DSA: cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento?

I DSA possono andare a compromettere la capacità di leggere, scrivere o rapportarsi con i numeri. I DSA non vanno confusi con i deficit intellettivi, poiché non compromettono la capacità intellettiva di chi ne è affetto ma dei disturbi del neurosviluppo.
DSA

Per DSA (o Disturbi Specifici dell’Apprendimento o Disturbi Evolutivi e Specifici dell’Apprendimento) si intendono delle atipie del neurosviluppo, rientrando in questa categoria di difficoltà insieme ai disturbi del movimento, disturbi della percezione e disabilità intellettive. I DSA possono andare a compromettere la capacità di leggere, scrivere o rapportarsi con i numeri.

Nel 2007 il Miur stimava che tra la 3a e la 5a classe primaria e la 3a classe della secondaria di primo grado, il valore medio della prevalenza dei DSA variasse dal 3 al 4%. Questo range può dipendere dell’età in cui viene effettuata la diagnosi e dal tipo di strumenti utilizzati per la diagnosi.

Ne parleremo più approfonditamente durante tutto l’articolo, proponendo delle soluzioni che vanno da una corretta diagnosi fino al supporto offerto da neurologi, psicologi infantili e logopedisti.

DSA: per una definizione

Per DSA si intendono dei disturbi evolutivi del neurosviluppo, che non vanno ad intaccare la capacità intellettiva del bambino ma solo una specifica area di interesse. Ciò è dimostrato dal fatto che i punteggi nei test QI dei bambini affetti da DSA sono generalmente nella media.

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono definiti come un gruppo di condizioni che influiscono negativamente sulla capacità di un individuo di acquisire e utilizzare abilità accademiche, nonostante un’intelligenza adeguata e opportunità educative standard.

DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Quinta Edizione)

Le principali caratteristiche dei DSA sono implicite nell’acronimo che si usa per definirli:

  • disturbi evolutivi: implica che il DSA sorga in parallelo all’evoluzione cognitiva e al neurosviluppo del bambino. Ciò avviene durante l’età scolare e grossomodo fino alla seconda scuola elementare;
  • specifici: i DSA riguardano un’abilità specifica e non implicano deficit intellettivi a livello sistematico. Questo significa che, per ogni DSA, una sola area di interesse sarà compromessa nel suo funzionamento;
  • dell’apprendimento: hanno a che fare con i processi di apprendimento e riguardano quindi una neurodiversità e non una patologia.

Secondo la Consensus Conference dell’Istituto Superiore di Sanità del 2011, i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) rappresentano disturbi che colpiscono un particolare dominio di abilità come le competenze fondamentali necessarie per gli apprendimenti scolastici nella lettura, la scrittura e il calcolo, ma non compromettono le capacità cognitive globali del soggetto.

Cause dei DSA

Le cause fondamentali dei DSA sono di diversa natura:

  • genetica;
  • ambientale;
  • acquisita.

Ricordiamo che i disturbi dell’apprendimento sembrano essere di natura multifattoriale; non esiste quindi una causa univoca alla base del problema. Il disturbo è causato da disfunzioni neurobiologiche che vanno ad intaccare una specifica area di interesse, legata ad una abilità tra la scrittura, la lettura e la capacità di fare i calcoli (Kulkarni M, Kalantre S, 2021).

Più nel dettaglio, sono alcune aree cognitive ad essere interessate dal disturbo; aree che sono poi responsabili dei processi di scrittura, lettura e calcolo.

Per quanto riguarda la componente genetica, sembra che i figli di persone con DSA abbiano più probabilità di sviluppare la stessa problematica. Riguardo alle cause ambientali, invece, possono riguardare comportamenti scorretti tenuti durante la gravidanza (come abuso di sostanze): che hanno poi portato all’atipia del neurosviluppo del bambino (Fonte: NIH).

Possono quindi sorgere in età da scuola come componenti evolutive (si parla in tal caso di DSA evolutivi) o in seguito a traumi, lesioni, ictus, eventi traumatici (si parla allora di DSA acquisiti). Ricordiamo che le problematiche tipiche dei DSA possono essere causate da forte ansia e difficoltà relazionali del bambino. In tal caso, non è corretto parlare di DSA poiché viene a mancare la componente neurologica.

