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Stress in gravidanza: cause ed effetti

Questo articolo parla di stress in gravidanza. Se ti senti così, non preoccuparti, non sei sola. Cercheremo di spiegarti le cause.
Scritto daAgnese CannistraciPsicologa, Psicoterapeuta e Direttrice clinica in Serenis
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Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato23 aprile 2024
•
Aggiornato06 ottobre 2026
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Stress in gravidanza

Durante la gravidanza, avvengono molteplici cambiamenti a livello psicofisico che possono causare crisi di pianto, nervosismo, stress, sbalzi d'umore e addirittura attacchi di panico. Questi stati d'agitazione non sono rari durante la gestazione e, talvolta, possono sommarsi a preoccupazioni di tipo economico, relazionale, familiare e personale.

In questo articolo vedremo che cos'è lo stress da gravidanza, da che cosa è causato e come imparare a gestirlo.

Cause biologiche dello stress in gravidanza

Nella fase della gestazione, importanti cambiamenti ormonali interessano il corpo femminile. Per esempio, l'organismo subisce degli sbalzi ormonali per quel che riguarda il progesterone, la gonadotropina, gli estrogeni e la prolattina. Questi cambiamenti ormonali possono poi dare vita a sensazioni spiacevoli come i classici sbalzi d'umore in gravidanza.

Verso il primo mese di gravidanza, l'aumento della produzione ormonale causa una sindrome non dissimile da quella premestruale (PSM), con forte irritabilità, particolare sensibilità alle emozioni e agli stimoli esterni, crisi di pianto.

Anche la stanchezza cronica è un problema che colpisce molte donne nella fase della gestazione. La causa è subito detta: per gestire la gravidanza, l'organismo lavora a pieno ritmo sia durante il giorno che durante la notte, portando spesso la donna incinta a sentirsi esausta, priva di energia e demotivata.

Alla stanchezza si aggiunge la nausea mattutina, di cui è responsabile l'ormone HCG, che entra in sovrapproduzione già all'inizio della gravidanza. Ecco che, il sommarsi di tutti questi elementi, che apportano sensazioni di malessere e spossatezza, possono dar vita allo stress da gravidanza: stato di tensione cronica che può a sua volta causare problematiche gastrointestinali, insonnia notturna, attacchi di panico e avere conseguenze negative sulla nascita del bambino. Anche i sogni possono risentirne, non è raro in questi mesi sognare di essere incinta o di partorire, spesso proprio nelle notti più agitate.

Quando iniziano gli sbalzi d'umore e come cambia lo stress nei tre trimestri

  • Quando iniziano gli sbalzi d'umore: I primi sbalzi d'umore compaiono solitamente tra la 6ª e la 10ª settimana di gravidanza (nel primo trimestre). In questa fase l'impennata di progesterone ed estrogeni agisce sui neurotrasmettitori che regolano le emozioni, rendendo la futura mamma più sensibile, irritabile o soggetta a crisi di pianto improvvise.
  • Secondo trimestre: Spesso l'energia si stabilizza, ma possono emergere ansie legate agli esami diagnostici o ai cambiamenti del corpo.
  • Terzo trimestre: Il nervosismo torna a salire a causa dei disturbi fisici (insonnia, affanno, dolori articolari) e della tensione per l'imminenza del parto e la preparazione al ruolo genitoriale.

Effetti e conseguenze per il feto

Ad oggi, è noto che lo stress in gravidanza può avere effetti negativi sul feto e sulla sua salute futura. Lo stress è in genere accompagnato da un aumento nella produzione di cortisolo, che ha effetti sul sistema immunitario della donna incinta; tali effetti possono aumentare la probabilità di incorrere in un parto pretermine.

Tra gli altri effetti dello stress sulla gravidanza, ricordiamo:

  • basso peso del neonato alla nascita: Il consumo materno di acidi grassi essenziali durante la gravidanza è collegato al minor peso alla nascita e al decremento delle funzioni cognitive e motorie, mentre l'esposizione fetale ai PCB e al metilmercurio, attraverso i frutti di mare nella dieta delle donne, è collegata a deficit neurocognitivi (Perera F., 2006);
  • preeclampsia;
  • morbilità neonatale.

Ma lo stress ha anche effetti collaterali sulla donna:

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Che succede se mi arrabbio o urlo in gravidanza

Una delle paure più comuni è che uno scatto d'ira o un litigio improvviso possano far male al bambino. Un'arrabbiatura momentanea non danneggia il feto. Quando ci si arrabbia, si verifica solo un picco temporaneo di adrenalina e battito cardiaco, ma l'organismo torna rapidamente in equilibrio senza conseguenze. Il feto è ben protetto nell'utero: sono solo i livelli di stress grave, prolungato e continuativo nel tempo (stress cronico) a poter influire sulla gestazione.

