Disturbi della percezione: cosa sono?

I disturbi della percezione sono alterazioni del modo in cui una persona interpreta le informazioni sensoriali, come allucinazioni o illusioni, che possono derivare da condizioni neurologiche o psichiatriche.
Disturbi della percezione quali sono

La percezione è la capacità di acquisire, elaborare e dare un senso alle informazioni che arrivano dai nostri sensi. Questo processo non è una semplice registrazione passiva degli stimoli sensoriali ma è un processo attivo che ci permette di interpretare e costruire il significato degli input che arrivano direttamente da quello che vediamo, sentiamo tocchiamo. Quando questa capacità è compromessa, parliamo di disturbi della percezione, che rientrano nella più grande categoria dei disturbi del neurosviluppo.

Cosa sono i disturbi della percezione?

Le informazioni che raggiungono il nostro cervello vengono filtrate da una serie di meccanismi cognitivi che ne influenzano l’elaborazione. Questi filtri includono l’attenzione, la memoria e le nostre convinzioni.

Grazie a questo processo, il nostro cervello seleziona, organizza e integra le informazioni provenienti dai sensi per creare una percezione coerente del mondo.

A volte però può succedere che una persona percepisca uno stimolo (o un gruppo di stimoli) in modo diverso dagli altri. In questo caso parliamo di disturbi della percezione ovvero di alterazioni che interferiscono nel modo in cui il cervello riceve ed elabora le informazioni che provengono dai sensi; tali alterazioni possono riguardare il processo percettivo nel suo insieme oppure uno dei passaggi di questo meccanismo.

La difficoltà percettiva ostacola complica la nostra esistenza. Immaginiamo, ad esempio, di avere dei problemi alla vista e di soffrire di disturbi della percezione visiva: la nostra percezione della realtà sarà doppiamente distorta e non solo; molto probabilmente, durante l’infanzia, svilupperemo un disturbo specifico dell’apprendimento, come dislessia, disgrafia o disortografia.

Cosa sono i disturbi della percezione

Tipologie di disturbi della Percezione

I disturbi della percezione in psicologia si dividono in disturbi quantitativi e qualitativi: l’alterazione di cui abbiamo parlato può infatti riguardare la qualità della percezione o la sua quantità.

Nello specifico, i disturbi qualitativi si distinguono in alterazioni allucinatorie e non allucinatorie. Tra queste rientrano tre tipologie principali:

  • illusioni;
  • allucinosi;
  • pseudoallucinazioni;
  • allucinazioni.

Se pensi di avere un disturbo della percezione, parlane con un esperto

Compila il questionario e scopri quale terapeuta può fare al caso tuo.

Primo colloquio gratuito

Sedute online

97% recensioni positive

Inizia

Caratteristiche e differenze tra le tipologie

Le illusioni sono fenomeni percettivi caratterizzati dal fatto che la nostra mente combina elementi reali e non reali, creando una percezione distorta della realtà ma l’errore percepito può essere corretto più o meno nell’immediato. Le illusioni non rappresentano un segnale di alterazione psichica e possono essere causate da una varietà di fattori come stanchezza o stress.

L’allucinosi consiste nella percezione di stimoli sensoriali vividi e dettagliati in assenza di un oggetto o stimolo esterno reale. Chi ne soffre riconosce la natura abnorme dell’esperienza pur continuando a percepirla con estrema intensità. Non è un fenomeno frequente ed è spesso associato a disturbi di natura somatica, come deficit sensoriali o condizioni neurologiche.

Tipiche degli stati emozionali intensi, dei disturbi psicotici o affettivi, le pseudoallucinazioni sono esperienze percettive a metà strada tra allucinazioni e illusioni: l’oggetto percepito non ha corporeità e si trova nello spazio soggettivo interno cioè “dentro” la mente.

Il concetto di pseudoallucinazione è tuttora controverso: gli specialisti della salute mentale non sono d’accordo sulla definizione e sul ruolo diagnostico (Berrios, Denning, 2009).

Tipologie di disturbi della percezione

Forma, stato e modalità delle allucinazioni

Il termine allucinazione indica una percezione sensoriale falsa che appartiene a una realtà inesistente: in pratica, il nostro cervello percepisce qualcosa che non è presente nel mondo reale. A differenza delle allucinosi, l’allucinazione non può essere corretta: chi ne soffre infatti è convinto della realtà di quello percepisce e non può essere convinto del contrario.

Le allucinazioni possono manifestarsi in diverse forme, stati e modalità:

Forma:

  • allucinazioni semplici
  • allucinazioni complesse

Stato:

  • fisiologiche
  • patologiche

Modalità:

  • visive
  • tattili
  • gustative
  • olfattive
  • uditive
  • cenestopatiche

Cause e Fattori Contribuenti

Gli esperti ritengono che le allucinazioni si verifichino a causa di una disregolazione dell’attività neurale che si manifesta in seguito a un’alterazione delle aree responsabili dell’elaborazione sensoriale.

