Malattie croniche e impatti psicologici

Soffrire di malattie croniche ci costringe a rivedere completamente la nostra vita, fino a rivoluzionare del tutto anche la nostra identità.
Soffrire di malattie croniche

Per malattie croniche si intendono quelle patologie che, purtroppo, hanno una lunga durata e che difficilmente si risolvono con un significativo miglioramento clinico. Condizioni che, al pari delle malattie rare, influiscono non di poco sull’identità di chi ne è affetto, suscitando profonda angoscia, paura, ansia e depressione.

Cosa sono le malattie croniche

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce le malattie croniche quelle patologie che presentano caratteristiche di lunga durata e generalmente una lenta progressione e un’assenza quasi totale di un significativo miglioramento clinico.

Su un articolo dell’Istituto Superiore di Sanità si può leggere che con questi termini ci si riferisce a un ampio gruppo di malattie, che comprende le cardiopatie, l’ictus, il cancro, il diabete e le malattie respiratorie croniche, ma anche le malattie mentali, i disturbi muscolo-scheletrici e dell’apparato gastrointestinale, i difetti della vista e dell’udito e le malattie genetiche.

Differenza tra malattie croniche e patologie acute

Spesso le malattie croniche vendono confuse con quelle che in ambito medico sono chiamate patologie acute. Le prime, a differenza delle seconde, sono caratterizzate da uno sviluppo incerto e imprevedibile fin dal principio, con sintomi che possono comparire all’improvviso causando uno sconvolgimento della quotidianità.

Inoltre, nelle malattie croniche i trattamenti sono rivolti ad attenuare i sintomi o a rallentare lo sviluppo della patologia, poiché molto spesso non esiste alcun processo di guarigione.

Malattie croniche degenerative

Le malattie croniche vengono spesso suddivise anche in degenerative, poiché sono quelle legate al processo di invecchiamento:

  • Malattie cardiovascolari;
  • Tumori;
  • Malattie Metaboliche (Diabete);
  • Malattie Respiratorie;
  • Malattie Reumatiche e Osteoarticolari;
  • Malattie del Sistema Nervoso;
  • Demenze;
  • Disturbi Psichici.

Quando l’infiammazione diventa cronica?

Nelle malattie croniche, il principale meccanismo responsabile dell’anemia è l’infiammazione cronica. Quando si verifica una malattia cronica, il sistema immunitario può essere costantemente attivato, causando un aumento dei livelli di citochine infiammatorie nel corpo. Queste citochine possono influenzare negativamente la produzione di globuli rossi nel midollo osseo e l’equilibrio dei livelli di ferro nel corpo.

Le citochine infiammatorie possono interferire con il processo di produzione dei globuli rossi, riducendo la risposta del midollo osseo agli stimoli che normalmente promuovono la formazione dei globuli rossi. Inoltre, l’infiammazione può influenzare il metabolismo del ferro, portando a un aumento del ferro immagazzinato nei depositi di ferritina e una diminuzione del ferro disponibile per la formazione dei globuli rossi.

Questo meccanismo può causare un tipo specifico di anemia chiamata “anemia dell’infiammazione” o “anemia da malattia cronica”. Caratteristiche comuni di questa forma di anemia includono una riduzione della concentrazione di emoglobina nel sangue, una diminuzione dei livelli di ferro nel siero e un aumento dei livelli di ferritina.

L’anemia da malattia cronica può essere presente in una varietà di condizioni croniche, tra cui malattie autoimmuni, malattie infiammatorie croniche (come artrite reumatoide e malattie infiammatorie intestinali), infezioni croniche e cancro. È importante gestire sia la malattia cronica sottostante che l’anemia associata per migliorare la qualità della vita del paziente e ridurre il rischio di complicanze.

Effetti psicologici delle malattie croniche

Come abbiamo accennato all’inizio di questo articolo, una diagnosi di malattia cronica può sconvolgere (non di certo in positivo) la vita di chi ne è affetto e anche quella delle loro famiglie. Il primo impatto problematico è di tipo economico, poiché diminuisce la produttività lavorativa ma aumentano le spese mediche.

