Dipendenza da cannabis: come uscirne?

La dipendenza da cannabis comporta tolleranza e un aumento dei comportamenti di ricerca e consumo, con sintomi che includono rilassamento, alterazioni delle percezioni e, in astinenza, nervosismo, ansia e disturbi del sonno.
dipendenza da cannabis cosa fare

La dipendenza da cannabis, sebbene meno comune rispetto ad altre dipendenze da sostanze, può comunque verificarsi con un uso cronico. Mentre la dipendenza fisica è lieve, quella psicologica può essere significativa, con sintomi quali irritabilità, ansia e difficoltà di concentrazione durante l’astinenza. Questo rischio è amplificato nell’uso precoce e frequente durante l’adolescenza, poiché il cervello è ancora in fase di sviluppo. L’abuso di cannabis può anche aumentare il rischio di sviluppare disturbi psichiatrici come la psicosi.

Cos’è la dipendenza da cannabis

La dipendenza da cannabis consiste nell’impossibilità o nella mancata volontà di smettere di fare uso di marijuana o di uno dei suoi derivati. Secondo gli esperti, fattori come ansia e depressione contribuiscono a questa dipendenza. C’è un ampio dibattito sulla cannabis e sulla possibilità che provochi una dipendenza, ma ormai è certo che la cannabis dà dipendenza psicologica. A ogni modo, viene classificata come una sostanza che non dà dipendenza fisica.

A livello mondiale, la cannabis è la droga illecita più utilizzata. Negli Stati Uniti, oltre il 42% delle persone sopra i 12 anni ha sperimentato la cannabis almeno una volta nella vita, con un aumento del consumo tra i giovani. Nel corso degli anni, il trend di diminuzione del consumo di cannabis è stato invertito, con un aumento del consumo mensile tra gli adolescenti dai 12 ai 17 anni. Questo aumento è stato accompagnato da una percezione ridotta dei rischi associati all’uso di cannabis.

La dipendenza dalla cannabis inoltre, presenta sfide significative per gli psichiatri, che spesso si trovano ad assistere pazienti con questo problema, spesso associato a disturbi della salute mentale.

Hai una dipendenza? Parlane con un esperto

Compila il questionario Serenis e scopri il terapeuta più adatto a te

Primo colloquio gratuito

Sedute online

Il servizio di psicoterapia meglio recensito in Italia

Inizia il questionario

Effetti e conseguenze

Le proprietà della cannabis ne consentano l’utilizzo nella terapia nel trattamento di diversi disturbi cronici, ma il suo uso ricreativo rimane fuori legge in Italia. Gli effetti collaterali possono essere sia psicologici, che fisici e neurologici. Ecco una lista completa di effetti dannosi della dipendenza da cannabis.

  • Bronchite. Per i fumatori di cannabis il rischio è elevato.
  • Disturbi cardiovascolari. Secondo alcuni articoli scientifici il consumo di cannabis aumenta il rischio di infarto.
  • Riduzione della memoria. La cannabis può alterare la memoria a breve termine.
  • Problem solving. Sembra che la cannabis possa ridurre la capacità di pensiero e prendere decisioni per risolvere dei problemi.
  • Riduzione dei riflessi. Un effetto dell’uso della cannabis sul breve termine è la capacità di alterare la coordinazione dei movimenti.
  • Alterazioni sensoriali. L’abuso di cannabis altera il senso del tempo, ma anche la percezione dei colori e dei suoni. Questo soltanto durante l’assunzione della sostanza.
  • Schizofrenia. L’abuso di cannabis può aumentare il rischio di sviluppare un disturbo psicotico in alcune persone.

Dipendenza fisica e psicologica da cannabis

La cannabis può dare dipendenza fisica e psicologica. Sebbene sia catalogata come una droga leggera, e quindi incapace di sviluppare una dipendenza fisica, ciò è vero solo in parte. La dipendenza fisica da marijuana si verifica, ma dura pochi giorni e si auto-risolve. In tal senso, la cannabis non provoca una dipendenza fisica alla pari di altre sostanze come gli oppiacei.

La dipendenza fisica della cannabis ha a che fare con il suo meccanismo d’azione. La dipendenza da marijuana si verifica quando il cervello si adatta a grandi quantità di droga riducendo la produzione e la sensibilità ai propri neurotrasmettitori endocannabinoidi. Infatti, il nostro organismo è dotato di recettori naturali per alcuni dei principi attivi presenti nella cannabis.

Ma è stato scoperto anche che il nostro organismo produce delle sostanze chiamate endocannabinoidi, in grado di interagire con i recettori cannabinoidi. Questi composti organici sono coinvolti in una moltitudine di processi all’interno del nostro corpo, come la mediazione del dolore, l’appetito, la memoria e molto altro ancora.

