Schema Therapy: cos'è, come funziona ed efficacia terapeutica

La Schema Therapy è una forma di psicoterapia integrativa, sviluppata da Jeffrey Young negli anni '90, che combina elementi di terapie cognitive comportamentali, psicodinamiche, della Gestalt e dell'attaccamento
DRUDott. Rosario Urbani
Scritto daDott. Rosario UrbaniPsicologo, Psicoterapeuta e Sessuologo
Icona revisione
Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato12 giugno 2024
Aggiornato28 luglio 2026
Trova il professionista giusto per te.
Trova un terapeuta
Esercizi della Schema Therapy

Cos’è la schema therapy?

La Schema Therapy (ST) è un approccio psicoterapeutico integrativo che si propone di identificare e modificare gli schemi maladattivi precoci, ovvero i modelli di pensiero, emozione e comportamento disfunzionali che si formano nell'infanzia e persistono nell'età adulta.

A differenza della terapia cognitivo comportamentale classica, che lavora soprattutto su pensieri e comportamenti nel presente, la Schema Therapy scava nelle radici storiche del disagio. Analizza come i bisogni emotivi fondamentali, se rimasti insoddisfatti durante lo sviluppo, abbiano dato forma a convinzioni negative su di sé, sugli altri e sul mondo.

Il risultato è un modello terapeutico particolarmente indicato per chi presenta disturbi di personalità, difficoltà relazionali croniche o una storia di scarsa risposta ad altri trattamenti.

Chi ha sviluppato la Schema Therapy: Jeffrey Young

Jeffrey Young ha ideato la Schema Therapy lavorando presso il Center for Cognitive Therapy dell'Università della Pennsylvania. Durante la pratica clinica notò qualcosa che la CBT tradizionale non spiegava del tutto: alcuni pazienti, pur collaborativi, non miglioravano con le tecniche cognitive standard.

Questi pazienti presentavano pattern di pensiero e comportamento particolarmente rigidi, radicati e resistenti al cambiamento. Young comprese che serviva un modello capace di intervenire non solo sui sintomi, ma sulle strutture psicologiche più profonde che li generavano. Da qui nacque, nel corso degli anni '90, un sistema che integrasse la solidità della CBT con la profondità di altri approcci terapeutici.

Le basi teoriche

La Schema Therapy attinge a diverse scuole di pensiero, fondendole in un modello coerente:

  • Terapia cognitivo comportamentale, per la componente di ristrutturazione dei pensieri disfunzionali.
  • Teoria dell'attaccamento, per comprendere come le prime relazioni con i caregiver plasmino il modo di legarsi agli altri in età adulta
  • Terapia della Gestalt, da cui derivano le tecniche esperienziali e immaginative.
  • Psicodinamica, per l'attenzione alle origini infantili del disagio psicologico

Negli anni, il modello si è arricchito ulteriormente con tecniche di mindfulness, che aiutano il paziente a osservare i propri schemi mentre si attivano, senza esserne travolto.

Cosa sono gli schemi maladattivi

Schemi maladattivi precoci (SMP)

Gli schemi maladattivi precoci sono il concetto cardine della Schema Therapy. Si tratta di modelli cognitivi ed emotivi disfunzionali che si sviluppano durante l'infanzia o l'adolescenza, in risposta a bisogni emotivi non soddisfatti in modo adeguato e costante.

Uno schema non è un semplice pensiero negativo isolato. È una struttura complessa che include ricordi, emozioni, sensazioni corporee e convinzioni, tutte collegate tra loro. Una volta formato, lo schema agisce come un filtro attraverso cui la persona interpreta la realtà, spesso confermando sé stesso anche quando le prove contrarie sono evidenti.

Ti sei mai chiesto perché, nonostante i successi ottenuti, alcune persone continuano a sentirsi inadeguate? È proprio questo il meccanismo degli schemi: agiscono a un livello più profondo della semplice logica razionale.