Esistono numerosi fattori che possono causare i disturbi della percezione. Tra i principali ricordiamo:

Fattori psicologici

  • stress, ansia e stanchezza
  • disturbi psichiatrici
  • neurodivergenze

Fattori psicologici

  • farmaci e sostanze
  • malattie neurologiche
  • malattie degenerative
  • disturbo dell’elaborazione sensoriale

Scopri se soffri di Ansia

Fai il test in 5 minuti e scopri il tuo livello di ansia

Test sull'Ansia

Ruolo degli stati emotivi e dell’attenzione

Secondo gli esperti, stati emotivi e attenzione svolgono un ruolo primario all’interno dei disturbi della percezione perché rappresentano due elementi capaci di influenzare in maniera profonda il modo in cui percepiamo e interagiamo con l’ambiente che ci circonda.

Diagnosi e Valutazione Clinica

La diagnosi e la valutazione clinica dei disturbi di percezione si basa generalmente su una combinazione di fattori, tra cui:

  • storia clinica e colloquio con il paziente
  • esame fisico e neurologico
  • test psicologici
  • tecniche di imaging cerebrale

Approcci terapeutici per gestire i disturbi della percezione

La diagnosi e il trattamento dei disturbi della percezione sono effettuate da un team di professionisti sanitari, tra cui psicologi, psichiatri e neurologi. La scelta del trattamento dei disturbi della percezione dipende dalla causa sottostante, e gli esperti possono consigliare psicoterapia, farmaci e terapie mirate in caso di dispercezione del linguaggio e della comunicazione (logopedia).

Ruolo della psicoterapia e della farmacoterapia

La psicoterapia da sola o in combinazione con la farmacoterapia è fondamentale per il trattamento dei disturbi della percezione. Tra gli approcci più consigliati troviamo:

Serenis è un centro medico autorizzato, e possiamo aiutarti attraverso la psicoterapia online: in base alle tue specifiche esigenze, è possibile anche usufruire del servizio di psichiatria.

Gli antipsicotici sono i farmaci più utilizzati per curare i disturbi della percezione. La scelta del tipo di antipsicotico da utilizzare dipende da una serie di fattori come, ad esempio, l’età del paziente, la gravità dei sintomi e la presenza di altri disturbi medici. Se i disturbi della percezione sono causati da ansia o depressione, possono essere utilizzati antidepressivi o ansiolitici.

Studi e ricerche

Gli studi sui disturbi della percezione si stanno concentrando su una serie di aree tematiche specifiche come, ad esempio, il ruolo della genetica e delle neurodivergenze nei disturbi della percezione e la ricerca di biomarcatori specifici per la dispercezione delle basi neurali dei disturbi della percezione. Infine, i ricercatori stanno concentrando la propria attenzione sulla possibilità di utilizzare farmaci più efficaci e terapie basate sulla stimolazione cerebrale per curare i disturbi della percezione.

Fonti:

  • Alterazioni delle sensopercezioni. (n.d.). [LUMSA]. https://lumsa.it/sites/default/files/UTENTI/u474/lezione%20piscopatologia%205.pdf
  • User, S. (n.d.). Allucinazioni. https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/a/allucinazioni
Dott.ssa Martina Migliore

Approccio:
Titolo di studio
Descrizione
Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.

Questa pagina è stata verificata

I nostri contenuti superano un processo di revisione in tre fasi.

Scrittura

Ogni articolo viene scritto o esaminato da uno psicoterapeuta prima di essere pubblicato.

Controllo

Ogni articolo contiene una bibliografia con le fonti citate, per permettere di verificare il contenuto.

Chiarezza

Ogni articolo è rivisto dal punto di vista stilistico, per agevolare la lettura e la comprensione.

Revisori

reviewer

Dott. Domenico De Donatis

Medico Psichiatra

Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Pescara n. 4336

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Parma. Specializzazione in Psichiatria presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

reviewer

Dott. Federico Russo

Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Neuropsicologo, Direttore Clinico di Serenis

Ordine degli Psicologi della Puglia n. 5048

Laurea in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale a indirizzo neuropsicologico presso l’Istituto S. Chiara di Lecce.

reviewer

Dott.ssa Martina Migliore

Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Ordine degli Psicologi dell'Umbria n.892

Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente e formatrice. Esperta in ACT e Superhero Therapy. Membro dell'Associazione CBT Italia, ACT Italia e SITCC. Esperta nell'applicazione di meccaniche derivanti dal gioco alle strategie terapeutiche evidence based e alla formazione aziendale.