Dal punto di vista psicologico la situazione non è di certo meno grave, perché le difficoltà si riscontrano sia a livello individuale che sul proprio contesto sociale: diversi studi, come quello condotto da Nordenstrom, hanno evidenziato la maggiore incidenza di disturbi d’ansia e dell’umore, fino ad un maggior rischio di suicidio nei pazienti affetti da patologie croniche rispetto a chi non ne ha.

Malattie croniche più diffuse in Italia e sfide psicologiche associate

I dati nazionali più recenti in fatto di malattie croniche nel nostro Paese, e diffuse dall’Istituto Superiore di Sanità, rivelano che la condizione di cronicità è più frequente al crescere dell’età e che la cronicità coinvolge di più le persone con status socioeconomico più svantaggiato.

Nel nostro Paese, le malattie croniche non trasmissibili (MCNT) sono ritenute responsabili, per il 2010, del 92% dei decessi totali registrati. Le patologie croniche più frequentemente riferite fra i 18 e i 69 anni sono:

  • Malattie respiratorie croniche: 6%:
  • Malattie cardiovascolari e il diabete: 5%;
  • Tumori:4%;
  • Malattie croniche del fegato, insufficienza renale e l’ictus: 1%.

A tal proposito, il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi specifica che le malattie croniche hanno portato in primo piano il paziente come persona, in quanto la sua condizione richiede un processo di adattamento, un ruolo attivo e consapevole e il sostegno di altre persone (caregiver).

Come accade per le malattie gravi (vedi il disturbo somatoforme), conta anche il parametro “gestione” della stessa, il che vuol dire che la persona ammalata deve essere messa nelle migliori condizioni possibili, anche valutando ed intervenendo su quei fattori che determinano ciò che la persona fa e “sente”. Ad esempio, le persone con disturbo di conversione possono essere sincere nei loro sintomi e spesso credono sinceramente che siano causati da una condizione medica, anche se non c’è alcuna evidenza di una causa fisica sottostante. In questo senso, quindi, diventano necessarie le competenze dello psicologo.

Impatto delle malattie croniche sull’identità

A causa delle caratteristiche di continuità e della pervasività delle malattie croniche, coloro che ne sono affetti si ritrovano costretti ad intraprendere un processo di ridefinizione della propria identità personale e sociale.

Secondo Musacchio, Alberghini e collaboratori, chi soffre di una patologia di questo tipo deve arrivare a costituirsi una nuova identità, cercando di integrare la malattia nella propria vita e nella percezione e proiezione di sé nel lungo periodo.

Il concetto di “Frattura Identitaria” nelle malattie croniche

Per “Frattura Identitaria” nelle malattie croniche si intende un modello che cerca di spiegare l’impatto di queste patologie sulle identità di chi ne è affetto come un momento di scissione irreparabile, vale a dire quasi come esistesse una vita di prima e una di dopo la diagnosi, sottolineando però la portata distruttiva delle malattie croniche.

Va specificato, tuttavia, che questa scissione può limitarsi ad alcune aree dell’identità o non essere del tutto irrecuperabile.

Slittamento biografico nel contesto delle malattie croniche

Un altro modello è quello chiamato slittamento biografico nel contesto delle malattie croniche, che prevede la possibilità di ricostruzione di una continuità biografica, soprattutto quando la transizione viene percepita come coerente con la propria fase di vita.

Molto probabilmente, questo modo di affrontare una malattia cronica deriva da una insorgenza in età avanzata o da percorsi terapeutici non troppo invasivi che, come specifica Karnilowicz, permettono a chi ne soffre di continuare a svolgere la vita di tutti i giorni.

Ristrutturazione Identitaria nelle persone con patologie croniche

L’ultimo modello riguarda la ristrutturazione identitaria nelle persone con patologie croniche, ovvero il fatto che una malattia come questa conceda la possibilità di costruirsi una nuova identità. Non a caso, si parla di dinamicità dell’identità, quindi della sua capacità di cambiare a fronte di stimoli anche negativi che vengono rielaborati ed integrati.

È proprio all’interno di questo modello, infatti, che sembrerebbero assumere maggiore importanza le risorse individuali e sociali.

