La crisi di mezza età esiste davvero?

La crisi di mezza età è davvero una fase della vita o un costrutto sociale? Approfondiamo questa questione, analizzando le esperienze individuali e culturali legate a questo concetto. Scopriamo se sia un momento di trasformazione significativo o semplicemente una proiezione delle aspettative sociali.

Cos’è una crisi di mezza età?


Spesso sentiamo dire che durante l’età di mezzo della vita si va incontro ad una crisi esistenziale. Alcuni ricercatori ritengono che la nozione di crisi di mezza età sia per lo più un costrutto sociale che riguarda la convinzione che tra i 40 e i 50 anni si debba sperimentare una sorta di crollo psicologico.

Il termine crisi di mezza età è stato coniato per la prima volta dallo psicoanalista Elliott Jacques negli anni ’60. Jacques ha notato che i pazienti che si trovavano nella fase centrale del ciclo dell’esistenza sembravano attraversare un periodo depressivo e improvvisi cambiamenti nello stile di vita. Si diffuse così l’idea che la crisi di mezza età fosse una condizione biologica che colpiva allo stesso modo tutti gli esseri umani. Ma è proprio così? È vero che alcuni studi dimostrano che avviene un calo della soddisfazione e della felicità man mano che le persone raggiungono la mezza età. Ma è anche importante notare che il calo della felicità non è presente in tutti gli individui e soprattutto non necessariamente si verifica in tutte le persone con la stessa intensità. Addirittura alcuni studi mostrano che la soddisfazione della vita aumenta e raggiunge il suo apice proprio durante la mezza età per poi diminuire quando si entra nella fase dell’invecchiamento. Quindi, per molte persone la parola crisi non è il termine appropriato per descrivere la loro esperienza della mezza età. Dagli studi emerge infatti che solo il 10-20% circa degli adulti afferma di aver vissuto una crisi di mezza età. Inoltre da alcune recenti ricerche antropologiche emerge che la crisi di mezza età non costituisce alcun problema in molte parti del mondo. Ad esempio da un sondaggio condotto negli Stati Uniti è emerso che solo il 26% degli americani riferisce di avere avuto una crisi di mezza età. La maggior parte dei partecipanti al sondaggio ha anche affermato che la crisi di mezza età si è verificata prima dei 40 anni o dopo i 50. Ciò solleva la questione se queste crisi fossero veramente correlate alla mezza età visto che per mezza età generalmente si intende l’età che va dai 40 ai 50 anni. Tra le persone che hanno risposto al sondaggio la stragrande maggioranza afferma che la crisi è stata causata da un evento importante piuttosto che dall’età. I fattori che hanno innescato la crisi includono cambiamenti nella vita come il divorzio, la perdita del lavoro, un lutto o un trasferimento.

Cosa accade durante la crisi di mezza età?


Anche se la crisi di mezza età non colpisce tutti allo stesso modo è possibile affermare che nella fascia di età tra i 40 e i 50 alcuni di noi affrontano nuovi fattori di stress in diversi ambiti della vita. Quando ci troviamo a metà del percorso emergono riflessioni riguardanti l’esistenza e la propria mortalità. Per alcuni questa crisi può influenzare il concetto di sé e la fiducia in se stessi, portando a cambiamenti nell’umore, nei comportamenti e nelle relazioni.

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Caratteristiche della crisi di mezza età


Dal momento che non è possibile definire in modo univoco quali siano le caratteristiche della crisi di mezza età gli psicologi basano le loro considerazioni sulle risposte fornite dagli individui alle domande su questa fase della vita. Naturalmente, ciò comporta che esistono diversi motivi alla base della crisi di mezza età. L’ American Psychological Association afferma che una crisi si verifica quando è evidente un chiaro e brusco cambiamento nel comportamento. Esempi di cambiamenti comportamentali possono includere:

  • trascuratezza dell’igiene personale;
  • drastici cambiamenti nelle abitudini del sonno;
  • perdita o aumento di peso;
  • cambiamenti dell’umore, come aumento della rabbia, irritabilità, tristezza o ansia;
  • ritiro sociale, interruzione delle relazioni e cambiamenti nella routine quotidiana.

Le cause della crisi di mezza età


Alla base della crisi di mezza età ci possono essere molte cause incentrate sui cambiamenti tipici di questa fase.