Comorbidità e DSA

I bambini con DSA possono avere difficoltà nelle situazioni sociali, come rispettare i turni o comprendere i giochi, spesso componenti dello spettro autistico lieve. Possono mostrare un breve periodo di attenzione, agitazione motoria, problemi di motricità fine come scrittura e copia, variabilità nelle prestazioni e nel comportamento nel tempo.

La Consensus Conference del 2007 ha evidenziato un’alta presenza di comorbilità sia tra i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) stessi, sia tra i DSA e altri disturbi, come le disprassie. Le disprassie e i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono entrambi disturbi che coinvolgono le abilità cognitive e motorie dei soggetti colpiti. Le disprassie sono caratterizzate da difficoltà nell’esecuzione di movimenti volti, come la coordinazione motoria e la pianificazione dei movimenti. Tra le comorbilità rientrano anche i disturbi del comportamento, dell’umore e d’ansia. Questa elevata comorbilità contribuisce alla marcata eterogeneità dei profili funzionali e di espressività con cui i DSA si manifestano, influenzando significativamente l’approccio diagnostico.

Non di rado, i DSA si accompagnano ad altri disturbi di natura psicopatologica o neurologica. Per esempio:

  • psicopatologica: disturbi dello spettro ansioso, depressione;
  • neurologica: come iperattività, deficit di attenzione, ADHD.

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Quale è la relazione tra DSA e memoria?

I DSA influenzano la memoria di lavoro e quella a breve termine, incidendo sull’apprendimento e le prestazioni scolastiche degli studenti. Segni predittivi di problemi scolastici possono includere disturbi o ritardi nell’espressione verbale o nella comprensione dell’ascolto. I bambini con DSA possono avere deficit nella memoria a breve e a lungo termine, strategie mnemoniche come la ripetizione, e nel ricordare o rievocare parole.

Uno studio condotto da un team di ricercatori ha confrontato i bambini con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) con un gruppo di controllo di bambini senza tali disturbi durante l’esecuzione di un compito di memoria di lavoro. Utilizzando l’elettroencefalogramma (EEG) correlato al compito, è emerso che i bambini con DSA mostravano una minore accuratezza nel compito rispetto al gruppo di controllo. Inoltre, l’analisi ha rivelato una maggiore attività delle onde delta e theta e una minore attività delle onde gamma ad alta frequenza nelle aree cerebrali posteriori nei bambini con DSA. Questi risultati suggeriscono che i bambini con DSA possono avere una gestione inefficiente delle risorse neurali legate alla memoria di lavoro, indicando un ritardo nella maturazione neurale.

La memoria di lavoro è essenziale per elaborare le informazioni a breve termine e per eseguire compiti cognitivi complessi come la comprensione del testo, il calcolo mentale e l’ortografia. Gli studenti con dislessia, spesso incontrano difficoltà nel mantenere e manipolare le informazioni necessarie per leggere, comprendere un testo e risolvere problemi matematici. Allo stesso tempo è possibile che abbiano difficoltà a ricordare sequenze di numeri, parole o verbi, una condizione che dipende dal funzionamento della memoria a breve termine.

Quali sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento?

Tra i DSA ricordiamo:

  • dislessia: questo deficit comporta un’atipia del neurosviluppo che compromette la capacità di lettura;
  • disgrafia: comporta difficoltà motorie con conseguente compromissione dei segni grafici come parole e numeri;
  • disortografia: comporta difficoltà cognitive dal punto di vista della conversione di fonemi in grafemi (cioè della conversione dei suoni in simboli grafici) e non va confusa con la disgrafia;
  • discalculia: difficoltà nell’operare con i numeri e nel svolgere operazioni matematiche;

Per ognuno dei DSA sono presenti sintomi specifici. Ricordiamo che alcuni dei DSA tendono a presentarsi in comorbidità con altri disturbi dell’apprendimento: per esempio, la dislessia si accompagna spesso alla disgrafia e alla disortografia.

Impatto psicologico dei Disturbi specifici dell’Apprendimento

L’ansia e lo stress sono comuni tra coloro che vivono con DSA. La paura di non essere in grado di soddisfare le aspettative, di fallire o di essere giudicati negativamente può portare a livelli elevati di ansia, che a loro volta possono compromettere ulteriormente le prestazioni accademiche e il benessere emotivo.

