Agevolazione di 30€ per la giornata mondiale della salute mentale: usa il codice SALUTEMENTALE

Stress da lutto: quali sono i sintomi fisici?

Scopri i sintomi fisici dello stress da lutto e come riconoscerli. Questo articolo offre una panoramica dei segni fisici comuni del dolore emotivo, aiutando a identificare e affrontare le reazioni fisiche al lutto in modo sano e consapevole.
Scritto daAgnese CannistraciPsicologa, Psicoterapeuta e Direttrice clinica in Serenis
Icona revisione
Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato07 settembre 2023
•
Aggiornato30 settembre 2026
Trova il professionista giusto per te.
Parla con un medico online
Stress da lutto

Affrontare un lutto è uno degli eventi più stressanti e difficili nella vita di una persona. Le reazioni iniziali sono legate a emozioni come negazione, rabbia, sensi di colpa, smarrimento. Attraversare questa sofferenza con coraggio permette alla nostra mente di elaborare l'assenza e trovare un nuovo equilibrio.

Con il tempo si impara a vivere senza la persona amata. Ma cosa succede quando la sofferenza emotiva non trova sfogo e si manifesta nel corpo?

Stress da lutto: le conseguenze sul sistema immunitario

Durante un lutto, il dolore emotivo non è solo psicologico: può progressivamente influenzare negativamente il nostro organismo, creando delle "falle" che riducono la capacità di difesa del corpo.

Quante volte abbiamo sentito storie di coppie di coniugi scomparsi pochi mesi l’uno dall’altro? Perché succede? La risposta è arrivata da uno studio che ha dimostrato come il lutto sia capace di "entrare nel corpo" diminuendo o bloccando le funzioni dei neutrofili, i globuli bianchi che hanno il compito di difendere il nostro organismo dagli agenti esterni.

Una risposta emotiva prolungata a un evento come la morte, quindi, può renderci più inclini alle infezioni e non solo. La cardiomiopatia di Tako-Tsubo, conosciuta come sindrome del cuore spezzato, è una condizione cardiaca acuta che si manifesta in seguito a uno stress emotivo intenso, causando un temporaneo indebolimento del muscolo cardiaco.

Quando subiamo una perdita, il corpo soffre con noi.

Stress da lutto: i sintomi fisici

Le reazioni fisiche dello stress da lutto possono manifestarsi con affaticamento, insonnia, perdita di appetito, problemi digestivi e mal di testa. Mentre tra le reazioni emotive più comuni troviamo tristezza profonda, pianto frequente, un senso di vuoto, rabbia, senso di colpa, ansia e, in alcuni casi, sintomi depressivi.

Lo stress non sarà mai tuo amico

Ma con l'aiuto di un terapeuta puoi tenerlo sotto controllo.

  • 100% professionisti qualificati
  • Primo colloquio gratuito
  • Centro medico autorizzato

Quando entriamo in contatto con la realtà, lo stress cronico ci predispone ad attacchi di ansia, panico: in alcuni casi tendiamo a somatizzare e a riprodurre inconsciamente la sofferenza del defunto.

I sintomi fisici dello stress da lutto sono:

  • dolori articolari e muscolari;
  • sensazione di oppressione al torace e alle vie respiratorie;
  • palpitazioni e pressione alta, vertigini o percezione di macchie davanti agli occhi da stress;
  • perdita di appetito, disturbi digestivi, nausea, diarrea;
  • problemi dermatologici;
  • stanchezza cronica e apatia, insonnia;
  • mal di testa e irritabilità.

Tra questi, i disturbi più frequenti sono:

1. Mal di testa e dolori muscolari

Durante il lutto, il nostro corpo affronta un intenso impegno fisico per far fronte alla perdita che abbiamo subito. Questa idea di sforzo e tensione spesso si traduce in numerosi dolori muscolari che non ci danno tregua durante il giorno e la notte.

Ci sentiamo stanchi, tesi e spossati a causa della mancanza di sonno ma anche per lo stravolgimento che ha subito la nostra vita quotidiana. Il mal di testa e l'emicrania diventano compagne abituali delle nostre giornate e spesso sono causate dall'ansia, dallo stress ma anche dal pianto, dai pasti disordinati o dalla mancanza di appetito. Nei momenti di maggiore sovraccarico emotivo, questa forte tensione può estendersi anche alla vista, portando a percepire fastidiosi lampi di luce negli occhi da stress.

Donna con le mani sul volto in poltrona, con i sintomi fisici dello stress da lutto


2. Insonnia

I pensieri, i ricordi, i sentimenti ma anche le preoccupazioni per il futuro e lo stress tolgono letteralmente il sonno. L’addormentamento può risultare difficoltoso o addirittura impossibile.