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Approccio psicologico nel trattamento delle malattie croniche

Le malattie croniche non sono di certo facili da accettare, in quanto richiedono un’elaborazione interna che spesso può essere ostacolata dalla scissione, dal rifiuto o dalla negazione della malattia stessa, ovvero dei meccanismi di difesa messi in atto per “proteggersi”.

Il problema principale è che questi meccanismi indeboliscono l’Io, che a sua volta rischia di essere influenzato negativamente rendendo ben più complessa (e alle volte apparentemente impossibile) l’elaborazione interna della malattia.

Per fortuna, a poter aiutare ad affrontare tutto ciò ci sono gli esperti della salute mentale, che riescono a portare i pazienti a esprimere il proprio dolore cronico in un modo più funzionale e a migliore la qualità della loro vita, riducendo conseguentemente gli stati ansiosi e/o depressivi.

Lo psicoterapeuta, infatti, riesce a lavorare con il paziente sui significati, in modo da portarlo a comprendere cosa rappresenta la malattia e quali siano i nodi da sciogliere che ha fatto emergere la diagnosi di malattia cronica.

Se sei affetto da una patologia cronica ma non riesci ad avere la forza per affrontare questa tua condizione, puoi trovare tutto quello che ti serve da Serenis, un centro medico autorizzato in cui collaborano psicologi, psichiatri e psicoterapeuti con esperienza decennale nella gestione di queste situazioni.

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Prevenzione e gestione delle malattie croniche

La lotta alle malattie croniche è senza ombra di dubbio una priorità di salute pubblica, e per questo in molti Paesi si investe sulla prevenzione, la gestione, il controllo di queste patologie, ma anche sulla riduzione dei fattori di rischio a livello individuale come, per esempio:

  • Alcol;
  • Alimentazione e salute;
  • Attività fisica;
  • Fumo;
  • Obesità;
  • Salute mentale;
  • Molto altro ancora.

La pura verità, infatti, è che la prevenzione e la promozione di stili di vita sani è l’arma più valida per combattere le malattie croniche, in particolare evitando il fumo, avendo un’alimentazione corretta, limitando il consumo di alcol e svolgendo attività fisica regolare.

La pratica sportiva per prevenire le malattie infiammatorie

La pratica sportiva può influenzare positivamente le persone affette da malattie croniche in diversi modi. L’esercizio fisico regolare può migliorare la salute generale e il benessere delle persone, riducendo il rischio di sviluppare condizioni come malattie cardiache, diabete e obesità, e può contribuire a mantenere un peso corporeo sano.

In molti casi, l’attività fisica può aiutare a gestire i sintomi associati. Ad esempio, può ridurre il dolore e la rigidità muscolare nelle persone con artrite, migliorare la funzione respiratoria nei pazienti con malattie polmonari croniche e aumentare l’energia e la resistenza nei pazienti con cancro o fibromialgia.

Infine, la pratica sportiva regolare può contribuire a prevenire o ridurre il rischio di sviluppare complicanze associate alle malattie croniche. Ad esempio, può migliorare la circolazione sanguigna e ridurre il rischio di coaguli nelle persone con malattie cardiovascolari, o migliorare la sensibilità all’insulina nelle persone con diabete.

Tuttavia, è importante consultare sempre un medico prima di iniziare qualsiasi programma di esercizio fisico, specialmente se si ha una malattia cronica. Il medico può fornire consigli personalizzati in base alla condizione individuale e ai limiti fisici.

Centri di eccellenza per le malattie croniche: dove curarsi?

