40%, quindi difficilmente si può ottenere una pensione per depressione cronica.

Si guarisce dalla distimia? Ecco come affrontarla

Abbiamo detto che ci sono delle differenze tra i tipi di disturbo dell’umore (depressione maggiore e depressione cronica oppure depressione cronica e bipolare ecc.) ma ciò non toglie che anche la distimia necessita di cure adeguate.

Sicuramente lo strumento più efficace è la psicoterapia, accompagnata da una terapia farmacologica solo se è necessaria. La pratica di tecniche di rilassamento come la meditazione mindfulness e lo yoga possono aiutare a ridurre lo stress.

Test per la distimia: le varie tipologie

Non esiste un test specifico utilizzato dal o dalla psicoterapeuta per diagnosticare la distimia, tuttavia sono utili per individuarla. Eccone alcuni:

  • intervista clinica strutturata per i disturbi dell’umore, che mira a raccogliere informazioni dettagliate sulle esperienze e i sintomi della persona;
  • PHQ-9: è un breve test che richiede al  o alla paziente di valutare i propri sintomi depressivi su una scala da 0 a 3;
  • scala di valutazione dell’umore di Hamilton: utilizzato per valutare la gravità dei sintomi depressivi, con una serie di domande riguardanti l’umore, l’interesse per le attività quotidiane e la stanchezza;
  • questionario sulle esperienze di vita: per valutare la presenza di eventi di vita stressanti che possono contribuire all’insorgenza della depressione.

Possono essere utili anche gli esami del sangue per individuare eventuali problemi alla tiroide e livello della vitamina D, perché potrebbero contribuire alla comparsa di un disturbo dell’umore.

La cura della depressione cronica: i principali approcci psicoterapeutici

Anche quando parliamo di psicoterapia non ce n’è una sola, ma esistono diversi orientamenti, tra cui:

  • cognitivo-comportamentale: si concentra (appunto) sui comportamenti. Prevede protocolli ed esercizi pratici, anche da svolgere a casa, grazie ai quali è possibile iniziare a fare le cose in maniera diversa;
  • psicodinamica: durante le sedute ci si focalizza sull’inconscio, sui sogni e sul passato, attraverso conversazioni molto introspettive, quasi dei “pensieri ad alta voce”, per individuare le forze che influenzano il nostro stato d’animo;
  • sistemico-relazionale: tiene conto di come ci si relaziona, utilizzando diversi strumenti, come il genogramma e le domande circolari, che servono a risolvere i legami disfunzionali e a farci stare meglio come individui;
  • cognitivo-interpersonale: considera l’insieme delle relazioni e della comunicazione con i propri simili come il fondamento  dell’identità e dello sviluppo della persona.

Supporto di amici e di familiari

Tu che stai leggendo, hai una storia unica, e non possiamo dare per scontato il fatto che tu abbia una famiglia e delle amicizie perfette. Va bene così.

Vogliamo spiegarti però, che avere il supporto di qualcuno è estremamente d’aiuto, per chiederlo e riceverlo. L’invito quindi è quello di provare a circondarti di persone che ti amano. Possono darti supporto emotivo, motivazione e aiutarti a trovare la spinta giusta per decidere di intraprendere un percorso di cura.

La psicoterapia online di Serenis

In questo blog troverai tantissimi altri articoli che parlano di salute mentale.

Questo in particolare parla di distimia.

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Revisori

reviewer

Dott. Raffaele Avico

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista certificato EMDR I

Ordine degli Psicologi del Piemonte num. 5822

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista EMDR. È membro della ESDT (European Society for Trauma and Dissociation) e socio AISTED (Associazione italiana per lo studio del trauma e della dissociazione).

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Dott. Rosario Urbani

Psicoterapeuta specializzato in cognitivo comportamentale

Ordine degli Psicologi della Campania num. 6653/A

Laureato in Neuroscienze presso la Seconda Università di Napoli. Specializzato presso l’istituto Skinner in psicoterapia cognitivo comportamentale. Analista del comportamento ABA e specializzato anche nella tecnica terapeutica dell'EMDR.

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Dott.ssa Maria Vallillo

Psicoterapeuta specialista in Lifespan Developmental Psychology

Ordine degli Psicologi del Lazio num. 25732

Laurea in Psicologia presso l'Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in psicoterapia e psicologia del ciclo di vita presso l’Università la Sapienza di Roma. Esperta in neuropsicologia e psicodiagnostica e perfezionata in psico-oncologia.