Fluvoxamina: cos'è, a cosa serve, dosaggio ed effetti collaterali


Punti chiave
- Cos'è la fluvoxamina: è un antidepressivo SSRI che aumenta la serotonina disponibile nel cervello. In Italia è in commercio come Fevarin® (e come equivalente, es. Fluvoxamina EG).
- A cosa serve: è approvata per il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) e per l'episodio depressivo maggiore.
- Dosaggio: si parte da 50-100 mg fino a un massimo di 300 mg al giorno.
- Effetti collaterali: i più comuni sono nausea, insonnia o sonnolenza, mal di testa e agitazione.
- Sospensione: non va mai interrotta bruscamente, per evitare i sintomi da sospensione.
Cos'è la fluvoxamina?
La fluvoxamina fa parte di una famiglia di farmaci chiamati SSRI, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina. È tra gli psicofarmaci più comuni prescritti dai medici insieme a molecole come la sertralina o la paroxetina.
Questi farmaci aumentano la concentrazione di serotonina nel cervello, una sostanza che regola l'umore, l'ansia e altre funzioni mentali.
La fluvoxamina ha anche un'affinità particolare per i recettori sigma-1, una caratteristica che la distingue dagli altri SSRI e che, secondo alcuni studi recenti, potrebbe contribuire ai suoi effetti su umore e infiammazione. La ricerca su questo meccanismo è comunque ancora in corso.
Nomi commerciali ed equivalenti
In Italia il principio attivo fluvoxamina è disponibile con questi nomi:
- Fevarin®: nome commerciale della fluvoxamina in Italia.
- Maveral®: in commercio in Italia.
- Dumirox®: in commercio in Italia.
- Luvox®: noto a livello internazionale.
- Fluvoxamina EG e altri equivalenti.

A cosa serve la fluvoxamina
In Italia la fluvoxamina è autorizzata per il trattamento di due condizioni:
- Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC): riduce l'intensità dei pensieri ossessivi intrusivi e l'urgenza di mettere in atto le compulsioni.
- Depressione maggiore: migliora il tono dell'umore e riduce i sintomi della depressione.
Le linee guida cliniche britanniche del National Institute for Health and Care Excellence (NICE, 2024) includono la fluvoxamina tra gli SSRI di prima linea per il trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo negli adulti, insieme a fluoxetina, paroxetina, sertralina e citalopram (per quest'ultimo l’indicazione è off-label). Nei bambini e negli adolescenti, fluvoxamina e sertralina sono gli unici SSRI autorizzati per il DOC.
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Quanto è efficace? I dati dagli studi clinici
Le revisioni sistematiche più recenti della letteratura scientifica confermano l'efficacia della fluvoxamina rispetto al placebo, sia nel DOC sia nella depressione.
Una revisione del 2008 della Cochrane Library, un'organizzazione internazionale indipendente che raccoglie e valuta la qualità delle prove scientifiche in medicina, ha analizzato gli studi disponibili sul disturbo ossessivo-compulsivo e ha trovato che le persone trattate con fluvoxamina avevano una probabilità di miglioramento più che doppia rispetto a chi assumeva il placebo (Soomro et al., 2008).
Per la depressione, un'ampia analisi pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet ha confermato che la fluvoxamina riduce i sintomi depressivi in modo più efficace del placebo; chi l'ha assunta ha avuto circa il 70% di chance in più di rispondere positivamente alla terapia rispetto a chi ha assunto un semplice placebo (Cipriani et al., 2018).
Rispetto ad altri antidepressivi, sia più datati come i triciclici sia appartenenti alla classe degli SSRI, la fluvoxamina mostra un'efficacia nel complesso simile, senza differenze rilevanti nella maggior parte dei confronti diretti (Haddad et al., 2025; Dieckmann et al., 2025).
Anche rispetto alla clomipramina, un antidepressivo più datato un tempo considerato il punto di riferimento per il disturbo ossessivo-compulsivo, la fluvoxamina mostra un'efficacia paragonabile, ma comporta effetti collaterali minori nel trattamento di questa patologia (Haddad et al., 2025).
Dosaggio e posologia
La dose va sempre stabilita dal medico in base al quadro clinico. Le informazioni seguenti derivano dal foglio illustrativo ufficiale e hanno solo scopo informativo.
| Condizione | Dose iniziale | Dose massima | Note |
| Depressione (adulti) | 50–100 mg al giorno, in un'unica dose serale | 300 mg al giorno | Il medico rivede la dose entro 3-4 settimane. Il trattamento continua per almeno 6 mesi dopo la guarigione dei sintomi |
| Disturbo ossessivo-compulsivo (adulti) | 50 mg al giorno, preferibilmente alla sera | 300 mg al giorno | Proseguire oltre le 10 settimane è ragionevole nei pazienti che rispondono bene |
| DOC bambini e adolescenti (8-17 anni) | 25 mg al giorno (mezza compressa), alla sera | 200 mg al giorno | Aumenti di 25 mg ogni 4-7 giorni. Non è autorizzata per la depressione sotto i 18 anni |
Le compresse si ingeriscono intere con acqua, senza masticarle.
