Catcalling: conseguenze psicologiche delle molestie di strada

Hai mai sentito parlare di catcalling? Anche se questo termine non ti risulta famigliare, forse ne sei stata vittima almeno una volta nella vita. Si tratta di commenti sessisti e sgradevoli solitamente da parte degli uomini, rivolti perlopiù a donne (ma a volte anche a persone transgender, con disabilità o appartenenti a una minoranza etnica) che non conoscono e che possono capitare in qualsiasi contesto pubblico.

Ma quando questo comportamento sconfina nella molestia? Quali sono le conseguenze psicologiche per la vittima? Come si deve reagire quando lo si subisce? Continua a leggere e troverai tutte le risposte che cerchi.

Catcalling: che cos’è

A livello pratico il catcalling, detto anche fenomeno delle molestie di strada, può assumere svariate forme, non necessariamente verbali. Può sì trattarsi di una battuta, un apprezzamento imbarazzante, sull’aspetto di una donna o sul modo in cui è vestita, ma può anche essere uno schiamazzo, un fischio, un applauso o qualsiasi altro tipo di rumore. A volte è addirittura accompagnato da un inseguimento. In ogni caso, si tratta di un fenomeno che viene sottovalutato ma rientra sempre e a pieno titolo nella categoria delle molestie.

Le vittime sono, nella stragrande maggioranza dei casi, donne: nessuna di loro è immune al rischio di incappare in un episodio di catcalling: indipendentemente dall’età, dal tragitto che si percorre, dal momento della giornata, è qualcosa che può succedere ovunque e potenzialmente a chiunque. È un comportamento che si distingue in maniera netta da un complimento: nonostante si tenda a non considerare il catcalling come violenza psicologica, gli apprezzamenti possono anche (ma non necessariamente) essere esplicitamente a riferimento sessuale, o comunque spesso il linguaggio utilizzato è volgare, il che mette la vittima in una condizione di disagio, imbarazzo e disgusto, fino a provare angoscia e paura di essere seguita o molestata in altro modo.


Che differenza c’è tra un complimento e una molestia?

Ovviamente non sempre un commento ricevuto per strada va etichettato come catcalling o molestia: esiste un confine che dipende da svariati fattori situazionali, che modificano il modo in cui deve essere letta una precisa circostanza.

In primo luogo, bisogna considerare la relazione esistente tra il catcaller e il suo bersaglio: se non si conoscono e non condividono alcun contesto (sociale o lavorativo, ad esempio), è difficile che il commento sia innocente e la vittima rimanga indifferente senza esserne turbata. In secondo luogo, l’elemento che più di tutti risulta distintivo, è l’intenzione di quest’ultima: durante un primo appuntamento, ad esempio, non si può parlare di catcalling, anche se le due persone in questione non si conoscono, dal momento che le regole del gioco cambiano e i commenti sull’altro ne fanno parte. In generale, quindi, possiamo dire che occorre una sorta di permesso implicito per non far rientrare l’apprezzamento nell’ambito delle molestie.

Questo perché il significato veicolato è diverso, ad esempio, da un apprezzamento durante un primo appuntamento rispetto a uno stesso commento per strada. Nel primo caso, si è formato un contesto relazionale condiviso, mentre nel secondo non esiste alcuna relazione e la vittima viene vista puramente come oggetto sessuale. In pratica, potremmo definire il catcalling, quando rivolto alle donne, la manifestazione più velata della disparità che, all’estremo, porta alla violenza di genere.

Aspetti legali riguardanti il catcalling

A differenza di quanto avviene in numerosi altri stati, sia europei che extra-continentali, dove per i catcallers (ovvero coloro che mettono in atto il catcalling) sono previste multe comprese tra i 90 e i 1500 euro a seconda della gravità dell’atto, e in certi casi anche la reclusione, in Italia non esiste il reato di molestie per strada. Ciò significa che chi attua questo comportamento non è soggetto a sanzioni, e il catcalling è piuttosto considerato una contravvenzione di molestia o disturbo.

La mancanza di una normativa che preveda una punizione per i molestatori contribuisce a minimizzare questi comportamenti, lesivi dell’immagine della vittima e capaci di turbarla al punto da incutere paura per una situazione potenzialmente pericolosa. Lo dimostrano le indagini statistiche, che registrano, negli ultimi anni, un aumento degli episodi nel nostro Paese. Per quanto riguarda le molestie rivolte alle donne, i dati sono allarmanti, con più di una su tre che ammette di essere stata seguita da un uomo almeno una volta prima dei 40 anni, mentre nel 79% dei casi l’episodio di catcalling si è verificato prima del compimento dei 17 anni della vittima.

