Problemi comportamentali adolescenziali: cosa sono?

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Periodo di grandi cambiamenti e sfide è proprio quello dell’adolescenza, sia per gli adolescenti che per i loro genitori. Durante questa fase, emergono diversi problemi comportamentali adolescenziali, spesso caratterizzati da crisi emotive e di identità. Questi problemi dell’adolescenza possono manifestarsi in vari modi, come cambiamenti di umore, atteggiamenti ribelli, o ritiro sociale.

Uno dei principali interrogativi che si pongono i genitori è: Quando preoccuparsi del comportamento di un adolescente? È normale che gli adolescenti vivano momenti di turbolenza, ma è importante distinguere tra comportamenti tipici dell’età e segnali di problemi più seri. La comprensione e il riconoscimento delle crisi adolescenziali sono passi fondamentali per affrontare efficacemente queste sfide.

I problemi comportamentali in adolescenza

Se pensiamo all’adolescenza, quasi automaticamente pensiamo alle condotte sregolate, come guida spericolata, assunzione di sostanze, mancanza di rispetto per le regole e atteggiamento di sfida nei confronti degli adulti e dell’autorità.

Ma l’adolescenza è anche un periodo estremamente delicato dal punto di vista della formazione della propria identità: i ragazzi e le ragazze che lo attraversano si trovano a dover affrontare sfide impegnative come demarcare la loro persona dal resto della famiglia, acquisendo una loro indipendenza. A questo scopo cercano forza all’interno del gruppo dei pari che, purtroppo, non si rivela sempre una risorsa.

Quali sono i cambiamenti psicologici durante l’adolescenza?

Ma come mai i giovani sono particolarmente propensi a queste condotte? Perché l’adolescenza è un periodo che implica importanti cambiamenti e, di conseguenza, un forte carico d’ansia che, non sempre, viene gestito in maniera efficace e con l’adeguata maturità.

Il cambiamento più evidente riguarda la fisicità: pur con le differenze del caso, ragazzi e ragazze devono fare i conti con un corpo che cambia sotto i loro occhi senza che ci possano fare nulla e questo può essere difficile da accettare.

Quali sono i cambiamenti psicologici durante l’adolescenza?

Fanno sì che la persona si focalizzi sul proprio aspetto più di quanto vorrebbe, generando insicurezza.

Questo sentimento si lega strettamente al mondo sociale: per l’adolescente, come abbiamo accennato, il gruppo dei pari è tutto ed egli desidera solo la sua approvazione. Il rifiuto e l’isolamento comportano inevitabilmente malessere e sofferenza. La natura stessa dei legami cambia: i rapporti diventano più profondi e complessi, capita spesso di avere problemi di amicizia in adolescenza.

E che dire dell’autostima? Tutti questi cambiamenti fanno in modo che l’immagine che il ragazzo o la ragazza ha di sé sia continuamente messa in discussione. In particolare, gli studi (come quello di Pantusa e colleghi del 2006) dimostrano che sono soprattutto le ragazze a soffrire di queste fluttuazioni: per loro l’autostima è molto più traballante.

Crisi adolescenziali

Sicuramente ti sarà famigliare l’espressione “crisi adolescenziale“. Volgarmente parlando, si intende proprio questo periodo di intensi cambiamenti che arrivano da tutte le parti e spesso pongono il ragazzo in contrapposizione con il mondo degli adulti e, in particolare, ai genitori.

Le tematiche sociali che prevalgono, durante l’adolescenza, riguardano il gruppo dei coetanei: lì è rivolto il maggiore interesse e investimento emotivo. Ma, se durante l’infanzia, il gruppo rappresenta una fonte di sicurezza, quando si cresce diventa un banco di prova. Alla sicurezza si sostituiscono l’ansia e la paura del giudizio, che causano uno stress che non cessa nemmeno quando si rientra a casa. Da qui derivano molti episodi di crisi, che si verificano tra le mura domestiche proprio perché, all’esterno, non è consentito farsi vedere fragili e indifesi.

I sintomi della crisi adolescenziale

I segni si una crisi adolescenziale sono tantissimi, ma non è difficile intercettarli per un genitore attento.

Il nucleo fondamentale è dato dalla mancanza di un’identità definita, che l’adolescente deve ancora costruire. Il ragazzo ha bisogno di trovare nuovi punti di riferimento ai quali ancorarsi, che lo stacchino dalla famiglia e dalle sue regole, arrivando a manifestare:

  • insofferenza
  • nervosismo
  • irritabilità
I sintomi della crisi adolescenziale

Non è raro osservare cambiamenti rapidi di umore, dipendenti dall’autostima e dal senso di sicurezza. Possono esserci anche manifestazioni di ansia, anche se difficilmente un adolescente si confiderà con mamma e papà: il modo migliore per rintracciare una crisi adolescenziale in corso è essere dei meticolosi osservatori e sospendere ogni giudizio verso il proprio figlio.

