Binge watching e post-binge watching blues

Il binge watching è l’abitudine di guardare numerose puntate di una serie TV in successione. Negli adolescenti può influenzare negativamente l’umore, l’attività fisica e le interazioni sociali. È importante bilanciare questa attività con abitudini sane. Scopri come.
guida al binge watching

Per molti, rilassarsi sul divano la sera e godersi una serie TV o un film è un modo piacevole per staccare la spina dalla giornata. Tuttavia, per alcune persone, questo innocuo passatempo può trasformarsi in una dipendenza da serie TV. Se sei interessato all’argomento, approfondiamo insieme le caratteristiche del binge watching in questo articolo.

Cosa si intende per binge watching?

Il termine “binge watching” deriva dall’unione di “binge”, che in inglese significa “abbuffata” o “eccesso”, e “watching”, ovvero “guardare”. Pertanto, quando parliamo di binge-watching, ci riferiamo al comportamento di guardare una grande quantità di contenuti televisivi o video in streaming in modo consecutivo e prolungato, spesso attraverso piattaforme online.

cosa si intende per binge watching

Questo fenomeno è diventato particolarmente diffuso con l’avvento delle piattaforme di streaming come Netflix e Amazon Prime. Gli spettatori in questo modo hanno la possibilità di guardare intere stagioni senza dover aspettare settimane per il prossimo episodio, nonché senza l’interruzione di pubblicità (Rubenking, Bracken). Secondo gli esperti, il binge watching va tre o più episodi consecutivi, ma in alcuni casi può sfociare in una vera dipendenza da serie tv.

Le dipendenze comportamentali, che possono andare dalla dipendenza da internet e cellulare fino alla ludopatia, presentano un comune denominatore: la ricerca compulsiva e eccessiva di gratificazione attraverso comportamenti ripetuti. Sebbene questo fenomeno sia popolare in tutte le fasce di età, gli studi indicano che i binge watcher (gli spettatori) sono prevalentemente giovani adulti.

Queste dipendenze sono in gran parte alimentate dalla tecnologia e dalla presenza sempre più diffusa degli schermi nella nostra quotidianità, rendendoci vulnerabili al doomscrolling. Con l’accesso costante ai contenuti digitali, la nostra società ha contribuito alla pressione di rimanere sempre connessi e allo sviluppo di comportamenti disfunzionali, mettendo a rischio il benessere psicologico e sociale delle persone.

La caratteristica principale della dipendenza da serie TV è l’incapacità di controllare l’eccessiva visione di contenuti correlata alla difficoltà di gestione delle emozioni. Questo avviene in modo simile alla perdita di controllo nell’assunzione di cibo propria del binge eating.

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Conseguenze sui binge watcher

“Finisce questa e smetto”, “Ancora una”, “Devo vedere cosa succede dopo” e improvvisamente da una puntata di una serie TV diventano quattro. Quante volte ci è successo? Tuttavia gli esperti evidenziano i possibili rischi associati all’abitudine costante di praticare binge watching.

Secondo uno studio del Texas A&M, il binge-watching è correlato a sentimenti di solitudine e depressione, e può portare a problemi di salute come l’obesità e il diabete. Tuttavia, non è ancora chiaro se sia la causa o l’effetto di queste condizioni, ma è certo che la sua pratica eccessiva può trasformarsi in una vera e propria dipendenza.

Questi comportamenti spesso sono adottati come meccanismo di fuga dalla realtà e per evitare di affrontare situazioni emotivamente difficili, e tra le principali conseguenze rientrano:

  • maggiore sedentarietà,
  • disturbi del sonno;
  • negligenza delle responsabilità quotidiane;
  • isolamento e tendenza a trascurare le relazioni sociali.

A livello cerebrale, la visione prolungata di serie TV attiva reazioni chimiche che possono essere paragonate a quelle legate ad dipendenze, come la dipendenza da sport. Le endorfine rilasciate durante la visione possono indurre una sensazione di rilassamento e piacere, ma anche un desiderio costante di ricrearne l’esperienza.

Nei giovani, soprattutto negli adolescenti, questo fenomeno è ancora più evidente. Durante questa fase della vita, il cervello è particolarmente suscettibile agli stimoli esterni, e i meccanismi di regolazione delle emozioni e di controllo dell’impulsività non sono ancora pienamente sviluppati a causa dello sviluppo incompleto della corteccia prefrontale, che si completa solitamente intorno ai 24 anni.

