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Disastri naturali in Toscana: quali sono gli impatti psicologici?

La Toscana, rinomata per la sua bellezza e cultura, ha sperimentato negli ultimi giorni una serie di disastri ambientali che hanno sconvolto le vite delle sue comunità. 

Questo articolo esplorerà non solo le conseguenze materiali di questi eventi catastrofici ma si concentrerà anche sulle profonde cicatrici psicologiche che hanno lasciato dietro di sé. 

I disastri naturali, con la loro imprevedibilità, possono scuotere la stabilità emotiva delle persone, portando a sfide significative.

La tempesta Ciaran: cosa è successo in Toscana?

Il 2 Novembre, la Toscana è stata colpita dalla tempesta Ciaran che ha portato con sé una serie di disastri naturali, mettendo in ginocchio gran parte della regione. 

Questi eventi meteorologici estremi hanno provocato inondazioni, smottamenti e danni significativi. 

La situazione più critica si è verificata nella provincia di Prato, dove la tempesta ha portato venti fino a 150 chilometri orari e piogge mai così forti da almeno mezzo secolo: sono caduti 155 millimetri di pioggia in poche ore. 

Campi Bisenzio è stato uno dei comuni più colpiti, con molte persone che hanno cercato rifugio sui tetti delle abitazioni per sfuggire all’alluvione.

In questo contesto, il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, ha dichiarato: 

“Sapevamo che sarebbe piovuto tanto, avevamo un’allerta arancione e una gialla, non è per accusare, ma pensate che cosa può voler dire quello che è successo, di cui non c’è memoria neppure fra gli anziani.”

Il Centro Meteo Toscana ha analizzato le cause di questa catastrofe meteorologica, affermando che la principale causa è stata il temporale autorigenerante, ampliato dal surplus di energia accumulato dal mare durante i mesi di caldo fuori stagione, che ha portato cumulati di pioggia eccezionalmente elevati, in alcuni casi senza precedenti nell’ultimo secolo. 

Questo sistema temporalesco si è formato più a sud rispetto alle previsioni iniziali, colpendo zone più densamente popolate e meno preparate per situazioni simili.

La situazione di emergenza ha coinvolto anche altre regioni d’Italia, come la Liguria e la Lombardia, dove si sono verificate mareggiate e situazioni di pericolo simili. 

In particolare, la Liguria dichiarerà presto lo stato di emergenza a causa delle onde che hanno ferito alcune persone a Genova e messo in fuga i turisti a Portofino. 

La Lombardia è rimasta in allerta a causa dell’esondazione del fiume Seveso e di altri eventi meteorologici estremi.

La mobilitazione di soccorritori e l’assistenza alle popolazioni colpite sono state essenziali per far fronte a questa crisi.

Gli sforzi di soccorso e la mobilitazione nazionale

Negli ultimi giorni 617 vigili del fuoco, al lavoro con 143 automezzi, hanno svolto 1.500 interventi per il maltempo e il conseguente alluvione che ha colpito alcune province della Toscana, in particolar modo quelle di Firenze, Pisa e successivamente anche quelle di Prato, Pistoia e Livorno. 

Il Centro operativo nazionale di Roma, regia di ogni emergenza, ha potenziato il dispositivo di soccorso locale mobilitando risorse anche da fuori regione con moduli di contrasto al rischio acquatico, sommozzatori e quattro mezzi anfibi provenienti dal tutta Italia.

Attualmente 213 vigili del fuoco sono al lavoro nella provincia di Firenze, 158 in quella di Pisa, 104 a Pistoia e 142 nella provincia di Prato. 

Dei 1.500 interventi svolti, più di 140 le operazioni di soccorso a persone in difficoltà. 

Durante l’emergenza causata dal maltempo che sta flagellando la Toscana, la centrale operativa del numero unico di emergenza 112 ha gestito 15.971 chiamate in meno di 24 ore

Nel 75% dei casi si è trattato di richiesta di intervento dei Vigili del fuoco, il 15% per emergenze sanitarie e il resto chiamate alle forze dell’ordine.

I danni materiali dei disastri naturali

Le conseguenze materiali dei disastri naturali sono state devastanti.

Inondazioni, frane e tempeste hanno causato gravi danni alle infrastrutture, con strade trasformate in fiumi torrenziali, ponti e argini che hanno ceduto sotto la pressione dell’acqua inarrestabile. 

Numerose abitazioni sono state sommerse, con l’acqua che ha raggiunto anche il secondo piano in alcuni casi.

Le aziende locali, in particolare quelle nei settori tessili e manifatturieri, hanno riportato danni milionari: macchinari e materie prime sono andati persi, mettendo a rischio la sopravvivenza economica di molte famiglie e la stabilità del settore industriale toscano. 

L’energia elettrica è stata interrotta in molte aree, lasciando ancora migliaia di case senza corrente. 

L’approvvigionamento idrico è stato compromesso, con l’acqua dei rubinetti che non è più potabile in diverse località, tra cui Montale, Campi Bisenzio e Poggio a Caiano.

Inoltre, i danni ai trasporti hanno reso molte abitazioni ancor più isolate, per via delle strade divenute inagibili.

La rimozione di fango, detriti e fanghi è diventata una sfida monumentale, con almeno 150.000 tonnellate di rifiuti da smaltire. 

In questo scenario di devastazione materiale, la comunità toscana affronta sfide enormi per la ricostruzione e il ripristino della normalità.

Le cicatrici psicologiche dei disastri ambientali

Oltre ai danni materiali, i disastri naturali hanno un impatto psicologico profondo sulla popolazione colpita.

