Mitomania: cause, sintomi e come gestirla

Le persone affette da mitomania possono raccontare bugie senza motivo apparente e in modo inconsapevole, esagerare o inventare storie per impressionare gli altri, ottenere attenzione o evitare responsabilità.

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Mitomania

Le bugie ricorrenti, soprattutto quando non hanno uno scopo apparente, possono incrinare profondamente le relazioni e generare sospetto e disagio in chi le ascolta. In alcuni casi, però, questo comportamento non nasce dalla volontà di ingannare, ma da una condizione psicologica più complessa: la mitomania.

Chi ne soffre non mente per ottenere un beneficio, ma per rispondere a un bisogno più profondo: essere notato, ammirato o accettato. 

In questo articolo vedremo cosa significa mitomania, quali sono le sue cause e i sintomi più comuni, alcuni esempi di comportamento mitomane e come, attraverso la psicoterapia, sia possibile intervenire.

Mitomania: cos'è e cosa significa

Il significato di mitomania riguarda la tendenza, più o meno consapevole, a mentire in modo esagerato e senza una causa apparente, fino a includere dettagliati resoconti di esperienze mai vissute. Talvolta viene chiamata pseudologia fantastica

Non si tratta delle bugie occasionali che capitano a chiunque, quelle "bugie bianche" raccontate per proteggere i sentimenti di qualcuno. La mitomania è qualcosa di più stabile e pervasivo: chi ne soffre tende a credere, almeno in parte, ai prodotti della propria fantasia

La sindrome compare per la prima volta nella letteratura medica nel 1891 grazie agli studi di Anton Delbrück. In psicologia corrisponde a un tipo di menzogna patologica: una bugia compulsiva, priva di una motivazione evidente, che chi la racconta non riesce a controllare del tutto.

Come riconoscere un mitomane

Mitomania: disturbo o sintomo?

Secondo il Manuale dei Disturbi Mentali (DSM-5), la mitomania non è un disturbo a sé stante, ma si configura come un sintomo che può comparire all'interno di altre condizioni psicologiche.

È spesso correlata al disturbo fittizio, una condizione in cui una persona si comporta come se fosse fisicamente o mentalmente malata anche se non lo è, e a diversi disturbi di personalità: il disturbo di personalità antisociale, il disturbo narcisistico e il disturbo borderline

Un atteggiamento mitomane, poi, può anche verificarsi tra le persone con dipendenza da alcol o danni cerebrali. 

Infine, è importante distinguere la mitomania anche da altre condizioni che le vengono talvolta accostate:

  • a differenza dei disturbi legati a un deficit di memoria, la mitomania implica una distorsione attiva della realtà: chi mente lo fa partendo da un'intenzione, anche se spesso non del tutto consapevole;
  • a differenza della megalomania, che spinge la persona ad agire concretamente per dimostrare la propria presunta superiorità, il mitomane si ferma al racconto: non cerca la prova del reale, ma la credibilità della storia.

I sintomi della mitomania

Nella mitomania, il sintomo centrale è l'autoinganno: chi ne soffre arriva a credere, almeno per un certo tempo, che le proprie bugie siano vere. Questo porta a una sopravvalutazione delle proprie capacità e a una scarsa capacità di riconoscere i propri limiti.

Sul piano del racconto, le bugie si fondano anche su questioni irrilevanti e i dettagli si moltiplicano, anche se spesso emergono incongruenze che la persona fatica a spiegare. 

Sul piano emotivo:

  • prima di mentire può comparire una forma di tensione o disagio;
  • subito dopo, la bugia produce un sollievo immediato;
  • a distanza di tempo, però, possono emergere senso di colpa o timore di essere scoperti.

Esempi di comportamento mitomane

Per capire meglio come si presenta la mitomania nella vita quotidiana, ecco alcuni esempi concreti:

  • affermare di possedere competenze superiori a quelle reali;
  • dichiarare di guadagnare molto più del proprio stipendio effettivo;
  • raccontare di conoscere personalmente persone famose o influenti;
  • vantare beni, patrimoni o proprietà che non si possiedono;
  • inventare relazioni sentimentali, conquiste o promesse romantiche mai avvenute;
  • raccontare di aver vissuto esperienze straordinarie, o di aver superato eventi drammatici mai accaduti realmente.

Le cause della mitomania

Le cause della mitomania sono diverse e spesso si intrecciano tra loro. 

Tra le più riconosciute:

  • bassa autostima e insicurezza: chi soffre di mitomania ha spesso una visione negativa di sé e cerca, attraverso racconti immaginari, di costruire un'immagine più accettabile e gratificante;
  • traumi e frustrazioni: esperienze come fallimenti, delusioni d'amore o eventi che hanno ferito profondamente possono spingere a creare una realtà alternativa più tollerabile;
  • dinamiche familiari rigide: crescere in un contesto con aspettative molto alte e critiche frequenti può favorire la necessità di nascondere le proprie fragilità dietro storie inventate.
  • vergogna e giudizio sociale: la vergogna legata al proprio passato, alla propria famiglia o al proprio status può alimentare il bisogno di mentire per impressionare gli altri o evitare il giudizio.

Quando la mitomania compare insieme ad altre manifestazioni comportamentali disfunzionali, è importante che un professionista indaghi a fondo per arrivare a una diagnosi corretta delle condizioni sottostanti.

