Body Shaming: cos’è e che conseguenze ha sull’autostima


Il body shaming consiste in commenti indesiderati più o meno aggressivi rivolti ai corpi delle persone, che possono verificarsi nella vita quotidiana così come online, spesso sotto il velo dell’anonimato. È un fenomeno sempre più diffuso che può avere un impatto significativo sulla salute mentale, sul benessere psicologico e sull’autostima delle persone.
In questo articolo approfondiamo che cos’è il body shaming, quali sono le sue principali forme, da dove nasce e quali conseguenze può avere sul benessere emotivo.
Cos'è il body shaming?
Il termine body shaming, dalla traduzione e dal significato piuttosto chiari, proviene dall’inglese: body (corpo) e shaming (far vergognare qualcuno). Con questa espressione si indicano commenti o comportamenti non richiesti che mirano a criticare, giudicare o ridicolizzare l’aspetto fisico di una persona.
Il body shaming può assumere forme diverse: dalla presunta raccomandazione “amichevole” di perdere qualche chilo per evitare problemi di salute, fino ad arrivare a insulti espliciti e spietati, con effetti potenzialmente devastanti sull’autostima. Chi ne è vittima tende a percepire questi commenti come offensivi e umilianti, con un conseguente aumento dell’ansia e del senso di vergogna legato al proprio corpo.
Negli ultimi anni la ricerca clinica ha affiancato al termine mediatico "body shaming" costrutti più standardizzati nelle scienze comportamentali: lo weight stigma (stigma legato al peso), il weight bias internalization (l'interiorizzazione dello stigma da parte di chi lo subisce) e l'appearance-based cyberbullying (il cyberbullismo focalizzato sull'aspetto fisico). Questi termini vengono usati dagli strumenti di misurazione psicometrica validati per quantificare l'impatto clinico del fenomeno, e possono aiutarti a riconoscerlo anche quando non viene chiamato esplicitamente body shaming.
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Esempi di frasi di body shaming
Il body shaming può assumere forme diverse, con un impatto emotivo che varia in base al contesto e al tono utilizzato. Di seguito riportiamo alcuni esempi di frasi comuni, messi a confronto con possibili alternative più rispettose e costruttive, per favorire una comunicazione più consapevole:
| Body shaming | Alternativa rispettosa |
|---|---|
| "Sei così grassa" | "Ti apprezzo per chi sei, non per il tuo aspetto" |
| "Dovresti perdere peso" | "La tua salute e il tuo benessere sono importanti, ma sei già una persona valida così come sei" |
| "Hai un aspetto terribile in quel vestito" | "È fantastico che ti senti bene in ciò che indossi!" |
| "Il tuo corpo non è all'altezza" | "Tu sei bello/a e valido/a esattamente così come sei" |
| "Sei troppo magro/a, sembri malato/a" | "Il tuo peso non determina il tuo valore. Ti apprezzo per chi sei" |
| "Le persone come te dovrebbero nascondersi" | "Tutte le persone sono degne di rispetto e accettazione, indipendentemente dall'aspetto fisico" |
| "Non capisco perché qualcuno vorrebbe uscire con te" | "Sei una persona speciale e meriti di essere amato/a per chi sei" |
| "I tuoi fianchi sono troppo larghi" | "Tu sei unico/a e bello/a proprio come sei. Non permettere a nessuno di dirti diversamente" |
Promuovendo un dialogo gentile e inclusivo, è possibile ispirare un cambiamento positivo nell'approccio alle conversazioni sull'aspetto fisico delle persone.
Forme di body shaming
Il body shaming può presentarsi in forme diverse. Ne riportiamo alcune delle più comuni:
- fat shaming: critica delle persone sovrappeso o obese;
- skinny shaming: critiche e derisione delle persone magre o sottopeso;
- height shaming: commenti negativi sulla statura delle persone, sia troppo alte che troppo basse;
- age shaming: discriminazione basata sull'età, ad esempio ridicolizzare le persone anziane;
- hair shaming: giudizi negativi sulla lunghezza, colore o stile dei capelli di una persona;
- skin shaming: critiche o scherni riguardanti il colore, la texture o le imperfezioni della pelle;
- muscle shaming: commenti riguardo alla mancanza o eccesso di muscolatura di una persona;
- body shape shaming: critiche sulla forma del corpo, ad esempio il tipo di figura o le proporzioni;
- gender shaming: commenti negativi sul corpo di una persona in relazione ai ruoli di genere;
- disability shaming: critiche o derisione delle persone con disabilità fisiche o visibili.
