8 domande da fare per capire chi sei

Vi siete mai chiesti come capire che persona siete? Ecco 8 domande che possono aiutarti a fare chiarezza.
domande per conoscersi meglio

Mentre cerchi di stare al passo con tutto ciò che ti accade nella vita, piena di responsabilità, doveri, impegni, ci possono essere dei momenti in cui ti fermi e non riesci a capire più chi sei e dove stai andando. Quali sono le domande da fare in questi momenti? Gli psicologi sostengono che quando non ci prendiamo del tempo per capire noi stessi, il senso di individualità si indebolisce. Si può diventare facilmente influenzabili oppure sentirsi spinti a intraprendere uno stile di vita che non ci rappresenta. Per prendersi cura della propria salute mentale è utile fare un percorso di autoriflessione. Ecco 8 domande che ognuno di noi dovrebbe porsi frequentemente per mantenere in equilibrio il proprio benessere psicologico.

Uso bene il mio tempo?

La prima delle domande da fare riguarda l’uso che facciamo del nostro preziosissimo tempo. Usare bene il tempo significa decidere come impiegarlo. Non buttare via il proprio tempo significa non lasciare che sia il tempo a decidere per noi. Gli psicologi sostengono che il modo in cui trascorriamo il nostro tempo è correlato al benessere psicologico. In uno studio hanno esaminato i modelli di utilizzo del tempo giornaliero di soggetti durante diverse attività (lavoro, commissioni, attività domestiche, assistenza all’infanzia, giardinaggio, attività fisica, hobby). I risultati dimostrano che il modo in cui trascorriamo il nostro tempo determina ogni aspetto della nostra esistenza ed è profondamente intrecciato con la qualità di vita percepita. E’ molto importante dunque stabilire per se stessi come impiegare con soddisfazione il proprio tempo, ad esempio individuando se si è più propensi a dedicare maggiore tempo al lavoro, alla cura dei figli, allo sport o ad altre attività.

Sto dando qualcosa per scontato?

Ci sono numerosi aspetti positivi in ogni esistenza, ma spesso tendiamo a darli per scontati. Molti vivono in uno stato di perpetuo desiderio di avere qualcosa di più, una casa più grande, una moglie o un marito più comprensivi, un lavoro più soddisfacente. Le ricerche in psicologia dimostrano però che ad essere più felici sono le persone che sono capaci di apprezzare ciò che hanno. Non si tratta di accontentarsi dello stretto indispensabile, ma di provare a vedere come un successo quanto si è già riusciti a conquistare nella vita. In uno studio condotto dall’Università della British Columbia i ricercatori hanno chiesto a un gruppo di persone di praticare un esercizio di gratitudine scrivendo una lettera di ringraziamento a qualcuno che nella vita non avevano mai ringraziato adeguatamente. Al termine di questa ricerca le persone coinvolte risultavano essere meno depresse e meno stressate. Ciò vuol dire che ogni tanto è importante prendersi un momento per guardare ciò che abbiamo intorno ed esserne grati.

Qual è la mia prospettiva?

Considerarci felici o meno, pensare che ciò che facciamo sia giusto o che sia importante avere successo, tutto dipende dalla prospettiva personale. Non esiste un unico modo per guardare alla vita e ciascuno potrebbe considerare importante qualcosa che per altri è inutile o senza senso. E’ per questo che talvolta ci si può trovare in una posizione per cui potremmo avere il mondo a portata di mano eppure ci sentiamo completamente vuoti. Ad esempio possiamo arrivare a odiare il nostro lavoro semplicemente a causa di un collega con cui non andiamo d’accordo, o essere devastati per una relazione che in realtà è stata solo dannosa per il nostro benessere. A volte siamo così concentrati sui vari problemi che, quando facciamo un passo indietro o ascoltiamo una prospettiva esterna, possiamo vedere la questione sotto una luce completamente diversa. A questo proposito numerosi studi psicologici dimostrano che di tanto in tanto cercare di adottare nuove prospettive può essere un approccio che aiuta ad aumentare il nostro benessere.

Sto rispettando i miei valori?

Potrebbero volerci anni per rispondere a questa domanda, ma non significa che non dovremmo provarci. È fondamentale capire se ci stiamo ingannando o meno, se stiamo conducendo una vita che è lontana da ciò che vorremmo che fosse. Anche se ci sembra di avere il controllo completo su ciò che facciamo, non sempre sappiamo valutare consapevolmente le nostre azioni e talvolta finiamo con il lasciare che le cose vadano a rotoli. Tornare ogni tanto a ricordare a noi stessi quali sono i valori che spingono in avanti le nostre vite può essere di grande aiuto. Come sostiene lo psicologo Festinger esiste in tutti noi un meccanismo che ci porta a “fare in modo che i conti tornino“. Quando si hanno valori o convinzioni che entrano in contraddizione tra loro si genera quella che l’autore chiama dissonanza cognitiva. La conseguenza è l’aumento di stress, disagio e tensione. E’ fondamentale dunque mantenere una coerenza valoriale per riuscire a stare bene con se stessi.