Non esistono formulazioni in gocce di Fevarin autorizzate in Italia. Il farmaco è disponibile solo in compresse rivestite da 50 e 100 mg.
Dopo quanto tempo fa effetto?
Nella maggior parte dei casi servono almeno 2-3 settimane prima di notare un miglioramento, e il medico rivede la dose dopo 3-4 settimane se la risposta è insufficiente. Ciò vale per quasi tutti gli antidepressivi SSRI.
Effetti collaterali della fluvoxamina
Gli effetti collaterali degli antidepressivi di questa categoria sono ben documentati. Ecco un elenco degli effetti indesiderati della fluvoxamina, come riportato nel foglio illustrativo.
Comuni (1 persona su 100-10):
- agitazione, ansia, nervosismo;
- insonnia o sonnolenza,
- tremore;
- mal di testa, capogiri;
- nausea, vomito, stitichezza o diarrea;
- perdita di appetito;
- dolore addominale, indigestione;
- secchezza delle fauci (bocca secca);
- sudorazione, battito cardiaco accelerato;
- stanchezza e malessere.
Non comuni (1 su 1.000-100):
- reazioni allergiche cutanee;
- confusione, allucinazioni (percepire cose che non esistono);
- mancanza di coordinazione;
- aggressività;
- ritardo dell'eiaculazione;
- dolori muscolari o articolari.
Rari (1 su 10.000-1.000):
- convulsioni;
- problemi al fegato;
- mania (una fase di euforia ed eccitazione eccessiva);
- sensibilità alla luce solare;
- fuoriuscita di latte dal capezzolo.
Con frequenza non nota:
- acatisia: una sensazione fastidiosa di irrequietezza, che spinge a muoversi continuamente e a non riuscire a stare fermi;
- alterazione del gusto;
- anorgasmia (difficoltà a raggiungere l'orgasmo);
- disturbi mestruali;
- oscillazioni del peso;
- disturbi urinari;
- glaucoma;
- aumento della prolattina (un ormone);
- aumento del rischio di fratture ossee.
La fluvoxamina fa ingrassare?
Il foglio illustrativo classifica l’aumento o la perdita di peso tra gli effetti indesiderati a frequenza non nota, cioè un effetto che si verifica ma di cui non si conosce la frequenza esatta.
Non si tratta dunque di un effetto comune né sistematico; alcune persone riferiscono un lieve aumento di peso, altre nessun cambiamento o addirittura una diminuzione, soprattutto nelle prime settimane per via della nausea. Se noti variazioni di peso significative, parlane con il medico.
Effetti indesiderati gravi: quando contattare subito il medico
Non sottovalutare questi segnali
- Sindrome serotoninergica: una reazione da eccesso di serotonina nel corpo, rara ma potenzialmente grave. Si manifesta con sudorazione, rigidità o spasmi muscolari, confusione, agitazione estrema, febbre.
- Reazioni cutanee gravi: eruzioni cutanee estese, vesciche, desquamazione della pelle, soprattutto vicino a bocca, naso e occhi.
- Sanguinamenti anomali: lividi inspiegabili, sangue nel vomito o nelle feci.
Rischio di pensieri suicidari: cosa dice il foglio illustrativo
La depressione e i disturbi d'ansia aumentano di per sé il rischio di pensieri autolesionistici. All'inizio della terapia con un antidepressivo, prima che il farmaco abbia fatto effetto (in genere circa due settimane, a volte di più), questo rischio può aumentare ulteriormente.
Chi è più a rischio? Il foglio illustrativo segnala un rischio aumentato di comportamento suicidario nei pazienti con meno di 25 anni (sotto i 18 anni, la fluvoxamina è autorizzata solo per il DOC).
Se in qualsiasi momento compaiono pensieri di farsi del male, è importante contattare subito il medico o recarsi in ospedale. Può essere utile avvisare anche una persona di fiducia, e chiederle di segnalare eventuali cambiamenti nel comportamento.
Come sospendere la fluvoxamina
La fluvoxamina non va mai interrotta bruscamente. Anche quando ci si sente meglio, il medico in genere fa proseguire il trattamento per un periodo di sicurezza (almeno sei mesi in caso di depressione), e poi guida una riduzione graduale del dosaggio nell'arco di alcune settimane o mesi.
