La psicoterapia della Gestalt: cos'è e come funziona?
Scopri come funziona la psicoterapia della Gestalt, quali sono i principi fondamentali, l'origine storica, e a chi serve questo tipo di terapia.

La terapia della Gestalt è un tipo di psicoterapia che aiuta a vivere il presente (al contrario della terapia psicoanalitica e della psicoterapia psicodinamica) e a prendere responsabilità. Usa esperienze pratiche per capire emozioni e azioni, unendo parti di sé. Supporta l’autoaccettazione e risolve conflitti interni.
Che cos’è la psicologia della Gestalt?
La psicologia della Gestalt è, al tempo stesso, una approccio umanistico ma anche un sistema filosofico in quanto il suo obiettivo primario è quello di aiutare i pazienti a riconquistare una visione completa di sé stessi per comprendere meglio i meccanismi di risposta del corpo e della mente.
Infine, la Gestalt è una terapia olistica perché considera l’uomo nella sua interezza. Ambiente, corpo, sentimenti, pensieri ed emozioni sono considerati entità appartenenti a un insieme inseparabile.
Questa psicoterapia aiuta a trovare e a scoprire la consapevolezza necessaria per comprendere qual è la nostra posizione nei confronti dell’ambiente, quali sono le interazioni con gli altri e la tipologia di sentimenti e sensazioni associati a tali interazioni.
Il lavoro del terapeuta è focalizzato su un concetto molto importante, quello dell'autocoscienza intesa sia come consapevolezza dei propri pensieri ma anche come capacità di percepire quello che il paziente avverte a livello fisico-emotivo.
Grazie alle tecniche utilizzate durante le sedute, la Gestalt ci aiuta a focalizzarci sul momento presente (qui e ora) e a dare importanza e dignità a quello che sentiamo sia dal punto di vista corporeo sia emozionale.
Il termine Gestalt richiama anche la psicologia della percezione, la corrente di studi che si occupa di come organizziamo gli stimoli sensoriali in strutture significative, seguendo principi come la vicinanza, la somiglianza e la chiusura delle forme. È da questa base teorica che, tra gli anni '40 e '50, Fritz Perls ha sviluppato la psicoterapia della Gestalt di cui parliamo in questo articolo.
Quali sono i principi fondamentali della Gestalt?
I principi fondamentali della psicologia della Gestalt includono:
- principio di organizzazione percettiva - tendiamo a percepire le forme o le figure complesse come unità organizzate o configurazioni, anziché come una somma di parti distinte;
- principio di continuità - gli oggetti tendono a essere percetti come continui e fluidi, piuttosto che come spezzati o interrotti;
- principio di prossimità - gli oggetti che sono vicini l'uno all'altro vengono percepiti come appartenenti a una stessa unità o gruppo;
- principio di similarità - gli oggetti che condividono caratteristiche simili tendono a essere percepiti come parte dello stesso gruppo o categoria;
- principio di chiusura - tendiamo a percepire le forme come complete anche quando alcune parti sono mancanti o nascoste.
La Psicologia della Gestalt ha avuto un'influenza significativa su diverse aree della psicologia, tra cui:
- la psicoterapia
- la percezione
- la cognizione
- la psicologia sociale
I principi della Gestalt sono stati applicati anche in campi come l'arte, il design e la terapia creativa.
Questo breve video girato con una nostra psicoterapeuta, ti spiega meglio cos'è la psicoterapia della Gestalt.
Il significato di gestaltico
Cosa vuol dire orientamento gestaltico?
Gestalt è un termine tedesco che può essere tradotto letteralmente come forma o intero. In psicologia viene utilizzato per indicare una struttura unitaria e armonica: l’individuo è visto come un mix di corpo, anima, mente, emozioni, esperienze e realtà uniche e irripetibili.

Le origini della Gestalt
Fritz Perls, un medico ebreo considerato il capostipite della Gestalt, elabora durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale un nuovo modello di psicoterapia finalizzato al superamento delle criticità degli approcci terapeutici tradizionali, colpevoli di non aver saputo rispondere ad alcune patologie come, ad esempio, il narcisismo.
Secondo Perls, i metodi utilizzati fino a quel momento non avevano saputo dare importanza all'Io e alla sua capacità di attivarsi per soddisfare i propri bisogni. Perls getta le basi dei concetti fondamentali della Gestalt Therapy ovvero:
- approccio olistico;
- l’importanza del corpo e del suo utilizzo;
- la centralità del qui e ora;
- il contatto diretto;
- la responsabilità del paziente nel processo di ripristino del suo equilibrio.
