Daddy issues: cause e caratteristiche

“Daddy issues” è un termine colloquiale usato per descrivere un insieme di problemi emotivi o psicologici che possono derivare da dinamiche complesse o mancanza di relazione con il padre o una figura paterna.

Daddy issues è un termine non specialistico generalmente utilizzato per definire le donne che hanno difficoltà a stabilire relazioni con gli uomini. Questa affermazione è entrata nell’uso comune per indicare quelle situazioni in cui una donna è particolarmente in difficoltà nella sfera amorosa oppure quando instaura legami disfunzionali con gli uomini. L’idea di fondo è che i disagi con l’altro sesso siano una presumibile conseguenza di antichi problemi irrisolti con il proprio padre. Daddy issues viene dunque usato per indicare i comportamenti di donne provocatorie, troppo dipendenti dagli uomini oppure che cambiano spesso partner perchè non riescono a trovare la persona giusta. Usare questa affermazione per indicare i comportamenti femminili è particolarmente irriverente e tende a minimizzare un vero trauma in quanto spesso si tratta di ragazze che hanno realmente avuto un padre assente, violento o emotivamente distante. In psicologia il termine più corretto per definire questa condizione in realtà potrebbe essere complesso di Elettra in riferimento alla versione femminile junghiana del complesso di Edipo. Meglio ancora si potrebbe parlare di disturbo dell’attaccamento secondo la teoria di Bowlby.

Origine del termine daddy issues


Chiarito il fatto che non si tratta di un disturbo mentale bensì di una condizione psicologica che può colpire diverse persone, bisogna prima di tutto partire dal modello della teoria psicoanalitica per comprenderne l’origine. Sigmund Freud parlava di complesso di Edipo per descrivere la relazione di un figlio maschio con suo padre e di come questa potesse avere un impatto sulle relazioni adulte del ragazzo. Classico è il caso clinico del piccolo Hans, un bambino di 5 anni che aveva sviluppato una fobia dei cavalli durante la fase fallica. Secondo Freud il cavallo rappresentava simbolicamente il padre e la paura della castrazione che il bambino prova a seguito dell’amore incestuoso nei confronti della madre. Trovandosi in pieno complesso edipico il piccolo teme che il padre possa castrarlo come punizione per le sue pulsioni. Quando non si supera questa fase secondo la psicoanalisi nel ragazzo rimane una paura irrisolta e una profonda sfiducia nei confronti del padre. Secondo questa interpretazione dunque il termine daddy issues riguarderebbe principalmente l’impatto negativo di un rapporto irrisolto tra padre e figlio e condurrebbe ad una fissazione del soggetto in età infantile alla fase fallica. Nel corso degli anni il concetto daddy issues è stato utilizzato per descrivere l’impatto che un padre fisicamente o emotivamente assente può avere sulla vita e sulle relazioni sia di uomini che donne.

Daddy issues e psicologia


Daddy issues non è un termine riconosciuto in psicologia ma nelle ricerche più moderne può essere ricondotto ad un tipo di trauma infantile che può colpire il bambino o la bambina a seguito di un legame di attaccamento insicuro con la figura di riferimento. Il termine appropriato per questo tipo di trauma è disturbo dell’attaccamento e non riguarda solo le donne. Il disturbo dell’attaccamento si caratterizza per l’assenza di amore materno o paterno oppure per una relazione incoerente che mantiene vivo nel tempo un vuoto affettivo e il conseguente desiderio di ricevere quell’amore che è rimasto insoddisfatto durante l’infanzia. Chi soffre di un disturbo dell’attaccamento certamente rimane condizionato nelle relazioni adulte quando si tratta di formare legami emotivi. Questo concetto si basa sulla teoria dell’attaccamento elaborata dallo psicologo britannico John Bowlby. Secondo l’autore i primi legami di attaccamento tra il bambino e la sua figura di riferimento condizionano in modo decisivo il modo in cui la persona sarà più o meno propensa a sviluppare relazioni fiduciose e stabili nell’età adulta. Coloro che non stabiliscono un legame sicuro durante l’infanzia con uno o entrambi i genitori possono avere difficoltà a formare legami sani e intimi con gli altri in futuro. Secondo Bowlby infatti nel bambino si costruisce un modello operativo interno di attaccamento cioè una rappresentazione mentale delle relazioni umane che si forma attraverso le prime esperienze del piccolo con il suo adulto di riferimento primario. i bambini interiorizzano questo primo processo di attaccamento e utilizzano queste relazioni di base per formare un prototipo per le successive relazioni al di fuori della famiglia.