La diretta conseguenza di queste attenzioni indesiderate è un disagio avvertito dalle ragazze e donne, che talvolta hanno cambiato il percorso abituale per andare a lavorare, hanno modificato il modo di vestire nella speranza di non incentivare le molestie di strada e alcune di loro hanno addirittura rinunciato alle uscite notturne. A livello psicologico gli effetti sono un aumento della diffidenza verso gli estranei, oltre che un abbassamento dell’autostima. L’impatto forse più grave riguarda la riduzione della libertà d’azione di queste donne, che si sentono costrette a modificare le loro abitudini e i loro comportamenti per paura.

L’effetto del catcalling sulle vittime: conseguenze psicologiche

A livello emotivo, quindi, nelle vittime si possono innescare differenti reazioni, date anche dal contesto specifico e dalle propensioni personali di ciascuna. Nell’immediato la reazione più istintiva può essere imbarazzo o rabbia, ma non è insolito che a queste seguano una qualche forma di nervosismo, paura o addirittura angoscia, che può anche protrarsi nel tempo fino al punto da giustificare un cambiamento comportamentale.

In queste situazioni si parla di vittimizzazione secondaria, in cui la vittima prova una sorta di senso di colpa per quanto accaduto, assumendosi in parte la responsabilità del catcalling. Si tratta di un fenomeno plasmato dalla società, che tende tutt’oggi a identificare le persone che subiscono molestie di strada o altro tipo di attacchi come istigatrici e provocatrici, per il modo in cui vestono o per l’atteggiamento che hanno. Il famoso “Se lo è cercata, vestendosi in quel modo” non è, però, una giustificazione ammissibile per questi comportamenti che sono completa responsabilità di chi li mette in atto.

Cosa devi fare in caso di catcalling?

Ora veniamo alla pratica: cosa puoi fare se, mentre stai passeggiando, ti imbatti in un catcaller? Ecco il modo più adeguato di reagire per neutralizzare il più possibile le ripercussioni psicologiche su di te.

La prima strategia che puoi mettere in atto è certamente quella di far finta di nulla. Non fermarti, non voltarti, fai finta di non aver sentito nulla o di non aver colto che la molestia fosse indirizzata a te: se le dai attenzione, stai ammettendo di avere paura e questo potrebbe innescare un’ulteriore miccia.

Se ciò non dovesse funzionare e vedi che il molestatore insiste, si avvicina e aumenta il rumore, valuta la situazione: se non ti sembra pericoloso, dai fondo al tuo coraggio, se te la senti, e assumi un’aria decisa, mostrando che il commento ti ha dato fastidio. Ti basterà guardarlo negli occhi e intimargli di smetterla con tono sicuro. Quasi certamente funzionerà.

Per i più ostinati, ricorri al telefono: ovviamente puoi fare una chiamata per chiedere soccorso, ma il tuo vero intento deve essere quello di far intuire al catcaller che ti stai per incontrare con la persona con cui stai parlando, che è proprio lì vicina. Se non pensi di essere in grado di inscenare questa conversazione, fai una telefonata vera a qualcuno e racconta ciò che ti sta accadendo: questo avrà sicuramente un effetto deterrente.

Infine, può darsi che gli episodi siano ripetuti per un certo periodo di tempo, e questo fattore alimenta le emozioni negative di ansia e paura che stai provando, oltre ad avere l’effetto di condizionare la tua vita quotidiana in un modo che non deve assolutamente essere accettato. Oltretutto, come abbiamo detto prima, il catcalling può innescare anche dei pensieri autodenigranti e distruttivi, in cui ti identifichi come responsabile di una disavventura della quale non devi affatto farti carico. Le ripercussioni sulla tua autostima possono essere importanti, e questo è il vero motivo per cui non si dovrebbero mai sottovalutare le molestie di strada. Se stai vivendo un disagio per questa ragione, puoi rivolgerti a noi di Serenis: abbiamo a tua disposizione professionisti che ti accompagneranno in un percorso di supporto psicologico online per aiutarti a riacquisire la sicurezza e la libertà che hai perso.

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Revisori

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Dott. Raffaele Avico

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista certificato EMDR I

Ordine degli Psicologi del Piemonte num. 5822

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista EMDR. È membro della ESDT (European Society for Trauma and Dissociation) e socio AISTED (Associazione italiana per lo studio del trauma e della dissociazione).

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Dott. Rosario Urbani

Psicoterapeuta specializzato in cognitivo comportamentale

Ordine degli Psicologi della Campania num. 6653/A

Laureato in Neuroscienze presso la Seconda Università di Napoli. Specializzato presso l’istituto Skinner in psicoterapia cognitivo comportamentale. Analista del comportamento ABA e specializzato anche nella tecnica terapeutica dell'EMDR.

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Dott.ssa Maria Vallillo

Psicoterapeuta specialista in Lifespan Developmental Psychology

Ordine degli Psicologi del Lazio num. 25732

Laurea in Psicologia presso l'Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in psicoterapia e psicologia del ciclo di vita presso l’Università la Sapienza di Roma. Esperta in neuropsicologia e psicodiagnostica e perfezionata in psico-oncologia.