Inoltre, le continue sfide nell’apprendimento possono causare una diminuzione della motivazione e dell’interesse per la scuola nei bambini con DSA. La mancanza di successo accademico e di gratificazione può generare sentimenti di scoraggiamento, portando il bambino a rinunciare agli sforzi accademici.

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Diagnosticare un Disturbo specifico dell’Apprendimento

Secondo il DSM-5 I sintomi devono essere presenti per almeno sei mesi, nonostante interventi mirati devono emergere durante gli anni scolastici. I bambini con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) possono manifestare difficoltà nell’acquisire l’alfabeto o nell’apprendimento associativo, comportamentale o esecutivo.

I sintomi e i criteri clinici necessari per la diagnosi sono:

  • quoziente intellettivo nella norma o superiore: le persone con DSA hanno un’intelligenza nella media o superiore alla media, il che significa che non sono dovuti a un ritardo cognitivo generale.
  • assenza di disabilità o svantaggi: i DSA non sono causati da problemi di vista, udito o altri fattori esterni come carenze socio-economiche o svantaggi ambientali.
  • persistenza dell’errore: le difficoltà di apprendimento persistono nel tempo, nonostante un adeguato insegnamento e supporto, e non possono essere spiegate da cause transitorie.

La diagnosi di un DSA è fatta attraverso una valutazione completa che include test standardizzati e osservazioni cliniche. Una diagnosi accurata richiede il coinvolgimento di diversi specialisti, tra cui neuropsichiatri infantili, psicologi, logopedisti e pedagogisti. L’intervento precoce e personalizzato è cruciale per aiutare gli individui con DSA a sviluppare strategie compensative e a migliorare le loro capacità accademiche.

Test per la diagnosi di DSA

I test per la diagnosi dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono fondamentali per identificare difficoltà specifiche in ambiti come lettura, scrittura e calcolo. Questi test vengono solitamente somministrati da professionisti qualificati, come psicologi, neuropsichiatri infantili o logopedisti specializzati nei disturbi del linguaggio, e sono parte di una valutazione multidisciplinare.

Nonostante ci siano variazioni nelle definizioni e nell’applicazione a livello internazionale, vi è un accordo generale sulle seguenti due considerazioni:

  1. L’abilità compromessa deve essere significativamente inferiore ai valori normativi attesi per l’età o la classe frequentata, con un punteggio inferiore a -2 deviazioni standard (-2ds).
  2. Il livello intellettivo deve rientrare nei limiti della norma, con un QI non inferiore a -1 deviazione standard (-1ds), equivalente a un punteggio di almeno 85 rispetto ai valori medi attesi per l’età (Consensus Conference, 2007).
Obiettivo del TestTipologie di Test
Valutazione del QIWISC-IV (Wechsler Intelligence Scale for Children – Fourth Edition)
WAIS-IV (Wechsler Adult Intelligence Scale – Fourth Edition)
Valutazione delle abilità di calcoloAC-MT (Test di valutazione delle abilità di calcolo e problem solving matematico)
Test di Denominazione di Numeri e di Calcolo a Mente (TENN-UMC)
Valutazione delle abilità di letturaTest MT Reading
Prove di lettura di parole e non parole (DDE-2, Batteria per la valutazione della dislessia e della disortografia evolutiva)
Test per valutare la scritturaBVSCO-2 (Batteria per la valutazione della scrittura e della competenza ortografica)
Scala di Valutazione della Scrittura (SCO)
Valutazione delle funzioni esecutive e attentive
BIA (Batteria Italiana per l’ADHD)
Test di Vigilanza e Attenzione (TOVA)
Valutazione delle abilità di comprensione Test di Comprensione del Testo (TCT)

Il test rilascia una redazione del rapporto diagnostico, un documento che dettaglia i risultati dei test, la diagnosi e le raccomandazioni per interventi educativi e terapeutici. Tuttavia, per ottenere una diagnosi accurata, è fondamentale rivolgersi a centri specializzati e seguire un percorso diagnostico completo e multidisciplinare.

Raccomandazioni cliniche del metodo della Consensus Conference

Il rapporto “Raccomandazioni per la pratica clinica definite con il metodo della Consensus Conference”, pubblicato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) italiano è stato redatto utilizzando il metodo della Consensus Conference e fornisce raccomandazioni per la pratica clinica riguardanti i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).

