Problemi di amicizia nell’adolescenza: perché?

Durante l’adolescenza, i problemi di amicizia possono emergere a causa di complesse dinamiche sociali, con impatti negativi ma anche utili per la propria crescita personale.
problemi di amicizia in adolescenza

Gli amici sono una risorsa preziosa che può fornirci sostegno emotivo, comprensione e senso di appartenenza, essenziali soprattutto durante l’adolescenza per superare le difficoltà di questa fase di transizione della vita. Tuttavia, nonostante il valore di tali legami, questa fase di età è spesso caratterizzata da complesse dinamiche che possono innescare problemi durante l’adolescenza in riguardo alle amicizie.

Cos’è l’amicizia per gli adolescenti?

Conquistare l’indipendenza e costruire la propria identità è un processo articolato e ricco di ostacoli e abbiamo bisogno di un traghetto che ci porti verso l’età adulta. Non è un viaggio semplice: le paure, la pressione, l’ansia adolescenziale e le insicurezze tipiche di questa età lo rendono lungo e difficile. L’interazione con gli amici lo alleggerisce, permette di sentirsi parte di qualcosa, di riconoscersi nell’altro e di co-costruire una visione del mondo. I rapporti d’amicizia in adolescenza sono indispensabili pertanto per il proprio benessere e diventano la palestra perfetta per l’età adulta. In questa fase infatti apprendiamo regole, impariamo a gestire emozioni con intelligenza emotiva, condividiamo segreti, interessi, obiettivi.

Anche i problemi di amicizia in adolescenza contribuiscono alla nostra crescita personale, in quanto ci spingono a sviluppare capacità importanti come comunicazione, empatia e resilienza.

cos'è amicizia per adolescenti

Problemi di socializzazione nell’adolescenza: da cosa dipendono?

“Mio figlio di 14 anni non esce mai” o “Ho 12 anni e non ho amici“: frasi secche, concise che però sono il risultato di difficoltà spesso difficili da gestire e da comprendere.

A volte i problemi di amicizia in adolescenza dipendono proprio dalla difficoltà di socializzazione a scuola, dall’inizio di un nuovo percorso o il trasferimento in un’altra città ma, in molti casi, le cause sono da ricercarsi nel background del ragazzo.

Per entrare in contatto con gli altri abbiamo bisogno delle abilità sociali, quelle competenze che ci vengono insegnate dai genitori. Se la famiglia è chiusa dal punto di vista relazionale, queste skills mancheranno nell’adolescente che avrà difficoltà a rapportarsi con gli altri.

Lo stile genitoriale ha il suo peso. I due opposti, negligente e autoritario, creano insicurezze e ansie che rendono difficile relazionarsi con i propri coetanei, gettando le basi anche per la nascita di problemi di socializzazione nell’età adulta.

I problemi con gli amici possono essere causati inoltre dalla timidezza eccessiva o dalla paura di essere giudicati.

Uno dei problemi più importanti è la scarsa autostima che in alcuni casi dipende da fenomeni come il bullismo e il bodyshaming che, tra le altre cose, tendono a distruggere un’immagine positiva di sé e creano una mancanza di fiducia nelle proprie capacità.

La scarsa autostima diventa ancora più importante in un’altra fase di passaggio, quella relativa alla fine della scuola superiori e l’ingresso nel mondo del lavoro o l’inizio dell’università. I problemi comportamentali di un figlio di 20 anni che non esce sono dettati da uno scoraggiamento interno che rende apatici, incerti e spaventati.

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Caratteristiche degli adolescenti con problemi di socializzazione

Quali sono i segnali di un adolescente che non socializza? Il nostro sguardo non deve fermarsi a quello che percepiamo come evidente ovvero la mancanza effettiva di amici.

I problemi di amicizia nell’adolescenza possono essere ravvisabili in un ragazzo che mostra apatia, tristezza o magari un’eccessiva indifferenza o una rabbia latente; spesso, per allontanarsi dalle situazioni che gli procurano ansia sociale, e quindi la paura del giudizio, utilizza comportamenti di evitamento. Per attutire la sofferenza emotiva inoltre molti adolescenti si ritirano materialmente e mentalmente nel proprio mondo e nello spazio fisico della cameretta, fuggendo quindi dalle relazioni con i coetanei ma anche con i genitori.

Quali sono le cause della difficoltà di socializzazione?