Daddy issues: quali cause?


Alcune tra le condizioni che possono causare daddy issues sono relative alle caratteristiche del genitore:

  • fisicamente assente per molto tempo o per sempre;
  • emotivamente distante o incapace di entrare in empatia;
  • che esercita violenza fisica, sessuale o verbale;
  • ansioso o depresso;
  • che abusa di sostanze stupefacenti o alcol;
  • eccessivamente critico;
  • inaffidabile e irresponsabile;
  • indifferente o negligente.


Questi tipi di genitori lasciano un’impronta decisiva sulle emozioni del figlio o della figlia influenzando la loro percezione dell’amore e della fiducia in tutte le future relazioni.

Daddy issues e impatto sulle relazioni adulte


Avere un genitore assente, violento o emotivamente distante può comportare lo sviluppo di alcuni tipi di stili di attaccamento insicuri nel bambino che secondo la teoria dell’attaccamento durante l’età adulta sono:

  • Attaccamento insicuro-evitante: si tratta di un legame di attaccamento che durante l’infanzia si stabilisce con un genitore distante emotivamente o assente. Il bambino impara fin da subito a doversela cavare da solo e diventa autonomo precocemente. E’ come se non si aspettasse mai di ricevere aiuto, conforto o sostegno durante le sue esperienze di vita. Spesso appare quindi come indipendente e sicuro di sé mentre in realtà nasconde profonde insicurezze e respinge l’idea di aver bisogno degli altri. Questi soggetti hanno difficoltà a fidarsi e cercano di essere indipendenti il più possibile per non doversi affidare a nessuno;
  • Attaccamento insicuro-ambivalente: al contrario del precedente tipo di legame in questo caso il bambino da piccolo ha vissuto nel terrore di essere abbandonato. Probabilmente il genitore ha mostrato segnali ambivalenti di amore e odio nei suoi confronti. Di solito si tratta di figure di riferimento che mostrano affetto o si allontanano indipendentemente dal comportamento o dalle richieste del figlio. Quando diventa adulto un soggetto con legame ambivalente appare insicuro e con una bassa autostima. Le persone con questo stile di attaccamento possono sembrare appiccicose, esigenti, ossessivamente preoccupate per ogni sfumatura della relazione, estremamente dipendenti dal partner o dagli amici e bisognose di affetto;
  • Attaccamento insicuro-disorganizzato: i bambini che hanno sviluppato questo tipo di legame con i genitori non hanno potuto ricevere alcun tipo di amore o di affetto. Al contrario la relazione primaria che avrebbe dovuto proteggerli dai pericoli è stata per loro fonte di sofferenze e di violenza. Capita spesso che da adulto il soggetto con legame di attaccamento disorganizzato si avvicini a qualcuno solo per poi respingerlo. Di fronte alle sfide questi adulti possono scappare dalla situazione piuttosto che cercare di risolvere le cose. Potrebbero desiderare l’intimità fisica ma cercano di evitare il coinvolgimento emotivo e mascherano i loro sentimenti di fronte a situazioni emotivamente impegnative. Questo soggetto non riesce mai a comprendere quale sia la giusta distanza emotiva dagli altri e potrebbe cercare di stare lontano dalle persone per paura di essere abbandonato.


Quando si parla di daddy issues si possono configurare diverse condizioni di complesso psicologico riferito al rapporto con le figure genitoriali. Per la precisione se si tratta di una relazione complicata e problematica di un figlio o una figlia con la madre il termine normalmente utilizzato per definirla è mommy issues. In ogni caso alla base delle questioni dei legami intimi complessi vi è il tipo di modello relazionale instaurato nella primissima infanzia. E’ per questo che la psicologia dello sviluppo e la psicoanalisi sottolineano l’importanza che assume questo primo periodo della crescita umana nella formazione della personalità adulta.

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Revisori

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Dott. Domenico De Donatis

Medico Psichiatra

Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Pescara n. 4336

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Parma. Specializzazione in Psichiatria presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

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Dott. Federico Russo

Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Neuropsicologo, Direttore Clinico di Serenis

Ordine degli Psicologi della Puglia n. 5048

Laurea in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale a indirizzo neuropsicologico presso l’Istituto S. Chiara di Lecce.

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Dott.ssa Martina Migliore

Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Ordine degli Psicologi dell'Umbria n.892

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente e formatrice. Esperta in ACT e Superhero Therapy. Membro dell'Associazione CBT Italia, ACT Italia e SITCC. Esperta nell'applicazione di meccaniche derivanti dal gioco alle strategie terapeutiche evidence based e alla formazione aziendale.