Burnout autistico: cause e strategie

Il “burnout autistico” si riferisce allo stress e al sovraccarico emotivo che le persone con autismo possono sperimentare a causa delle sfide uniche che affrontano nel gestire le richieste sociali, sensoriali e cognitive. È essenziale comprendere queste sfide e adottare strategie appropriate per supportare il loro benessere emotivo e psicologico.

Nel vasto panorama delle sfide che le persone autistiche affrontano nella loro vita quotidiana, il burnout autistico rappresenta un’esperienza profondamente impattante e spesso misconosciuta. Questa sindrome, caratterizzata da un persistente esaurimento fisico, mentale ed emotivo, si sviluppa a seguito di un carico cumulativo di stress cronico e di un crescente squilibrio tra aspettative e capacità, senza i necessari supporti. In questo articolo, esploreremo le caratteristiche del burnout autistico, le sue cause principali, e come le persone autistiche possono recuperare da questa sindrome. Inoltre, esamineremo le strategie di prevenzione e il ruolo fondamentale dei professionisti specializzati nello spettro autistico.

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Cos’è il burnout autistico

Il burnout autistico viene definito come un sindrome risultante da stress cronico nella vita e da uno squilibrio tra aspettative e capacità senza adeguati supporti. È caratterizzata da una stanchezza pervasiva a lungo termine (tipicamente oltre 3 mesi), perdita di funzionalità e ridotta tolleranza agli stimoli. Chiedere aiuto per superare il burnout è essenziale per il benessere mentale.

Descrive un profondo stato di esaurimento e distress che può influenzare ogni aspetto della vita di chi vive con l’autismo ma non solo: il burnout è tipico delle persone che lavorano molto. Diffuso è il burnout negli infermieri. Questo stato di incapacità può portare a gravi conseguenze, comprese la perdita di lavoro, amicizie, attività quotidiane, indipendenza, e persino portare a pensieri o comportamenti suicidi. Molte persone autistiche condividono la loro esperienza di lottare con questo tipo di esaurimento, spesso discutendo su piattaforme come Twitter sotto l’hashtag #AutisticBurnout. 

Nonostante l’attenzione della comunità autistica su questo problema, la letteratura accademica e clinica ha prestato scarsa attenzione all’esaurimento nervoso autistico, con pochi studi o ricerche in proposito, contrariamente al fenomeno del burnout sul luogo di lavoro, oggetto di ampie ricerche. Questo vuoto può rendere difficile ottenere il supporto e la comprensione necessari. 

Caratteristiche del burnout autistico

Le caratteristiche del burnout autistico, come descritte nello studio condotto nel 2020, sono state individuate come una combinazione di 3 elementi chiave.

  1. Esaurimento cronico

Gli individui autistici sperimentano un esaurimento nervoso dovuto a un sovra impegno nella vita quotidiana, che va oltre la semplice fatica fisica ed è legata al consumo delle risorse interne, che possono essere fisiche, mentali, emotive o sociali. 

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  1. Perdita di abilità

In secondo luogo, il burnout autistico comporta la perdita di una vasta gamma di abilità, che possono includere funzioni esecutive, memoria, capacità di socializzare e regolare le emozioni, tra altre. 

Queste abilità vengono perse durante l’episodio di burnout e in alcuni casi non tornano ai livelli precedenti. 

  1. Bassa tolleranza agli stimoli

Infine, una ridotta tolleranza agli stimoli è una caratteristica chiave del burnout autistico, con gli individui che diventano più sensibili agli stimoli ambientali, più suscettibili alla sovra-stimolazione e con un aumento di crisi o chiusure. Diverse sono le fasi del burnout. Può portare all’evitamento di stimoli, compresi incontri sociali e attività che normalmente sarebbero gradite. 

Cause del burnout autistico

L’esaurimento autistico, come emerso dallo studio condotto da Raymaker, è il risultato di due elementi:  fattori di stress e barriere o ostacoli al supporto

Questi elementi si combinano per creare un carico cumulativo sulla vita delle persone autistiche, portando a un crescente squilibrio tra aspettative e capacità. 

