Clinofobia: la paura del sonno 

La clinofobia, o la paura di addormentarsi, sta diventando sempre più diffusa tra i giovani. Per trattare questa condizione, è importante rivolgersi a diverse terapie e approcci.
clinofobia

Il sonno è una componente essenziale del benessere umano, fondamentale per il recupero fisico e mentale. Tuttavia, non tutti riescono a vivere serenamente questo momento della giornata. Esistono infatti diverse fobie che possono compromettere la qualità del sonno e, tra queste, una delle più debilitanti è la clinofobia.

Cos’è la clinofobia?

La clinofobia (dal greco κλινειν, klinein, “curvarsi, piegarsi” e φοβος, phobos, “fobia”) è la paura di coricarsi e, in particolare, di addormentarsi, che comporta il distacco dalla realtà. Le persone affette da clinofobia sperimentano un’ansia intensa al pensiero di andare a letto, nonostante siano consapevoli che la mancanza di sonno possa compromettere gravemente il loro benessere. Questa condizione può portare a una significativa riduzione della qualità della vita, poiché il sonno è fondamentale per il funzionamento fisico e la salute mentale. Pertanto, chi ne soffre deve affrontare non solo la fobia stessa, ma anche le sue conseguenze dei disturbi del sonno a lungo termine.

Fobie correlate

Esistono diverse fobie correlate alla clinofobia, che riguardano principalmente paure legate al sonno, al buio, alla perdita di controllo e alla morte; ecco alcune delle più comuni:

  1. somnifobia (ipnofobia): paura di addormentarsi, ovvero le persone con somnifobia temono di perdere il controllo o di non svegliarsi più;
  2. nictofobia (paura del buio): questa fobia può rendere difficile addormentarsi, soprattutto in ambienti non illuminati;
  3. oneirofobia (paura dei sogni): alcuni individui temono i sogni o gli incubi, il che può farli evitare di addormentarsi;
  4. tanatofobia (paura della morte o di morire durante il sonno): questa fobia può essere collegata all’ansia di addormentarsi e di non risvegliarsi più;
  5. ipnofobia (paura dell’ipnosi o di essere ipnotizzati): anche se non strettamente legata al sonno, la paura di perdere il controllo può influenzare negativamente la capacità di rilassarsi e addormentarsi;
  6. ceraunofobia, la paura dei tuoni e dei fulmini, che può causare ansia durante la notte, specialmente in presenza di temporali.

La clinofobia e la somnifobia sono due fobie distinte ma strettamente correlate, entrambe riguardanti il sonno e i suoi aspetti. In particolare, mentre la clinofobia è più centrata sull’atto di addormentarsi, la somnifobia si focalizza sul timore del sonno in sé.

ClinofobiaSomnifobia (Ipnofobia)
DefinizionePaura specifica di andare a letto o di addormentarsiPaura del sonno stesso
Focus della pauraAtto di andare a letto o di addormentarsiIl sonno in sé, indipendentemente dal luogo o dalle circostanze
Paure associateAnsia di coricarsi e addormentarsiPerdita di controllo, non svegliarsi
Sintomi comuniAnsia e angoscia legate all’addormentarsiAnsia e paura generalizzate riguardanti il sonno

Queste fobie possono interagire tra loro e aggravare l’ansia legata al momento di andare a letto, rendendo ancora più difficile per chi ne soffre ottenere un riposo ristoratore.

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Cos’è la clinofobia: la paura di addormentarsi

La paura del sonno, a prima vista incomprensibile, ha in realtà radici antiche e profonde almeno quanto la civiltà occidentale. Già in Grecia, il dio del sonno Morfeo aveva un rapporto privilegiato con il dio della morte, di cui era un lontano cugino.

Il sonno è inoltre un momento in cui le nostre difese inconsce si abbassano. Per molti soggetti, questo fattore potrebbe comportare un inconsapevole carico di stress che va poi a scaricarsi nella fobia. Bisogna inoltre ricordare che i disturbi fobici (psicopatologie in cui il timore irrazionale e incontrollato di un oggetto/una situazione/uno scenario diviene motivo di ossessione e compulsione) rientrano a pieno diritto nei disturbi d’ansia: la paura di addormentarsi potrebbe allora essere legata a un più generale problema di ansia generalizzata. Le cause della clinofobia possono includere fattori genetici o ambientali, come anche l’associazione con altre fobie.

Cos'è la clinofobia: la paura di addormentarsi

Come si manifesta la clinofobia?

La fobia del sonno si presenta con sintomi che riguardano sia l’aspetto fisico che psicologico ed emotivo. Per esempio, poco prima di addormentarsi, il soggetto fobico potrebbe provare: 

Se la fobia è invece meno invadente, il soggetto potrebbe testimoniare una sensazione di leggero e diffuso disagio che lo coglie poco prima (o al pensiero) di andare a dormire.

Come si manifesta la clinofobia?

Sintomi a lungo termine della paura di addormentarsi

A lungo termine, la clinofobia potrebbe comportare: 

  • insonnia o difficoltà ad addormentarsi;
  • problematiche di natura sociale o personale;
  • spossatezza;
  • disagio psicofisico.

Se si soffre di clinofobia, è necessario consultare una o un professionista della salute mentale prima che i sintomi si radicalizzino andando a peggiorare il quadro clinico. 

Quanto dura la clinofobia?

I disturbi fobici, come la paura di addormentarsi, tendono a non svanire col tempo. Al contrario, possono aggravarsi se non trattati adeguatamente. Il soggetto clinofobico, per esempio, potrebbe sperimentare un leggero disagio relativo all’idea di dormire. Nei mesi successivi, sviluppando insonnia o difficoltà a prendere sonno – magari accompagnate da ansia notturna, timori, etc., – potrebbe finire per percepire l’oggetto fobico come ancora più stressante.

