Il disturbo da conversione spiegato: tutto quello che vuoi sapere per affrontarlo

Esplora il disturbo da conversione: comprendi le radici psicologiche, accedi a supporto terapeutico e adotta strategie per gestire i sintomi.

Quando si parla di disturbo da conversione, si intende una forma di somatizzazione attraverso disturbi e manifestazioni somatiche (quindi fisiche) derivanti da un disagio mentale e/o emotivo, ma senza che il corpo abbia dei reali problemi o patologie pregresse.

Si tratta di un problema che tende a nascere nella tarda età infantile e fino alla prima età adulta. Si manifesta con tutta una serie di sintomi, anche gravi, che possono comparire in seguito a un evento stressante di carattere psicologico o sociale, interferendo con le normali attività quotidiane di chi ne soffre, e andando a minare la qualità della vita del o della paziente. Ecco perché è bene comprendere le cause che portano al disturbo da conversione, se necessario facendosi aiutare da uno specialista.

Cos’è e come si manifesta il disturbo da conversione 

Il disturbo da conversione, precedentemente conosciuto come isteria o nevrosi isterica ed erroneamente attribuito solo alle donne, è una patologia che si caratterizza per uno o più sintomi di alterazione della funzione motoria volontaria o sensoriale. Inoltre, i risultati clinici degli esami effettuati mostrano un’incompatibilità tra il sintomo e le condizioni mediche o neurologiche conosciute.

Di fatto, quindi, quello che si pensa possa accadere a chi soffre del disturbo da conversione è di non riuscire a gestire adeguatamente ciò che si vive a livello psichico, arrivando a somatizzare e sfogare la problematica a livello fisico, con tutta una serie sintomi che coinvolgono sia i sensi che il sistema motorio. Sintomi che si sviluppano in modo del tutto inconscio e involontario e che possono variare da persona a persona, sia per tipologia, che per gravità.

Sintomi somatici e fisici 

I sintomi somatici più frequenti che si possono manifestare a causa del disturbo da conversione, consistono solitamente in un deficit più o meno grave a carico della funzione motoria volontaria o di quella sensoriale, che si può presentare tramite: 

  • tremori e convulsioni, con coscienza limitata da parte del soggetto;
  • paralisi che solitamente verifica a un braccio o a una gamba; 
  • problemi di equilibrio;
  • debolezza o intorpidimento alle braccia o alle gambe;
  • problemi di vista, come cecità o visione doppia;
  • difficoltà di deglutizione, che può derivare dalla sensazione di avere un groppo in gola;
  • linguaggio confuso o incapacità di parlare;
  • perdita dell’udito sia parziale che totale;
  • ritenzione urinaria;
  • disfonia da stress.

Nei casi più gravi 

Quando il disturbo da conversione è grave, poi, è possibile che si verifichino delle manifestazioni simili a quelle che avvengono durante le crisi epilettiche come:

  • confusione temporanea;
  • convulsioni e movimenti involontari delle braccia e delle gambe;
  • perdita di coscienza o di consapevolezza.

Sintomi psicologici 

A livello psicologico il disturbo da conversione più causare dei sintomi transitori come:

  • eccitamento psicomotorio;
  • stati acinetici (perdita capacità di fare movimenti automatici);
  • depressione;

e permanenti, se non adeguatamente curati con la psicoterapia, come:

  • suggestionabilità;
  • infantilismo;
  • immaturità emotivo-affettiva;
  • compromissione della vita sessuale.

Questi sintomi possono manifestarsi con un solo episodio nell’arco della vita o in modo sporadico, come conseguenza di eventi psicologici o sociali stressanti per il soggetto. 

Le cause del disturbo da conversione 

Il disturbo di conversione è solitamente causato da uno stress intenso, un trauma emotivo o psicologico, un conflitto interiore, e in genere qualsiasi minaccia vissuta a livello emotivo, convertito da chi ne soffre con i sintomi fisici sopra citati che, di fatto, non sono altro che un modo inconscio per cercare di risolvere e alleviare l’estremo stress mentale che si sta vivendo.

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Alcuni esempi di fattori di rischio che maggiormente possono influire sulla stabilità emotiva e sull’insorgere del disturbo di conversione comprendono:

  • licenziamento e problemi lavorativi;
  • episodi di mobbing;
  • fine di una relazione;
  • problemi economici,
  • episodi di bullismo;
  • lutti;
  • solitudine;
  • diagnosi di una malattia debilitante o terminale.

Disturbo neurologico o da conversione? La diagnosi 

La diagnosi del disturbo da conversione può avvenire solo dopo un esame medico accurato, ed eventuali analisi di laboratorio che escludano disturbi neurologici o clinici generici collegabili alla sintomatologia vissuta dal paziente. 

In più, per poter diagnosticare il disturbo da conversione, il medico dovrà accertare che i sintomi vissuti dal paziente siano alla base di un malessere generale importante e significativo, tanto da interferire con le normali attività quotidiane del soggetto che ne soffre.