Problemi comportamentali in adolescenza e disturbi del comportamento

Sospendere il giudizio è fondamentale anche perché è necessario guadare in modo obiettivo al periodo che sta attraversando il fanciullo o la fanciulla. In certa misura, le condotte disfunzionali sono normali, ma se le azioni pericolose sono ripetute con frequenza, oppure sono particolarmente serie, possiamo trovarci di fronte a un vero problema comportamentale.

In questo caso, è opportuno comprendere se si possa parlare di un effettivo disturbo del comportamento. Quelli più diffusi sono:

  • il disturbo oppositivo provocatorio, caratterizzato da un continuo atteggiamento di sfida verso le autorità;
  • il disturbo della condotta (che può gettare le radici per un disturbo antisociale di personalità in età adulta);
  • i prodromi di un disturbo di personalità in fase di configurazione.

Quando preoccuparsi del comportamento di un adolescente?

Quindi, è essenziale capire quando è necessario preoccuparsi per il comportamento di un adolescente, ovvero quando:

  • viene coinvolto in episodi di bullismo oppure ha praticato autolesionismo;
  • manifesta una particolare insofferenza verso il mondo accademico al punto da rischiare l’abbandono scolastico;
  • oltre a un’emotività eccessiva, accusa anche sintomi fisici che sembrano collegati agli stati di crisi più intensi;
  • sembra isolarsi dal mondo al punto da non uscire e non avere una compagnia di amici;
  • mette a rischio la sua incolumità con condotte impulsive;
  • è in difficoltà a gestire le sue emozioni, ad esempio si lascia andare alla tristezza o accusa attacchi di panico frequenti.

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Problemi comportamentali in adolescenza: le soluzioni

Anche e queste casistiche possono spaventare, è importante sottolineare che l’adolescenza offre sia problemi che soluzioni: certo non potrai aspettarti di avere di nuovo il bambino che hai sempre conosciuto, ma puoi cavalcare la tempesta emotiva dell’adolescenza di tuo figlio, con gli strumenti giusti.

In primo luogo, ti verrà richiesta una buona dose di umiltà e autocritica: non ti puoi più interfacciare con un adolescente semplicemente facendo valere la tua autorità. Dovrai imparare a considerandolo non come un bimbo ma come un essere umano che sta crescendo e ha bisogno di essere ascoltato.

Ma non puoi aspettarti che venga direttamente a chiederti aiuto, rischiando di vedere il suo orgoglio ferito o di non essere compreso: sarai tu a dover fare il primo, e anche il secondo passo, per avvicinarti a lui.

Come aiutare un figlio adolescente in crisi?

Ma, in concreto, come puoi intervenire in soccorso di tuo figlio?

Ricorda che, anche se ti dimostra il contrario, lui o lei si aspetta il tuo supporto: non vuole che tu lo lasci da solo a decidere per se stesso, perché si sentirebbe abbandonato.

Come aiutare un figlio adolescente in crisi?

Allo stesso tempo, è importante che tu provi a comprendere le dinamiche che si stanno verificando: interessati di come sta, di cosa fa, di cosa gli piace e di cosa pensa, imparando anche a conoscere i suoi timori e le sue fragilità. Incoraggialo a fare esperienze sane che possano aiutarlo a scoprire se stesso.

Potremmo sintetizzare così: a un figlio adolescente occorre un genitore autorevole. Difficilmente rispetterà l’autorità che gli viene imposta con la forza, ma ascolterà volentieri un adulto che si ponga come punto di riferimento.

Il ruolo della psicoterapia in adolescenza

Anche se questi suggerimenti valgono in generale per molte famiglie, non sempre sono sufficienti e a volte è difficile metterli in pratica. In questi casi, non c’è nulla di male nel chiedere aiuto a un professionista.

La psicoterapia in adolescenza può rappresentare un punto di riferimento fondamentale, che può aiutare il ragazzo a trovare le risorse interne per affrontare le sfide che gli vengono proposte in questo periodo.

A questo proposito, Serenis può essere un valido aiuto: troverai psicoterapeuti e psicoterapeute che sapranno indirizzare te e tuo figlio verso la serenità e il raggiungimento di un nuovo equilibrio.

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Redazione

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Revisori

reviewer

Dott. Domenico De Donatis

Medico Psichiatra

Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Pescara n. 4336

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Parma. Specializzazione in Psichiatria presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

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Dott. Federico Russo

Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Neuropsicologo, Direttore Clinico di Serenis

Ordine degli Psicologi della Puglia n. 5048

Laurea in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale a indirizzo neuropsicologico presso l’Istituto S. Chiara di Lecce.

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Dott.ssa Martina Migliore

Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Ordine degli Psicologi dell'Umbria n.892

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente e formatrice. Esperta in ACT e Superhero Therapy. Membro dell'Associazione CBT Italia, ACT Italia e SITCC. Esperta nell'applicazione di meccaniche derivanti dal gioco alle strategie terapeutiche evidence based e alla formazione aziendale.