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Rimuginio: combatterlo per lasciar andare il passato e vivere il presente

passato è una presenza così ingombrante da invadere i nostri pensieri in modo prepotente, al punto che ci sembra impossibile potercene liberare e ci sentiamo condannati a portare questo peso con noi per tutta la vita.

Ti riconosci in questa situazione? Sappi che voltare pagina, per quanto possa essere difficile, non è impossibile, richiede però un grande sforzo di volontà e l’aiuto di una persona esperta. Ma ci sono anche dei piccoli accorgimenti che puoi mettere in pratica in autonomia per vedere dei grandi cambiamenti. Continua a leggere e scoprirai quali.

Il rimuginio: il meccanismo che ci tiene ancorati al passato

Se hai un’esperienza che ti porti appresso e non riesci a liberartene, sai perfettamente quanto siano inutili i consigli che tipicamente gli altri ti danno. Quante volte amici e parenti ti hanno detto di non pensarci? E quante volte questo meccanismo è stato messo in atto e ha funzionato? Il problema è proprio che non è così semplice dimenticare il passato quando i pensieri che lo riguardano sono così invadenti, perché non possiamo semplicemente impedirci di averli.

Illudersi di poter facilmente eliminare i pensieri e le emozioni che non ci piacciono è pura utopia: la nostra mente non funziona così. Facciamo un esperimento per verificarlo: sforzati di non pensare al gelato del tuo gusto preferito; non pensare ai suoi colori, a quanto la crema sembri liscia e soffice; non pensare neanche a quanto è fresco quando lo assaggi né alla sua dolcezza e tanto meno alla sensazione di piacere che ti danno la sua consistenza e il suo particolare gusto… Non ce l’hai fatta, vero? Questo perché la tua mente non è una macchina e impedirti di pensare a qualcosa, specialmente quando ti sforzi, produce solo l’effetto opposto.

Il meccanismo che ti intrappola in questi pensieri quasi ossessivi si chiama rimuginio. È un processo che ti costringe a rivivere dei momenti dolorosi o che per te sono fonte di rimorso, vergogna o senso di colpa, ma che in qualche modo ti causano sofferenza, soprattutto perché sai di non poter tornare indietro a fare in modo che le cose prendano una piega diversa. Ti senti impotente, con le mani legate, e trovare sollievo sembra davvero un’impresa impossibile.

Cause e rischi del rimuginio

Ora il punto è: dato che sappiamo di non poter cambiare il passato e di non poter trovare un rimedio, perché continuiamo a cedere al rimuginio nonostante questo processo ci provochi solo sofferenza? La risposta va cercata nel modo in cui opera il cervello, che gestisce in maniera diversa informazioni che hanno un differente tono emotivo. Per essere precisi, il cervello presta più attenzione ai ricordi associati a emozioni negative, li elabora in modo più fine, e questo è il motivo per cui più facilmente riaffiorano in memoria.

Ecco quindi che lasciarsi travolgere dai pensieri sul passato diventa facile, ed entrare in questa dinamica dà luogo a un circolo che sembra non avere mai fine, che ci blocca in una dimensione che è al di fuori delle nostre possibilità di intervento. Oltre al dolore che questi pensieri ci causano, infatti, la conseguenza più importante di questo meccanismo è che ci rende ciechi verso il futuro, incapaci di progettare alcunché perché rimaniamo incatenati al passato senza essere in grado di darvi un taglio netto. Non abbiamo più il controllo della nostra vita e di ciò che ne vogliamo fare.

Come possiamo tagliare il circolo della ruminazione?

Per fortuna, come abbiamo detto all’inizio, uscire da questo circolo è difficile ma non impossibile. Con l’aiuto di un professionista, sarà più facile mettere in atto le giuste strategie. Se pensi di aver bisogno di una guida, grazie al servizio di psicoterapia online di Serenis potrai trovare psicologi e psicologhe disponibili ad accompagnarti nel tuo cammino. Intanto vediamo alcuni suggerimenti pratici che puoi mettere in atto.

Cerca di capire chi sei

Il primo passo è rimettere insieme i pezzi per ritrovare noi stessi, accettando che non siamo dei pulcini da proteggere, che siamo vittime del nostro passato solo se decidiamo di calarci in questo ruolo. Non siamo nemmeno eroi ed eroine forgiati da quello che abbiamo vissuto. A volte, però, è più facile definire chi siamo calandoci in una parte, perché questa ci dà dei riferimenti sicuri. Ma in questo modo non c’è possibilità di crescita, quindi è necessario uscire dai nostri schemi mentali.

Nella nostra storia si intrecciano diverse vite e ciascuna persona che vi è passata ha la sua parte di responsabilità. Attribuire all’esterno tutte le colpe è il modo migliore per lasciare che il controllo sulla tua vita ti sfugga di mano. Non lasciare che siano le azioni altrui a determinare il modo in cui vivi: non puoi controllare i loro comportamenti. Tutto quello che puoi fare è lavorare sulla tua persona e sui tuoi processi mentali, riprendendotene la responsabilità. Questo è tutto ciò che puoi controllare, che puoi decidere liberamente.