Dopo aver trascorso un lungo periodo in Sudafrica per sfuggire alle persecuzioni degli ebrei, negli anni '50 si trasferisce negli Stati Uniti dove inizia a dare forma ai suoi pensieri con il volume Teoria e Pratica della Terapia della Gestalt scritto in collaborazione con il cosiddetto Gruppo dei Sette composto dagli studiosi Goodman, Hefferline, Shapiro, Eastman, Polsner, From e Weisz.
Tra i testi più noti legati al pensiero di Perls c'è la cosiddetta preghiera della Gestalt, un breve manifesto che racchiude bene lo spirito di questo approccio: ognuno vive secondo le proprie aspettative ed esigenze, senza il dovere di conformarsi a quelle degli altri, e un incontro autentico tra due persone è qualcosa da accogliere quando capita, non un obbligo reciproco da inseguire. Non è una preghiera religiosa, ma una dichiarazione sull'autenticità e sulla responsabilità personale.
Nel nostro Paese i maggiori esponenti della Gestalt sono stati Gaetano Kanizsa e Fabio Metelli.
Quali sono gli obiettivi della terapia della Gestalt?
Lo scopo dell'approccio gestaltico, secondo il suo fondatore, è aiutare il paziente a comprendere che non solo può fare più cose di quelle che crede ma che la sua vita, le sue emozioni, la sua persona non dipendono da nessun altro.
Nello specifico, la Gestalt si pone 4 scopi principali. Vediamoli nel dettaglio:
- Porre il paziente a contatto con se stesso. Il terapeuta ci aiuta a connetterci con i nostri comportamenti, con le sensazioni sia fisiche che emotive che avvengono nel qui e ora.
- Acquisire consapevolezza e responsabilità. La terapia ci aiuta a diventare responsabili per noi stessi. Non c’è spazio per il concetto di responsabilità intesa in senso di "dovere" verso gli altri, dobbiamo semplicemente imparare a scegliere per noi stessi.
- Espressione. Ogni individuo è unico e irripetibile e la terapia ci aiuta a mostrarci per quello che siamo e a utilizzare la nostra personale libertà di espressione. Per trovarla possiamo usare la creatività e l’immaginazione.
- Esperienza. L’esperienza ci permette, durante le sedute, di trovare nuovi percorsi e diversi modi di agire, sfruttando quello che siamo e quello che abbiamo. Questo approccio ci aiuta a metterci in gioco e a modificare qualcosa di noi e del nostro comportamento per raggiungere i nostri personali obiettivi.

Terapia della gestalt: per quali disturbi funziona?
Fritz Perls amava affermare che quello della Gestalt è un metodo troppo efficace per essere riservato soltanto ai "malati". La ratio di questa affermazione sta tutto nel concetto di malessere.
Secondo i principi della Gestalt infatti il malessere consiste nella difficoltà di interagire con il proprio ambiente. Questa caratteristica ci porta a combatterlo, con strumenti poco efficaci e modalità reattive errate, oppure a subirlo.
Questo approccio terapeutico può aiutarci quindi ad affrontare diversi malesseri emotivi e problematiche di varia natura come:
- attacchi di panico;
- disturbi del sonno, come l'insonnia (leggi qui le testimonianze di chi è guarito dall'insonnia)
- depressione;
- ansia;
- fobie.
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Le problematiche prese in esame dalla Gestalt non finiscono qui perché possiamo rivolgerci a uno psicoterapeuta che utilizza questo approccio anche in caso di:
- disturbi del comportamento alimentare;
- disturbi psicosomatici;
- difficoltà sessuali;
- per superare la timidezza;
- stress;
- burnout;
- crescita personale.
Gli obiettivi della terapia della Gestalt sono molteplici e ci offrono un sostegno empatico che permette di riconnetterci con noi stessi: il focus è concentrarsi sul come e non sul perché.
La psicoterapia della Gestalt funziona davvero? Cosa dice la ricerca
Non è solo una questione di impressione clinica, negli ultimi trent'anni la psicoterapia della Gestalt è stata oggetto di un numero crescente di studi controllati e meta-analisi, che ne hanno confermato l'efficacia.
Una delle prime sintesi in questo senso è la meta-analisi di Bretz, Heekerens e Schmitz (1994), condotta su 38 studi controllati pubblicati tra il 1970 e il 1986. I risultati indicano la Gestalt come un trattamento efficace, con esiti non inferiori ad altri modelli terapeutici attivi. Più di recente, la rassegna sistematica di Raffagnino (2019), che ha analizzato 11 studi pubblicati tra il 2007 e il 2019, ha confermato l'efficacia generale del modello su ansia, depressione e difficoltà comportamentali, con risultati particolarmente solidi nei percorsi di gruppo.