Mitomania cause

Mitomania e relazioni

In una relazione, il mitomane non mente per ottenere un vantaggio concreto sul partner, ma per rispondere a un bisogno interiore di approvazione o accettazione: diversamente, il bugiardo patologico mente in modo deliberato e strategico, spesso intessendo relazioni tossiche

In tutti i casi, anche quando non c'è intenzione di nuocere, scoprire che il proprio partner ha costruito racconti non veri, su piccole o grandi cose, genera comunque confusione, insicurezza e un logoramento progressivo della fiducia di base.

Con il tempo, chi vive accanto a una persona mitomane può iniziare a dubitare delle proprie percezioni, sviluppare ansia o un calo dell'autostima. 

Per questo, anche se manca l'intenzione manipolatoria che caratterizza il bugiardo patologico, può valere la pena stabilire confini chiari e, se necessario, chiedere supporto a un professionista, sia per la persona che mente sia per chi le sta vicino.

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Come si cura la mitomania

L'opzione principale è la psicoterapia, anche se il percorso è influenzato fortemente dal sintomo stesso: chi soffre di mitomania può continuare a mentire anche al terapeuta, invece di affrontare il problema.

Per questo, il trattamento dipende molto dalla capacità di costruire un'alleanza terapeutica solida tra psicologo e paziente. 

Sono utili soprattutto due approcci terapeutici specifici:

  • psicoterapia cognitivo comportamentale (CBT): aiuta a riconoscere i pensieri distorti che alimentano la menzogna cronica e a ritrovare fiducia in sé stessi, lavorando sull'insicurezza e sulla bassa autostima che spesso sono alla base del problema;
  • comunicazione efficace: lo sviluppo di stili comunicativi più assertivi permette di esprimere bisogni ed emozioni senza il bisogno di ricorrere a racconti inventati.

Se sono presenti ansia o depressione associate, può essere utile anche una valutazione psichiatrica, non per trattare la mitomania in sé, ma per gestire i sintomi correlati (e stabilire un’eventuale prescrizione farmacologica). 

Il percorso di cura è generalmente a medio e lungo termine, perché l'obiettivo è rieducare la persona a una percezione più stabile della realtà.

Cosa fare se conosci una persona mitomane

Come per molte condizioni psicologiche, anche nel caso della mitomania la pazienza e l'affetto sono due ingredienti fondamentali. È utile ricordare che, dietro le bugie, spesso non c'è né intenzionalità malevola né piena consapevolezza.

Allo stesso tempo, soprattutto se la situazione coinvolge una persona cara, si può valutare insieme a lei la possibilità di iniziare un percorso con uno psicoterapeuta. Affidarsi all’aiuto di un professionista è spesso il passo più utile per affrontare la situazione con strumenti adeguati. 

Puoi farlo anche 100% online, su Serenis: i nostri psicoterapeuti esperti sono a tua disposizione per offrirti tutto il supporto di cui hai bisogno. Il primo colloquio è gratuito: le sedute successive avranno un costo di 49€ l’una.

Esperienza reale

Giovanni, 34 anni, si presenta in terapia lamentando insicurezze profonde e difficoltà nelle relazioni interpersonali. Durante le sedute, nonostante un primo atteggiamento di chiusura, il paziente è riuscito a esplicitare disagio e senso di colpa confessando di inventare frequentemente storie su sé stesso, come l’aver conseguito titoli di studio che non possiede o di aver avuto sbalorditive vincite economiche per attirare l’attenzione e ottenere ammirazione. Il paziente nel tempo ha riconosciuto quanto queste bugie sono spesso incontrollabili e che portano spesso a perdere credibilità con amici e familiari. La sua storia personale include un passato di abbandoni e fallimenti lavorativi, che hanno alimentato bassa autostima e desiderio di approvazione. La continua abitudine alla menzogna ha ipotizzato una forma di mitomania , formulata anche sulla base di comportamenti compulsivi e di autoinganno anche durante la stessa terapia. Il percorso comunque si è poi stabilizzato e ha trovato un maggiore autenticità attraverso una relazione terapeutica sempre più stretta e comprensiva, focalizzandoci sul rafforzamento dell’autostima e sulla consapevolezza delle proprie emozioni. Un lavoro impegnato anche a rinforzare e ridefinire una comunicazione più assertiva e sulla gestione dell’impulsività, con esercizi pratici di auto-riflessione e tecniche di mindfulness. L’obiettivo è stato quello di aiutare Giovanni a riconoscere i propri schemi disfunzionali, ridurre le menzogne patologiche e costruire un’immagine di sé più autentica, migliorando così la qualità delle sue relazioni e il suo benessere emotivo. Il percorso, di tipo a medio-lungo termine, ha richiesto una certa pazienza e fiducia verso il paziente che , seppur  in qualche occasione ha avuto momenti di  “scivolamento” nel ritorno di qualche bugia, ha comunque riportato una ritrovata consapevolezza e una voglia sempre più presente di autenticità e benessere. 

Fonti:

Bibliografia

Perché il narcisista...? Capire come funziona un narcisista patologico per mettersi in salvo. — Youcanprint

Saccà, F. (2019)

L'arte della bugia (Vol. 39) — * Rubbettino Editore.

Diodato, L. (2002)

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Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
FRFederico Russo
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.