Il documento affronta diverse aree legate ai DSA, comprese le definizioni, la diagnosi, il trattamento e le implicazioni educative. Le raccomandazioni sono il risultato di un processo di revisione e valutazione condotto da un gruppo di esperti nel campo dei DSA. Di seguito, analizziamo la diagnosi prevista per ogni specifico disturbo, seguendo le linee guida del MIUR.

Diagnosi della Dislessia

La diagnosi della dislessia evolutiva, richiede una valutazione approfondita che includa prove standardizzate di lettura a vari livelli: lettere, parole, non-parole e brani. È fondamentale valutare sia la rapidità che l’accuratezza della performance e stabilire una significativa discrepanza rispetto ai valori medi attesi per l’età o la classe frequentata dal bambino. Inoltre, si sta prendendo sempre più in considerazione anche il disturbo della comprensione del testo come entità distinta, indipendente dai disturbi di decodifica.

Tuttavia, non è ancora definito a quale delle prove di lettura (parole, non-parole, brano) applicare tali criteri diagnostici e a quali età, poiché ciascuna prova misura processi leggermente diversi e le prestazioni possono variare significativamente con l’età e il tipo di intervento. Pertanto, al momento, la decisione di formulare la diagnosi di DSA è basata sul giudizio clinico complessivo, tenendo conto dell’intero quadro osservativo.

Idealmente, la diagnosi dovrebbe essere effettuata alla fine del secondo anno della scuola primaria, ma in alcuni casi può essere utile anticipare la valutazione già alla fine del primo anno, specialmente se sono presenti altri indicatori diagnostici rilevanti.

Diagnosi dei disturbi della scrittura

Il Disturbo della Scrittura, suddiviso in componenti linguistica e motoria, richiede la somministrazione di prove standardizzate per una valutazione accurata. Per la disortografia, il parametro di valutazione principale è la correttezza, con un’attenzione particolare al numero di errori e alla loro distribuzione percentuale (al di sotto del 5° centile). Per la disgrafia, invece, si valuta la fluenza e si analizzano le caratteristiche qualitative del segno grafico.

Questo disturbo può presentarsi in isolamento, sebbene raramente, o più tipicamente in associazione ad altri disturbi specifici dell’apprendimento. Pertanto, si suggerisce l’uso della dicitura estesa “Disturbo Specifico di Apprendimento della Lettura e/o della Scrittura (grafia e/o ortografia) e/o del Calcolo” per descrivere la possibile co-occorrenza di più disturbi, senza stabilire una gerarchia tra di essi.

Diagnosi della Discalculia

La letteratura più recente sul Disturbo del Calcolo individua due profili distinti di Discalculia. Uno caratterizzato da una debolezza nella strutturazione cognitiva delle componenti numeriche di base, come la capacità di quantificazione, comparazione e seriazione, e un altro che coinvolge procedure esecutive come la lettura, la scrittura e l’organizzazione dei numeri, oltre al calcolo stesso.

È generalmente concordato di escludere dalla diagnosi le difficoltà nella soluzione dei problemi matematici. Anche per il Disturbo Specifico del Calcolo, come per quelli della lettura e della scrittura, si raccomanda l’uso di prove standardizzate per valutare correttezza e rapidità, con un parametro di -2ds rispetto ai valori medi attesi per l’età e/o la classe frequentata.

Nell’analisi delle competenze di cognizione numerica, si consiglia di tenere conto soprattutto del parametro della rapidità. Per quanto riguarda l’analisi dei disturbi delle procedure esecutive e del calcolo, si concorda sulla diagnosi non prima della fine del 3° anno della scuola primaria per evitare falsi positivi.

Anche il Disturbo del Calcolo può manifestarsi in isolamento o in associazione con altri disturbi specifici.

Soluzioni ai DSA

Molti genitori si trovano ad affrontare le problematiche tipiche dei DSA. Pensiamo che in Italia, nell’anno 2018/2019, quasi il 3,1% degli studenti si trovava ad affrontare uno di questi disturbi. Diviene quindi fondamentale conoscere e saper riconoscere il DSA a partire dai suoi sintomi.

