Tutto quello che vuoi sapere sulla dipendenza da cannabis e come uscirne

Questo articolo è pensato per rispondere a tutte le domande e curiosità sulla dipendenza da marijuana. Ti spiegherà cos’è la dipendenza da cannabis, quali sono i sintomi e come si cura, e ti fornirà informazioni scientifiche spiegate in modo semplice. L’articolo è curato da Serenis Health, piattaforma di psicoterapia online.

Cos’è la dipendenza da cannabis

La dipendenza da cannabis consiste nell’impossibilità o nella mancata volontà di smettere di fare uso di marijuana o di uno dei suoi derivati. Ciò sebbene l’abuso della sostanza interferisca negativamente con molti lati della vita privata. C’è un ampio dibattito sulla cannabis e sulla possibilità che provochi una dipendenza. Ma ormai è certo che la cannabis dà dipendenza psicologica. Ad ogni modo, viene classificata come una sostanza che non dà dipendenza fisica.

Le proprietà della cannabis ne consentano l’utilizzo nella terapia nel trattamento di diversi disturbi cronici. Ciononostante, il suo uso ricreativo rimane fuori legge. E questo perché la sostanza presenta dei rischi per la salute comprovati. Gli effetti collaterali possono essere sia psicologici, che fisici e neurologici. Ecco una lista completa di effetti dannosi della cannabis.

  • Bronchite. Per i fumatori di cannabis il rischio è elevato.
  • Disturbi cardiovascolari. Secondo alcuni articoli scientifici il consumo di cannabis aumenta il rischio di infarto.
  • Riduzione della memoria. La cannabis può alterare la memoria a breve termine.
  • Problem solving. Sembra che la cannabis possa ridurre la capacità di pensiero e di soluzione dei problemi.
  • Riduzione dei riflessi. Un effetto dell’uso della cannabis sul breve termine è la capacità di alterare la coordinazione dei movimenti.
  • Alterazioni sensoriali. L’abuso di cannabis altera il senso del tempo, ma anche la percezione dei colori e dei suoni. Questo soltanto durante l’assunzione della sostanza.
  • Schizofrenia. L’abuso di cannabis può aumentare il rischio di sviluppare un disturbo psicotico in alcune persone.

Cannabinoidi: differenze tra hashish, marijuana e le altre varietà di cannabis

Con il termine cannabis ci si riferisce alla sostanza chimica che ha proprietà psicoattive. D’altra parte, il termine cannabis deriva dal nome della pianta dalla quale si ricava sia la sostanza stupefacente che i principi attivi terapeutici. In botanica, la pianta viene chiamata Cannabis Sativa L. e comprende tre sottospecie: indica, sativa e ruderalis.

Tutte e tre le varietà di cannabis sono potenzialmente utilizzabili come droghe. La pianta, infatti, sviluppa oltre 750 principi attivi. Alcuni di essi, come i cannabinoidi, possono essere psicoattivi o avere degli effetti benefici per la salute. Solitamente, la cannabis indica è la più utilizzata come sostanza stupefacente ed è quella più comune nella dipendenza da marijuana.

Il termine generico cannabis è sinonimo di marijuana, che viene chiamata anche Ganja. Invece, l’hashish è un prodotto derivato dalla resina prodotta dalla pianta. La marijuana è anche la parte della pianta che si fuma per assorbirne gli effetti psicoattivi. Generalmente, si essiccano e poi fumano le foglie e parte delle inflorescenze.

Ma la cannabis non viene soltanto fumata. Bensì, il suo principio attivo psicotropo, il THC, è liposolubile. Cioè, si scioglie nei lipidi, nei grassi. Per questo motivo la cannabis viene anche assunta per via orale mescolandola a bevande o alimenti, solitamente biscotti o dolciumi.

Dipendenza fisica e psicologica da cannabis

La cannabis può dare dipendenza fisica e psicologica. Sebbene sia catalogata come una droga leggera, e quindi incapace di sviluppare una dipendenza fisica, ciò è vero solo in parte. La dipendenza fisica da marijuana si verifica, ma dura pochi giorni e si autorisolve. In tal senso, la cannabis non provoca una dipendenza fisica alla pari di altre sostanze come gli oppiacei.