Paradossalmente, in questo periodo di elaborazione della sofferenza, possiamo cadere preda di un sonno eccessivo che può essere interpretato sia come una necessità del nostro organismo di recuperare le energie ma anche come un tentativo, da parte della nostra mente, di fuggire dalla realtà.

Questo è uno dei motivi per cui ci sentiamo stanchi dopo qualsiasi attività e il nostro unico pensiero è quello di andare a dormire il più presto possibile.

Facciamo attenzione a non sottovalutare questo sintomo perché può essere la manifestazione di un disturbo depressivo latente che necessita al più presto di un supporto professionale.

L’insonnia, in alcuni casi, si manifesta con frequenti risvegli notturni. In questo frangente, il sonno è più leggero del normale quindi qualsiasi movimento o rumore possono interrompere il nostro riposo e svegliarci.


3. Disturbi gastrointestinali


L’ansia e lo stress giocano brutti scherzi anche per quanto riguarda il nostro appetito tanto che è facile registrare in questo periodo un aumento o un calo significativo di peso. La nausea è una compagna costante così come la sensazione di avere la bocca secca e asciutta. Anche in questo caso, è necessario monitorare con attenzione il tempo e la durata di questi sintomi che potrebbero nascondere una depressione o un esaurimento nervoso.

Il buon funzionamento del nostro apparato digerente dipende anche dalle emozioni che proviamo nella vita di tutti i giorni. Avvertire un costante mal di stomaco da stress o mal di pancia dopo la perdita di una persona cara è uno dei sintomi più frequenti. Non sottovalutiamo questo disturbo perché può diventare davvero invalidante nella vita di tutti giorni e accompagnarsi a tremori, sudorazioni, a stipsi o diarrea.


In conclusione, il dolore si manifesta spesso a ondate o cicli, con sensazioni intense che durano alcune ore o giorni. A volte i sintomi sembrano attenuarsi, dando la percezione di aver raggiunto un equilibrio temporaneo, che ci fa sperare di aver superato i momenti più difficili. All’improvviso invece, il dolore sia fisico che psicologico torna, in alcuni casi più intenso di prima.

Capire e affrontare i sintomi fisici dello stress da lutto

Il fatto che il corpo abbia "voce" durante il lutto non deve stupirci. L’elaborazione della perdita è un processo che possiamo definire olistico perché è costituito da diversi elementi che appartengono alla sfera cognitiva, emotiva, fisica.

La somatizzazione rappresenta un meccanismo attraverso il quale il corpo manifesta segnali di disagio emotivo. Nel caso specifico, può essere un campanello d'allarme che ci avvisa che non stiamo prestando la giusta attenzione a quello che ci succede ma soprattutto ai sentimenti che proviamo. Il corpo, tramite la sofferenza, ci avverte di qualcosa che non va.

Un piccolo esempio può aiutarci a comprendere meglio il comportamento del nostro organismo.

Aver paura del dolore è normale: per evitare il contatto con la sofferenza, tendiamo a riempire la nostra vita di attività che ci distolgono dal processo di elaborazione. Se è vero che questa reazione ci aiuta a sopravvivere nei primi giorni, lo è altrettanto il fatto che ci impedisce di confrontarci con la perdita e l'assenza. A lungo andare, questa fuga dalla realtà causa un gap tra realtà e psiche, uno scarto sul quale l'organismo richiama la nostra attenzione con dolori e disturbi vari.

Il comportamento di inibizione ci trasporta in un circolo vizioso dal quale è difficile uscire: ci sentiamo sempre più nervosi e stressati e questo non fa altro che aprire la strada a diversi problemi di salute.

Come si fa quindi ad affrontare i sintomi fisici del lutto?

Per superare questo periodo così intenso è necessario agire su due fronti:

  1. Il primo riguarda i propri bisogni e la necessità di prendersi cura di sé in termini riposo, cibo, sostegno e comfort.
  2. Il secondo invece consiste nel considerare il dolore fisico come una bussola in grado di fornire indicazioni preziose sul cammino che stiamo compiendo. Lo sguardo introspettivo ci aiuta a capire se il processo di elaborazione è in atto oppure se si è fermato e rischia di diventare patologico, sfociando nel disturbo da stress post-traumatico. In questo caso, chiedere aiuto è necessario per recuperare serenità e benessere.

Donna di spalle con il capo chino e i capelli sciolti, in toni di grigio

Quando il lutto diventa patologico

Il complesso quadro sintomatologico emotivo e fisico legato alla elaborazione del lutto dipende da una serie di fattori individuali tanto che è impossibile stabilire a priori il tempo necessario per superare la perdita.

