Questa pagina parla di depressione

Cercheremo di spiegarti cos'è, cosa non è e come si può affrontare. Abbiamo verificato la correttezza dei contenuti, ma non usarli per autovalutarti, soprattutto se ti rivedi in certe frasi. Non possono sostituire un aiuto professionale.

Cos'è la depressione?

Per capirlo, dobbiamo partire dall'umore: il nostro stato d'animo "di base", che modifica il modo in cui percepiamo quello che ci accade.


A differenza delle emozioni, l'umore è meno specifico e meno legato ai singoli stimoli, perché riguarda sentimenti psichici che agiscono in sottofondo (anche se può essere influenzato da fattori esterni, come il sonno e l'alimentazione).

Alcuni disturbi possono modificare l'umore in maniera così significativa da incidere sulla qualità della vita. Quando si parla di "depressione", in genere ci si riferisce a uno di questi disturbi: il disturbo depressivo maggiore (anche detto "depressione clinica", "endogena" o "unipolare").

Secondo l'OMS, nel mondo circa 280 milioni di persone soffrono di depressione.

Quali sono i sintomi della depressione?

Chi soffre di un disturbo depressivo maggiore presenta, quasi ogni giorno per almeno due settimane, sintomi come:

- umore deflesso, tristezza e malinconia;
- forte agitazione, o rallentamento psicomotorio;
- apatia o perdita di interesse per le attività di tutti i giorni;
- ansia e attacchi di panico;
- troppo o troppo poco appetito;
- perdita di energia;
- pensieri di morte;
- isolamento, solitudine, sedentarietà e/o scarsa cura di sé;
- sfiducia, calo di autostima, pessimismo e/o tendenza al pianto.


Questi sintomi non sono sempre tutti presenti; al tempo stesso, avvertirli non significa per forza soffrire di depressione. Per arrivare a una diagnosi, è importante valutarne la gravità e la frequenza.

Quali sono le cause della depressione?

Si pensa che la depressione nasca da una combinazione di cause biologiche, genetiche, ambientali e sociali.‍

Sappiamo che possono esserci eventi, situazioni e patologie che aumentano il rischio di sviluppare la depressione maggiore, come l'abbandono infantile, i lutti, i divorzi, la disoccupazione, il mobbing, il bullismo, i disturbi alimentari, l'abuso di alcol e di sostanze. Ma questi fattori esterni sembrano interagire con delle vulnerabilità preesistenti.

Quali siano queste vulnerabilità non è del tutto chiaro. Tra i sospettati principali ci sono la carenza di alcuni neurotrasmettitori (come la serotonina e la noradrenalina), la produzione eccessiva del cortisolo, l'alterazione del genoma e di alcune aree cerebrali. La varietà degli studi e dei risultati, a volte contraddittori, esclude la presenza di un solo colpevole.

Esistono molte forme di depressione

Alcune sono varianti della depressione maggiore; altre fanno parte di disturbi distinti. Ecco una lista parziale.

Atipica

Comporta alcuni sintomi assenti nella depressione maggiore, come il momentaneo miglioramento dell'umore dopo un evento positivo, l'ipersonnia e l'aumento dell'appetito. È più comune nelle donne e nei giovani.

Catatonica

È una rara forma di depressione maggiore caratterizzata da disturbi del comportamento motorio. I sintomi includono immobilità, mutismo, rifiuto di mangiare, sguardo fisso, movimenti anomali o senza scopo.

Distimia

Dura più a lungo della depressione maggiore, ma comporta sintomi più lievi, tanto che spesso vengono scambiati per dei tratti caratteriali. Oggi viene definita "disordine depressivo persistente."

Disturbo dell'adattamento

Nasce in seguito a un evento molto stressante o a un cambiamento intenso e/o traumatico, al quale non si riesce ad adattarsi. Ne esistono sei tipi, accomunati da ansia e umore depresso.

Melanconica

È un sottotipo della depressione maggiore. Può comportare la perdita di piacere per quasi ogni attività, reattività nulla agli stimoli positivi, peggioramento dell'umore al mattino, forte perdita di peso e sensi di colpa.

Post-partum

Colpisce le madri o i padri durante la gravidanza o nelle settimane successive al parto o all'aborto. Non va confusa con la "sindrome del terzo giorno", o "maternity blues", che è molto più comune e si esaurisce in poche settimane.

C'è un test per scoprire se si soffre di depressione?

In ambito clinico si usa un test chiamato PHQ-9. Introdotto nel 2001, si è dimostrato efficace per valutare la presenza e la gravità della depressione. Ma non è uno strumento di autovalutazione: per avere valore diagnostico, deve essere esaminato da psicologi, psicoterapeuti, medici o psichiatri.

Se lo farai in autonomia, non scoprirai se soffri di depressione: avrai solo un'indicazione dell'eventuale presenza di alcuni sintomi, che potrebbero dipendere da cause del tutto diverse.

Il PHQ-9 è stato analizzato da questo e da questo studio di Kroenke, Spitzer & Williams.
Fai il test PHQ-9

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