In Italia, ci sono diversi ospedali e istituzioni riconosciuti per la loro eccellenza nel trattamento delle malattie croniche. Alcuni di questi includono:

  1. Istituto Europeo di Oncologia (IEO) a Milano: È uno dei principali centri di ricerca e trattamento del cancro in Italia, noto per la sua approccio multidisciplinare e per l’utilizzo di terapie innovative.
  2. Istituto Nazionale dei Tumori (INT) a Milano: È uno dei più grandi centri oncologici in Europa, specializzato nella diagnosi e nel trattamento dei tumori maligni e benigni.
  3. Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” a Roma: È un centro di eccellenza nel trattamento delle malattie infettive, comprese l’HIV/AIDS, le epatiti virali e le malattie tropicali.
  4. Istituto Neurologico Carlo Besta a Milano: È uno dei più importanti centri neurologici in Italia, specializzato nella diagnosi e nel trattamento delle malattie neurologiche croniche, tra cui sclerosi multipla, malattia di Parkinson e epilessia.
  5. Istituto Giannina Gaslini a Genova: È uno dei principali ospedali pediatrici in Italia, noto per il trattamento delle malattie croniche nell’infanzia, comprese malattie genetiche, cardiopatie congenite e malattie metaboliche.
  6. Istituto Ortopedico Rizzoli a Bologna: È uno dei più importanti centri ortopedici in Italia, noto per il trattamento delle malattie croniche dell’apparato locomotore, tra cui malattie articolari degenerative, tumori ossei e deformità scheletriche

Centri di eccellenza per le malattie infiammatorie intestinali

Per le malattie croniche intestinali, alcuni dei principali centri di eccellenza in Italia includono:

  1. Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona a Salerno: Questo ospedale è riconosciuto per l’eccellenza nel trattamento delle malattie gastrointestinali, comprese le malattie infiammatorie intestinali come la malattia di Crohn e la colite ulcerosa.
  2. Ospedale Niguarda Ca’ Granda a Milano: È un centro di riferimento per la diagnosi e il trattamento delle malattie gastrointestinali, comprese le malattie croniche intestinali. Dispone di un reparto dedicato alla gastroenterologia con personale esperto e attrezzature all’avanguardia.
  3. Ospedale Policlinico Gemelli a Roma: È uno dei più grandi ospedali in Italia e offre servizi specialistici per il trattamento delle malattie gastrointestinali, comprese le malattie infiammatorie intestinali e altre condizioni croniche dell’apparato digerente.

Questi centri di eccellenza offrono servizi specializzati per la diagnosi, la gestione e il trattamento delle malattie croniche intestinali, con un approccio multidisciplinare che coinvolge gastroenterologi, chirurghi, nutrizionisti e altri specialisti. È importante consultare un medico o uno specialista per una valutazione accurata e raccomandazioni specifiche sul trattamento delle malattie croniche.

Sensibilizzazione sulle malattie croniche

La sensibilizzazione sulle malattie croniche attraverso i media può svolgere un ruolo significativo nel aumentare la consapevolezza, la comprensione e il supporto per coloro che vivono con queste condizioni. In Italia ci sono diverse campagne di sensibilizzazione sulle malattie croniche promosse da organizzazioni sanitarie, associazioni di pazienti, enti governativi e altre istituzioni.

Eventi e Giornate delle malattie croniche

  1. Giornata Mondiale del Diabete: Organizzata ogni anno il 14 novembre, la Giornata Mondiale del Diabete è un’importante iniziativa internazionale per sensibilizzare sull’epidemia di diabete e promuovere la prevenzione, la diagnosi precoce e il miglioramento della cura per le persone affette da questa malattia cronica. In Italia, numerose associazioni e istituzioni sanitarie partecipano a eventi e iniziative per aumentare la consapevolezza sul diabete.
  2. Settimana Nazionale della Fibrosi Cistica: Organizzata annualmente dalla Fondazione Italiana per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica (FIRFC), questa settimana di sensibilizzazione mira a promuovere la conoscenza e la comprensione della fibrosi cistica, una malattia genetica cronica che colpisce principalmente i polmoni e il sistema digestivo. Durante la settimana, vengono organizzate varie attività e eventi per coinvolgere la comunità e raccogliere fondi per la ricerca e la cura della malattia.
  3. Campagna “Novembre Viola” per la sensibilizzazione sulle malattie reumatiche: Iniziativa promossa dalla Lega Italiana contro le Malattie Reumatiche (LIMAR), “Novembre Viola” è un mese dedicato alla sensibilizzazione sulle malattie reumatiche croniche, come l’artrite reumatoide, la fibromialgia e l’osteoartrosi. Durante il mese di novembre, vengono organizzati eventi, conferenze, incontri informativi e campagne di sensibilizzazione sui sintomi, la diagnosi e il trattamento delle malattie reumatiche.
  4. Campagna “Maggio Viola” per la sensibilizzazione sull’epilessia: Organizzata dalla Lega Italiana Contro l’Epilessia (LICE), “Maggio Viola” è un’iniziativa nazionale per sensibilizzare sull’epilessia, una malattia neurologica cronica caratterizzata da crisi convulsive ricorrenti. Durante il mese di maggio, vengono promosse attività educative, incontri pubblici, campagne informative e altre iniziative per diffondere la consapevolezza sull’epilessia e combattere lo stigma associato alla malattia.