Tuttavia, se i sintomi del dolore restano intensi per oltre 12 mesi e compromettono in modo significativo la nostra capacità di riprendere una vita quotidiana serena, è probabile che il processo di elaborazione del lutto si sia interrotto o non sia stato portato a termine. Si stima che circa il 10% delle persone in lutto sviluppi una condizione di lutto prolungato (Szuhani, 2021).

In questo caso, un supporto psicoterapeutico può aiutare a prevenire e ad affrontare le conseguenze del lutto non elaborato, permettendoci di ritrovare la serenità e il benessere perduti, secondo i nostri tempi e senza nessuna forzatura. Se senti la necessità di parlare con uno psicoterapeuta, puoi rivolgerti al nostro centro medico per un primo colloquio gratuito. Le sedute successive, invece, costano 49 € l'una.

Fonti:

  • Szuhany, K. L., Malgaroli, M., Miron, C. D., & Simon, N. M. (2021). Prolonged Grief Disorder: Course, diagnosis, assessment, and treatment. FOCUS the Journal of Lifelong Learning in Psychiatry, 19(2), 161–172. https://doi.org/10.1176/appi.focus.20200052
  • Vitlic, A., Khanfer, R., Lord, J. M., Carroll, D., & Phillips, A. C. (2014). Bereavement reduces neutrophil oxidative burst only in older adults: role of the HPA axis and immunesenescence. Immunity & Ageing, 11(1). https://doi.org/10.1186/1742-4933-11-13

Alcune domande che potresti avere su stress da lutto

Queste cose non le sa nessuno
In Italia parliamo di "benessere mentale" solo da qualche anno: molte persone non hanno grande consapevolezza di quello che si nasconde dietro le emozioni. Se conosci qualcuno che avrebbe bisogno di leggere questo articolo, puoi condividerlo da qui.
Scritto da
Agnese CannistraciPsicologa, Psicoterapeuta e Direttrice clinica in Serenis
Leggi la biografia
Dopo la laurea in Psicologia Clinica a Roma, mi sono specializzata in Gruppoanalisi e ho conseguito certificazioni in Psicodiagnostica Giudiziaria e Clinica, Tecniche Psicodrammatiche e Formazione alle Dinamiche Istituzionali. Credo che nel mio lavoro sia fondamentale generare uno spazio relazionale in cui la persona si senta vista e ascoltata, sia dal terapeuta che da se stessa, motivo per cui ho svolto un master in Sustainability Management, con l'intento di integrare gli aspetti clinici con un approccio volto alla promozione di benessere e sostenibilità individuali, organizzativi e sociali.
Articoli correlati
Scopri tutti
  • Giovane con la testa rovesciata che si tampona un naso arrossato con un fazzoletto: sangue dal naso con lo stress
    Lo stress può causare sanguinamenti dal naso?

    Il sangue dal naso, noto anche come epistassi, può essere causato da diverse condizioni, tra cui lo stress e problemi di coagulazione del sangue. Se persistente o grave, potrebbe essere necessario consultare un medico per determinare la causa sottostante e ricevere il trattamento adeguato.

    Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2026
  • Stress e ingrossamento dei linfonodi
    Lo stress può causare l'ingrossamento dei linfonodi?

    Lo stress può causare il gonfiore dei linfonodi, poiché il sistema immunitario è più sollecitato durante periodi di ansia. Consulta un medico per escludere altre cause e per valutare le opzioni di trattamento, che possono includere modifiche allo stile di vita, farmaci e terapia.

    Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2026
  • Stress e risveglio alle 4 di mattino
    Svegliarsi alle 4 di notte: perché succede e cosa fare

    Per migliorare il sonno, evitare di svegliarsi alle 4 e ridurre lo stress, è essenziale mantenere una routine regolare, evitare la caffeina dopo le 14:00 e adottare pratiche di auto-cura come la meditazione e la terapia cognitivo-comportamentale.

    Ultimo aggiornamento: 15 settembre 2026
Il nostro processo di revisione
Scopri di più
Approfondimento
Coinvolgiamo nella stesura dei contenuti clinici i terapeuti con almeno 2.000 ore di esperienza.
Verifica
Studiamo le ricerche sul tema clinico e quando possibile le inseriamo in bibliografia.
Chiarezza
Perfezioniamo gli articoli dal punto di vista stilistico privilegiando la comprensione del testo.
Validano gli articoli
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
Leggi la biografia
Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Leggi la biografia
Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
Dott. Rosario UrbaniPsicologo, Psicoterapeuta e Sessuologo
Leggi la biografia
Appassionato psicoterapeuta laureato a Napoli, con un cuore dedicato al benessere. Iscritto all'ordine n°6653, specializzato in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale mi occupo di ansia, depressione, attacchi di panico e fobie con un approccio umano e attento.
Trova un terapeuta
Primo colloquio gratuito
Primo colloquio gratuito