Proviamo a riassumere i fattori che potrebbero influire sulla mancata socializzazione di nostro figlio:

  • ansie e paure,
  • mancanza di abilità sociali,
  • regole stili genitoriali.

Manca un ultimo elemento all’appello. Come abbiamo avuto modo di sottolineare, durante l’adolescenza la consapevolezza del gruppo è essenziale e questo è uno dei motivi per cui gli adolescenti tendono a omologarsi e a somigliarsi.

Nostro figlio però potrebbe non identificarsi con il gruppo di riferimento, con i gusti, le mode che seguono, con i modi di fare. Il senso di sé è ancora latente per cui l’adolescente potrebbe sentirsi sbagliato, rifiutato e mettere in discussione la propria persona. Durante l’adolescenza l’esclusione dal gruppo è uno degli ostacoli più forti e difficili da affrontare e superare.

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Conseguenze dei problemi di socializzazione

I problemi di amicizia in adolescenza, le difficoltà di socializzazione e le insicurezze tipiche della pubertà possono portare a una svalutazione del sé e a una mancanza progressiva di autostima. Ci si sente incapaci, inadeguati al contesto e si prova vergogna a essere se stessi.

Secondo gli esperti, la mancata socializzazione e la paura del giudizio creano le basi per lo sviluppo dell’ansia sociale che porta all’isolamento ma anche alla nascita di disturbi d’ansia, del sonno, problemi nel comportamento, disturbi alimentari e depressione. Nei casi più gravi l’isolamento può portare anche ad atti di autolesionismo in adolescenza e pensieri suicidari.

Come aiutare il proprio figlio a socializzare

Per aiutare il proprio figlio a socializzare e superare di problemi di amicizia che sorgono in adolescenza, è necessario partire non da lui ma da noi stessi. Dobbiamo accettare le sue difficoltà e imparare a gestire le nostre preoccupazioni.

Adottiamo un atteggiamento paziente e attento, abile nel carpire al volo i momenti in cui il ragazzo è più incline a parlare o a sfogarsi. Quel piccolo strappo in un muro fatto spesso di silenzi e di porte chiuse, ci permetterà di entrare e di capire.

Cosa fare se tuo figlio non ha amici

Prendiamoci del tempo per ascoltare nostro figlio, e comprendere se si tratta di un momento per lui difficile o si nascondono problemi comportamentali più profondi. Diamogli tempo, vigilando con attenzione. Non cerchiamo soluzioni pratiche perché quelle spettano a lui. Favoriamo la sua crescita personale attraverso l’apprendimento di tre regole sociali fondamentali (condizioni di Rogers): empatia, accettazione positiva incondizionata e congruenza.

Quali sono i benefici della psicoterapia per i problemi di socializzazione?

Una consulenza o una terapia professionale possono aiutare nostro figlio a comprendere e gestire le sue emozioni, affrontando meglio i problemi di amicizia durante l’adolescenza.

La psicoterapia è un supporto fondamentale anche per noi genitori che spesso ci sentiamo sopraffatti da questa situazione. Non sei solo, è normale sentirsi impotenti di fronte a difficoltà che non sono del tutto sotto il nostro controllo. Serenis può aiutarti attraverso la psicoterapia online: il supporto do uno psicologo può rivelarsi un aiuto importante per prenderti cura della tua salute mentale.

Fonti:

  • Giordano, Peggy C. “Relationships in adolescence.” Annual review of sociology 29.1 (2003): 257-281.
  • Adolescenti, resilienza, autostima e soddisfazione di vita: l’impatto del supporto emotivo di genitori, amici e insegnanti – SUPSI Instory. (n.d.). https://repository.supsi.ch/13205/ù
Federico Russo

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Revisori

reviewer

Dott. Domenico De Donatis

Medico Psichiatra

Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Pescara n. 4336

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Parma. Specializzazione in Psichiatria presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

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Dott. Federico Russo

Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Neuropsicologo, Direttore Clinico di Serenis

Ordine degli Psicologi della Puglia n. 5048

Laurea in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale a indirizzo neuropsicologico presso l’Istituto S. Chiara di Lecce.

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Dott.ssa Martina Migliore

Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Ordine degli Psicologi dell'Umbria n.892

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente e formatrice. Esperta in ACT e Superhero Therapy. Membro dell'Associazione CBT Italia, ACT Italia e SITCC. Esperta nell'applicazione di meccaniche derivanti dal gioco alle strategie terapeutiche evidence based e alla formazione aziendale.