Esaminiamo più da vicino questi fattori e le loro implicazioni.

Fattori di stress

  1. Camuffamento

Uno dei principali fattori di stress nell’esaurimento autistico è il camuffamento, che si riferisce alla necessità di nascondere tratti autistici. È una strategia utilizzata per adattarsi alle aspettative sociali e per evitare il pregiudizio e la discriminazione. 

Tuttavia, il camuffamento è estremamente esigente, comportando una continua repressione di tratti autistici e una fatica psicologica che come una “placca psichica” nelle arterie mentali ed emotive, con il tempo può portare all’esaurimento, proprio come l’accumulo di placca fisica può causare problemi cardiaci.  

  1. Aspettative sociali 

Le aspettative sociali sono un altro importante fattore di stress nell’esaurimento autistico. Gli individui autistici spesso si sentono obbligati a conformarsi alle norme sociali e alle aspettative familiari o lavorative. 

Queste aspettative, spesso irragionevoli o in conflitto con le esigenze personali, possono portare a uno sforzo costante per soddisfarle. 

Il costante dispendio di energia per cercare di adempiere a tali aspettative può contribuire al carico cumulativo che porta all’esaurimento.

  1. Gestione delle disabilità

La gestione delle disabilità è un’ulteriore sfida che contribuisce al carico cumulativo. Gli individui autistici spesso devono sviluppare strategie per compensare le loro differenze nelle situazioni in cui l’ambiente non è favorevole o adattato alle loro esigenze. 

Queste strategie richiedono un notevole sforzo e possono comportare un aumento del carico di stress.

  1. Stress dovuto ai cambiamenti nella vita

Gli eventi di cambiamento nella vita, sia imprevedibili (come la morte o un trasloco) che previsti ma significativi (come la transizione verso l’età adulta), sono fonte di stress per tutti. 

Tuttavia, per le persone autistiche, che spesso faticano di più con i cambiamenti rispetto alla popolazione generale, questi eventi possono richiedere quantità straordinarie di energia per essere gestiti. 

Molte persone hanno riferito che il loro primo episodio di esaurimento è avvenuto durante la transizione verso l’età adulta.

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Barriere al supporto nell’esaurimento autistico

  1. Gaslighting e rifiuto

Una delle principali barriere al supporto è il gaslighting, ovvero il processo che fa dubitare a una persona della propria percezione della realtà, e il rifiuto delle richieste di aiuto. 

Quando le persone si rendono conto che la loro vita è diventata insostenibile e chiedono aiuto, spesso vengono respinte o fatte sentire che i loro problemi sono colpa loro. 

Questa invalidazione delle loro esperienze può essere estremamente dannosa e contribuisce all’isolamento e alla mancanza di sostegno.

  1. Difficoltà nei limiti e nella difesa personale

Molte persone autistiche hanno difficoltà a stabilire limiti personali e a difendersi. 

Non riescono a dire “no” a compiti o aspettative e faticano a negoziare con le richieste esterne. Questa mancanza di capacità di difesa personale può portare a un sovraccarico di obblighi e stress.

  1. Mancanza di accesso a risorse esterne

Altre barriere includono la mancanza di accesso a risorse esterne come servizi per disabili, terapie efficaci, aiuto per la cura dei figli o addirittura una diagnosi di autismo

Molte persone hanno ottenuto la diagnosi di autismo solo dopo aver perso abilità di compensazione. 

Come si può superare?

Il recupero dall’esaurimento autistico varia per ogni individuo, influenzato dalla gravità dell’esaurimento e dalle risorse personali disponibili. Un passo cruciale spesso coinvolge allontanarsi dalla situazione che ha scatenato l’esaurimento, cercando spazi tranquilli per ripristinare l’energia, come una stanza privata dopo interazioni sociali intense. Tuttavia, il recupero può richiedere tempo variabile e in alcuni casi può essere necessaria una forma di recupero a lungo termine, inclusa la riabilitazione e la riorganizzazione della vita, specialmente considerando che l’esaurimento autistico potrebbe diventare più frequente e difficile da superare con l’età.