Una forma di body shaming spesso sottovalutata è quella che avviene in contesti dove dovrebbe esserci più tutela, gli ambulatori medici e le aule scolastiche. Quando un medico o un infermiere attribuisce automaticamente qualsiasi sintomo al peso del paziente, o quando un insegnante normalizza con il proprio linguaggio le prese in giro tra pari, si genera uno stigma strutturale che può scoraggiare le persone dal cercare cure o dal parlarne apertamente. (Gregory S. Marler et al., 2025).
Questi esempi rappresentano solo una piccola parte delle diverse tipologie di body shaming: tutte, però, possono avere un impatto negativo sull'autostima e il benessere emotivo delle persone.
Chi sono i soggetti più colpiti dal body shaming?
Il body shaming colpisce persone di tutte le età e generi, ma adolescenti e donne risultano particolarmente vulnerabili a questo fenomeno.
Secondo l'analisi pubblicata su Obesity Report, tra il 40% e il 75% degli adolescenti con sovrappeso o obesità riferisce di aver subito episodi diretti di stigma legato al peso o body shaming in ambito scolastico, lavorativo o sanitario, spesso con sentimenti di vergogna e disagio persistenti. Le ragazze sono più spesso oggetto di critiche legate al peso o alla forma del corpo, mentre i ragazzi tendono a subire giudizi sui cambiamenti fisici legati all'età, come l'acne o la peluria.
Anche le donne adulte sono fortemente esposte al body shaming: una donna su due riferisce di averne fatto esperienza almeno una volta nel corso della vita.
Non tutte le persone reagiscono allo stesso modo a un commento sul proprio corpo. Studi recenti indicano che l'attaccamento ansioso e la presenza di sintomi depressivi di tipo cognitivo sono tra i principali fattori che predicono quanto una persona interiorizzi lo stigma esterno trasformandolo in autocondanna. Un'insicurezza relazionale di fondo rende più facile che la critica altrui diventi un giudizio su di sé.
Questioni di genere e body shaming maschile: due esperimenti
La ricerca sulla vergogna corporea e sul body shaming si è concentrata a lungo soprattutto sulle donne, trascurando in parte le conseguenze che questi fenomeni possono avere sugli uomini e sulle dinamiche di genere. Tuttavia, alcuni studi preliminari indicano che la vergogna corporea maschile può contribuire allo sviluppo di comportamenti ostili verso le donne, in particolare quando gli uomini affrontano minacce alla propria mascolinità (Mescher & Rudman, 2014).
In questo contesto, i ricercatori hanno condotto due esperimenti per analizzare il legame tra rifiuto, vergogna corporea e reazioni aggressive:
- esperimento 1: uomini rifiutati da una confederata perché considerati poco attraenti hanno mostrato una maggiore propensione allo stupro. Questo atteggiamento risultava correlato sia alla vergogna corporea sia agli affetti negativi sperimentati dopo il rifiuto;
- esperimento 2: uomini rifiutati da una donna (ma non da un uomo) perché percepiti come gay hanno mostrato un pattern simile, evidenziando ancora una volta il ruolo della minaccia alla mascolinità.
Nel complesso, questi risultati suggeriscono che la vergogna corporea maschile rappresenta un fattore significativo e ancora poco esplorato nel comprendere alcune forme di aggressione sessuale. Le implicazioni sono rilevanti anche per le teorie sullo stupro e sul concetto di virilità precaria (ibidem, 2014).
Il body shaming è reato?
Il body shaming può configurarsi come reato quando include elementi riconducibili ad altre fattispecie penali, come la diffamazione o lo stalking.
Si parla di diffamazione quando vengono diffusi commenti o giudizi offensivi e dannosi sull’aspetto fisico di una persona, soprattutto se rivolti a più soggetti o diffusi online. Lo stalking, invece, si verifica quando una persona viene ripetutamente monitorata, seguita o molestata a causa del suo corpo, generando uno stato di ansia, paura o disagio persistente.
Quando la vittima è minorenne, entra in gioco anche la Legge 71/2017 sul cyberbullismo, che include esplicitamente le forme di derisione basate sull'aspetto fisico tra le condotte perseguibili. La normativa prevede strumenti concreti come la richiesta di oscuramento dei contenuti alla piattaforma digitale e l'ammonimento del Questore per i minori sopra i 14 anni.
In tutti i casi, questi comportamenti possono causare danni emotivi significativi e rappresentare una violazione dei diritti fondamentali della persona colpita. Quando si presentano queste caratteristiche, è fondamentale ricorrere a provvedimenti legali per tutelare la vittima e interrompere il comportamento lesivo.