Quanto dura la clinofobia?

Potrebbe allora mettere in atto la tentata soluzione dell’evitamento e rinunciare a svariate ore di sonno. Andrebbe così incontro alla deprivazione del sonno e ad altre problematiche di natura psicosociale.

Quali sono le cause di clinofobia?

Le cause delle fobie sono spesso complesse da individuare e descrivere. Questo perché, nel processo di formazione di una psicopatologia, possono partecipare svariati elementi di diversa natura.

Nel caso della clinofobia, possiamo individuare: 

  • cause ambientali;
  • cause caratteriali.

Cause ambientali della fobia di dormire

Possono definirsi “ambientali” tutte quelle cause che riguardano il rapporto tra il soggetto e l’ambiente di riferimento. Si tratta quindi di cause non genetico-fisiologiche ma contingenti. Per esempio, se un soggetto ha avuto un’esperienza traumatica con un cane, potrebbe essere portato a sviluppare ansia nei suoi confronti e, a lungo termine, una fobia (causa ambientale). 

Allo stesso modo, se il soggetto ha subito un’educazione molto rigida, in cui il sonno appariva come una costrizione e addirittura una punizione, potrebbe finire per sperimentare clinofobia. La stessa cosa può valere per un’esperienza traumatica di altro tipo: se un soggetto ha avuto un’esperienza pericolosa o negativa durante il sonno, potrebbe sviluppare il disturbo fobico. 

Cause caratteriali della fobia di dormire

Le cause caratteriali riguardano invece la formazione caratteriale del soggetto X. Mettiamo caso che un individuo abbia una compulsione verso il controllo: potrebbe a ragione sviluppare clinofobia come conseguenza naturale della sua compulsione. 

Come superare la paura di addormentarsi

La clinofobia ha un’eziologia complessa; cosicché altrettanto complesse saranno le ipotesi di cura. Molto in generale, per i disturbi fobici è consigliabile affidarsi a uno o una psicoterapeuta e psichiatra che sia in grado di individuare l’origine del problema e di sviluppare un metodo di trattamento specifico e adeguato. 

Inoltre, dato che i disturbi fobici rientrano nel quadro clinico dell’ansia, potrebbe essere necessario lavorare sulla risposta allo stimolo stressante e talvolta accompagnare il percorso terapeutico con l’utilizzo di farmaci. 

Consigliamo di evitare la strada dell’auto-prescrizione e di rivolgersi subito a uno specialista in caso di problematiche come quelle sopra descritte. 

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Terapie per la paura di addormentarsi

Superare la clinofobia, ovvero la paura di andare a letto o di addormentarsi, richiede un approccio multidimensionale. Ecco alcune strategie e trattamenti che possono essere utili:

  1. Terapia cognitivo-comportamentale (CBT)

La terapia cognitivo-comportamentale aiuta a identificare pensieri irrazionali o negativi legati al sonno e a sostituirli con altri più realistici e positivi. Serenis può aiutarti attraverso la psicoterapia online e il sostegno di un esperto adatto alle tue specifiche esigenze. Una graduale esposizione allo stimolo stressante, come rimanere a letto, aiuta a ridurre la paura.

  1. Terapia psicodinamica

La terapia con approccio psicodinamico si focalizza su come esperienze passate, conflitti inconsci e dinamiche familiari influenzino il comportamento attuale. Questo metodo aiuta i pazienti a ottenere una maggiore comprensione dei loro modelli comportamentali e a lavorare sulla risoluzione dei conflitti sottostanti.

Come superare la paura di addormentarsi
  1. Tecniche di rilassamento

Tecniche di rilassamento come la mindfulness e la meditazione possono essere molto efficaci per calmare la mente e ridurre l’ansia. Inoltre, la respirazione profonda e il rilassamento muscolare progressivo, come la respirazione diaframmatica, sono molto utili per alleviare la tensione fisica e mentale.

  1. Igiene del Sonno

Stabilire una routine regolare prima di andare a letto può segnalare al corpo che è il momento di rilassarsi e prepararsi per il sonno. Inoltre, è essenziale assicurarsi che la camera da letto sia tranquilla, buia e a una temperatura confortevole, creando così un ambiente ideale per un riposo ristoratore.

Fonti:

  • U.S. National Library of Medicine
  • Connell, H. M., G. V. Persley, and J. L. Sturgess. “Sleep phobia in middle childhood—A review of six cases.” Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry 26.3 (1987): 449-452.
  • Lundh, Lars-Gunnar et al. “Cicli viziosi di insonnia, fobia del sonno e comportamenti incompatibili con il sonno in pazienti con insonnia persistente”. Terapia cognitivo comportamentale 20.3-4 (1991): 101-114.
Dott.ssa Martina Migliore

Approccio:
Titolo di studio
Descrizione
Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.

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Revisori

reviewer

Dott. Domenico De Donatis

Medico Psichiatra

Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Pescara n. 4336

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Parma. Specializzazione in Psichiatria presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

reviewer

Dott. Federico Russo

Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Neuropsicologo, Direttore Clinico di Serenis

Ordine degli Psicologi della Puglia n. 5048

Laurea in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale a indirizzo neuropsicologico presso l’Istituto S. Chiara di Lecce.

reviewer

Dott.ssa Martina Migliore

Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Ordine degli Psicologi dell'Umbria n.892

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente e formatrice. Esperta in ACT e Superhero Therapy. Membro dell'Associazione CBT Italia, ACT Italia e SITCC. Esperta nell'applicazione di meccaniche derivanti dal gioco alle strategie terapeutiche evidence based e alla formazione aziendale.