Mi impegno per mantenere sane le relazioni più importanti?

Con il passare del tempo possiamo iniziare a dare per scontate le nostre relazioni più intime. In psicologia gli studiosi concordano nel ritenere che le persone che hanno buone relazioni sono generalmente più appagate e meno stressate. Costruire una relazione non è mai semplice, proprio per questo è importante continuare ad alimentarla per non rischiare che si affievolisca. Una relazione di amicizia o di amore si fonda sui sentimenti che si costruiscono grazie ai momenti trascorsi insieme, talvolta basta anche solo un piccolo gesto per dimostrare il proprio affetto. Di conseguenza, la domanda che dobbiamo porci riguarda quanto ci stiamo effettivamente impegnando per mantenere sane le relazioni che sono per noi più importanti.

Mi sto prendendo cura del mio corpo?

Gli antichi latini dicevano “Mens sana in corpore sano” per intendere lo stretto legame che esiste tra il benessere fisico e quello psicologico. Tra questi due livelli c’è una connessione molto importante, come dimostrato dalla disciplina della psicosomatica. Di fronte al carico degli impegni settimanali rischiamo di dimenticare di occuparci del nostro benessere fisico. Ma cosa significa prendersi cura del proprio corpo? Non si tratta solamente di fare attività fisica o dedicarsi ad uno sport. E’ sufficiente una sana passeggiata ogni tanto per sgranchire le gambe se si fa un lavoro sedentario oppure dedicare del tempo alla cura di sè. Il nostro corpo risuona con lo stato di benessere o malessere psicologico, quindi è bene provare ad ascoltare i suoi bisogni.

So dire di no?

Saper dire di no è una delle principali abilità psicologiche che servono a mantenere il benessere della nostra mente. La maggior parte dello spreco delle nostre energie è infatti dovuta al fatto che ci dedichiamo a fare cose che non ci interessano soltanto perchè non sappiamo mettere un freno alle richieste degli altri oppure perchè sentiamo di dover dire di sì a ogni opportunità che si presenta. Accade spesso che molte persone in psicoterapia riconducono parte della loro ansia alla loro difficoltà di dire di no. Quando si cade in questo tranello mentale si dimentica che ogni scelta comporta un costo in termini di tempo e di energie. Ad esempio, se si decide di accettare un nuovo impegno si deve rinunciare all’opportunità di fare yoga, vedere un amico, leggere, dormire. Le persone spesso non riescono a dire di no per diversi motivi, tra cui le aspettative di amici e familiari o per la paura di perdere qualcosa. Se vogliamo stare meglio con noi stessi dobbiamo imparare a dire di no non solo ad altre persone, ma prima di tutto a noi stessi.

Sto raggiungendo i miei obiettivi?

Tra le domande da fare in modo frequente per fare considerazioni su sé stessi, questa è forse la più importante. Abbiamo tutti un’idea generale di dove vorremmo essere tra 5 o 10 anni, ma molte volte si tratta di considerazioni astratte non basate sui dati di realtà. Gli psicologi sostengono che gli obiettivi spesso non vengono realizzati perché le persone mancano di autoconsapevolezza. Quindi, per migliorare le nostre possibilità di raggiungere i nostri obiettivi, dobbiamo rimanere consapevoli del nostro comportamento attuale. Per fare questo può essere utile suddividere un obiettivo distante in altri piccoli obiettivi più vicini e facili da raggiungere.

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Revisori

reviewer

Dott. Domenico De Donatis

Medico Psichiatra

Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Pescara n. 4336

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Parma. Specializzazione in Psichiatria presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

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Dott. Federico Russo

Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Neuropsicologo, Direttore Clinico di Serenis

Ordine degli Psicologi della Puglia n. 5048

Laurea in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale a indirizzo neuropsicologico presso l’Istituto S. Chiara di Lecce.

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Dott.ssa Martina Migliore

Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Ordine degli Psicologi dell'Umbria n.892

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente e formatrice. Esperta in ACT e Superhero Therapy. Membro dell'Associazione CBT Italia, ACT Italia e SITCC. Esperta nell'applicazione di meccaniche derivanti dal gioco alle strategie terapeutiche evidence based e alla formazione aziendale.