Quali sono le cause del body shaming?
Le cause del body shaming sono molteplici e spesso interconnesse. L’aumento dei casi è legato a diversi fattori sociali, culturali e psicologici, tra cui:
- la crescente digitalizzazione e l’uso dei social media, che facilitano la diffusione rapida e anonima di commenti offensivi e comportamenti dannosi;
- l’attenzione eccessiva alla fisicità e la diffusa insoddisfazione per l’immagine corporea, alimentate da ideali di bellezza irrealistici;
- le influenze culturali che promuovono standard di bellezza specifici, contribuendo alla stigmatizzazione di chi non vi rientra;
- le pressioni sociali legate a determinati sport o attività fisiche, che possono accentuare il giudizio sul corpo;
- la bassa autostima, che porta alcune persone a proiettare le proprie insicurezze sugli altri attraverso commenti negativi sull’aspetto fisico;
- fenomeni di bullismo e cyberbullismo, in cui l’umiliazione e l’intimidazione avvengono sulla base dell’aspetto fisico, sia offline sia online;
- credenze e stereotipi radicati nel passato, come la superstizione secondo cui le persone con capelli rossi o biondi sarebbero associate a tratti negativi o malvagi.
Bodyshaming e social media
I social media hanno un ruolo ambivalente rispetto al fenomeno del body shaming. Da un lato, contribuiscono a diffondere stereotipi di bellezza irrealistici e pressioni sociali legate agli “ideali corporei”, creando un terreno fertile per giudizi e critiche sul fisico.
Dall’altro, i social possono diventare spazi importanti per la sensibilizzazione e la lotta contro il body shaming. Attraverso campagne, movimenti e gruppi di supporto, si promuovono messaggi di accettazione del corpo, diversità e inclusione. Spesso sono le celebrità stesse, che hanno subito body shaming, a sensibilizzare i propri follower su questi temi. Un esempio è Selena Gomez, che sfidando pubblicamente i suoi hater, ha diffuso messaggi di amore e accettazione di sé ai suoi oltre 416 milioni di follower su Instagram.
L’impatto dei filtri e dell’auto-rappresentazione
Un altro aspetto importante riguarda la dipendenza dai filtri social per conformarsi agli standard di bellezza. Studi dimostrano che le persone con scarsa autostima tendono a rifugiarsi online in cerca di approvazione. L’uso dei filtri, infatti, aumenta la convinzione che sia possibile migliorare il proprio aspetto, portando a condividere immagini ritoccate e influenzando la percezione di sé. Col tempo, questo comportamento può rendere più difficile accettarsi senza filtri, alimentando ulteriormente il fenomeno del body shaming.
Quanto influenzano le immagini idealizzate dei corpi?
Uno studio ha analizzato l’impatto delle immagini idealizzate presenti nei media sulla vergogna corporea e sull’ansia per l’apparenza nelle giovani donne. 39 studentesse universitarie hanno preso parte allo studio, e i ricercatori hanno misurato la loro ansia e vergogna corporea prima e dopo l’esposizione a pubblicità con e senza immagini idealizzate. I risultati hanno mostrato un aumento significativo di ansia e vergogna corporea dopo l’esposizione alle immagini idealizzate, evidenziando l’interazione tra auto-oggettivazione delle partecipanti e contenuti visivi idealizzati.

Conseguenze psicologiche del body shaming
Il body shaming, inteso come forma di bullismo o cyberbullismo verso chi non rispetta i modelli di bellezza imposti dalla società, può avere numerose conseguenze psicologiche. Secondo una meta-analisi su oltre 18.000 persone, l'interiorizzazione dello stigma legato al corpo è associata in modo consistente a un peggioramento della salute psicologica, fisica e comportamentale. Tra le conseguenze comuni troviamo:
- vergogna del proprio corpo;
- ansia;
- insicurezza nelle relazioni interpersonali;
- isolamento sociale;
- paura;
- sbalzi d’umore;
- aumento di pensieri disfunzionali difficili da spezzare. In questo caso è importante sfatare un'idea diffusa: una meta-analisi ha dimostrato che lo stigma corporeo non funziona mai da stimolo per adottare comportamenti più sani. Al contrario, è associato ad abitudini insalubri (abuso di sostanze, diete estreme, alimentazione disregolata) e a una riduzione dell'attività fisica.
In queste circostanze, aumentare la propria autostima può risultare particolarmente difficile.