Un contributo di rilievo arriva dallo studio THEGETCI (Calvet e colleghi, 2025), che ha coinvolto 319 adulti con disturbi dell'umore o d'ansia in un percorso di psicoterapia della Gestalt tra le 12 e le 33 sedute. Al termine del percorso, i partecipanti hanno mostrato riduzioni statisticamente molto significative dei livelli di ansia e di depressione, oltre a un aumento della capacità di autoregolazione e di cooperazione nelle relazioni. Un dato è risultato essere particolarmente interessante, i miglioramenti non hanno riguardato solo i sintomi, ma anche il modo in cui le persone si rapportano a sé stesse e agli altri.
Anche nel trattamento del disturbo da stress post-traumatico, la Gestalt ha mostrato risultati incoraggianti: uno studio randomizzato e controllato (Butollo e colleghi, 2016) ha confrontato un protocollo derivato dalla Gestalt (la terapia espositiva dialogica) con la terapia cognitivo-comportamentale, su 141 persone con diagnosi di PTSD. Entrambi gli approcci hanno prodotto miglioramenti ampi e stabili nel tempo (verificati a 6 mesi dalla fine del percorso). L'approccio gestaltico ha registrato inoltre un tasso di abbandono della terapia leggermente più basso, un segnale che la dimensione relazionale e corporea di questo lavoro può aiutare le persone a restare nel percorso.
È giusto anche essere chiari sui limiti. La Gestalt non è indicata nello stesso modo per tutti. Le tecniche esperienziali più intense, come il lavoro sulla sedia vuota, vanno calibrate con attenzione dal terapeuta e richiedono cautela con le persone che hanno una struttura di personalità più fragile. Le evidenze più solide, inoltre, riguardano soprattutto i percorsi svolti in gruppo: questo non significa che il lavoro individuale non funzioni, ma che la ricerca ha ancora margini da esplorare su questo fronte.
Come funziona la terapia della Gestalt?
Il paziente viene accolto in uno spazio di rispetto e non giudizio dove può parlare liberamente delle difficoltà che occupano i suoi pensieri in quel momento.
Durante il primo colloquio di sostegno psicologico, il professionista gestaltico inviterà il paziente a esporre la sua problematica, ponendogli varie domande e parlando con lui. Al termine di questa seduta, verranno concordate le modalità terapeutiche e gli obiettivi del percorso.
Durante le sessioni successive, il ruolo del professionista sarà quello di aiutare la persona a prendere consapevolezza dei pensieri, dei comportamenti e di tutti quei processi che alterano il proprio benessere al fine di modificarli.
Questa consapevolezza sarà raggiunta principalmente attraverso il dialogo, ma anche con l'ausilio di diversi tipi di esercizi di attenzione o giochi di ruolo, disegni, scenari e così via.
Nella terapia della Gestalt il paziente è attore del proprio cambiamento, viene invitato a sperimentare. Durante le sedute, il terapeuta ci spingerà ad acquisire coscienza e consapevolezza della respirazione, delle emozioni, dei gesti senza dimenticare di porre la giusta attenzione ai pensieri intrusivi o ricorrenti, alla mimica facciale e alla voce.
Tecniche della psicoterapia della Gestalt
Le tecniche:
- repressive
- espressive
- integrative
Rappresentano tre approcci distinti utilizzati in terapia gestaltica per favorire la piena consapevolezza e l'integrazione dell'individuo.
Vediamoli nel dettaglio.
Le tecniche repressive
Le tecniche repressive mirano a individuare e superare le difese che impediscono al paziente di sperimentare appieno le proprie emozioni e pensieri.
Questo processo si suddivide in tre categorie:
- intornismo: eccessivo ricorso all'intelletto come mezzo per evitare l'esperienza diretta (il chiacchierare o lasciarsi andare a discorsi intellettuali al fine di evitare i propri stati emotivi)
- doverismo: è legato alla contrapposizione tra il dovere e il volere, la tendenza di chi si adatta a dover essere in un certo modo, seguendo dei modelli precostituiti per lui o imposti dall’ambiente in cui vive, piuttosto che lasciarsi andare alla vera espressione di sé.
- manipolazione: azioni volte a evitare il disagio e a mantenere lo status quo piuttosto che come attivatore di cambiamento

Le tecniche espressive
D'altra parte, le tecniche espressive incoraggiano il paziente a esprimere liberamente i propri pensieri, emozioni e comportamenti, permettendogli di acquisire una maggiore consapevolezza di sé e degli altri. Queste tecniche si basano su principi come l'inizio e il completamento dell'azione e la comunicazione diretta.