Come si formano gli schemi

Secondo Young, ogni essere umano nasce con alcuni bisogni emotivi fondamentali:

  1. Attaccamento sicuro con figure di riferimento stabili
  2. Autonomia, competenza e senso di identità
  3. Libertà di esprimere emozioni e bisogni genuini
  4. Spontaneità e gioco
  5. Limiti realistici e autocontrollo

Quando questi bisogni vengono frustrati in modo ripetuto, l'individuo sviluppa schemi disfunzionali per adattarsi a un ambiente che non ha saputo rispondere adeguatamente. Non si tratta quasi mai di un singolo evento traumatico isolato, ma di una modalità relazionale ripetuta nel tempo: un genitore emotivamente distante, un ambiente familiare iperprotettivo, aspettative rigide e critiche costanti.

Caratteristiche degli SMP

Gli schemi maladattivi precoci condividono alcune caratteristiche distintive:

  • Stabilità: persistono nel tempo e influenzano il comportamento anche a distanza di decenni dalla loro formazione
  • Rigidità: limitano la capacità di adottare prospettive alternative di fronte a nuove situazioni
  • Natura emotiva: sono legati a emozioni intense, spesso di rabbia, tristezza o paura
  • Pervasività: toccano più aree della vita contemporaneamente, dalle relazioni sentimentali al lavoro
  • Attivazione automatica: si innescano in modo inconsapevole di fronte a stimoli specifici, senza che la persona possa fermarli con la sola volontà

Un aspetto che spesso sorprende chi si avvicina per la prima volta a questo modello è che gli schemi, per quanto dolorosi, risultano familiari e in un certo senso rassicuranti. Abbandonarli significa affrontare l'incertezza di un modo nuovo di vedersi e vedere il mondo, e questo spiega perché il cambiamento richieda tempo.

Le 18 categorie di schemi maladattivi

Young ha individuato 18 schemi maladattivi precoci, raggruppati in cinque macrocategorie legate ai bisogni emotivi frustrati:

Distacco e rifiuto

  • Abbandono/Instabilità: la convinzione che le persone importanti non saranno stabilmente presenti
  • Sfiducia/Abuso: l'aspettativa che gli altri possano ferire o approfittarsi di sé
  • Deprivazione emotiva: la sensazione che i propri bisogni affettivi non verranno mai soddisfatti
  • Inadeguatezza/Vergogna: il sentirsi difettosi o indegni di amore
  • Esclusione sociale: la percezione di essere diversi e non appartenere al gruppo

Mancanza di autonomia e prestazione

  • Dipendenza/Incompetenza: la percezione di non riuscire a gestire la vita quotidiana senza aiuto
  • Vulnerabilità al danno: la paura eccessiva che accada qualcosa di terribile
  • Invischiamento: una fusione eccessiva con una figura genitoriale, a scapito dell'identità individuale
  • Fallimento: la convinzione di essere destinati a non riuscire

Mancanza di limiti

  • Grandiosità: la convinzione di meritare privilegi speciali, senza vincoli reciproci
  • Insufficiente autocontrollo: la difficoltà a tollerare la frustrazione e regolare gli impulsi

Orientamento verso l'altro

  • Sottomissione: il sacrificio dei propri bisogni per evitare conflitti o rifiuti
  • Autosacrificio: l'attenzione costante ai bisogni altrui a scapito dei propri
  • Ricerca di approvazione: la dipendenza dal giudizio esterno per la propria autostima

Ipervigilanza e inibizione

  • Negatività/Pessimismo: la tendenza a focalizzarsi sugli aspetti negativi della vita
  • Inibizione emotiva: la difficoltà a esprimere emozioni spontanee
  • Standard severi/Ipercriticismo: l'imposizione di aspettative rigide verso sé stessi
  • Punitività: la convinzione che gli errori debbano essere puniti severamente

Ogni persona può riconoscersi in più di uno schema contemporaneamente, spesso con intensità diverse. Non è un elenco diagnostico da compilare in autonomia, ma una mappa che il terapeuta utilizza insieme al paziente per dare un nome a dinamiche che, fino a quel momento, restavano confuse o inconsapevoli.

Hai mai pensato di fare psicoterapia?

Compila il questionario e scopri quale terapeuta può fare al caso tuo. 

