Assunzione di melatonina: effetti collaterali e rischi
La melatonina è un ormone naturale fondamentale per regolare il ritmo sonno-veglia e contrastare lo stress, ma la sua assunzione può comportare effetti collaterali e interazioni con farmaci o altri rimedi naturali. Se l'integratore non basta a ritrovare il benessere, i professionisti di Serenis possono aiutarti con un percorso di psicoterapia online.

La melatonina è un ormone naturale, spesso associato solo ai suoi benefici sul sonno ma come ogni sostanza che interagisce con l'organismo, può comportare anche alcuni effetti collaterali: dalla sonnolenza diurna a possibili ripercussioni sull'umore e sulla sfera sessuale, fino alle interazioni con farmaci o con altri integratori naturali come camomilla e valeriana.
Vediamo quali sono, chi dovrebbe prestare più attenzione e come usarla in modo sicuro.
Melatonina: quali sono gli effetti collaterali principali
La melatonina è generalmente ben tollerata, soprattutto se assunta rispettando il dosaggio massimo raccomandato in Italia, pari a 1 mg al giorno. Tuttavia, alcune persone possono manifestare effetti indesiderati, in particolare nei primi giorni di assunzione o in caso di dosaggi superiori a quelli consigliati.
Gli effetti collaterali più comuni segnalati includono:
- sonnolenza diurna, soprattutto se assunta troppo tardi o in dosi elevate;
- mal di testa e vertigini;
- tachicardia;
- secchezza delle fauci;
- lieve ansia o abbassamento del tono dell'umore;
- ipertensione, in casi meno frequenti.
Effetti collaterali della melatonina negli adulti
Negli adulti, la melatonina viene generalmente utilizzata come integratore per favorire l'addormentamento o per gestire i disturbi legati a jet lag e turni notturni, mentre le formulazioni a rilascio prolungato (2 mg) sono indicate come farmaco per l'insonnia a partire dai 55 anni.
Nella popolazione adulta gli effetti collaterali più frequentemente riportati restano sonnolenza diurna, mal di testa e lieve irritabilità, in genere transitori e legati al superamento del dosaggio consigliato.
Con l'avanzare dell'età, invece, la produzione naturale di melatonina si riduce progressivamente, e alcuni studi suggeriscono una maggiore sensibilità agli effetti sedativi: per questo, negli adulti over 55 e negli anziani è particolarmente importante non superare le dosi indicate e confrontarsi con il medico, soprattutto in presenza di altre terapie in corso.
In ogni caso, prima di iniziare un'integrazione regolare è sempre consigliabile parlare con il proprio medico, in particolare se si assumono altri farmaci o si soffre di patologie croniche.
Che cos’è la melatonina?
Prima di continuare, vediamo cos'è la melatonina e come funziona.
La melatonina è un ormone naturalmente presente nel nostro organismo: viene prodotta dalla ghiandola pineale, anche detta epifisi, una piccola ghiandola situata nel cervello.
L'azione più conosciuta della melatonina è la sua capacità di regolare il sonno e favorire l'addormentamento.
La sua produzione, infatti, segue il ritmo del giorno e della notte: aumenta verso sera, raggiunge il suo picco tra le 2 e le 4 del mattino e cala drasticamente nelle ore più luminose. Questa sua caratteristica l'ha resa oggetto di numerosi studi, che hanno dimostrato il suo potenziale non solo nella regolazione del sonno, ma anche in altri ambiti, dal benessere psicofisico al rallentamento dell'invecchiamento.

Come funziona la melatonina?
La melatonina interviene sui nostri ritmi biologici che regolano il sonno, quindi sull’orologio biologico che ci indica quando è il momento di andare a dormire e quando bisogna invece rimanere svegli. Alcune circostanze possono interferire con questo equilibrio, ad esempio lo stress, il cambiamento di stagione o anche un viaggio.
Ma questo non è l’unico modo in cui la melatonina agisce. Ad esempio, interviene proprio nei periodi stressanti per rafforzare il nostro sistema immunitario e svolge, a livello fisico, funzioni protettive anche su organi specifici. Ad esempio, i suoi effetti antiossidanti possono essere benefici per la retina, riducendo il rischio di malattie a carico degli occhi, e possono prevenire l’ulcera gastrica e il reflusso, in combinazione all’azione di altri farmaci.