La dipendenza fisica della cannabis ha a che fare con il suo meccanismo d’azione. La dipendenza da marijuana si verifica quando il cervello si adatta a grandi quantità di droga riducendo la produzione e la sensibilità ai propri neurotrasmettitori endocannabinoidi. Infatti, il nostro organismo è dotato di recettori naturali per alcuni dei principi attivi presenti nella cannabis.

Ma è stato scoperto anche che il nostro organismo produce delle sostanze chiamate endocannabinoidi, in grado di interagire con i recettori cannabinoidi. Questi composti organici sono coinvolti in una moltitudine di processi all’interno del nostro corpo, come la mediazione del dolore, l’appetito, la memoria e molto altro ancora.

D’altra parte, la dipendenza psicologica da cannabis riguarda principalmente il processo di ricompensa nel comportamento della persona e anche a livello del sistema nervoso. In poche parole, la persona continua a fare uso di marijuana perché prova piacere. Allo stesso tempo, a livello neuronale, i cannabinoidi sottopongono il sistema di ricompensa a iperstimolazione.

Per questo, i sintomi dell’astinenza possono includere ansia, nervosismo, irritabilità, irrequietezza e umore depresso. Inoltre, possono provocare disturbi del sonno, sintomi gastrointestinali e diminuzione dell’appetito. Questi sintomi, tuttavia, tendono a scomparire spontaneamente entro qualche settimana.

Altri tipi di dipendenza da sostanze

La dipendenza da cannabis fa parte delle dipendenze da sostanze. Tutte queste, infatti, sono classificate come disturbi psicologici nei manuali diagnostici più diffusi come il DSM 5 o l’ICD-11. Al loro interno si trovano tutte le dipendenze che hanno come oggetto una sostanza della quale non si riesce a fare a meno dopo un certo periodo di consumo. Ecco una lista dei tipi di dipendenza da sostanze più diffusi.

  • Oppiacei. La dipendenza da oppio e derivati è una dipendenza da droga molto diffusa. Comprende la dipendenza dalle droghe più famosa, l’eroina. Ma anche la dipendenza da antidolorifici e la dipendenza da medicinali oppiacei, come l’ossicodone, la codeina e la morfina.
  • Cocaina. La dipendenza da cocaina è una dipendenza da sostanze psicoattive molto pericolosa per la salute. L’intossicazione acuta può portare alla morte anche al primo utilizzo.
  • Psicofarmaci. La dipendenza da psicofarmaci è molto facile da sviluppare. In particolare, la dipendenza da benzodiazepine, i farmaci anti ansia, è molto diffusa. Tra queste, è divenuta famosa la dipendena da xanax e da valium, grazie alla loro diffusione a partire dagli anni ’80.
  • Alcol e fumo. Sono le dipendenze da sostanze psicoattive più diffuse al mondo. Si stima che 1,3 miliardi di persone al mondo fumino regolarmente. Mentre quasi 300 milioni di persone abbiano una dipendenza da alcol.

Sintomi ed effetti della dipendenza da cannabis

Gli effetti della marijuana sono principalmente il rilassamento, l’amplificazione delle percezioni sensoriali e una sensazione di benessere. Questi sintomi delle droghe leggere, come sono considerate la ganja e l’hashish, sono da attribuire al consumo di una quantità moderata in una persona tendenzialmente sana. Infatti, tra gli effetti collaterali delle canne si possono elencare l’ansia, l’attacco di panico, le allucinazioni, la paranoia e le vertigini.

Si possono anche presentare degli effetti di astinenza da cannabinoidi con sintomi come irrequietezza, nervosismo e instabilità emotiva. D’altra parte, gli effetti della cannabis a lungo termine possono comprendere apatia, spaesamento, ma anche tutti i sintomi tipicamente associati al tabagismo. Questo quando la modalità principale di assunzione della marijuana è tramite il fumo. Ecco una lista di tutti i sintomi della cannabis.