  • Centro medico autorizzato
  • 100% professionisti qualificati
  • Primo colloquio gratuito

I mode della Schema Therapy

Se lo schema rappresenta la struttura stabile, il mode è lo stato momentaneo in cui questa struttura si manifesta. Un mode è un insieme di schemi e strategie di coping attivi in un dato momento, che determina pensieri, emozioni e comportamenti in quella specifica situazione.

Nella pratica clinica si distinguono generalmente tre categorie principali di mode, articolate in dieci sottotipi.

Mode Bambino

Sono innati e universali, presenti in ogni essere umano fin dalla nascita:

  • Bambino vulnerabile: prova emozioni di tristezza, paura e solitudine legate ai bisogni non soddisfatti
  • Bambino arrabbiato: esprime rabbia per la frustrazione dei propri bisogni
  • Bambino impulsivo: agisce desideri e impulsi senza considerare le conseguenze
  • Bambino felice: rappresenta lo stato di soddisfazione quando i bisogni fondamentali sono appagati

Mode Genitore e Coping disfunzionale

Questi mode nascono dall'interiorizzazione di figure genitoriali critiche o esigenti, oppure da strategie di adattamento sviluppate per proteggersi dal dolore emotivo:

  • Genitore punitivo: genera sentimenti di colpa e autopunizione
  • Genitore esigente: impone standard elevati e perfezionismo
  • Protettore distaccato: evita il contatto emotivo per non soffrire
  • Ipercompensatore: reagisce ai propri schemi assumendo un atteggiamento opposto, spesso di controllo o aggressività
  • Arreso compiacente: si sottomette passivamente per evitare conflitti

Mode Adulto sano

È il mode che la Schema Therapy mira a rafforzare nel corso del trattamento. Rappresenta la parte della persona capace di riconoscere gli schemi mentre si attivano, prendere le distanze da essi e rispondere alle situazioni in modo equilibrato, senza esserne completamente dominata.

Il lavoro terapeutico non elimina gli altri mode, che restano parte dell'esperienza umana, ma insegna al paziente a passare più facilmente verso il mode Adulto sano quando quelli disfunzionali prendono il sopravvento.

Fasi dello Schema Therapy

A chi è indicata la Schema Therapy

La Schema Therapy è stata sviluppata originariamente per pazienti con disturbi di personalità o con una storia di scarsa risposta ai trattamenti cognitivo comportamentali standard. Nel tempo, il suo campo di applicazione si è ampliato.

  • Disturbo Borderline di Personalità, è l'ambito in cui la Schema Therapy vanta le evidenze scientifiche più solide. Il modello ha identificato alcuni mode ricorrenti nei pazienti con disturbo borderline di personalità: il bambino abbandonato, collegato alle intense emozioni negative tipiche del disturbo; il bambino arrabbiato, legato agli scoppi di rabbia e ai comportamenti impulsivi; il genitore punitivo, connesso ai vissuti di autosvalutazione; il protettore distaccato, che si manifesta attraverso evitamento emotivo e, in alcuni casi, dissociazione. Diversi studi randomizzati hanno confermato l'efficacia di questo approccio nel trattamento ambulatoriale del disturbo borderline, con risultati che si mantengono anche a distanza di anni dalla conclusione del percorso.
  • Disturbo Narcisistico di Personalità, nei pazienti con tratti narcisistici, la Schema Therapy individua schemi legati alla frustrazione precoce dei bisogni di attaccamento. Il lavoro terapeutico si concentra sull'aiutare la persona a riconoscere i sentimenti di vuoto e inadeguatezza che si celano dietro comportamenti apparentemente sicuri di sé, costruendo al contempo una relazione terapeutica autentica e diretta, elemento che in questi casi risulta particolarmente delicato da instaurare.
  • Depressione cronica e Disturbo Ossessivo-Compulsivo, nella depressione cronica, la ricerca ha evidenziato un legame tra la gravità della sintomatologia e la pervasività di schemi come l'inadeguatezza, l'abbandono e gli standard eccessivamente elevati. Anche nel trattamento del Disturbo Ossessivo-Compulsivo, alcuni modelli integrati hanno iniziato a includere tecniche esperienziali derivate dalla Schema Therapy, come il lavoro con le sedie e l'imagery rescripting, per intervenire sul senso di colpa spesso radicato in esperienze infantili di rimprovero. In questi casi, la Schema Therapy viene generalmente affiancata alla CBT standard piuttosto che sostituirla, integrando i due approcci in un percorso più ampio.