Un altro aspetto importante riguarda il sonno. Spesso il binge-watching avviene durante le ore notturne, alterando i ritmi circadiani e disturbando il ciclo sonno/veglia. Questo può portare a problemi fisici immediati e a lungo termine, influenzando negativamente la salute complessiva degli adolescenti.

conseguenze sul binge watcher

Post-binge watching blues: la depressione da fine serie TV

Il binge watching fa parte delle cosiddette nuove dipendenze, o new addictions tra cui figurano anche la dipendenza da social e smartphone e le altre. La prima a studiare e teorizzare le new addictions è stata la psicologa statunitense Kimberly Young. Lei ha fondato il primo centro di studi per le dipendenze tecnologiche, il Center for Internet Addiction nel 1995.

Il “post-binge watching blues” è la tristezza che arriva al termine di una serie TV, è ormai un fenomeno ben noto. Come spiega lo scrittore Matthew Schneier su “The New York Times”, molti si ritrovano con una sensazione di vuoto e ansia, come se mancasse qualcosa.

È come se la fine dell’ultimo episodio segnasse non solo la conclusione di una storia, ma anche la fine di un’esperienza emotiva intensa e coinvolgente. Infatti in molti casi, i personaggi di una serie TV diventano come amici o membri della famiglia per gli spettatori, e la fine della loro narrazione può generare un senso di perdita e abbandono.

Come superare la dipendenza da serie TV

Può essere difficile per un genitore stabilire dei limiti a un figlio che passa troppo tempo davanti alla televisione. Questo succede in quanto il binge watching attiva meccanismi che rendono difficile tollerare la frustrazione e l’attesa, con frequenti reazioni aggressive e conflitti emotivi.

È fondamentale prevenire il binge watching promuovendo altre attività, come praticare sport o trovare hobby alternativi. Guardare film insieme può diventare un’opportunità per la famiglia di trascorrere del tempo di qualità, limitato a uno spazio temporale prestabilito.

Evitare di affrontare le proprie emozioni rifugiandosi nelle serie TV può sembrare un modo comodo per eludere i problemi, ma c’è un’alternativa più costruttiva: la psicoterapia. Questa offre un sostegno prezioso nel comprendere e gestire le nostre emozioni. Serenis può esserti d’aiuto attraverso la psicoterapia online. Lavorare con uno psicologo può darci strumenti pratici e strategie personalizzate per affrontare stress, ansia e emozioni negative.

Fonti

  • Gavrila M., Pastore, S., Le vie dell’immaginario: il videostreaming tra sorgente identitaria e nuove dipendenze, 115-142, 2020.
  • Gaito R., L’arte della pazienza: Come essere perseverante in un mondo frenetico, FrancoAngeli, 2021.
  • Costa A., Bugatti A., Lucchini G., Il fenomeno del Binge Watching tra gli adolescenti: uno studio osservazionale descrittivo, 80-108, 2022.
Dott.ssa Maria Vallillo

Approccio:
Titolo di studio
Descrizione
Psicoterapeuta ad orientamento Integrato Cognitivo-Sistemico Interpersonale iscritta all'albo degli psicologi della regione Lazio con il n° 25732. Specializzata in Lifespan Developmental Psychology, con expertise in psicodiagnostica, neuropsicologia e perfezionamento in psico-oncologia. Adotto un approccio completo e integrato al benessere del bambino, della persona e della famiglia, basato su moderne teorie neuroscientifiche ed evidence-based.

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Revisori

reviewer

Dott. Domenico De Donatis

Medico Psichiatra

Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Pescara n. 4336

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Parma. Specializzazione in Psichiatria presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

reviewer

Dott. Federico Russo

Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Neuropsicologo, Direttore Clinico di Serenis

Ordine degli Psicologi della Puglia n. 5048

Laurea in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale a indirizzo neuropsicologico presso l’Istituto S. Chiara di Lecce.

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Dott.ssa Martina Migliore

Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Ordine degli Psicologi dell'Umbria n.892

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente e formatrice. Esperta in ACT e Superhero Therapy. Membro dell'Associazione CBT Italia, ACT Italia e SITCC. Esperta nell'applicazione di meccaniche derivanti dal gioco alle strategie terapeutiche evidence based e alla formazione aziendale.