Stigma e malattia mentale: quando ci vergogniamo di stare male

Nonostante ci sia una maggiore consapevolezza sulla salute mentale, purtroppo esiste ancora un profondo stigma su queste condizioni

Stigmatizzare una persona significa attribuirle un’etichetta negativa che la marchia come diversa, inferiore o non desiderabile a causa di una malattia mentale. Questo processo porta a discriminazione, esclusione e una serie di conseguenze negative sia sulla salute mentale che sul benessere generale dell’individuo.

Il superamento dello stigma richiede una maggiore consapevolezza e educazione sulla salute mentale, incoraggiando la discussione aperta e il sostegno sociale per chi soffre di disturbi psicologici, affinché possano vivere senza vergogna e accedere liberamente alle cure necessarie.

Stigma: significato psicologico

Nell’ambito della salute mentale, lo stigma si riferisce alla percezione negativa e al trattamento discriminatorio di persone con disturbi psichiatrici, contribuendo a ostracizzarle e a impedire la ricerca di aiuto.

La consapevolezza su quanto costa una seduta dallo psicologo può contribuire a demistificare l’accesso alle cure, rendendole percepite come più accessibili.

La definizione di stigma di Goffman

l primo a parlarne per quanto riguarda la salute mentale è stato Erwin Goffman, nell’ormai lontano 1970, un esperto che utilizzava questo concetto per definire l’insieme di pregiudizi negativi attribuiti alle persone con problemi psichici, rendendo ancora più cruciale l’importanza di una prima seduta con lo psicologo, momento fondamentale per costruire un rapporto di fiducia e apertura.

“Una condizione che, a causa del loro disturbo, portava le persone ad essere (e sentirsi) discriminate ed escluse”.

Erwin Goffman

Purtroppo questa definizione è valida anche oggi perché in moltissime circostanze l’oggetto della stigmatizzazione è proprio il malato mentale. Ciò vuol dire che molte persone tendono a ritenere chi soffre di una patologia psicologica diverso, e in senso del tutto negativo.

E chi sta male, a sua volta, si sente escluso, rifiutato, si vergogna di se stesso e della sua malattia, per questo tende a vivere nella solitudine.

La definizione di stigma di Goffman

In questo contesto, è fondamentale capire se lo psicologo è quello giusto per te, poiché un supporto professionale adeguato può aiutarti a superare lo stigma e migliorare la tua qualità di vita.

Stigma: etimologia

L’etimologia di “stigma” risale al greco antico στίγμα (stígma), che significava “un marchio” o “punto,” inizialmente riferito a segni corporei usati per evidenziare qualità negative.

Stigma sociale: significato

Lo stigma sociale si riferisce al processo attraverso cui certe persone o gruppi vengono marginalizzati o discriminati in base a caratteristiche o comportamenti che la società considera indesiderabili.

Sinonimo di stigma

Sinonimi di stigma includono:

  • marchio
  • discredito
  • infamia
  • macchia
  • etichetta
  • timbro
  • bollatura

Stigma: come se ne esce?

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Stigma come malattia mentale

Lo stigma come malattia mentale si riferisce alla discriminazione e al pregiudizio che le persone con disturbi psichiatrici possono sperimentare nella società. Questo tipo di stigma può manifestarsi in vari modi, inclusi:

  • stereotipi negativi
  • esclusione sociale
  • mancanza di accesso a cure adeguate

Lo stigma può avere impatti significativi sulla qualità della vita delle persone affette da malattie mentali, ostacolando la loro capacità di cercare aiuto, ottenere sostegno sociale e recuperare efficacemente.

Il percorso per superare lo stigma e i disturbi mentali può essere lungo e richiede impegno. Comprendere quanto dura un percorso di psicoterapia e stabilire obiettivi realistici è essenziale per mantenere la motivazione e vedere progressi nel tempo.

Stigma come malattia mentale

Se non sai cosa sia la psicoterapia o ti interessa l’argomento, leggi il nostro articolo.

Le cause dello stigma

Le cause dello stigma sono da attribuire a tre diversi fattori che interagiscono tra loro:

  • la non conoscenza: purtroppo non esistono marcatori biologici che permettono di individuare una malattia mentale;
  • pregiudizi: che possono venire alimentati da qualsiasi cosa, compresi i mezzi di informazione;
  • emarginazione dei malati che spesso vengono isolati a 360 gradi: nel nostro Paese, nel 1978, sono stati chiusi i manicomi a favore della creazione di centri ambulatoriali. Nonostante questo, le famiglie si trovano spesso sole nell’affrontare la malattia mentale.

Le varie tipologie

Secondo InfermieriAttivi lo stigma è di tre principali tipi:

  • stigma istituzionale: ovvero le leggi e le regolamentazioni giuridiche o le procedure burocratiche che privano le persone con patologie psichiatriche di diritti ed opportunità;
  • stigma sociale: la condivisione di stereotipi e comportamenti negativi da parte di un’ampia fetta di popolazione verso coloro che sono affetti da problemi psichici;
  • stigma interiorizzato: i vissuti negativi e i pregiudizi che la persona che sta male ha interiorizzato riguardo la propria patologia mentale.