Attraverso l'uso di drammatizzazioni e dialoghi interni (utilizzati anche nello psicodramma), il terapeuta guida il paziente verso una migliore comprensione di sé stesso e delle proprie dinamiche interne.
Le tecniche integrative
Infine, le tecniche integrative mirano a favorire l'integrazione delle esperienze vissute durante la terapia.
Questo processo può coinvolgere l'assimilazione delle proiezioni, ovvero il riconoscimento e l'accettazione di ciò che è stato proiettato su altri come parte integrante della propria esperienza. Inoltre, si concentra sull'approfondimento del contatto con il qui e ora, incoraggiando il paziente a vivere appieno il momento presente e ad accettare se stesso senza giudizio.
Una delle tecniche più famose della Gestalt è quella della sedia vuota. Il paziente si siede di fronte a una sedia vuota, che immagina riempita dalla persona o dalla situazione che gli provocano sofferenza. Il terapeuta lo invita a dire e manifestare tutto l’inespresso per portare a galla i bisogni insoddisfatti e tutte le emozioni represse.
Quanto dura la terapia Gestalt?
Una seduta di terapia gestalt dura all'incirca un'ora, può essere individuale o svolgersi in piccoli gruppi.
Stabilire a priori la durata totale del percorso terapeutico è impossibile perché dipende ovviamente dal tipo di disturbo e dalle esigenze del paziente.
Quanto costa?
I costi per una sessione di Terapia Gestalt in Italia variano generalmente tra i 40€ e i 80€.
In Serenis le sedute costano 49 €.
| Obiettivi | porre il paziente a contatto con se stesso, acquisire consapevolezza e responsabilità, espressione, esperienza |
| Tecniche | tecniche repressive, espressive, integrative |
| Per quali disturbi è utile? | insonnia, depressione, ansia, fobie, DCA, stress, burnout |
| Durata sedute | circa 1h |
| Costo | 40-80€ |
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La psicoterapia online della Gestalt di Serenis
La psicoterapia della Gestalt aiuta a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, a migliorare le relazioni e a gestire le emozioni in modo sano, favorendo un senso di autenticità e benessere. Questo approccio permette di affrontare blocchi emotivi e difficoltà relazionali nel presente, aumentando la capacità di vivere il momento con maggiore pienezza.
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Esperienza reale
A. Ha 31 anni e sta vivendo un momento della sua vita molto difficile, in quanto è da poco rientrato nel suo paese di origine dopo un periodo vissuto fuori per motivi di lavoro. Attualmente sta lavorando saltuariamente, e si sente insoddisfatto della vita che sta conducendo. Nel corso della terapia emerge una forte tensione, di cui lui non sembra consapevole: da un lato la voglia di affermarsi, di costruire qualcosa di suo, dall’altro il senso del dovere nei confronti dei genitori, che non gli fanno pressioni ma a cui sente di non poter dire mai di no. Queste tensioni si riflettono anche sul suo corpo e sulla sua postura (testa bassa, schiena incurvata e voce flebile). La svolta arriva dopo aver fatto una sedia vuota: in una sedia c’è lui, nell’altra l’A. che vuole realizzare i suoi sogni. Quando si siede su questa sedia, magicamente la postura cambia, la voce si fa più ferma ed emerge tutto il suo potenziale. La consapevolezza di ciò che può diventare crea un momento di svolta e commozione, favorendo anche la consapevolezza della responsabilità che ha nei confronti della sua vita. Dopo circa un anno e mezzo di terapia, A. è riuscito a trasferirsi in un’altra nazione, in cui da tempo sognava di andare a vivere, e ha trovato in poco tempo un lavoro che lo soddisfa pienamente
Fonti
- Fogarty, M., Bhar, S., & Theiler, S. (2020). Development and validation of the Gestalt Therapy Fidelity Scale. Psychotherapy research : journal of the Society for Psychotherapy Research, 30(4), 495–509.
Sitografia
Bibliografia
Eine Metaanalyse der Wirksamkeit von Gestalttherapie [A meta-analysis of the effectiveness of gestalt therapy] — Zeitschrift für Klinische Psychologie, Psychopathologie und Psychotherapie, pp. 241-260
Bretz, H. J., Heekerens, H. P., Schmitz, B. (1994)
Gestalt Therapy Effectiveness: A Systematic Review of Empirical Evidence — Open Journal of Social Sciences, pp. 66-83
Raffagnino, R. (2019)