Altrettanto importante, è non azzardare soluzioni casalinghe che possono comprendere:

  • forzare il bambino a leggere, scrivere o fare calcoli;
  • costringerlo a svolgere dettati se è disortografico;
  • fargli praticare molti esercizi matematici se è discalculico e così via.

Al contrario, il primo passo consiste in una corretta diagnosi che può essere fornita da uno psicologo infantile, un neurologo o un logopedista.

Si tratterà in seguito di fornire un supporto costante ed equilibrato al bambino in difficoltà, così da insegnargli come gestire il DSA sia nell’ambito scolastico che nella vita futura.

Prognosi dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento

La prognosi dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) può essere valutata su diversi fronti, ciascuno con i suoi fattori di influenza:

  • Evoluzione nel tempo dell’efficienza nelle abilità di lettura, scrittura e calcolo.
  • Adattamento psicosociale e qualità della vita.
  • Presenza o sviluppo di disturbi psicopatologici, come indicato dalle comorbilità.
  • Progresso nell’ambito scolastico e professionale.

La prognosi dipende da una serie di fattori, inclusi quelli che aumentano o diminuiscono la vulnerabilità del soggetto. La progressione nei vari aspetti della prognosi può variare notevolmente e può essere influenzata da fattori come la gravità iniziale del DSA, la tempestività e l’efficacia degli interventi, il livello cognitivo e metacognitivo del soggetto, la presenza di compromissioni neuropsicologiche aggiuntive, la compresenza di difficoltà nelle diverse aree (lettura, scrittura, calcolo), la presenza di disturbi psichiatrici concomitanti e il tipo di supporto ambientale ricevuto. (Fonte: Consensus Conference, 2007).

DSA: come intervenire a scuola?

L’intervento sulla Dislessia, Disgrafia, Disortografia e Discalculia (DSA) a scuola richiede una serie di strategie e azioni mirate per supportare al meglio gli studenti con queste difficoltà. La Legge 170 del 2010 è una normativa italiana che riconosce e tutela il diritto all’istruzione degli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento. È fondamentale collaborare con psicologi, logopedisti e neuropsichiatri infantili per la diagnosi e la stesura del profilo individuale dello studente.

Dopo la diagnosi, la scuola deve redigere un PED -Piano Didattico Personalizzato- che descriva le strategie e gli strumenti compensativi e dispensativi necessari per lo studente. Utilizzare approcci che coinvolgano più canali sensoriali (visivo, uditivo, tattile) come i giochi musicali facilita l’apprendimento.

Ad esempio, nell’insegnamento dei verbi ai bambini con DSA può risultare utile far giocare al bambino a giochi di parole che coinvolgono i verbi, come il “completa la frase” o il “trova il verbo”. Ma anche inventare storie insieme al bambino, incoraggiandolo a utilizzare verbi in tempi e modi diversi o far recitare filastrocche o canzoncine che contengono verbi.

Trattamento dei DSA

L’Italia dispone di numerosi centri di eccellenza specializzati nella diagnosi e nel trattamento dei disturbi del neurosviluppo, tra cui i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), l’autismo, il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD).

Per i servizi del SSN, solitamente è necessario ottenere una prescrizione dal pediatra o dal medico di base e prenotare una visita specialistica. Per i centri privati, è possibile contattarli direttamente per informazioni su costi e modalità di prenotazione, portando con sé tutta la documentazione scolastica e sanitaria relativa al bambino, inclusi eventuali test e valutazioni già effettuate. Oltre agli ospedali che offrono dipartimenti dedicati, esistono associazioni e organizzazioni di supporto come:

  • Associazione Italiana Dislessia (AID): l’AID offre risorse, formazione e supporto per genitori, insegnanti e studenti con DSA. Sul loro sito web è possibile trovare informazioni sui servizi locali e sui centri accreditati.
  • Fondazione Italiana Dislessia (FID): fornisce informazioni e supporto sui DSA e può aiutare a trovare centri specializzati.

Per ciascun specifico disturbo vengono seguiti iter differenti. Tuttavia, è importante sottolineare che non vi sono prove scientifiche sufficienti a supporto delle affermazioni riguardanti i benefici del trattamento visivo per i disturbi dell’apprendimento. Procedure diagnostiche e terapeutiche basate sulla vista, come l’allenamento visivo o l’uso di lenti colorate, non sono supportate da prove valide. La ricerca attuale non dimostra che i bambini che partecipano a terapie visive abbiano una maggiore reattività rispetto a quelli che non partecipano (Handler SM, Fierson WM, 2011).