  • Rilassamento. La cannabis a breve termine può indurre una sensazione di benessere e relax, ma anche sonnolenza.
  • Aumento dell’appetito. Uno degli effetti della marijuana è quello di aumentare la fame. Per questo viene utilizzata nei pazienti oncologici e che soffrono di anoressia.
  • Antiemetico. Alcuni cannabinoidi possono favorire la digestione e bloccare il vomito.
  • Percezione. Spesso gli effetti dell’hashish o della ganja comprendono l’alterazione delle percezioni, con allucinazioni e altri fenomeni.

Questi invece i sintomi dell’astinenza da cannabis.

  • Sudore e brividi. Raramente si presentano sintomi fisici, ma tra questi i più comuni sono comunque poco marcati.
  • Nervosismo. La persona è irritabile, suscettibile, irrequieta.
  • Ansia. L’angoscia prende il sopravvento e si può sperimentare ansia prolungata.
  • Disturbi del sonno. Si possono presentare problemi come insonnia, alterazioni del ritmo sonno-veglia e difficoltà ad addormentarsi.
  • Rabbia. Sono possibili attacchi d’ira e aggressività.
  • Umore depresso. Qui non si parla di depressione, ma di tono dell’umore tendenzialmente depresso.
  • Appetito. Se la marijuana aumenta l’appetito, l’astinenza lo diminuisce.

In generale, i sintomi della dipendenza da cannabis si presentano con la tolleranza e con un comportamento teso a procurarsi e assumere molto spesso la sostanza. La tolleranza consiste nell’aumento della dose necessaria a provocare effetti psicotropi come la sensazione di benessere e il rilassamento. Mentre la ricerca continua della sostanza può avere conseguenze sulla vita privata e nelle relazioni, come in ogni dipendenza. Ad esempio, la persona può perdere il lavoro, avere conseguenze legali e una riduzione della qualità e della quantità delle relazioni affettive.

Il test sulla dipendenza da cannabis

Sono molti i test disponibili online che aiutano a capire se si è dipendenti dalla cannabis. Tuttavia, pochi di questi sono scientificamente validati. E inoltre, qualora lo fossero, andrebbero somministrati da uno psicologo certificato. Questo perché c’è il pericolo di compilare il test in maniera errata. Ma soprattutto di arrivare alle conclusioni sbagliate o fuorvianti.

Solo uno psicoterapeuta, infatti, può diagnosticare una dipendenza. Perciò ti consigliamo di chiedere sempre l’aiuto di un professionista quando ti approcci ai test sulle dipendenze. In particolare, uno dei test più utilizzati per la dipendenza da cannabis è il questionario CAST (Cannabis Abuse Screening Test). Si tratta, appunto, di un breve questionario di autovalutazione sulla dipendenza da marijuana.

Dipendenza da cannabis

Come disintossicarsi dalla cannabis

Disintossicarsi dalla cannabis può essere un percorso breve e semplice, soprattutto se la dipendenza non è così marcata e si è instaurata da poco. I nostri consigli su come superare la dipendenza da cannabis riguardano principalmente il rilassamento. Prima di tutto, bisogna armarsi di una grande forza di volontà. L’assunzione di cannabis, infatti, stimola la produzione di dopamina e alimenta il sistema della ricompensa. Perciò, una volta che si smette di fumare canne, questi effetti non si presentano. E inoltre l’organismo per un po’ di tempo si deve riabituare a non ricevere la sostanza, producendo meno dopamina in modo naturale.

Questo dà inizio alla crisi di astinenza. Per la cannabis può durare qualche settimana al massimo. Ma in quel periodo una ricaduta è particolarmente insidiosa e probabile. Il consiglio su come disintossicarsi dalla cannabis passa quindi per capire i motivi della sua assunzione. Se la si assume per il rilassamento, si possono prendere delle sostanze naturali alternative, come la lavanda e la camomilla. In questo modo si potrà dormire meglio.

Sono utili anche gli esercizi di respirazione e rilassamento, come il training autogeno e la meditazione. Inoltre, molte sostanze naturali possono aiutare a combattere i sintomi dell’astinenza. In particolare il magnesio, il ginseng, l’iperico e lo zenzero aiutano a regolare l’umore, ma anche la digestione e la fame.

