Tricotillomania: cos'è, cause e come smettere di strapparsi i capelli

Punti chiave:
- Cos'è la tricotillomania: la tricotillomania è un disturbo ossessivo-compulsivo che porta al bisogno irresistibile di strappare capelli, sopracciglia o peli. Questo comportamento può causare danni permanenti, come diradamento o cicatrici.
- Cause della tricotillomania: le cause non sono del tutto chiare, ma si ipotizzano fattori genetici e ambientali. Ansia, depressione e stress possono contribuire allo sviluppo del disturbo.
- Cura e trattamento: il trattamento include terapia comportamentale per ridurre il gesto compulsivo e la terapia farmacologica in casi gravi. Farmaci come antidepressivi e antipsicotici possono aiutare a controllare i sintomi.
Stai guardando una serie, la mano sale tra i capelli quasi da sola, e mezz'ora dopo sul bracciolo del divano c'è una piccola matassa che non ricordi di aver fatto. La tricotillomania è questo: un impulso a strappare capelli e peli che dà sollievo per qualche secondo e che la sola forza di volontà non basta a fermare.
Il termine rientra fra i disturbi di tipo ossessivo-compulsivo e indica il bisogno ricorrente di tirare o strappare i capelli, le sopracciglia o i peli del corpo. Viene dal greco thrìx, capello, tìllō, strappare, e manìa. Lo usò per la prima volta nel 1889 il dermatologo francese François Henri Hallopeau.
Chi ne soffre non si ferma ai capelli. Sotto le dita possono finire anche ciglia, sopracciglia, barba e peli di altre zone del corpo, e con il tempo restano diradamento e chiazze. Il disturbo compare di solito durante l'adolescenza e, una volta iniziato, può accompagnarti per anni fino all'età adulta.
Per qualcuno lo strappo è un automatismo, altri se ne accorgono benissimo e non riescono comunque a evitarlo. In entrambi i casi il gesto serve a gestire qualcosa: stress, ansia, tensione, frustrazione.
Non nasce da un dubbio o da un'ossessione sull'aspetto fisico, e non è sempre preceduto da tensione. Ci sono due modi di strapparsi i capelli, e spesso convivono nella stessa persona.
Nello strappo focalizzato lo fai intenzionalmente, di solito per abbassare un'ansia che sta salendo, e il sollievo dura poco. Nello strappo automatico la mano va da sé mentre studi, leggi o guardi la televisione, e te ne accorgi solo dopo. Per la diagnosi il DSM-5 non chiede né la tensione prima del gesto né il piacere dopo.

Sintomi della tricotillomania
I sintomi della tricotillomania sono gesti che si ripetono in modo ossessivo:
- strappare i capelli;
- spezzare ciocche di capelli;
- mangiare i capelli (tricofagia);
- avvertire un forte sollievo dopo aver strappato i capelli.
Se il disturbo diventa cronico possono comparire anche:
- prurito o formicolio nell’area in cui sono stati tirati i capelli;
- zone calve;
- diradamento dei capelli;
- irritazioni cutanee;
- ansia sociale.
Possibili complicazioni della tricotillomania
Fra le complicanze più diffuse la Mayo Clinic indica cicatrici e perdita permanente dei capelli, soprattutto quando il disturbo accompagna una persona dall’infanzia fino all'età adulta. In alcuni casi i capelli vengono anche ingeriti.
Tricofagia, tricobezoario e sindrome di Raperonzolo sono tre cose diverse: l'ingestione dei capelli, la massa solida che si forma nello stomaco perché la cheratina non si digerisce, e il caso raro in cui quella massa prolunga una coda nell'intestino tenue. Quest'ultima condizione è rara, può dare un'occlusione intestinale e si risolve in sala operatoria.
La perdita dei capelli, invece, rientra. Se lo strappo si interrompe il follicolo riprende a lavorare, e la caduta diventa definitiva solo quando i follicoli si cicatrizzano (alopecia cicatriziale).
Cause del disturbo
Le cause della tricotillomania non sono ancora chiare. Quello che gli studi hanno messo a fuoco sono famiglie di fattori che si sommano, non un innesco unico.
Sul versante biologico e neurochimico pesano una predisposizione familiare, individuata da una ricerca genetica del Duke Center for Human Genetics, un'alterazione dei circuiti che regolano il controllo degli impulsi e l'attività di alcuni neurotrasmettitori.
Sul versante psicologico ed emotivo lo strappo funziona come meccanismo di coping disfunzionale, perché tiene a bada ansia, stress, noia o frustrazione, e per qualche secondo funziona davvero. Contano poi i fattori ambientali, dagli eventi traumatici ai periodi prolungati di tensione.
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Tricotillomania e altri disturbi
Accorgerti di quello che stai facendo può portare vergogna e imbarazzo. Da lì parte un circolo vizioso: ti strappi i capelli, trovi un sollievo temporaneo e, appena l'ansia risale, ricominci.
La tricotillomania presenta comorbilità con:
Fattori di rischio della tricotillomania
La tricotillomania interessa circa l'1-2% della popolazione adulta e l'esordio si colloca di norma fra i 10 e i 13 anni, in piena adolescenza. Nei campioni clinici adulti le donne sono molto più numerose degli uomini, in un rapporto che arriva a 9 a 1, mentre nell'infanzia il disturbo si distribuisce in modo pressoché uguale fra maschi e femmine (Grant e Chamberlain, 2016, American Journal of Psychiatry).
I fattori di rischio associati alla tricotillomania sono:
- ansia o depressione;
- una situazione di forte stress.