Terapia Medica, Comportamentale e Psicologica

In alcuni casi, soprattutto quando i DSA sono associati ad altri disturbi come l’ADHD, può essere prescritta una terapia farmacologica. I farmaci per l’ADHD aiutano a migliorare l’attenzione e il controllo degli impulsi, facilitando l’apprendimento.

Attraverso la terapia psicologica e comportamentale, vengono insegnate abilità specifiche e strategie per gestire comportamenti problematici e migliorare l’autoregolazione mediante tecniche come il rinforzo positivo. Inoltre, la psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT), può aiutare gli studenti con DSA a sviluppare strategie di coping per gestire l’ansia e lo stress associati alle difficoltà di apprendimento, migliorando al contempo l’autostima e la motivazione. Gli psicoterapeuti di Serenis hanno in media circa 10 anni di esperienza e possono aiutarti a gestire i sentimenti negativi causati dagli ostacoli dei disturbi specifici dell’apprendimento. Magari puoi pensare di aiutarti rivolgendoti a uno psicologo online.

A chi rivolgersi: figure specializzate

Per affrontare i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) in modo efficace, è essenziale coinvolgere diverse figure professionali specializzate.

Il Neuropsichiatra Infantile coordina il lavoro dell’équipe, effettuando la diagnosi clinica, mentre il supporto psicologico è fornito da psicologi/psicoterapeuti che valutano le abilità cognitive ed emotive. Il Logopedista si occupa invece della riabilitazione linguistica e comunicativa.

Per quanto riguarda la formazione scolastica, Il pedagogista adatta le strategie educative insieme al Tutor dell’Apprendimento che fornisce supporto pratico agli studenti.

Come formarsi sui DSA?

I professionisti sono specializzarti nei disturbi dell’apprendimento (DSA) attraverso master in Neuropsicologia e trattamento dei disturbi dell’apprendimento, e insieme formano un’équipe multidisciplinare per garantire un intervento completo e personalizzato per gli studenti con DSA.

L’obiettivo dei master è fornire una conoscenza approfondita dei DSA, inclusi dislessia, disgrafia, discalculia e disortografia e sviluppare competenze per progettare interventi educativi efficaci. Molte università italiane offrono master in DSA, preparando i professionisti a svolgere un ruolo cruciale nella riabilitazione dei pazienti.

Bibliografia

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  • Peters L, Ansari D. Are specific learning disorders truly specific, and are they disorders? Trends Neurosci Educ. 2019 Dec;17:100115. doi: 10.1016/j.tine.2019.100115. Epub 2019 Jul 6. PMID: 31685130.
  • Cristofani P, Di Lieto MC, Casalini C, Pecini C, Baroncini M, Pessina O, Gasperini F, Dasso Lang MB, Bartoli M, Chilosi AM, Milone A. Specific Learning Disabilities and Emotional-Behavioral Difficulties: Phenotypes and Role of the Cognitive Profile. J Clin Med. 2023 Feb 27;12(5):1882. doi: 10.3390/jcm12051882. PMID: 36902669; PMCID: PMC10003319.
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Dott.ssa Martina Migliore

Approccio:
Titolo di studio
Descrizione
Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.

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Revisori

reviewer

Dott. Domenico De Donatis

Medico Psichiatra

Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Pescara n. 4336

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Parma. Specializzazione in Psichiatria presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

reviewer

Dott. Federico Russo

Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Neuropsicologo, Direttore Clinico di Serenis

Ordine degli Psicologi della Puglia n. 5048

Laurea in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale a indirizzo neuropsicologico presso l’Istituto S. Chiara di Lecce.

reviewer

Dott.ssa Martina Migliore

Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Ordine degli Psicologi dell'Umbria n.892

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente e formatrice. Esperta in ACT e Superhero Therapy. Membro dell'Associazione CBT Italia, ACT Italia e SITCC. Esperta nell'applicazione di meccaniche derivanti dal gioco alle strategie terapeutiche evidence based e alla formazione aziendale.