L'efficacia della Schema Therapy: cosa dice la ricerca

Quanto è realmente efficace questo approccio? La domanda è legittima, soprattutto per chi sta valutando se intraprendere un percorso impegnativo sia in termini di tempo sia di risorse economiche.

Le evidenze più solide riguardano il trattamento del disturbo borderline di personalità. Uno studio randomizzato multicentrico condotto su quattro centri di salute mentale olandesi ha confrontato la Schema Therapy con la psicoterapia focalizzata sul transfert, documentando tassi di recupero superiori e un abbandono del percorso inferiore nel gruppo trattato con Schema Therapy, con benefici mantenuti nel tempo. Una revisione sistematica successiva ha confermato questi risultati, sottolineando anche l'efficacia dell'approccio nella riduzione dei sintomi generali oltre a quelli specifici del disturbo.

Per gli altri disturbi di personalità, un secondo studio randomizzato multicentrico condotto in dodici centri di salute mentale ha confrontato la Schema Therapy con un trattamento standard e con un approccio di confronto, su un campione di oltre 300 pazienti con disturbo evitante, dipendente, ossessivo-compulsivo, paranoide, istrionico o narcisistico di personalità. Anche in questo caso il gruppo trattato con Schema Therapy ha mostrato tassi di recupero significativamente più alti.

Vale la pena essere onesti su un punto: la Schema Therapy richiede un investimento di tempo maggiore rispetto a molti altri approcci. Non è la scelta più indicata per chi cerca una soluzione rapida a un problema circoscritto. È invece un approccio che ha senso considerare quando altri percorsi più brevi non hanno prodotto i risultati sperati, o quando il disagio è legato a pattern relazionali che si ripetono da anni.

Incontra uno psicologo esperto e specializzato

Serenis è uno dei centri medici più grandi d'Italia: oltre 3000 psicoterapeuti con 13 anni di esperienza media.

  • Centro medico autorizzato
  • 100% professionisti qualificati
  • Primo colloquio gratuito

Le fasi del percorso terapeutico

Il trattamento si sviluppa generalmente in tre fasi, che si susseguono senza però essere rigidamente separate.

Assessment e psicoeducazione

Nella prima fase, il terapeuta aiuta il paziente a identificare i propri schemi disfunzionali e a comprenderne le origini. Attraverso colloqui approfonditi, questionari specifici ed esercizi immaginativi, il paziente impara a riconoscere i legami tra le esperienze vissute nell'infanzia e le difficoltà attuali.

Al termine di questa fase, terapeuta e paziente costruiscono insieme una concettualizzazione del caso basata sugli schemi individuati, che orienterà il lavoro successivo.

Trattamento e cambiamento

È la fase centrale, in cui vengono impiegate tecniche cognitive, esperienziali e comportamentali:

  • Le tecniche cognitive aiutano il paziente a mettere in discussione la validità degli schemi, raccogliendo prove a favore e contro
  • Le tecniche esperienziali, come l'imagery rescripting e la tecnica delle sedie, permettono di affrontare lo schema dal punto di vista emotivo, spesso rielaborando ricordi infantili in un contesto protetto
  • Le tecniche comportamentali accompagnano il paziente nella sperimentazione di nuovi pattern relazionali fuori dalla seduta

Un elemento distintivo della Schema Therapy è il reparenting limitato: nei confini della relazione terapeutica, il terapeuta offre al paziente ciò che i bisogni emotivi fondamentali richiedevano ma non hanno ricevuto durante l'infanzia, senza sostituirsi però a una figura genitoriale reale.

Autonomia

Nell'ultima fase, il paziente inizia ad assumersi maggiore responsabilità nella gestione della propria vita emotiva e relazionale. La frequenza delle sedute diminuisce progressivamente, mentre aumenta la capacità di riconoscere autonomamente gli schemi attivi e di rispondere con il mode Adulto sano.