I sintomi da sospensione più comuni sono:
- capogiri, mal di testa;
- disturbi del sonno, sogni intensi;
- agitazione, ansia, irritabilità;
- nausea e/o vomito.
Nella maggior parte dei casi questi sintomi sono lievi e passano da soli entro 2 settimane, ma in alcune persone possono durare più a lungo (fino a 2-3 mesi). Se compaiono, non significa che bisogna smettere di ridurre il farmaco ma è il segnale di rallentare la riduzione, insieme al medico.
Interazioni con altri farmaci e sostanze
La fluvoxamina interagisce con diversi farmaci e sostanze. Ecco le più rilevanti, tratte dalla scheda tecnica.
| Farmaco / sostanza | Cosa può succedere |
| Inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), una classe più vecchia di antidepressivi (inclusi moclobemide, linezolid) | Associazione controindicata: rischio di sindrome serotoninergica. Serve un intervallo di almeno 1-2 settimane tra i due farmaci |
| Tizanidina, pimozide | Associazione controindicata |
| Erba di San Giovanni o iperico | Aumenta gli effetti indesiderati della fluvoxamina. Da evitare |
| Alcol | Va evitato: la combinazione aumenta sonnolenza e riduzione della vigilanza |
| Caffè, tè e bevande con caffeina | La fluvoxamina rallenta l'eliminazione della caffeina dal corpo: possono comparire tremore, palpitazioni, insonnia se se ne assume troppa |
| Anticoagulanti (warfarin e altri, farmaci che rendono il sangue più fluido) | Aumenta il rischio di sanguinamento. Serve monitoraggio medico |
| Benzodiazepine (es. diazepam, alprazolam, farmaci ansiolitici) | I loro livelli nel sangue possono aumentare, quindi il medico può ridurne il dosaggio |
| Triptani (farmaci per l'emicrania), tramadolo, altri SSRI (come citalopram o escitalopram) o antidepressivi triciclici | Rischio di eccesso di effetto serotoninergico |
| Teofillina, warfarin, metadone, fenitoina, carbamazepina, ciclosporina | La fluvoxamina ne rallenta l'eliminazione dal corpo. Possono servire aggiustamenti di dose |
Prima di iniziare la terapia, è importante informare il medico su ogni farmaco assunto, compresi quelli da banco, gli integratori e i prodotti erboristici.
Una cosa importante
Le informazioni che trovi in questo articolo hanno uno scopo divulgativo, e non sostituiscono il parere di un medico. Ogni persona reagisce in modo diverso ai farmaci, e questo vale anche per gli eventuali effetti collaterali.
Per capire cosa è meglio per te, parla con un medico e leggi bene il foglietto illustrativo.
Quando non usare la fluvoxamina
La fluvoxamina generalmente non è consigliata in questi casi:
- Allergia nota alla fluvoxamina o a uno degli eccipienti.
- Uso contemporaneo di inibitori delle monoaminossidasi (IMAO).
- Trattamento con tizanidina o pimozide.
I pazienti con problemi epatici o renali possono assumere la fluvoxamina, ma necessitano di dosaggi ridotti e monitoraggio frequente. A differenza della fluoxetina (un altro farmaco simile), la fluvoxamina ha un'emivita più breve nel corpo, quindi viene smaltita più in fretta.
Fluvoxamina in gravidanza e allattamento
- Gravidanza: da evitare, a meno che il medico non la ritenga necessaria. Se assunta nell'ultimo trimestre, aumenta il rischio di ipertensione polmonare persistente del neonato, una condizione rara in cui i vasi sanguigni dei polmoni del bambino restano troppo ristretti dopo la nascita, causando difficoltà respiratorie. Può inoltre causare sintomi transitori nel neonato, come tremori o difficoltà ad alimentarsi.
- Parto: se assunta in prossimità del parto, può aumentare il rischio di sanguinamento vaginale abbondante dopo il parto.
- Allattamento: la fluvoxamina passa nel latte materno. Il foglietto illustrativo ne controindica l'uso durante l'allattamento al seno.

Fluvoxamina e psicoterapia
La sola assunzione del farmaco non basta per affrontare le origini del disagio emotivo o per modificare i comportamenti che lo mantengono nel tempo. Per questo motivo, è consigliato affiancare alla fluvoxamina un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale.
La psicoterapia permette di lavorare in modo attivo su pensieri, emozioni e abitudini disfunzionali. Aiuta la persona a riconoscere i meccanismi che alimentano ansia, tristezza o compulsioni e fornisce strumenti concreti per affrontarli nella vita quotidiana. Mentre la fluvoxamina agisce a livello biologico, la terapia interviene a livello psicologico, creando un effetto sinergico che migliora l’efficacia del trattamento complessivo.
Sitografia