Come guarire dalla tricotillomania: cura e rimedi
Dalla tricotillomania si esce, e la strada con i risultati migliori è la psicoterapia. Il trattamento di prima scelta è la terapia cognitivo-comportamentale, in particolare una tecnica chiamata Habit Reversal Training (HRT), in cui impari a riconoscere i segnali che precedono lo strappo e a sostituire il gesto con un comportamento incompatibile, per esempio stringere i pugni o schiacciare una pallina antistress.
Il percorso cambia con la gravità dei sintomi, e i trattamenti applicabili sono diversi.
La terapia comportamentale può contribuire a:
- aumentare la consapevolezza dei sintomi e dei fattori che scatenano la tricotillomania;
- aiutare a sostituire il gesto di strapparsi i capelli con un altro comportamento;
- mettere in pratica le nuove abilità apprese in diverse situazioni.
Il controllo dello stimolo serve a identificare le situazioni che portano allo strappo e, in un secondo momento, a ridurle o a eliminarle.
La tricotillomania si può affrontare anche con una terapia focalizzata sulla regolazione emotiva. Qui l'obiettivo è imparare a gestire le emozioni (paura, ansia, tristezza) che accendono la voglia di strappare peli e capelli. Comprenderle e accettarle può aiutarti a cambiare la risposta che dai loro.

Cure farmacologiche e rimedi naturali per la tricotillomania
Quando si parla di tricotillomania
La diagnosi si basa sulla storia clinica della persona e sui sintomi riscontrati, secondo i criteri del DSM-5-TR, l'edizione attuale del manuale diagnostico di riferimento in psichiatria (Phillips e Stein, 2023, Manuali MSD Edizione Professionisti).
Secondo il DSM-5 si parla di tricotillomania quando la persona:
- strappa i capelli in modo ricorrente, con una conseguente caduta;
- ha tentato più volte, senza successo, di ridurre o interrompere il comportamento;
- prova per questo un disagio significativo, che compromette la vita sociale e lavorativa;
- non ha un'altra condizione medica che spieghi lo strappo o la perdita dei capelli, per esempio una malattia dermatologica;
- non ha un altro disturbo mentale che spieghi meglio il comportamento, per esempio il tentativo di correggere un difetto percepito nell'aspetto tipico del disturbo da dismorfismo corporeo.
Non sostituisce la terapia comportamentale
Nessun farmaco è approvato per il trattamento della tricotillomania, e la terapia farmacologica non sostituisce quella comportamentale. La affianca, su indicazione di uno psichiatra, quando i sintomi sono gravi o quando coesistono ansia, depressione o disturbo ossessivo-compulsivo. Gli antidepressivi SSRI non hanno mostrato un'efficacia costante negli studi sulla tricotillomania; i dati più favorevoli riguardano la N-acetilcisteina negli adulti, la clomipramina e, fra gli antipsicotici, l'olanzapina (Baczynski e Sharma, 2020, Expert Opinion on Pharmacotherapy).
Nessun integratore da banco funziona
Sui rimedi naturali siamo netti: nessun integratore da banco e nessun preparato erboristico fa regredire la tricotillomania. L'unica sostanza acquistabile senza ricetta con dati a favore negli adulti è la N-acetilcisteina, e va valutata con un medico. Le contromisure pratiche, unghie corte, un cappello o una fascia sull'area, un oggetto antistress per tenere occupate le mani, un cerotto sui polpastrelli, riducono l'occasione dello strappo, ma affiancano l'HRT e non lo sostituiscono.
Tricotillomania e diagnosi differenziale
Diversi disturbi portano a strapparsi i peli, e la differenza sta nel motivo. Nel disturbo ossessivo-compulsivo il gesto risponde a un'ossessione e serve a scongiurare una conseguenza temuta, cosa che nella tricotillomania non accade. Nel disturbo da dismorfismo corporeo i peli si strappano per correggere un difetto percepito nell'aspetto. Nella dermatillomania lo stesso tipo di comportamento è rivolto alla pelle, e le due condizioni spesso coesistono. L'alopecia areata, infine, è una condizione dermatologica, e va esclusa con un medico.
Quando chiedere aiuto e come parlarne
La tricotillomania è spesso sottodiagnosticata, perché chi ne ha i sintomi prova imbarazzo e paura all'idea di parlarne. A complicare le cose c'è il fatto che i sintomi possono durare pochi mesi oppure presentarsi a intermittenza per anni.
Se a strapparsi i capelli è qualcuno che conosci, due frasi è meglio lasciarle fuori: «Perché non smetti di strapparti i capelli?» e «Trova un altro modo per affrontare lo stress». Le ha già pensate centinaia di volte, e il rimprovero aggiunge solo colpa e vergogna. Funziona meglio chiedergli di raccontare cosa prova quando la mano sale.
Intervenire sulle emozioni che innescano lo strappo è il punto in cui la terapia fa la differenza. Su Serenis trovi psicoterapia online con soli psicologi qualificati, anche per altri disturbi ossessivi come la dermatillomania o la dismorfobia: il primo colloquio è gratuito e le sedute successive, se decidi di continuare, costano 49 euro l'una.
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