Solo a questo punto il medico accerterà la presenza del disturbo, per poter procedere con dei trattamenti specifici. Ma come si cura il disturbo da conversione? È possibile farlo da soli?

Trattamento, cure e terapia

Il disturbo da conversione prevede un trattamento di tipo psicoterapeutico, in cui è di fondamentale importanza il rapporto di fiducia e il supporto che il terapeuta riesce a stabilire con il paziente stesso.

Il primo step della cura, infatti, si basa sulla rassicurazione di chi soffre di questo disturbo, riguardo l’assenza di altre patologie neurologiche. Cosa che può portare il paziente a sentirsi meglio, più tranquillo e sollevato sul suo stato di salute. Fino ad arrivare alla diminuzione dei sintomi stessi. Ma non solo.

Altri trattamenti utili nella cura di questo disturbo sono:

  • percorso di psicoterapia;
  • l’ipnosi (sempre con una o uno psicoterapeuta), che permette al paziente di controllare l’influenza che lo stress ha sul suo stato mentale e fisico, andando a ridurre la sua sintomatologia.

Questi trattamenti vanno a curare il paziente dal suo disturbo da conversione e lo aiutano a gestire meglio lo stress e le sue emozioni, garantendogli una vita libera dagli effetti di questo disturbo e un maggior equilibrio a livello emotivo.

Psicoterapeuta: come scegliere

Una volta presa la decisione di farti aiutare da uno o una psicoterapeuta per prenderti cura di te, è il momento di trovare la persona giusta. La decisione non è semplice: ci sono diverse scuole di psicoterapia con diverse tecniche. Ma è proprio questo uno dei momenti più delicati, perché scegliere quella sbagliata potrebbe far fallire la terapia. Ecco qualche consiglio per intraprendere il percorso che fa per te:

  • Scegli qualcuno che non sia legato a parenti o amici: durante la terapia devi sentirti tranquillo o tranquilla e poterti aprire completamente. Questo avviene meglio con professionisti che non sono connessi alla tua sfera di conoscenze;
  • Trova uno o una psicoterapeuta con esperienza: per quanto tutti i terapeuti abbiano avuto una formazione completa, migliaia di ore di esperienza sul campo e una specializzazione sono garanzia di un percorso di successo;
  •  Scegli qualcuno con cui entri in sintonia: questo lo puoi sapere veramente solo provando una seduta, ma in fase di prenotazione puoi porre delle domande che ti aiuteranno a capire meglio se lo o la psicoterapeuta che hai scelto fa al caso tuo. Come sarà strutturato il percorso? Su cosa ci si concentrerà? Sono previsti esercizi e compiti a casa?

Una soluzione è il servizio di psicoterapia online di Serenis, il centro medico che, tra le altre cose, cura anche questo blog. Serenis ha solo psicoterapeuti esperti. Te ne assegna uno adatto alla tua situazione, con cui farai una prova gratuita e inizierai un percorso (e se per qualche motivo non entri in sintonia, puoi richiedere un terapeuta diverso con un clic). Ci sono anche molti altri modi per trovare uno psicoterapeuta valido: per esempio puoi chiedere al medico di base o rivolgerti a un consultorio nella tua zona. L’importante è fare il primo passo.

A chi rivolgersi 

Se pensi di soffrire del disturbo da conversione, è utile rivolgerti a uno o una psicoterapeuta che possa valutare la situazione e aiutarti a risolverla per tornare a vivere una vita più serena.

Ricordati sempre che il primo passo che si compie per la propria salute è quello più importante.

Bibliografia

  • Disturbo da conversione su MDS Manuals
  • Disturbo di conversione su MDS Manuals
  • Conversion Disorder Su Helatline
  • Disturbo di conversione (isteria di conversione): cause, sintomi, cure su Medicina on line
  • Epilessia su Humanitas
Dott. Raffaele Avico

Approccio:
Titolo di studio
Descrizione
Psicologo clinico e psicoterapeuta, specializzato in psicoterapia cognitiva e sessuologia clinica. La mia formazione include anche EMDR e mindfulness. Ho un'ampia esperienza nella gestione di disturbi d'ansia, dell'umore, da stress, sessuali, e da uso di sostanze. Mi dedico in particolare al trattamento del trauma psicologico e delle dipendenze. Ordine degli Psicologi del Piemonte num. 5822.

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Revisori

reviewer

Dott. Domenico De Donatis

Medico Psichiatra

Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Pescara n. 4336

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Parma. Specializzazione in Psichiatria presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

reviewer

Dott. Federico Russo

Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Neuropsicologo, Direttore Clinico di Serenis

Ordine degli Psicologi della Puglia n. 5048

Laurea in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale a indirizzo neuropsicologico presso l’Istituto S. Chiara di Lecce.

reviewer

Dott.ssa Martina Migliore

Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Ordine degli Psicologi dell'Umbria n.892

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente e formatrice. Esperta in ACT e Superhero Therapy. Membro dell'Associazione CBT Italia, ACT Italia e SITCC. Esperta nell'applicazione di meccaniche derivanti dal gioco alle strategie terapeutiche evidence based e alla formazione aziendale.