Le ultime scoperte sugli effetti dello stress da gravidanza

Alcuni studi clinici collegano l'esposizione delle donne incinte a una serie di fattori di stress traumatici, nonché cronici e comuni (ad esempio lutti, problemi quotidiani e terremoti), ad alterazioni significative nello sviluppo neurologico dei bambini, compreso un aumento del rischio di manualità mista, autismo e disturbi affettivi e ridotta capacità cognitiva (Talge Mn., 2007).

È stato inoltre scoperto (Van den Bergh BR, 2004) che l'impatto dell'ansia (e/o della depressione) delle donne durante la gravidanza si estende all'infanzia e all'adolescenza del figlio, predicendo i sintomi del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).

Come ridurre lo stress in gravidanza

Alcuni studi condotti su un campione di genitori tra i 18 e i 35 anni, hanno mostrato che, durante la gravidanza, il 67,8% soffriva di stress. Lo studio ha messo in luce che la pianificazione della gravidanza aiuta a prevenire lo stress genitoriale, in quanto lo stress gestazionale e quello genitoriale nel primo mese di vita del bambino erano correlati (Ribeiro CSZ, 2023).

Tuttavia, nei casi in cui la gravidanza non sia pianificata, diviene necessario capire come trattare e nel migliore dei casi prevenire lo stress della gravidanza. Si possono ad esempio praticare tecniche di respirazione consapevole, che aiutano ad aumentare la quantità di ossigeno presente nel sangue andando a diminuire la quantità di anidride carbonica.

Ciò consente di ottenere un rapido e immediato sollievo dalle sensazioni di angoscia che spesso accompagnano la gravidanza.

Altri studi (Epifanio MS, 2015) hanno mostrato una scarsa attenzione sui disturbi dell’umore dei padri e all’associazione tra depressione e ansia. Riconoscere e includere il padre nel processo del parto è un compito importante per le ostetriche al fine di promuovere il coinvolgimento emotivo tra padre e bambino.

Quando rivolgersi a un professionista 

Consigliamo di rivolgersi ad un esperto terapeuta, che possa accompagnare entrambi i genitori nella fase della gestazione con un percorso fatto su misura.

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Fonti:

Sitografia

Parental stress during pregnancy and maternity.

Revista da Escola de Enfermagem da USP, 57, Article e20220387.

Marital quality and stress in pregnancy predict the risk of infectious disease in the offspring: The Norwegian Mother and Child Cohort Study.

PLoS ONE, 10(9), Article e0137328.

Antenatal maternal stress and long-term effects on child neurodevelopment: How and why?

Journal of Child Psychology and Psychiatry, 48(3–4)

High antenatal maternal anxiety is related to ADHD symptoms, externalizing problems, and anxiety in 8-9-year-olds.

Child Development, 75(4)

Paternal and maternal transition to parenthood: The risk of postpartum depression and parenting stress.

Pediatric Reports, 7(2), Article 5872.

Alcune domande che potresti avere sullo stress in gravidanza

Queste cose non le sa nessuno
In Italia parliamo di "benessere mentale" solo da qualche anno: molte persone non hanno grande consapevolezza di quello che si nasconde dietro le emozioni. Se conosci qualcuno che avrebbe bisogno di leggere questo articolo, puoi condividerlo da qui.
Scritto da
Agnese CannistraciPsicologa, Psicoterapeuta e Direttrice clinica in Serenis
Leggi la biografia
Dopo la laurea in Psicologia Clinica a Roma, mi sono specializzata in Gruppoanalisi e ho conseguito certificazioni in Psicodiagnostica Giudiziaria e Clinica, Tecniche Psicodrammatiche e Formazione alle Dinamiche Istituzionali. Credo che nel mio lavoro sia fondamentale generare uno spazio relazionale in cui la persona si senta vista e ascoltata, sia dal terapeuta che da se stessa, motivo per cui ho svolto un master in Sustainability Management, con l'intento di integrare gli aspetti clinici con un approccio volto alla promozione di benessere e sostenibilità individuali, organizzativi e sociali.
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
Jacopo RizzutiPsicologo e Psicoterapeuta
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Sono psicologo e psicoterapeuta. Dopo la laurea in psicologia dinamico-clinica mi sono specializzato in psicoterapia psicoanalitica. Nella mia attività clinica do pari priorità sia all'ascolto attento ed empatico del paziente e del suo mondo interno, sia alla costruzione di un intervento efficiente e utile al benessere del paziente stesso. Queste penso che siano le colonne portanti per arrivare ad un vero cambiamento interno.
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