Lavoro


Un aspetto che può determinare un motivo di crisi dell’adulto maturo riguarda il lavoro. La persona di mezza età potrebbe chiedersi se è soddisfatto dalla propria condizione lavorativa. Potrebbe avere rimpianti o rimorsi relativi al percorso professionale oppure sentirsi intrappolata dalle scelte fatte in passato. Alcune persone potrebbero pentirsi di non aver scelto una strada diversa o di non aver avuto quella vita che sognavano di vivere. In questa fase può accadere che si raggiunga l’apice della propria carriera. Se da una parte l’avanzamento di carriera è un aspetto positivo può anche comportare un aumento del carico di stress. Al contrario può succedere di essere stanchi del solito lavoro, si mette in discussione la situazione attuale e nasce un desiderio di cambiamento. Su tutto questo pesano anche le questioni economiche che naturalmente operano un forte condizionamento sulle possibili decisioni.

Responsabilità


Alcune persone durante la mezza età vivono una crisi a causa dell’aumento delle responsabilità. Per molte persone la mezza età è un momento di transizione in cui cambiano i ruoli e si modificano le relazioni. In questo periodo infatti si verifica una condizione che porta a doversi prendere cura di un genitore anziano che potrebbe avere problemi di salute. Occuparsi dei genitori che invecchiano comporta non solo un dispendio di energie fisiche ma anche mentali. Avviene un’inversione dei ruoli per cui sono i figli ormai adulti a doversi occupare dei genitori anziani. Nello stesso tempo durante la mezza età bisogna anche accettare l’idea che i figli stiano diventando più indipendenti. Secondo Erikson in questa fase si può sperimentare la cosiddetta sindrome del nido vuoto che consiste nella sensazione di perdita e di vuoto a seguito dell’allontanamento dei figli da casa.

Cambiamenti fisici


Durante la fase della mezza età si rendono evidenti i cambiamenti fisici dovuti al processo di invecchiamento. Alcuni individui possono sviluppare malattie mentre altri possono iniziare a notare un calo delle loro capacità fisiche. In tutti i casi avvengono una serie di modifiche tipiche di questa età come la perdita di alcune funzioni fisiologiche, la presenza delle rughe e di una pelle meno elastica, una minor tonicità muscolare. Non tutti riescono ad accettare queste trasformazioni e questo può comportare una perdita della fiducia in se stessi e una crisi riferita al non riconoscersi più in quella nuova immagine corporea.

I vantaggi della mezza età


A seconda delle circostanze e delle prospettive la mezza età può essere un periodo stressante che comporta una vera e propria crisi. Ma gli studi dimostrano che la mezza età può anche essere un momento di crescita, stabilità e gioia. Non tutte le persone infatti vivono il desiderio di tornare ad essere di nuovo giovani. Per alcuni individui la mezza età può trasformarsi in qualcosa di positivo ed essere momento di immensa riflessione. Le persone di mezza età possono godere ampiamente degli obiettivi già raggiunti e dedicarsi a nuove passioni. Altri potrebbero riflettere sui giorni più felici della loro vita, coltivare nuove amicizie e stabilire nuovi progetti di vita. Per le persone più orientate agli obiettivi questa fase può essere molto produttiva. Infatti ci sono ancora molte energie da spendere e quindi ci si può proiettare verso la seconda metà della vita immaginando di realizzare nuovi sogni. Prendere consapevolezza delle caratteristiche della mezza età e accettare questa fase come un periodo di transizione può aiutare a identificare i modi per gestire i normali fattori di stress che generalmente si presentano in questo periodo della vita. Attraverso un percorso di comprensione profonda si può vivere la mezza età in modo entusiasmante.

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Revisori

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Dott. Domenico De Donatis

Medico Psichiatra

Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Pescara n. 4336

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Parma. Specializzazione in Psichiatria presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

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Dott. Federico Russo

Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Neuropsicologo, Direttore Clinico di Serenis

Ordine degli Psicologi della Puglia n. 5048

Laurea in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale a indirizzo neuropsicologico presso l’Istituto S. Chiara di Lecce.

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Dott.ssa Martina Migliore

Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Ordine degli Psicologi dell'Umbria n.892

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente e formatrice. Esperta in ACT e Superhero Therapy. Membro dell'Associazione CBT Italia, ACT Italia e SITCC. Esperta nell'applicazione di meccaniche derivanti dal gioco alle strategie terapeutiche evidence based e alla formazione aziendale.