Inoltre, l’idealizzazione socioculturale della magrezza, evidenziata dal Journal of Child Psychology and Psychiatry, può favorire lo sviluppo dei disturbi alimentari. Questo modello sociale promuove pregiudizi sul peso, che spesso si traducono in stigmatizzazione e body shaming.
Pur non essendo l’unico fattore nello sviluppo dei disturbi alimentari, il body shaming svolge comunque un ruolo significativo e va riconosciuto come una problematica da affrontare con attenzione.

Body shaming: come comportarsi e cosa fare per prevenirlo
Per contrastare il body shaming è importante agire preventivamente, aiutando le persone a costruire confini relazionali sani e consapevoli. Le campagne di sensibilizzazione nelle scuole possono giocare un ruolo fondamentale, soprattutto in un’epoca dominata dai social media, affrontando il tema del body shaming e promuovendo accettazione del corpo, diversità e inclusione.
È poi altrettanto importante dedicare tempo ed energie al proprio benessere emotivo. Lavorare sull’autostima aiuta a ridurre l’impatto di commenti negativi e critiche sul corpo.
Di seguito proponiamo alcuni esercizi per migliorare l’autostima, utili per chi vuole rafforzare la propria sicurezza e proteggersi dagli effetti del body shaming.
| Esercizio | Descrizione |
|---|---|
| Seleziona le persone al tuo fianco | circondati di persone che ti supportano e ti fanno sentire bene con te stesso; |
| Pratica l'autocompassione | tratta te stesso con gentilezza e comprensione, come faresti con un amico; |
| Apprezzati per come sei | valorizza le tue qualità e accetta te stesso per quello che sei; |
| Pratica la gratitudine | rifletti su ciò per cui sei grato nella tua vita, apprezza le piccole cose e concentrati su esperienze e aspetti positivi della tua vita; |
| Celebra i tuoi successi | festeggia ogni piccolo traguardo che raggiungi, per riconoscere il tuo valore e le tue capacità; |
| Usa la tecnica dello specchio | guardati allo specchio e pronuncia a voce alta affermazioni positive su te stesso. |
Potrebbe essere utile anche la lettura di frasi motivazionali e di libri per l'autostima.
Oltre alle strategie individuali, la ricerca ha identificato interventi strutturati con risultati misurabili, la psicoterapia interpersonale di gruppo per adolescenti ha mostrato una riduzione significativa degli episodi di abbuffata a un anno di distanza, mentre i programmi digitali di supporto tra pari hanno prodotto miglioramenti concreti nell'autostima e nella connessione sociale. Al contrario, il solo materiale informativo (opuscoli, lezioni singole) senza componenti esperienziali si è dimostrato inefficace nel modificare gli atteggiamenti radicati.
La psicoterapia per affrontare il body shaming
La psicoterapia può rappresentare un valido supporto per affrontare il body shaming e le conseguenze negative sulla salute mentale e sul benessere emotivo. Grazie al lavoro terapeutico, è possibile acquisire maggiore consapevolezza di sé e sviluppare strategie efficaci per gestire le emozioni e i pensieri legati all’immagine corporea.
In particolare, la psicoterapia può:
- promuovere la consapevolezza di sé e sostituire i pensieri negativi e le credenze distorte sull’immagine corporea con prospettive più realistiche e positive;
- offrire un ambiente sicuro e di sostegno dove esplorare le emozioni associate al body shaming e affrontarle in modo costruttivo;
- aiutare a identificare e gestire sensazioni di vergogna, ansia e depressione, favorendo un senso di accettazione e autostima;
- insegnare tecniche pratiche per gestire lo stress e le emozioni negative, come mindfulness, respirazione profonda e visualizzazione guidata;
- offrire opportunità di crescita personale e sviluppo di nuovi modi di pensare e comportarsi.
Attraverso il percorso terapeutico, i pazienti imparano a riconoscere le proprie esigenze, acquisendo strategie di coping efficaci per affrontare il body shaming e altre sfide della vita.
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Nella mia pratica con pazienti vittime di body shaming, ho osservato un profondo disagio che compromette la sfera affettiva e sociale. Una paziente ha manifestato una marcata sfiducia in sé e negli altri, ritirandosi socialmente percependo il sostegno come insincero. Il trattamento psicoterapeutico, spesso protrattosi per oltre due anni, ha implicato la necessità di rispettare le tempistiche dei pazienti, affrontando resistenze e ostacoli nella definizione degli obiettivi terapeutici. Quest'esperienza sottolinea l'importanza di chiedere aiuto e affidarsi a professionisti per contrastare efficacemente il body shaming e il suo impatto devastante sulla vita quotidiana.
Sitografia