Se far ricadere tutte le colpe sugli altri non porta da nessuna parte, anche addossarsele completamente non è funzionale. Cerca, quindi, di dare fondo a tutta la tua obiettività, di analizzare ciò che ti è accaduto in maniera lucida, definendo le dinamiche dei fatti dal principio alla fine. Soprattutto, concentrati su questa parte: accetta che il tutto sia terminato, anche se il modo non ti piace. Fa parte del passato, e l’unica direzione che puoi prendere ora è davanti a te.

Il perdono

Questa presa di consapevolezza è fondamentale perché ti porta direttamente al successivo passaggio. Una volta che avrai analizzato ciò che è stato in maniera obiettiva e avrai chiarito che tutte le parti in causa hanno fatto degli sbagli, non tormentarti per quelli che hai fatto tu. Tutti quanti sbagliano, e rimanere ancorati al senso di colpa non cambierà ciò che è stato. Il perfezionismo non è realistico tu non meriti una condanna per le tue azioni. Ma per darti la possibilità di andare avanti, devi imparare a perdonarti.

In questo può esserti di grande aiuto la meditazione, attraverso degli esercizi che, spostando l’attenzione sulle sensazioni del corpo, aiutano a raggiungere la consapevolezza dei processi mentali. Come dicevamo prima, non puoi impedirti di pensare al passato, ma quando hai un pensiero che lo riguarda, semplicemente riconoscilo, osservalo come se fossi una figura esterna alla tua mente, lascialo andare e perdonati per averlo avuto. Ci vuole pratica per svolgere questi esercizi in modo efficace, ma gradualmente imparerai ad applicare la tecnica anche durante la quotidianità.

L’investimento sugli altri e il senso di colpa

Tanta parte della tua sofferenza dovuta a un passato che non riesci a lasciarti alle spalle, probabilmente, è legata a una persona per la quale provavi un affetto particolare. A volte investiamo così tanto sugli altri da caricarli di tutte le nostre aspettative, che puntualmente vengono deluse quando scopriamo che quella persona non è perfetta e, anzi, è in grado di ferirci in maniera brutale. Altre volte la relazione è così disfunzionale da assorbire tutto quello che siamo, distruggendo prima il nostro contesto e poi la nostra stessa identità.

In entrambi questi casi, siamo di fronte a una dinamica dalla quale non riusciamo a uscire perché siamo rimasti invischiati, abbiamo messo in gioco troppo di noi stessi e il senso di perdita totale che accompagna la fine del rapporto non lascia spazio ad altro che alla disperazione e al senso di colpa. Sentiamo di aver perso tutto dopo aver rinunciato a tanto perché funzionasse, e forse, se avessimo agito diversamente, tutto sarebbe come prima.

Ma ogni cosa ha un inizio e una fine, e quando questa sopraggiunge non dovrebbe lasciare dei segni profondi: la vita è un flusso di eventi, che arrivano e passano. Impara a lasciar scorrere i ricordi senza permettere loro di aggrapparsi. Accetta il fatto che questa esperienza, nel bene o nel male, sia finita, perdona i tuoi sbagli e preparati ad affrontare qualcosa di nuovo senza permettere a nessuno di intaccare chi sei e il tuo mondo.

La psicoterapia online di Serenis

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Se hai ritrovato un po’ di te in quello che hai letto, magari puoi pensare di aiutarti facendo psicoterapia con noi: siamo un centro medico autorizzato. Il servizio è completamente online, con solo psicoterapeuti e psicoterapeute (cioè hanno la specializzazione). Ti basterà avere un posto tranquillo da cui collegarti, una rete Wi-Fi, e tanta voglia di lavorare su di te.

La vita presenta sfide uniche per chiunque, non importa chi tu sia o cosa abbia affrontato. Il tuo passato non ti definisce, né deve determinare il resto della tua vita.

Tutto inizia con il desiderio di vivere una vita migliore.Noi possiamo sostenerti; Serenis è a un solo link di distanza.

Redazione

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Revisori

reviewer

Dott. Raffaele Avico

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista certificato EMDR I

Ordine degli Psicologi del Piemonte num. 5822

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista EMDR. È membro della ESDT (European Society for Trauma and Dissociation) e socio AISTED (Associazione italiana per lo studio del trauma e della dissociazione).

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Dott. Rosario Urbani

Psicoterapeuta specializzato in cognitivo comportamentale

Ordine degli Psicologi della Campania num. 6653/A

Laureato in Neuroscienze presso la Seconda Università di Napoli. Specializzato presso l’istituto Skinner in psicoterapia cognitivo comportamentale. Analista del comportamento ABA e specializzato anche nella tecnica terapeutica dell'EMDR.

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Dott.ssa Maria Vallillo

Psicoterapeuta specialista in Lifespan Developmental Psychology

Ordine degli Psicologi del Lazio num. 25732

Laurea in Psicologia presso l'Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in psicoterapia e psicologia del ciclo di vita presso l’Università la Sapienza di Roma. Esperta in neuropsicologia e psicodiagnostica e perfezionata in psico-oncologia.