Quali sono le conseguenze della stigmatizzazione

Chi è vittima di stigmatizzazione vive un mancato riconoscimento delle sue sofferenze che derivano dalla malattia mentale con cui combatte. A livello legislativo, in alcune circostanze, viene a mancare persino un’attribuzione di stabile invalidità e questo è un vero problema: se certe malattie fossero adeguatamente considerate e curate, chi ne soffre potrebbe recuperare parte delle proprie capacità sociali e intellettive.

La conseguenza di tutto questo, oltre a un peggioramento delle condizioni di salute, è l’isolamento. Una situazione davvero drammatica e che dovrebbe tutti farci riflettere perché, se si comprendesse anche la patologia mentale, si accetterebbe il concetto di cura e di soccorso.

Coloro che purtroppo hanno a che fare con lo stigma lo interiorizzando, arrivando ad autodefinirsi ed identificarsi con la patologia di cui soffrono. Emerge così la rassegnazione, lo sconforto e il possibile rifiuto a qualsiasi tipo di cambiamento nella cura.

L’autostima scompare quasi del tutto e chiedere aiuto è l’ultima cosa che viene in mente. Senza dimenticare che lo stigma può portare a un netto peggioramento della malattia: lo stigma per chi è affetto da obesità, per esempio, potrebbe provocare un ulteriore aumento del peso peggiorando la condizione psicofisica.

Quando si stigmatizza una persona si tende a colpevolizzare la persona, a considerarla pigra e debole, quindi non malata ma solo incapace di fare le cose. Conseguentemente le vittime riducono la loro motivazione nel guarire e cambiare abitudini anche perché rifiutano le terapie.

Quali sono le conseguenze della stigmatizzazione

Come ridurre lo stigma

I primi che possono contribuire a ridurre lo stigma mentale siamo noi stessi. Tuttavia, è necessaria una maggiore conoscenza sulle malattie e sulla salute mentale: in questo modo possiamo immedesimarci in chi soffre e soprattutto possiamo eliminare i giudizi e le credenze stereotipate sulla salute mentale.

Dobbiamo stare molto attenti anche al linguaggio e quindi scegliere attentamente le parole quando andiamo a comunicare con chi ha problemi di salute mentale.

È fondamentale sostenere le persone che stanno male e concentrarsi sugli aspetti positivi e, contemporaneamente, incoraggiare l’uguaglianza e l’inclusione: queste persone non devono essere assolutamente discriminate.

In sostanza, c’è bisogno di:

  • informazione
  • contatto sociale
  • formazione per ridurre gli stereotipi

Il ruolo dello psicologo è fondamentale nel processo di cura: attraverso l’ascolto attivo, la valutazione e l’intervento, contribuisce significativamente al benessere dell’individuo.

Cosa deve fare chi è vittima di stigma

Chi è vittima di stigma dovrebbe imparare a parlare liberamente della sua malattia mentale. Come se fosse una febbre, una polmonite o una qualsiasi altra patologia: bisogna guardare la malattia mentale per quello che è, e quindi una malattia come le altre.

Allo stesso tempo, non si dovrebbe mai rinunciare al supporto di un esperto della salute mentale, e magari valutare il coinvolgimento anche di familiari e amici perché, come abbiamo detto anche in precedenza, contatto sociale e consapevolezza possono davvero cambiare le cose in positivo, sia per chi sta male che per chi gli sta intorno.

La prima cura per chi è vittima di stigma, quindi, inizia dell’esterno, dalle persone, dall’ambiente e dalle istituzioni. Poi, inevitabilmente, si riflette anche su loro stessi. Le piattaforme di terapia online offrono una varietà di servizi che possono adattarsi alle diverse esigenze, rendendo la terapia più accessibile a chi non può recarsi fisicamente in studio.

Per coloro che preferiscono o necessitano di un approccio più personalizzato, alcuni professionisti offrono servizi di psicologo a domicilio, garantendo comfort e privacy.

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Fonti

  • Goffman, E. (1970). Stigma, l’identità negata. Laterza ed.
Serena Proietti Colonna

Approccio:
Titolo di studio
Descrizione
Dottoressa di Ricerca in Psicologia e Scienze Cognitive, fin da piccola, ho coltivato la passione per il contatto umano e l'indagine delle persone. Ho scelto di studiare psicologia per migliorare la qualità della vita degli individui. Amo viaggiare, ispirata dalla mia sorella assistente di volo.

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Chiarezza

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Revisori

reviewer

Dott. Domenico De Donatis

Medico Psichiatra

Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Pescara n. 4336

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Parma. Specializzazione in Psichiatria presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

reviewer

Dott. Federico Russo

Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Neuropsicologo, Direttore Clinico di Serenis

Ordine degli Psicologi della Puglia n. 5048

Laurea in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale a indirizzo neuropsicologico presso l’Istituto S. Chiara di Lecce.

reviewer

Dott.ssa Martina Migliore

Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Ordine degli Psicologi dell'Umbria n.892

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente e formatrice. Esperta in ACT e Superhero Therapy. Membro dell'Associazione CBT Italia, ACT Italia e SITCC. Esperta nell'applicazione di meccaniche derivanti dal gioco alle strategie terapeutiche evidence based e alla formazione aziendale.