Le persone che hanno vissuto questi eventi spesso sperimentano:

Le cicatrici psicologiche lasciate da questi eventi possono perdurare nel tempo, richiedendo un sostegno significativo per la guarigione.

Trauma da perdita e dislocamento

Uno degli aspetti più devastanti dei disastri naturali in Toscana è il trauma da perdita e il dislocamento che le persone colpite devono affrontare. 

Il disastro non si limita a causare danni materiali ma travolge anche la vita quotidiana e il senso di stabilità: le persone che hanno perso le proprie case si ritrovano improvvisamente senza un rifugio sicuro

Questo trauma da perdita è accompagnato da una serie di emozioni complesse, tra cui:

La costante paura e l’incertezza del futuro possono generare sensi di impotenza e vulnerabilità. 

Molti si interrogano su cosa avrebbero potuto fare diversamente per evitare tali perdite, nutrendo sensi di colpa.

Il dislocamento forzato da una comunità rappresenta anch’esso una forma di trauma: le persone sono costrette a lasciare le loro case e le loro comunità, perdendo la propria routine quotidiana e il senso di appartenenza

Questo può generare:

  • sentimenti di smarrimento;
  • lutto per ciò che è stato perso;
  • isolamento

La ricostruzione delle vite e delle abitazioni richiederà tempo ed energie, e questo processo può essere travagliato e doloroso.

Ansia e stress legate a disastri naturali

Ansia e stress sono reazioni comuni tra coloro che hanno vissuto i disastri naturali. 

La paura di ulteriori catastrofi, insieme alla necessità di affrontare le conseguenze immediate del disastro, può diventare opprimente e influire negativamente sulla salute mentale.

La preoccupazione costante per la sicurezza personale e quella dei propri cari può generare elevati livelli di ansia, con pensieri ricorrenti riguardo a ciò che è successo e alla possibilità che si ripeta.

Questa ansia può manifestarsi fisicamente attraverso sintomi come:

  • palpitazioni;
  • sudorazione;
  • tremori.

Lo stress è un altro aspetto significativo: la necessità di affrontare la distruzione delle abitazioni, la perdita di beni personali e la scomparsa della routine quotidiana può generare un notevole stress emotivo e burnout

La comunità come risorsa di guarigione

In situazioni come questa, la comunità svolge un ruolo vitale come risorsa di guarigione: la solidarietà tra vicini, amici e familiari può offrire un sostegno emotivo fondamentale durante i momenti di crisi e nel processo di recupero.

Le persone colpite dai disastri spesso condividono esperienze traumatiche simili. Questo crea un legame unico tra di loro, poiché comprendono appieno cosa significhi affrontare la devastazione e il lutto

Condividere le proprie esperienze in un contesto di gruppo può ridurre il senso di isolamento e offrire un’opportunità per elaborare le emozioni.

La comunità può anche giocare un ruolo attivo nella fornitura di risorse pratiche: durante i disastri, le persone si sono riunite per aiutare con la rimozione di fango, detriti e fanghi, e per la distribuzione di aiuti. 

Questa collaborazione promuove un senso di appartenenza e solidarietà.

Anche i leader comunitari, i servizi sociali e le organizzazioni locali svolgono un ruolo chiave nel coordinare gli sforzi di soccorso e nel fornire supporto pratico alle persone colpite. 

Lavorando insieme, la comunità può contribuire in modo significativo alla guarigione delle cicatrici psicologiche e al recupero delle persone dopo i disastri naturali.

Perché è importante il supporto psicologico nel caso di un disastro naturale?

Il supporto psicologico riveste un’importanza fondamentale nei casi di disastri naturali come quelli verificatisi in Toscana. 

Questi eventi traumatici possono avere un impatto significativo sulla salute mentale delle persone colpite.

Perché è fondamentale?

  1. Elaborazione del trauma

Le persone coinvolte in disastri naturali spesso vivono esperienze spaventose e traumatiche. Come abbiamo visto, questi eventi possono generare:

  • shock;
  • ansia;
  • paura;
  • stress.

Gli operatori sanitari e gli psicologi possono aiutare le persone a elaborare queste emozioni, a comprenderle e a iniziare il processo di guarigione.

  1. Gestione del lutto

I disastri naturali possono causare la perdita di vite umane, proprietà e comunità

Il lutto è un processo complesso che richiede tempo e sostegno. 

Gli esperti della salute mentale possono fornire assistenza nel percorso del lutto, aiutando le persone a fare i conti con le loro perdite e a trovare modi per gestirle e affrontarle

  1. Promozione della resilienza

Il supporto psicologico mira anche a promuovere la resilienza, cioè la capacità di affrontare le avversità e di riprendersi da esse. 

Gli psicologi possono lavorare con le persone per aiutarle a rafforzare la loro capacità di adattamento, in modo che possano affrontare meglio situazioni simili in futuro.

Se stai lottando contro le difficoltà di fronte a questa situazione di emergenza, sappiamo che può sembrare una sfida schiacciante, e potresti sentirti persa o perso, senza sapere a chi rivolgerti per ottenere aiuto e supporto. 

È in momenti come questi che è essenziale ricordare che non si è mai soli: c’è una rete di persone e risorse pronte ad aiutarti ad affrontare questa crisi.
Puoi contattare il numero verde regionale per l’emergenza alluvione al 800 024662: è un servizio attivo 7 giorni su 7 dalle 8 alle 20 ed è qui per te, per rispondere alle tue domande e indirizzarti verso i giusti referenti.

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