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I testi delle canzoni della seconda serata di Sanremo, commentati da una psicoterapeuta

Un’analisi psicologica dei testi delle canzoni esibite durante la seconda serata di Sanremo. Scopri i temi affrontati e l’impatto emotivo di queste performance sotto lo sguardo esperto di una psicoterapeuta.

Visto che Sanremo è Sanremo, abbiamo ascoltato e commentato le 14 canzoni presentate durante la seconda serata del Festival, in compagnia della dottoressa Giulia Cappa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale (qui trovi l’analisi delle altre 14)

Will – Stupido

“Ma a volte io mi sento stupido. Volevo tutto il pianeta, stringerlo in una mano. Volevo fare il poeta, ora l’essere umano”.

Il commento della terapeuta: L’amore può amplificare l’impressione della stupidità: ci sentiamo così perché mettiamo in atto atteggiamenti che la nostra parte razionale non comprende. Ma abbiamo la certezza che ci sia un modo giusto e uno sbagliato di stare in una relazione?

Modà – Lasciami

“Ma che giorno è? È il primo giorno senza te, ho bevuto il veleno e ho capito la parte peggiore di me”.

Il commento della terapeuta: Qual è la nostra “parte peggiore”? Spesso è difficile dare un nome o una definizione al nostro malessere. Ma riconoscere lo “stare male” per quello che è realmente può essere il punto di partenza per provare a stare meglio. 

Sethu – Cause perse

“Siamo due cause perse. Me Io dicevi sempre, ho messo i tappi all’orecchie. Siamo due cause perse”.

Il commento della terapeuta: “Sono una causa persa” è un’espressione molto forte, perché non lascia spazio alle possibilità. Ma spesso è un giudizio che ci auto-assegniamo: e allora chi ci impedisce di fare ricorso?

Articolo 31 – Un bel viaggio

“Non volevamo crescere, ma è successo tutto a un tratto e fai tutte le cose che giuravi non avresti fatto”.

Il commento della terapeuta: Le amicizie che rimangono sono quelle che evolvono. Non dev’esserci per forza un cambiamento drastico: semplicemente, nel corso degli anni si ridefinisce il rapporto. L’idea che abbiamo della vita cambia insieme a noi, e lo stesso vale per l’amicizia.

Lazza – Cenere

“Ormai nemmeno facciamo l’amore, direi piuttosto che facciamo l’odio. Ora ti sento distante”.

Il commento della terapeuta: Il dubbio espresso dal pezzo è comune a tante coppie: possiamo salvare la relazione prima che diventi cenere? Se ci troviamo a quel punto, forse il rapporto non ci dà più quello che ci faceva stare bene: questa consapevolezza dovrebbe portarci a evolverlo o a concluderlo.

Giorgia – Parole dette male

“Chiudo ancora i miei occhi quando sento il tuo nome, il cielo che crolla giù e io non ragiono più. E tu alla fine eri una bella canzone”.

Il commento della terapeuta: Il dolore può essere una risorsa: quando una relazione finisce, è importante conservare le cose che abbiamo imparato e quelle che ci restituivano emozioni positive. Questo aggiunge un senso al rapporto che si è concluso e ci aiuta a costruire quelli che verranno.

Colapesce e DiMartino – Splash

“Ma che mare ma che mare meglio soli su una nave per non sentire il peso delle aspettative travolti dall’immensità del blu“.

Il commento della terapeuta: Riempirsi di cose da fare è una classica strategia di evitamento. Le aspettative irrealizzabili possono portare a un blocco: cerchiamo di considerare la possibilità di uscire dal sentiero tratteggiato che abbiamo creato.

Shari – Egoista

“Forse vorrei una ragazza normale che mi guardi e mi sorrida mentre le scrivo canzoni d’amore. Forse vorrei qualcuno da idealizzare”.

Il commento della terapeuta: Dovremmo ascoltarci con maggiore frequenza, chiedendoci: “questa volontà di avere una relazione nasce da me o è una pressione imposta dalla società? È un bisogno che ho o che sento che dovrei avere?”.

Madame – Il bene e il male

“L’amore è solamente di chi prova amore, non è di chi lo riceve. E io che l’ho provato ad ogni tocco tuo, posso dire che a me è rimasto il bene”.

Il commento della terapeuta: Da ogni esperienza si può imparare qualcosa. Se ci focalizziamo solo sugli aspetti negativi rischiamo di paralizzarci; se invece riusciamo a leggere quello che ci accade (anche) come un’opportunità, possiamo dare valore al tempo che abbiamo a disposizione, usandolo per conoscerci e per applicarlo in futuro. 

Levante – Vivo

“Ho voglia di prendere tutto il possibile. Non voglio perdermi niente di me. Ho voglia di credere “nulla è impossibile””.

Il commento della terapeuta: Levante racconta la sua esperienza con la depressione post-partum: in quei momenti, dedicarsi a noi è importante tanto quanto al neonato. E può essere utile trovare il tempo per ringraziare il nostro corpo.

Tananai – Tango

“Tu fammi tornare alla notte che ti ho conosciuta, così non ti offro da bere e non ti ho conosciuta. Ma ora addio, va bene amore mio”.

Il commento della terapeuta: In queste parole c’è molta malinconia, come è più che naturale in un amore che finisce. Ma dopo la fine di una relazione, cerchiamo di capire cosa ci manca davvero: è l’amore o la persona?

Rosa Chemical – Made in Italy

“Ma va bene così, ti piace che sono perverso e non mi giudichi se metterò il rossetto in ufficio lunedì. Da due passiamo a tre, più siamo e meglio è”.

Il commento della terapeuta: Per rompere un tabù non basta parlarne: bisogna anche ascoltare. Proviamo a concederci di essere senza giudizio, ad ascoltare senza preconcetti e a vedere come questa canzone suona dentro di noi.

LDA – Se poi domani

“Dimmi che mi ami, io non so se poi domani verrai da me, se verrai da me o sarai solo un’altra bugia”.

Il commento della terapeuta: In una relazione è normale porsi delle domande, però è meglio concentrarsi su quelle alle quali possiamo dare una risposta. Ad esempio: “Come sto con te adesso? Come sta il mio corpo in questo momento in cui stiamo insieme?”.

Paola e Chiara – Furore

“Ballare, ancora ballare come se fosse l’ultima, se fosse l’ultima canzone”.

Il commento della terapeuta: Questa canzone racconta un bisogno di leggerezza: soffermarsi su quello che viviamo, invece di proiettarci verso il futuro o ancorarci al passato. In altre parole, imparare a goderci il presente, a essere presenti nel presente. 

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