La terapia come supporto al recupero

In tutti i casi, per uscire dal burnout consigliamo vivamente di cercare supporto da professionisti specializzati nello spettro autistico. Questi professionisti, attraverso una psicoterapia adattata alle esigenze individuali, possono svolgere un ruolo fondamentale nell’aiutare la persona autistica a trovare le strategie e le tecniche più adatte alla propria situazione e storia personale. Serenis offre servizi di psicoterapia online, fornendo un ambiente sicuro per esplorare le sfide specifiche legate all’autismo e sviluppare strategie di gestione dello stress.

Si può prevenire il burnout autistico?

Sì, è possibile adottare misure proattive per prevenire il burnout, specialmente per le persone autistiche. 

  1. Conoscenza di sè

Una strategia chiave per prevenire l’esaurimento è l’autoconoscenza e la consapevolezza di sé. 

Le persone autistiche possono imparare nel tempo quali situazioni sono più suscettibili di scatenare l’esaurimento per loro, poiché i fattori scatenanti dell’esaurimento possono variare da persona a persona.

  1. Attenzione ai trigger personali

Essere attenti ai segnali precoci è fondamentale. Alcune persone autistiche descrivono la sensazione di disconnessione dal proprio corpo o l’esperienza di visione tunnel quando si avvicinano a uno stato di esaurimento.

Riconoscere questi segnali può fungere da indicatore precoce cruciale.

  1. Sviluppa strategie di prevenzione

Ad esempio lascia un evento sociale in anticipo se senti che è troppo, o pianifica una giornata di recupero dopo un viaggio impegnativo prima di tornare al lavoro. 

Puoi anche fare richiesta di accomodamenti che possono aiutarli a prevenire l’esaurimento, come chiedere di essere imbarcati in anticipo su un aereo per ridurre il sovraccarico sensoriale o organizzare di lavorare da casa parte del tempo per creare un ambiente più confortevole e di supporto.

Fonti

  • Raymaker, D. M., Teo, A. R., Steckler, N. A., Lentz, B., Scharer, M., Delos Santos, A., … & Nicolaidis, C. (2020). “Having all of your internal resources exhausted beyond measure and being left with no clean-up crew”: Defining autistic burnout. Autism in adulthood, 2(2), 132-143.
  • Deweerdt, S. (2020). Autistic burnout, explained. Spectrum News.
  • Arnold, S. R., Higgins, J. M., Weise, J., Desai, A., Pellicano, E., & Trollor, J. N. (2023). Towards the measurement of autistic burnout. Autism, 13623613221147401.
Ludovica Feliziani

Approccio:
Titolo di studio
Descrizione
Anima solare e (quasi) psicologa clinica, sono la blog manager di Serenis. Qui unisco il mondo della psicologia a quello del copywriting. Credo nell'importanza di imparare dagli errori, nella comunicazione aperta e nella condivisione, cuore di tutto ciò che faccio.

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Revisori

reviewer

Dott. Domenico De Donatis

Medico Psichiatra

Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Pescara n. 4336

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Parma. Specializzazione in Psichiatria presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

reviewer

Dott. Federico Russo

Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Neuropsicologo, Direttore Clinico di Serenis

Ordine degli Psicologi della Puglia n. 5048

Laurea in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale a indirizzo neuropsicologico presso l’Istituto S. Chiara di Lecce.

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Dott.ssa Martina Migliore

Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Ordine degli Psicologi dell'Umbria n.892

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente e formatrice. Esperta in ACT e Superhero Therapy. Membro dell'Associazione CBT Italia, ACT Italia e SITCC. Esperta nell'applicazione di meccaniche derivanti dal gioco alle strategie terapeutiche evidence based e alla formazione aziendale.