D’altra parte, la dipendenza psicologica da cannabis riguarda principalmente il processo di ricompensa nel comportamento della persona e anche a livello del sistema nervoso. In poche parole, la persona continua a fare uso di marijuana perché prova piacere. Allo stesso tempo, a livello neuronale, i cannabinoidi sottopongono il sistema di ricompensa a iperstimolazione.

dipendenza fisica e psicologica da cannabis

Cannabinoidi: differenze tra hashish, marijuana e altre varietà

Con il termine cannabis ci si riferisce alla sostanza chimica che ha proprietà psicoattive. D’altra parte, il termine cannabis deriva dal nome della pianta dalla quale si ricava sia la sostanza stupefacente che i principi attivi terapeutici. In botanica, la pianta viene chiamata Cannabis Sativa L. e comprende tre sottospecie: indica, sativa e ruderalis.

Tutte e tre le varietà di cannabis sono potenzialmente utilizzabili come droghe. La pianta, infatti, sviluppa oltre 750 principi attivi. Alcuni di essi, come i cannabinoidi, possono essere psicoattivi o avere degli effetti benefici per la salute. Solitamente, la cannabis indica è la più utilizzata come sostanza stupefacente ed è quella più comune nella dipendenza da marijuana.

Il termine generico cannabis è sinonimo di marijuana, che viene chiamata anche Ganja. Invece, l’hashish è un prodotto derivato dalla resina prodotta dalla pianta. La marijuana è anche la parte della pianta che si fuma per assorbirne gli effetti psicoattivi. Generalmente, si essiccano e poi fumano le foglie e parte delle inflorescenze.

Ma la cannabis non viene soltanto fumata. Bensì, il suo principio attivo psicotropo, il THC, è liposolubile, cioè, si scioglie nei lipidi, nei grassi. Per questo motivo la cannabis viene anche assunta per via orale mescolandola a bevande o alimenti, solitamente biscotti o dolciumi.

Altre dipendenze da sostanze

Le dipendenze da sostanze sono classificate come disturbi psicologici nei manuali diagnostici più diffusi come il DSM 5 o l’ICD-11. Al loro interno si trovano tutte le dipendenze che hanno come oggetto una sostanza della quale non si riesce a fare a meno dopo un certo periodo di consumo. Ecco una lista dei tipi di dipendenza da sostanze più diffusi.

  • Oppiacei. La dipendenza da oppio e derivati è molto diffusa: si pensi ai numeri in merito alla dipendenza da eroina.
  • Cocaina. La dipendenza da cocaina è una dipendenza da sostanze psicoattive molto pericolosa per la salute. L’intossicazione acuta può portare alla morte anche al primo utilizzo.
  • Psicofarmaci. La dipendenza da psicofarmaci è molto facile da sviluppare. In particolare, la dipendenza da benzodiazepine, i farmaci anti ansia, è molto diffusa. Tra queste, è divenuta famosa la dipendenza da xanax e da valium, grazie alla loro diffusione a partire dagli anni ’80.
  • Alcol e fumo. Sono le dipendenze da sostanze psicoattive più diffuse al mondo. Si stima che 1,3 miliardi di persone al mondo fumino regolarmente e sono dipendenti da nicotina. Mentre quasi 300 milioni di persone abbiano una dipendenza da alcol.

Bisogna in oltre ricordare che l’abuso di qualsiasi cosa non fa bene per la propria salute, come l’assunzione eccessiva di caffeina.

Sintomi ed effetti della dipendenza da cannabis

Gli effetti della marijuana includono principalmente il rilassamento, l’amplificazione delle percezioni sensoriali e una sensazione di benessere. Questi sono sintomi comuni delle droghe leggere come la ganja e l’hashish, e si verificano con il consumo moderato in individui sani. Tuttavia, possono anche verificarsi effetti collaterali come:

  • ansia,
  • attacchi di panico,
  • allucinazioni,
  • paranoia,
  • vertigini.

Gli effetti a breve termine della cannabis includono relax, sensazione di benessere e aumento dell’appetito, mentre può anche agire come antiemetico, aiutando nella digestione e prevenendo il vomito. Può anche alterare le percezioni, causando allucinazioni. A lungo termine invece, l’uso di cannabis può portare anche sintomi come apatia, confusione e altri associati al tabagismo, specialmente quando fumata.

Inoltre, l’astinenza da cannabinoidi può causare sintomi come:

La dipendenza da cannabis si manifesta con tolleranza e comportamenti volti a ottenere e consumare frequentemente la sostanza. L’assuefazione inoltre, comporta un aumento della dose necessaria per ottenere gli stessi effetti desiderati.

Scopri se soffri di depressione

Fa il test in 5 minuti e scopri il tuo livello di depressione

Test sulla Depressione

Il test sulla dipendenza da cannabis

Sono molti i test disponibili online che aiutano a capire se si è dipendenti dalla cannabis. Tuttavia, pochi di questi sono scientificamente validati. E inoltre, qualora lo fossero, andrebbero somministrati da uno psicologo certificato. Questo perché c’è il pericolo di compilare il test in maniera errata, ma soprattutto di arrivare alle conclusioni sbagliate o fuorvianti.

