Belonefobia o agofobia: la paura degli aghi

Superare la balenofobia può portare a una sensazione di sicurezza e tranquillità, permettendo di esplorare il mare e di godere delle attività marine senza ansia o paura.

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fobia degli aghi

La belonefobia, chiamata anche agofobia è definibile come la fobia degli aghi, che comprendono in generale qualsiasi oggetto acuminato (spilli e simili).

L'agofobia non riguarda una semplice paura, ma una paura patologica che può presentarsi come pensiero invadente e stressante per il soggetto interessato.

I soggetti belonefobici sono spesso anche emofobici (hanno cioè la fobia del sangue).

Tra le cause della belonefobia individuiamo:

  • cause ambientali;
  • caratteriali;
  • biologico-genetiche.

Le ipotesi di trattamento implicano: trattamenti terapeutici, utilizzo di farmaci o altre strategie.

Scendiamo più nel dettaglio.

Significato di belonefobia

Le fobie sono considerate come disturbi d’ansia. I soggetti fobici hanno cioè paure o timori incontrollati relativi a specifici oggetti/situazioni/occasioni della vita quotidiana.

La belonefobia è una fobia particolare: sembra infatti che, oltre ad essere condivisa da un gran numero di individui, abbia anche delle cause genetiche difficili da individuare. Inoltre, la belonefobia potrebbe legarsi all’emofobia (fobia del sangue): cosicché, la paura degli aghi, diverrebbe tanto più invadente quanto più legata alla possibilità di ricevere punture e simili.

Anche in tal caso, distinguere la fobia da una semplice paura non è semplice. Per farlo, possiamo servirci di alcuni elementi: 

  • La paura è un’emozione naturale che si attiva di fronte a situazioni di pericolo.

Ora, la vista di un ago o di un oggetto appuntito può attivare nel nostro cervello le aree preposte alla paura. Un processo di razionalizzazione, però, dovrebbe essere sufficiente a ridimensionare la paura e a non trasformarla in un vero e proprio disturbo fobico.

La fobia degli aghi può essere correlata ad altre fobie più comuni o disturbi d'ansia, poiché spesso condividono elementi tematici o caratteristiche simili, come:

  • tripanofobia (paura specifica dei ferri chirurgici o degli strumenti medici simili);
  • ematofobia (paura del sangue);
  • fobia delle iniezioni (inieziophobia);
  • claustrofobia (paura degli spazi chiusi);
  • odontofobia (paura del dentista).

Etimologia di belonefobia

L'etimologia della parola "belonefobia" è composta da due elementi principali:

  • "belone", che deriva dal greco antico "belone", che significa "ago" o "spillo";
  • "fobia", che ha origine dal greco "phobos", che significa "paura" o "terrore".

Agofobia: solo paura degli aghi?

La paura degli aghi, può effettivamente estendersi oltre la semplice avversione per gli aghi. Chi soffre di questa fobia potrebbe manifestare una varietà di timori correlati, che possono includere:

  • fobia delle vene;
  • paura delle punture;
  • paura delle iniezioni intramuscolari;
  • paura dei coltelli;
  • paura delle siringhe.

In generale, la belonefobia può influenzare diversi aspetti legati alla paura di oggetti appuntiti e alle procedure mediche che coinvolgono aghi.

Agofobia: solo paura degli aghi?

Cause della fobia degli aghi

Passiamo all’analisi delle cause. Quali sono le cause principali della belonefobia?

D’istinto, verrebbe da dire che la paura degli aghi è una paura naturale e ingiustificata. In realtà, anche se la causa può essere di natura biologico-genetica, è possibile individuarla ed isolarla attraverso un lavoro di formalizzazione.

Causa biologico-evolutiva della belonefobia

Alcuni modelli visivi sono legati, per cause biologico-evolutive, all’emozione della paura e del pericolo. Per esempio, nel passato, vi era molta più probabilità di sopravvivere se si evitavano ferite causate da armi da taglio o da fuoco.

Ecco che, per fattori biologico-evolutivi, siamo portati a considerare naturalmente tali ferite come legate all’emozione della paura.

Ora, le perforazioni causate dagli aghi sembrano partecipare degli stessi modelli visivi delle ferite sopracitate: ecco perché tendono, in via del tutto naturale e cioè genetica, a suscitare l’emozione della paura.

Causa ambientale della paura degli aghi

Un’altra causa di belonefobia potrebbe essere un’esperienza traumatica relativa a tagli e simili. Anche se l’esperienza traumatica è stata vissuta da qualcuno a noi vicino, potremmo psicologicamente percepirla come nostra e quindi sviluppare tale fobia.

Altre cause caratteriali o ambientali possono comprendere: 

  • ipersensibilità al dolore;
  • costrizioni fisiche durante la prima infanzia.

Sintomi della belonefobia

Quali sono i sintomi della fobia degli aghi? Come per tutti gli altri disturbi fobici, anche in questo caso i sintomi sono simili a quelli di un attacco d’ansia

Cosicché, davanti agli aghi o all’idea degli aghi, il soggetto potrebbe sperimentare: 

E altro ancora.

Aggiungiamo che, in tali situazioni, spesso i soggetti belonefobici sperimentano anche una certa vergogna: potrebbero allora cercare di dissimulare i sintomi che provano, con un conseguente peggioramento della sensazione di ansia e perdita di controllo.

Sintomi della belonefobia

Esiste un test per la belonefobia?

Non esiste un test standardizzato specifico per la belonefobia, ma i professionisti della salute mentale possono utilizzare varie valutazioni per determinare la presenza e l'intensità della paura degli aghi in un individuo.

Queste valutazioni possono coinvolgere:

  • interviste cliniche;
  • questionari specifici sulle fobie;
  • osservazioni del comportamento.

Come superare la paura degli aghi

Come non avere paura degli aghi? Esistono dei modi per curare la belonefobia o fobia degli aghi?

La risposta, ovviamente, è sì: attraverso l’approccio terapeutico è possibile insegnare al soggetto fobico a razionalizzare la propria paura e/o a reagire in maniera controllata agli stimoli ansiogeni. 

Per esempio, la terapia cognitivo-comportamentale è considerata un buon approccio ai disturbi fobici in generale. Questo perché tale terapia tenta di modificare gli schemi cognitivi di un certo individuo.

Andando a modificare gli schemi cognitivi, si modifica anche il comportamento e cioè la reazione a determinati stimoli. In questa maniera, sembra possibile agire anche sulla belonefobia e in generale sui disturbi d’ansia legati a fobie specifiche. 

Come superare la paura degli aghi

Altri interventi per superare l'agofobia

Altri interventi possono comprendere tecniche di rilassamento (respirazione controllata, meditazione), che spingono il paziente a sviluppare un maggior senso di rilassatezza e di autocontrollo.

In alternativa, è possibile affidarsi alla somministrazione di farmaci ansiolitici che fungano da medicamento sintomatico.

Ricordiamo che le terapie farmacologiche devono sempre essere prescritte da un medico psichiatra e che la strada dell’auto-prescrizione può avere conseguenze anche gravi.

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Domenico De Donatis
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Domenico De Donatis è un medico psichiatra con esperienza nella cura dei disturbi psichiatrici. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Parma, ha poi ottenuto la specializzazione in Psichiatria all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Registrato presso l'Ordine dei Medici e Chirurghi di Pescara con il n° 4336, si impegna a fornire trattamenti mirati per migliorare la salute mentale dei suoi pazienti.

DsMDott.ssa Martina Migliore
Dott.ssa Martina Migliore
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.

FRFederico Russo
Federico Russo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048.

Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara.

Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.