Dove fare Schema Therapy in Italia

In Italia la Schema Therapy è offerta sia da centri clinici specializzati sia, sempre più spesso, in modalità online. Nella scelta del terapeuta vale la pena verificare alcuni elementi:

  • Formazione specifica in Schema Therapy, non solo una preparazione generale in ambito cognitivo comportamentale
  • Iscrizione all'Albo degli Psicologi o specializzazione come psicoterapeuta, requisito imprescindibile per esercitare in Italia
  • Esperienza con la problematica specifica del paziente, in particolare per i disturbi di personalità, dove l'esperienza clinica incide molto sui risultati

La terapia online ha reso questo approccio più accessibile anche a chi vive in zone con pochi specialisti disponibili, mantenendo la stessa efficacia della modalità in presenza, elemento confermato da diversi studi sulla telepsicologia in generale.

Un altro aspetto da considerare riguarda il primo colloquio. Prima di iniziare un percorso strutturato, è utile chiedere al professionista come intende procedere con la fase di assessment, quali strumenti utilizza per individuare gli schemi e con quale frequenza prevede le sedute nelle prime settimane. Non tutti i terapeuti che si dichiarano cognitivo comportamentali hanno una formazione specifica in Schema Therapy: si tratta di un modello che richiede una preparazione dedicata, spesso certificata da percorsi di formazione riconosciuti a livello internazionale.

In Serenis, puoi seguire lo schema therapy al prezzo di 49 € l'una dopo un primo colloquio gratuito in cui avrai la possibilità di conoscere il tuo terapeuta.

Chi non ha mai affrontato un percorso di psicoterapia può trovare utile leggere prima cosa aspettarsi dalla prima seduta di psicoterapia, così da arrivare all'incontro con maggiore consapevolezza. Per chi invece sta ancora valutando quale approccio scegliere, la nostra panoramica sui diversi tipi di psicoterapia può aiutare a orientarsi tra i vari modelli disponibili.

Esperienza reale

Marco, 32 anni, viveva le sue relazioni con costante paura dell’abbandono. Bastava che la compagna si prendesse del tempo per sé perché lui si sentisse rifiutato, reagendo con rabbia o richieste di conferme. In terapia ha imparato a riconoscere come questi schemi fossero legati a vissuti infantili di critica e trascuratezza. Grazie al lavoro di Schema Therapy, ha iniziato a rafforzare la sua parte adulta “sana” e a interpretare i momenti di distanza non più come una prova del suo essere indegno d’amore, ma come parte naturale di una relazione equilibrata.

 

Fonti:

Sitografia

Understanding Schema Therapy

The Schema Therapy Institute

Outpatient psychotherapy for borderline personality disorder: randomized trial of schema-focused therapy vs transference-focused psychotherapy.

Archives of General Psychiatry

Results of a multicenter randomized controlled trial of the clinical effectiveness of schema therapy for personality disorders

American Journal of Psychiatry logo

Schema Therapy for Personality Disorders: A Review.

International Journal of Cognitive Therapy

A Systematic Review of the Evidence Base for Schema Therapy

Cognitive Behaviour Therapy

Implementation of outpatient schema therapy for borderline personality disorder.

Behaviour Research and Therapy

What is schema therapy? What to know

Medical News Today

Schema therapy for borderline personality disorder: A comprehensive review.

Clinical Psychology

Bibliografia

Schema therapy. La terapia cognitivo-comportamentale integrata per i disturbi della personalità — Eclipsi

Young, J. E., Klosko, J. S., Weishaar, M. E. (2018)

Alcune domande che potresti avere sulla Schema Therapy

Il nostro processo di revisione
Scopri di più
Approfondimento
Coinvolgiamo nella stesura dei contenuti clinici i terapeuti con almeno 2.000 ore di esperienza.
Verifica
Studiamo le ricerche sul tema clinico e quando possibile le inseriamo in bibliografia.
Chiarezza
Perfezioniamo gli articoli dal punto di vista stilistico privilegiando la comprensione del testo.
Validano gli articoli
DsMDott.ssa Martina Migliore
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
Leggi la biografia
Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
FRFederico Russo
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Leggi la biografia
Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
Trova un terapeuta
Primo colloquio gratuito
Primo colloquio gratuito