A livello psicosomatico, sembra che l’assunzione di melatonina aiuti a ridurre i fastidiosi sintomi dell’acufene e tenga a bada la depressione stagionale, un disturbo che presenta tutte le caratteristiche del disturbo dell’umore tradizionale, ma la cui insorgenza è strettamente collegata alle variazioni di luce e buio.
La melatonina contro l’insonnia
Molte persone ricorrono agli integratori a base di melatonina per contrastare l’insonnia, ma ciò non significa che la melatonina faccia dormire. Piuttosto, una maggiore concentrazione di questo ormone favorisce l’addormentamento ma non il mantenimento del sonno e della sua qualità. Per questo motivo è particolarmente utile nel caso di lunghi viaggi, quando il jet lag può scombussolare i ritmi dell’orologio biologico. La melatonina influisce sui livelli di altri ormoni, come la dopamina, per regolare l’attività del sistema nervoso e favorire il rilassamento.
Ovviamente la sola melatonina non può fare miracoli, perciò se hai difficoltà a dormire tieni presente che ci sono molti altri fattori da considerare, ad esempio alcune cose da evitare, come il fumo e l’esposizione, durante le ore di buio, alla luce intensa (ad esempio guardando lo schermo della tv o dello smartphone). Allo stesso modo, evitare di esporsi durante il giorno alla luce solare rende difficile la stabilizzazione del ritmo circadiano.
Molto spesso l'insonnia non è solo un problema di orologi biologici, ma il segnale che la mente è troppo carica di pensieri, ansie o preoccupazioni che si accendono non appena spegni la luce. Gli integratori aiutano a prendere sonno, ma non spengono il flusso dei pensieri.
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Melatonina contro lo stress
In pratica, quindi, la melatonina aiuta a rilassarsi e contrastare lo stress, incluso quello prodotto dal disorientamento, ad esempio per le persone che lavorano su turni che includono quelli in orario notturno. Lo stress, infatti, può produrre disequilibri nell’alimentazione e nel ciclo sonno-veglia, oltre a facilitare gli stati depressivi e abbassare le difese immunitarie.
Tutte queste conseguenze derivano da una diminuita produzione di melatonina, che presenta proprietà antiossidanti che intervengono in modo naturale sul benessere psicofisico. Questa sua caratteristica la rende efficace anche contro le malattie degenerative. La quantità di melatonina, infatti, diventa più scarsa con il passare dell’età, aprendo la strada all’invecchiamento e a una peggiore qualità del sonno.
A risentirne è anche l’equilibrio tra i neurotrasmettitori, anch’esso controllato dalla melatonina, che quindi facilita anche il degrado di alcune funzioni cognitive. Gli integratori di melatonina che vengono prescritti a partire dai 55 anni, possono apportare numerosi effetti positivi contro il processo neurodegenerativo e gli studi moderni vertono proprio in questa direzione per comprendere il potenziale di questo ormone contro malattie come Parkinson e Alzheimer.
La melatonina può aiutarti a gestire i sintomi fisici dello stress, ma non ne elimina le cause. Se l'insonnia o l'ansia nascono da un periodo carico di pensieri, parlarne con un professionista è il primo vero passo per ritrovare l'equilibrio.
Ma con l'aiuto di un terapeuta puoi tenerlo sotto controllo.
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Melatonina per i lavoratori turnisti: benefici e controindicazioni
Per i lavoratori turnisti che soffrono di disturbi del sonno causati dai turni di lavoro, la melatonina è un rimedio molto diffuso ed efficace. Se viene assunta al mattino, prima di andare a dormire dopo una notte di lavoro, un dosaggio di 1 - 5 mg riduce in modo significativo il tempo necessario per addormentarsi e limita i risvegli improvvisi, rendendo il riposo diurno molto più efficiente. Di conseguenza, durante il turno successivo si è più attenti, vigili e si accumula meno stanchezza. Bisogna però fare molta attenzione all'orario di assunzione: se la melatonina viene presa in momenti sbagliati rispetto al proprio orologio biologico, o troppo a ridosso dell'inizio del turno, il suo effetto regolatore sul ritmo sonno-veglia può rivelarsi controproducente, aumentando la sonnolenza al lavoro e rallentando i riflessi. (Carriedo-Diez et al., 2022)
Per questo motivo, gli studi clinici consigliano di affiancare alla melatonina anche dell'attività fisica strutturata. Se questi programmi di esercizio vengono personalizzati in base al tipo di turni e alle caratteristiche biologiche di ogni persona (ovvero se si è più "allodole" mattiniere o "gufi" notturni), funzionano come un ottimo supporto naturale, capace di migliorare la reattività mentale e la qualità generale del sonno misurata attraverso i parametri scientifici del Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI). (Algharbi et al., 2026)
Come aumentare la melatonina in modo naturale
Oltre agli integratori, è possibile stimolare la produzione di melatonina attraverso una serie di abitudini e scelte alimentari.