Solo uno psicoterapeuta, infatti, può diagnosticare una dipendenza. Perciò ti consigliamo di chiedere sempre l’aiuto di un professionista quando ti approcci ai test sulle dipendenze. In particolare, uno dei test più utilizzati per la dipendenza da cannabis è il questionario CAST (Cannabis Abuse Screening Test). Si tratta, appunto, di un breve questionario di autovalutazione sulla dipendenza da marijuana.

Come disintossicarsi dalla cannabis

Disintossicarsi dalla cannabis può essere un percorso breve, soprattutto se la dipendenza non è così marcata e si è instaurata da poco. I nostri consigli su come superare la dipendenza da cannabis riguardano principalmente il rilassamento. Prima di tutto, bisogna armarsi di una grande forza di volontà. L’assunzione di cannabis, infatti, stimola la produzione di dopamina e alimenta il sistema della ricompensa. Perciò, una volta che si smette di fumare canne, questi effetti non si presentano. Inoltre l’organismo per un po’ di tempo si deve riabituare a non ricevere la sostanza, producendo meno dopamina in modo naturale.

Questo dà inizio alla crisi di astinenza. Per la cannabis può durare qualche settimana al massimo, ma in quel periodo una ricaduta è particolarmente insidiosa e probabile. Il consiglio su come disintossicarsi dalla cannabis passa quindi per capire i motivi della sua assunzione. Se la si assume per il rilassamento, si possono prendere delle sostanze naturali alternative, come la lavanda e la camomilla. In questo modo si potrà dormire meglio.

Sono utili anche gli esercizi di respirazione consapevole e rilassamento, come il training autogeno e la meditazione. Inoltre, molte sostanze naturali possono aiutare a combattere i sintomi dell’astinenza. In particolare il magnesio, il ginseng, l’iperico e lo zenzero aiutano a regolare l’umore, ma anche la digestione e la fame.

Tuttavia, uscire dalla dipendenza da cannabis è solitamente un percorso molto complesso che necessita di un supporto psicoterapico. Solo in pochissimi casi una persona può affrontarla in autonomia. Eliminare la sostanza tossica è soltanto il primo passo. Solitamente la terapia individua le motivazioni della dipendenza, arrivando alla radice di paure, frustrazioni e insoddisfazioni. Serenis può aiutarti attraverso la psicoterapia online per aiutarti a riprendere in mano la tua vita.

Bibliografia e approfondimenti

  • Wenger, T., Moldrich, G., & Furst, S. (2003). Neuromorphological background of cannabis addiction. Brain research bulletin, 61(2), 125-128.
  • Zehra, A., Burns, J., Liu, C. K., Manza, P., Wiers, C. E., Volkow, N. D., & Wang, G. J. (2018). Cannabis addiction and the brain: a review. Journal of Neuroimmune Pharmacology, 13(4), 438-452.
  • Curran, H. V., Freeman, T. P., Mokrysz, C., Lewis, D. A., Morgan, C. J., & Parsons, L. H. (2016). Keep off the grass? Cannabis, cognition and addiction. Nature Reviews Neuroscience, 17(5), 293-306.
  • Budney, Alan J., and Brent A. Moore. “Development and consequences of cannabis dependence.” The Journal of Clinical Pharmacology 42.S1 (2002): 28S-33S.
Dott. Raffaele Avico

Approccio:
Titolo di studio
Descrizione
Psicologo clinico e psicoterapeuta, specializzato in psicoterapia cognitiva e sessuologia clinica. La mia formazione include anche EMDR e mindfulness. Ho un'ampia esperienza nella gestione di disturbi d'ansia, dell'umore, da stress, sessuali, e da uso di sostanze. Mi dedico in particolare al trattamento del trauma psicologico e delle dipendenze. Ordine degli Psicologi del Piemonte num. 5822.

Questa pagina è stata verificata

I nostri contenuti superano un processo di revisione in tre fasi.

Scrittura

Ogni articolo viene scritto o esaminato da uno psicoterapeuta prima di essere pubblicato.

Controllo

Ogni articolo contiene una bibliografia con le fonti citate, per permettere di verificare il contenuto.

Chiarezza

Ogni articolo è rivisto dal punto di vista stilistico, per agevolare la lettura e la comprensione.

Revisori

reviewer

Dott. Domenico De Donatis

Medico Psichiatra

Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Pescara n. 4336

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Parma. Specializzazione in Psichiatria presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

reviewer

Dott. Federico Russo

Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Neuropsicologo, Direttore Clinico di Serenis

Ordine degli Psicologi della Puglia n. 5048

Laurea in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale a indirizzo neuropsicologico presso l’Istituto S. Chiara di Lecce.

reviewer

Dott.ssa Martina Migliore

Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Ordine degli Psicologi dell'Umbria n.892

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente e formatrice. Esperta in ACT e Superhero Therapy. Membro dell'Associazione CBT Italia, ACT Italia e SITCC. Esperta nell'applicazione di meccaniche derivanti dal gioco alle strategie terapeutiche evidence based e alla formazione aziendale.