Tuttavia, uscire dalla dipendenza da cannabis è solitamente un percorso molto complesso che necessita di un supporto psicoterapico. Solo in pochissimi casi una persona può affrontarla in autonomia. Eliminare la sostanza tossica è soltanto il primo passo. Solitamente la terapia individua le motivazioni della dipendenza, arrivando alla radice di paure, frustrazioni e insoddisfazioni.

Dipendenza da cannabis come si cura

Chiedere aiuto a uno psicologo: come fare

Se soffri di una dipendenza da cannabis, non aspettare e contatta uno psicologo. Un terapeuta è in grado di ascoltare e comprendere la situazione nel suo complesso, aiutandoti a combattere la dipendenza prima che si intensifichi o possa compromettere la tua vita lavorativa o sociale.

Un percorso psicoterapeutico è fondamentale per comprendere la tua complessa situazione, per capire come uscire da una dipendenza, e ti aiuterà a superare l’ansia, la depressione e il nervosismo. Spesso infatti non è facile sapere a chi rivolgersi, e possiamo non sapere esattamente che parole usare per descrivere il nostro problema nemmeno ad amici o famigliari. Ma uno psicologo lavora per guidarci sin dall’inizio, per aiutarci ad esprimere con precisione la sofferenza. E ci guida nel nostro percorso fino alla completa soluzione. Per questo dovresti affidarti a degli psicologi specializzati in dipendenze.

Quando hai deciso di farti aiutare da uno psicoterapeuta, devi scegliere quello giusto, un terapista sessuale esperto. Ma non è facile: ognuno ha una sua specializzazione e la ricerca potrebbe farti perdere tempo e allontanarti dalla guarigione. Ecco qualche consiglio per scegliere il percorso che fa per te:

  1. Assicurati che sia uno psicoterapeuta certificato. Gli psicologi che non sono psicoterapeuti possono darti dei validi consigli, ma non possono proporti un percorso di cura.
  2. Scegli qualcuno che non sia legato a parenti o amici. Devi sentirti tranquillo e aprirti completamente durante la terapia, e questo avviene meglio con professionisti che non sono connessi alla tua sfera di conoscenze.
  3. Trova uno psicoterapeuta esperto. Per quanto tutti i terapeuti abbiano avuto una formazione completa, migliaia di ore di esperienza sul campo e una specializzazione sono garanzia di un percorso di successo.
  4. Scegli qualcuno con cui entri in sintonia. Questo lo puoi sapere veramente solo provando una seduta, ma in fase di prenotazione puoi porre delle domande che ti aiuteranno a capire meglio se lo psicoterapeuta che hai scelto fa al caso tuo. Come sarà strutturato il percorso? Su cosa ci si concentrerà? Sono previsti esercizi e compiti a casa?

Una soluzione è Serenis, l’azienda che tra altre cose cura anche questo blog: ti assegna il terapeuta più adeguato, con cui farai una prova gratuita (e se non funziona, lo cambi con un clic). Ci sono però molti altri modi per trovare uno psicoterapeuta: per esempio puoi chiedere al medico di base o rivolgerti ad un consultorio nella tua zona.

Bibliografia e approfondimenti

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Revisori

reviewer

Dott. Raffaele Avico

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista certificato EMDR I

Ordine degli Psicologi del Piemonte num. 5822

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista EMDR. È membro della ESDT (European Society for Trauma and Dissociation) e socio AISTED (Associazione italiana per lo studio del trauma e della dissociazione).

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Dott. Rosario Urbani

Psicoterapeuta specializzato in cognitivo comportamentale

Ordine degli Psicologi della Campania num. 6653/A

Laureato in Neuroscienze presso la Seconda Università di Napoli. Specializzato presso l’istituto Skinner in psicoterapia cognitivo comportamentale. Analista del comportamento ABA e specializzato anche nella tecnica terapeutica dell'EMDR.

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Dott.ssa Maria Vallillo

Psicoterapeuta specialista in Lifespan Developmental Psychology

Ordine degli Psicologi del Lazio num. 25732

Laurea in Psicologia presso l'Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in psicoterapia e psicologia del ciclo di vita presso l’Università la Sapienza di Roma. Esperta in neuropsicologia e psicodiagnostica e perfezionata in psico-oncologia.