- Alimentazione: Il nostro corpo produce melatonina a partire dal triptofano. Per questo, è utile consumare cibi che ne sono ricchi, come cereali integrali, uova, semi, banane, datteri, avocado, ananas, susine, frutta secca e legumi.
- Corretta esposizione alla luce: Per stabilizzare il ritmo circadiano, è fondamentale esporsi alla luce solare durante il giorno e, al contrario, evitare la luce intensa (in particolare quella blu emessa da schermi di TV e smartphone) nelle ore serali, che può inibire la produzione di melatonina.

Melatonina: effetti collaterali sessuali e sull’umore
Sebbene la melatonina sia un ormone naturalmente presente nel nostro corpo e generalmente ben tollerato, è importante essere a conoscenza di possibili effetti collaterali e interazioni.
La ricerca ha esplorato diversi effetti, tra cui quelli sull'umore e sulla salute sessuale. Tuttavia, è bene notare che la relazione tra melatonina e livelli ormonali non è ancora del tutto chiara. Ad esempio, uno studio condotto su un campione rappresentativo di uomini statunitensi ha esaminato l'associazione tra l'uso di melatonina e i livelli di testosterone. Sebbene in passato siano state sollevate preoccupazioni, l'analisi ha rilevato nessuna associazione significativa tra l'assunzione di melatonina a basse dosi e bassi livelli di testosterone. Tuttavia, gli autori sottolineano la necessità di ulteriori ricerche, specialmente per comprendere gli effetti di dosi più elevate o di un uso prolungato.
Il secondo frangente in cui possono presentarsi delle influenze negative riguarda il piano dell’umore. Alcune forme di depressione, infatti, sono collegate a sintomi come ansia, debolezza e sonnolenza diurna. Infine, la melatonina può essere associata a sintomi fisici come:
- tachicardia;
- mal di testa;
- vertigini;
- debolezza;
- secchezza delle fauci;
- lieve depressione o ansia;
- ipertensione.
In ogni caso, è importante rispettare il dosaggio giornaliero raccomandato che, in Italia, è stabilito a 1mg al massimo. Questo per due motivi principali: si tratta della posologia utilizzata nei farmaci che circolano in Europa ma è anche quella che, nonostante i bassi livelli, permette già di registrare benefici significativi.
Interazioni e controindicazioni
L'assunzione di melatonina può inoltre interferire con diversi farmaci. Per questo motivo, dovresti sempre consultare il tuo medico prima di iniziare ad assumere degli integratori. È sconsigliata la combinazione con:
- Sedativi: L'effetto sedativo della melatonina può sommarsi a quello di farmaci come benzodiazepine, causando una sonnolenza eccessiva.
- Anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici: La melatonina può rendere il sangue più fluido, aumentando il rischio di renderlo troppo fluido, se assunta assieme a un anticoagulante.
- Immunosoppressori: Poiché la melatonina stimola il sistema immunitario, può ridurre l'efficacia di farmaci usati per prevenire il rigetto degli organi trapiantati o per trattare malattie autoimmuni.
- Farmaci per il diabete: La melatonina può aumentare leggermente i livelli di zucchero nel sangue, riducendo l'efficacia dell'insulina e di altri farmaci ipoglicemizzanti.