Collaborazioni con influencer per attenzionare le malattie croniche

Le collaborazioni con celebrità e influencer possono aumentare l’attenzione sulle malattie croniche e raggiungere nuovi pubblici. Le persone influenti possono condividere le loro esperienze personali, sensibilizzare sulle cause e promuovere la partecipazione a eventi benefici per sostenere la ricerca e la cura delle malattie croniche.

Un esempio in tal senso è rappresentato dal lavoro di alcune attiviste come Giorgia Soleri, che sui social promuovono la diffusione di informazioni e la sensibilizzazione sui temi delle malattie croniche. L’attivista, afflitta da vulvodinia, endometriosi, neuropatia del pudendo, adenomiosi e fibromialgia, sta affrontando una serie di sfide legate alla salute che hanno un impatto significativo sulla sua vita quotidiana e sul benessere emotivo.

Parlare delle proprie esperienze con una malattia cronica può offrire sostegno emotivo e solidarietà a coloro che vivono con la stessa condizione. La condivisione di storie personali, sfide affrontate e strategie di coping può aiutare a creare una comunità di supporto online e a ridurre lo stigma e i pregiudizi associati a determinate condizioni, promuovendo una maggiore comprensione, empatia e accettazione.

Bibliografia

  • Istituto Superiore di Sanità, Malattie croniche.
  • Servin, A., Nordenström, A., Larsson, A., & Bohlin, G. (2003). Prenatal androgens and gender-typed behavior: a study of girls with mild and severe forms of congenital adrenal hyperplasia. Developmental psychology, 39(3), 440.
  • Istituto Superiore di Sanità, I dati per l’Italia.
  • Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, Il ruolo dello psicologo nel Piano Nazionale Cronicità.
  • Buccianti, G., Baragetti, I., Alberghini, E., Furiani, S., & Musacchio, N. (2005). Early therapeutic education in chronic renal disease: a new approach. Giornale italiano di nefrologia: organo ufficiale della Societa italiana di nefrologia, 22(2), 134-139.
  • Karnilowicz, W. (2011). Identity and psychological ownership in chronic illness and disease state. European journal of cancer care, 20(2), 276-282.
Domenico De Donatis

Approccio:
Titolo di studio
Descrizione
Domenico De Donatis è un medico psichiatra con esperienza nella cura dei disturbi psichiatrici. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Parma, ha poi ottenuto la specializzazione in Psichiatria all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Registrato presso l'Ordine dei Medici e Chirurghi di Pescara con il n° 4336, si impegna a fornire trattamenti mirati per migliorare la salute mentale dei suoi pazienti.

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Revisori

reviewer

Dott. Domenico De Donatis

Medico Psichiatra

Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Pescara n. 4336

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Parma. Specializzazione in Psichiatria presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

reviewer

Dott. Federico Russo

Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Neuropsicologo, Direttore Clinico di Serenis

Ordine degli Psicologi della Puglia n. 5048

Laurea in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale a indirizzo neuropsicologico presso l’Istituto S. Chiara di Lecce.

reviewer

Dott.ssa Martina Migliore

Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Ordine degli Psicologi dell'Umbria n.892

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente e formatrice. Esperta in ACT e Superhero Therapy. Membro dell'Associazione CBT Italia, ACT Italia e SITCC. Esperta nell'applicazione di meccaniche derivanti dal gioco alle strategie terapeutiche evidence based e alla formazione aziendale.