- Pillola anticoncezionale: La pillola aumenta la produzione naturale di melatonina, e l'integrazione potrebbe causare un'eccessiva sedazione.
| Farmaco / Sostanza | Effetto dell'interazione con la Melatonina | Rischio potenziale |
|---|---|---|
| Sedativi (Benzodiazepine) | Somma degli effetti rilassanti | Eccessiva sonnolenza diurna |
| Anticoagulanti | Maggiore fluidificazione del sangue | Rischio di sanguinamento |
| Immunosoppressori | Contrasto all'effetto del farmaco | Riduzione dell'efficacia terapeutica |
| Farmaci per il Diabete | Alterazione della glicemia | Minore controllo degli zuccheri |
| Pillola Anticoncezionale | Stimolazione della produzione endogena | Rischio di sovradosaggio e sedazione |
Oltre alle interazioni farmacologiche, la melatonina è sconsigliata in caso di malattie del fegato o dei reni, epilessia, depressione, malattie autoimmuni e diabete. Inoltre, in caso di gravidanza e allattamento, è fondamentale consultare il medico, in quanto non ci sono ancora studi sufficienti per escludere rischi per il feto o il neonato.
Per questi motivi, e per rispettare il dosaggio massimo raccomandato di 1 mg in Italia, è essenziale parlare sempre con il proprio medico prima di iniziare qualsiasi integrazione.
Se preferisci non affidarti ai farmaci o agli integratori per ritrovare il sonno e la serenità, la psicoterapia online può aiutarti a lavorare sulle radici profonde del tuo malessere. Con Serenis il primo colloquio è gratuito e senza vincoli.
Serenis è uno dei centri medici più grandi d'Italia: 2200 psicoterapeuti con 13 anni di esperienza media.
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Camomilla e melatonina: effetti collaterali
Camomilla e melatonina sono spesso abbinate in tisane e integratori pensati per favorire il rilassamento serale, ed è una combinazione generalmente considerata sicura. La camomilla ha infatti un blando effetto calmante naturale, che può sommarsi all'azione sedativa della melatonina.
Nella maggior parte dei casi questo si traduce semplicemente in un effetto rilassante più marcato, ma in alcune persone può portare a una sonnolenza superiore al previsto, soprattutto se l'assunzione avviene a dosaggi elevati o troppo vicino al momento in cui è necessario restare vigili (ad esempio prima di guidare). Chi assume farmaci sedativi, ansiolitici o è particolarmente sensibile a questo tipo di effetti dovrebbe valutare la combinazione con il proprio medico o farmacista, per evitare una sedazione eccessiva.
Melatonina e valeriana: cosa sapere
Anche la valeriana è un rimedio naturale spesso associato alla melatonina negli integratori per il sonno, grazie alle sue proprietà rilassanti. Come per la camomilla, l'associazione tra le due sostanze può potenziare l'effetto sedativo complessivo, il che la rende utile in caso di insonnia lieve, ma richiede alcune attenzioni.
Gli effetti indesiderati riportati con la valeriana, seppur generalmente lievi, includono mal di testa, disturbi gastrointestinali e, appunto, sonnolenza accentuata se combinata con altri sedativi o con la melatonina stessa. È una combinazione da evitare, o da assumere solo dietro indicazione medica, in caso di terapie con benzodiazepine, altri farmaci sedativi, oppure in gravidanza e allattamento, per i quali mancano dati di sicurezza sufficienti su entrambe le sostanze.
Come regola generale, prima di combinare più prodotti naturali per il sonno è sempre meglio partire dal dosaggio più basso e chiedere conferma al proprio medico o farmacista, soprattutto se si assumono già altri farmaci.
La psicoterapia online di Serenis
La melatonina può aiutare a migliorare il sonno e a ridurre lo stress, ma non sempre basta un integratore per ritrovare il proprio equilibrio. A volte il benessere passa anche dall’affrontare quello che ci pesa dentro. Serenis è un centro medico autorizzato che offre un servizio interamente online: tutti i nostri professionisti sono psicoterapeuti con specializzazione riconosciuta.
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Bibliografia
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Carriedo-Diez, B., Tosoratto-Venturi, J. L., Cantón-Manzano, C., Wanden-Berghe, C., Sanz-Valero, J. (2022)
Exercise interventions for sleep and cognitive dysfunction in shift workers: a systematic review of randomized trials. — Frontiers in Public Health, 14, 1762359.
Algharbi, F. H., Nuhmani, S., Alsubaiei, M., Shanb, A., Alquaimi, M. (2026)